13/12/25

La Bohème

La Bohème di Giacomo Puccini è la mia ossessione.
La so per l'80% a memoria, l'ho vista in decine di allestimenti e regie differenti ed è lei che mi ha fatto ardentemente desiderare di diventare regista di opere liriche. In una prossima vita, forse.
La prima volta che l'ho vista è stato in tv, credo nel 1996 (ricorreva il centenario), l'ultima volta che l'ho vista in teatro sarà stato il 2018 o 19. Poco prima del covid, diciamo.

Oggi pomeriggio, in un pomeriggio miracolosamente in solitaria, ho messo su il CD storico, dell'edizione EMI del 1958 con Callas e Di Stefano.

Che grandissimo figlio di *** che era Puccini. Al millemilesimo ascolto non smetto mai di piangere per buona parte del quarto atto, comunque piango, sempre. Sono scene strazianti, vive, che graffiano l'anima di chiunque sia mai stato innamorato almeno una volta nella vita. E l'orchestra, quell'uso magistrale dell'orchestra. Non è solo la musica in generale, ma proprio l'orchestrazione, quel maledetto ottavino che cinguetta con una rondine il tema della rondine che cinguetta, e sbatte in faccia ai protagonisti e allo spettatore l'impermanenza degli stati e delle situazioni, la fugacità della felicità. Eravamo felici e non lo sapevamo. E giù le lacrime.
Contrariamente a molte analisi che ho letto, non trovo invece particolarmente toccante le urla di dolore di Rodolfo, ma la vera angoscia è molto prima, a quel colpo d'archi sull'ultima parola del delirio di Mimì, che ogni bravo regista ha saputo animare facendo cadere il manicotto di mano alla ragazza morta. Quello sì che è un colpo terribile. Così come è una crudeltà la preghiera di Musetta, subito dopo: prega per la guarigione di una ragazza che è appena morta. Cosa può esserci di più beffardo nella vita?
Comunque, io la amo Musetta. Mi sono sempre sentita una Musetta imprigionata nel ruolo di Mimì. 

Pochi giorni fa avevo silenziosamente espresso il desiderio di ritornare ad ascoltare la musica quella vera, rendendomi conto di come fosse davvero difficile nella mia vita odierna. Bene, oggi Santa Lucia questo regalo me l'ha fatto.

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