31/10/09

La Streghetta Sissi

"Lucy... ehm... c'è un gatto nel terrazzo!"



Mio marito stava per uscire in terrazzo, oggi pomeriggio, quando ha visto lei appollaiata sotto il tavolo.

Un gatta completamente nera, ma proprio nera nera senza nemmeno un filo bianco.

Cosa ci facesse sul nostro terrazzo (che si trova all'incirca al terzo piano, rispetto la strada) non lo sappiamo, e nemmeno da dove sia arrivata. La strada dove abitiamo è popolata di cani e non abbiamo mai visto gatti in giro, nemmeno randagi.

Sta di fatto che una gattina nera che piomba all'improvviso nel nostro terrazzo la sera di Halloween, non può che farmi pensare che sia una strega... ed è così che l'abbiamo chiamata, Streghetta Sissi (il secondo nome è stato scelto da Matilde...)



Non ho alcuna intenzione di allevare un gatto in casa, anche se è una strega trasformata che terrà per sempre lontani gli spiriti maligni dalla nostra famiglia, ma di certo non potevo restare indifferente a quel fascino sublime e magnetico...

Un piattino di latte non si nega a nessuno e un filo di spago un po' sfilacciato è stato un giochino divertente, soprattutto per Matilde!











Non abbiamo intenzione di adottarla, ma spero che abbia capito che se vuole, da noi avrà un po' di cibo e un po' di coccole ogni volta che vorrà.



E insomma, questa la novità di oggi.

30/10/09

Lo spasimante

"Mamma, oggi Salvo mi ha dato schiaffi!"
"E tu l'hai detto alla maestra?"
"No"
"La prossima volta, allora, lo dici alla maestra... "
"Ho capito"
"Ma quando te li ha dati questi schiaffi?"
"Quando eravamo seduti"
"E tu non ti sedere più vicino a lui... E' la maestra che decide dove sedervi oppure scegliete voi?"
"No, a me me lo dice Salvo che mi devo sedere accanto a lui"
"Scusami, ma 'sto Salvo chi mi rappresenta? Non può essere lui a importi di sederti accanto a lui, soprattutto se poi ti da schiaffi..."
"E mi tira pure i capelli...."
"Appunto! Allora tu da domani ti siedi dove vuoi tu, perché su di te non comanda Salvo... è chiaro?"
"Ma lui dice che se mi siedo accanto a lui poi mi dicono tutti che sono bellissima..."
"Ma tu sei bellissima comunque!"
"Ho capito..."

Insomma, questo Salvo pretende che Matilde si sieda accanto a lui, le chiede di mostrargli parti innominabili, poi le tira i capelli e la maltratta.
Non ci sono dubbi: è innamorato perso....

29/10/09

...vero!

"Mamma mi porti in braccio?"
"In braccio?! Ma come? Grande e grossa come sei!!"
"No... io sono piccola e magra...!"

27/10/09

Un'esperienza illuminante

Oggi pomeriggio mi sono offerta di rimanere in classe con la maestra di Matilde e rivestire il ruolo altisonante di "Presidente" del seggio elettorale.
Io non credevo neanche che esistesse la figura della rappresentante di classe all'asilo...
Comunque, siccome io sono tendenzialmente asociale e solitaria e dopo un mese e mezzo di scuola non so neanche chi siano le mamme dei compagni di mia figlia, mi sono detta che valeva la pena di sforzarsi, e quanto meno avrei potuto conoscerne parecchie. In fin dei conti mia figlia gioca, colora, impara e si diverte coi loro figli... e qualcuno le chiede anche di mostrargli le sue zone segrete, per cui è fondamentale conoscerne le mamme...

Con le mamme ho socializzato abbastanza, anche perché per forza di cose dovevo parlare con ognuna di loro, quando si avvicinava per votare.
Ho finalmente conosciuto alcuni bambini di cui avevo solo sentito parlare Matilde, e le rispettive madri. Non credo di aver trovato tra loro la mia "anima gemella" così come neanche Matilde ha ancora eletto la sua compagna o compagno "del cuore".

L'esperienza è stata, però, illuminante sotto ben altri aspetti.

I genitori dovevano firmare due fogli e ognuno di loro, ma proprio tutti, al mio invito "Metta una firma qui" chiedevano "La mia?".
Ora... è vero che - per lo meno dalle mie parti - è usanza piuttosto comune firmare a nome d'altri... ma che sia la domanda di rito...! Poi, insomma! Se viene il postino con una raccomandata allora posso capire che preferisca che io firmi a nome di mio marito, se la raccomandata è destinata a lui, ma se io dico ad una mamma "Firmi lì" è il "lì" in questione è un rigo accanto al quale c'è scritto il suo nome... non può pensare di firmare a nome del marito!

E ancora: c'erano due candidate, si poteva esprimere solo una preferenza e solo una sarebbe stata eletta. Avevamo un foglio su cui avevo scritto a chiare lettere i nomi delle due candidate e le indicavo ad ogni genitore-elettore. Sapevo bene che per la maggior parte di loro erano solo nomi, ma bisognava comunque esprimere una preferenza.

Arriva una ragazza (perché sono sicura che è stata lei!), le do la scheda, le indico il foglio e le spiego "Questi sono i nomi delle candidate, deve scrivere il suo voto sul retro della scheda..."
"Ma chi devo votare?"
"Questi due sono i nomi delle candidate" e indico ancora il foglio
"Ma devo scrivere il nome?"
"Si, deve scrivere sul retro della scheda il nome... anche solo il cognome è sufficiente..."

In fase di spoglio salta fuori una scheda che aveva scritti su due righe solo i cognomi di entrambe le candidate.

Ci lamentiamo dell'Italia che va a rotoli... la verità è che c'è davvero gente che non ha ancora capito cosa significa andare a votare...


Progetto quilt

"Aspettiamo che la mamma si sieda... vi devo dire una cosa..."

Mio fratello l'Ingegnere ha esordito così, qualche giorno fa, mentre eravamo a pranzo dai miei. Io - sarà perché ho un certo fiuto per queste cose - avevo già intuito di cosa si trattasse.

"Mamma, siediti. Ecco. Ho deciso di cambiare casa. Resto a Torino, ma cambio casa. C (la sua zita ndr) ha chiesto il dottorato a Torino, e abbiamo deciso di andare a vivere insieme."

Mia madre non fa una piega.
Non batte ciglio.
Non respira.
Dopo 5 secondi si riprende: "Bene sono contenta."

Mia madre non è per niente contenta. Non perché abbia problemi con C, tutt'altro: tratta molto meglio lei di me, ma è una donna che si lascia molto influenzare dal "cosa penserà la gente". Nessuna delle sue amiche ha un figlio "che convive", ma solo figli regolarmente sposati, quindi il fatto di essere "la prima" la spiazza un po'.

Io come l'ho presa? Tutto sommato bene. In fin dei conti mio fratello "me lo sono giocato" già 3 anni fa, quando è partito per Torino promettendo di tornare ma si sapeva già che non l'avrebbe mai fatto. Mi mancherà? Non più di quanto non mi manchi adesso. In fin dei conti ha 26 anni, lavora in piena regola da un anno ed è anche giusto che decida di concretizzare qualcosa.

Però mi sono messa in testa di fare un regalo alla neo coppia ufficiale... mi è venuto il pallino di fare per loro un quilt, tutto colorato e allegro, per il letto matrimoniale.
Sono pazza? Si, abbastanza... ma mi sembra un'idea carina, no?
Vedremo cosa verrà fuori...

26/10/09

La band del bosco dei cento acri

"Dai, mamma, dimmi di si!!!"
"Dimmi di si, che si può fare, senza sparare parole d'amore..."
"Ma chi la canta questa canzone?"
"I Pooh"
"..."
"..."
"...se, vabbè, i Tigro!"


Ecco, appunto....

Dopo un intero e lunghissimo, interminabile, fine settimana passato *senza* colori, stamattina ho detto a Matilde: "Se quando vengo a riprenderti la maestra mi dice che hai lavorato in classe e hai colorato e disegnato e hai fatto quello che lei ti diceva, allora la punizione dei colori finisce"
Lei mi ha promesso (in effetti molto fiaccata dai giorni passati chiusi in casa a causa della febbre-laringite che è tornata alla ribalta e senza il suo passatempo preferito) che oggi avrebbe colorato.
E così è stato.

Sono andata a riprenderla e la maestra (dopo avermi incastrata come presidente di seggio per le elezioni della rappresentate di domani.... visto che non mi portavo come rappresentante!) mi ha detto che oggi è andata molto meglio.

Matilde ha fatto la strada di ritorno di volata, impaziente di riprendere, finalmente, il sacco grande con tutti i colori presenti in casa sequestrati giovedì pomeriggio, quindi si è subito messa a colorare mentre io preparavo il pranzo.

"Lo sai, Salvo voleva vedere il mio fiorellino"
"Eh?!"
"Salvo voleva vedere il mio fiorellino"
"Ma quando?!"
"Mentre guardavamo il film"
"E tu che cosa gli hai detto?"
"Niente, me ne sono stata zitta come aveva detto la maestra"

Ecco, appunto... passa un problema e ne arriva un'altro: l'adolescenza precoce!

23/10/09

NUOVO al quadrato

L'ho letto e riletto, infine mi sono decisa. Lo riprendo in mano.

Ho già tagliato 4 pagine inutili ed aggiunto un capitolo. Insomma.... ci sto lavorando...

22/10/09

L'amica D

Tutte le domeniche pomeriggio va a messa. Prima andava in un paesino qua vicino, poi hanno trasferito il sacerdote e adesso viene nella chiesa vicino casa mia. Partecipa alle processioni della via crucis. Fa la comunione ogni settimana e si confessa almeno due volte l'anno.

Legge libri. E' diventata assidua frequentatrice di una libreria al punto che con la proprietaria si danno di tu. Lei le ordina libri strani e introvabili e la libraia glieli procura nel giro di qualche giorno o settimana, a seconda.

Ha fatto un fioretto e non mangia dolci da un anno e mezzo, eccetto un cucchiaino di zucchero nel caffè.

Ho passato il pomeriggio scoprendo una nuova amica D. Se qualcuno mi avesse detto queste cose sul suo conto mi sarei scommessa un braccio o una gamba che si trattava di uno scambio di persona...

L'amica D, quella pazza e scatenata, che a 28 anni si innamorava ancora di un divo dello spettacolo ogni tre mesi e di un ragazzo nuovo ogni due, che si lanciava in avventure senza pensarci due volte con la sola cura delle giuste precauzioni del caso, che ha tenuto sul comodino "Il profumo del mosto selvatico" per qualcosa come 5 anni giustificandosi sempre con un "Devo finire di leggerlo".

Quando ci siamo salutate le ho detto: "Speriamo che la prossima volta che ci vediamo non mi annunci che hai avuto LA CHIAMATA e stai per chiuderti in convento".
Lei mi ha assicurato che non c'è pericolo, ma a questo punto chissà...

Bocciata all'asilo

"Signora, ma come dobbiamo fare con Matilde, che non vuole lavorare?"

Questa la doccia fredda di stamattina, al mio arrivo a scuola.
A quanto pare da qualche giorno Matilde si rifiuta categoricamente di colorare e, se la maestra insiste un poco, si mette a piangere.

Sembra il giochino della Settimana enigmistica: "Come fareste voi?"

Quello che ho fatto io è stato un calmo ma deciso cazziatone davanti alla maestra, ribadendo che il suo non è un comportamento corretto, perché a scuola lei ci va per lavorare e imparare e fare le cose insieme ai compagni; che se dice di arrivare a scuola troppo stanca di colorare perché ha già colorato a casa, allora io faccio sparire tutti i colori che ci sono a casa perché si colora *prima* a scuola, e *poi*, se restano tempo ed energie, a casa.

Per il resto delle attività, cantare, ballare, imparare le poesie e le filastrocche, invece lo fa senza problemi, l'unica cosa che non vuole fare sono quelle attività manuali, colorare, dipingere, ritagliare, incollare...

Più che vietarle di fare queste cose a casa finché la maestra non mi dirà che ha ripreso a farle in classe, che posso fare? Ogni consiglio sarà ben accetto.

20/10/09

Cacca al diavolo, fiori a Gesù

Stamattina, dopo esser tornata a casa dall'aver mollato la piagnucolona a scuola, ho sentito un vociare tipico di "sciarra" (=rissa) per strada.
Mio marito, che si è ben ambientato nella cultura da viuzza popolare dove abitiamo, non avrebbe esitato e si sarebbe affacciato a vedere cosa succedeva. Io, invece, no. Tra lavatrice e cucina da sistemare, figuriamoci se mi mettevo ad assistere a chissà quale discussione animata... a rischio, poi, di essere coinvolta, tirata in ballo come "giudice", o come "testimone"... no... non lo faccio mai.
Però, dopo un'oretta, sono uscita in balcone e allora ho visto questo.

Il portoncino di casa mia è subito dietro la macchina rossa parcheggiata.
A questa visione, però, il mio spirito popolano è saltato fuori. Ho visto per strada la Signorina Bicentenaria della merceria qua sotto e le ho chiesto cosa fosse successo.

"E' stata la signorina G., stamattina, che dice che buttiamo la spazzatura sotto la Madonna, allora si è messa lì e l'ha buttata tutta in mezzo alla strada... Ora stiamo aspettando, il signor S ha chiamato i vigili, vediamo se la tolgono perché non si può passare nemmeno con le macchine".

Nella mia cittadina non ritirano la spazzatura da almeno 10 giorni. La situazione è tremenda anche se devo ammettere che qui, purtroppo, è l'abitudine: tutto il 2009 è andato avanti così: 10 giorni di raccolta e 10 giorni di stallo. Effettivamente (anche se viene da piangere solo a pensarlo) la situazione è grave ma lo era di più in estate, quando sta robaccia fermentava sotto le finestre delle case e non si poteva respirare... in qualche modo adesso è meno pesante... ma torno a dire che mi viene da piangere a pensare di "consolarmi" così.
Che la signorina G sia una fanatica religiosa lo sapevo. E' stata l'unica a "rimproverarmi" una volta perché non mi vedeva mai in chiesa... l'ho messa gentilmente a tacere ma ogni volta che mi incontra noto il suo sguardo che mi dice "Peccatrice! Brucerai all'inferno!"
Ma da qui a disseminare (con le sue nude mani?! ma che schiiiiiiiiiiiiiiiiifo!!!) la spazzatura che stava all'angolo della strada *solo* perché a quell'angolo c'è pure la cappelletta della Madonna...!

Ha ragione mio marito: in tutto il vicinato quelle più normali sono le nostre dirimpettaie, che si tagliavano le unghie dei piedi scavalcando la ringhiera del balcone!

Il recupero

A parte un altro topolino che era stato venduto, ho recuperato tutti gli oggettini che avevo portato al negozietto in conto vendita.

Beh, se non altro ho recuperato tutto.

19/10/09

La torta

Il mio compleanno è passato sotto tono, quest'anno. Eravamo in terra d'Albione, presso amici, e abbiamo solo ordinato un gigante coppa di gelato con le candeline al ristorante dove abbiamo pranzato quel giorno. Questo è stato il mio festeggiamento. Tra una raffica di starnuti e l'altra.
Mia madre mi aveva mandato un sms tragico, sul quanto le mancavamo, sul quanto bene ci vuole e sul quanto avremmo festeggiato il mio compleanno al nostro ritorno... per forza di cose, il "festeggiamento" si è svolto ieri.

A casa dai miei nonni, con gli zii... l'unica nota "di festa" è stata la presenza inaspettata di mio fratello l'Ingegnere che da quel di Torino è tornato a casa per tre giorni.
Mia madre prende la torta, mia zia mette la candelina, mio padre l'accende, tutti intonano il coretto stonato ed io mi preparo a soffiare. Puuuuuuuuuuuuf! Evviva! Auguri!

Mio padre comincia a tagliare le fette di torta e lo sento confabulare con mia madre. E allora capisco.

"Mamma, non mi dire che ci hai messo la pesca..."
"Eh... non ci ho pensato...!"
"Non ci hai pensato?!"
"E vabbè, i pezzi sono grossi e glieli puoi levare!"
"Ma che cosa devo levare?! E' tutta nell'impasto!"
"E non me lo sono ricordata!"
"Dovevi fare la torta per il mio compleanno e non ti sei ricordata che da 15 anni sono allergica alla pesca?!"

Io non capisco se sono io *estremamente* paziente nei confronti di mia madre, oppure se, al contrario, la mia immensa pazienza non sia stata forgiata proprio su di lei e sul suo modo di comportarsi con me.
Non mi interessa niente della torta, nè del compleanno. Non è la prima volta che mia madre sbaglia la torta del mio compleanno e ormai non ci faccio più caso.

Ma ca##o, non si può sbagliare, con me, sulla pesca! Lo sanno pure i fermenti lattici che è l'unica cosa che potrebbe veramente uccidermi! E che diamine!

La tredicesima storia

Di Diane Setterfield.

L'avevo in casa da un annetto o quasi e solo ultimamente mi sono decisa a leggerlo.
Parte un po' lento e "spiazza" con quel linguaggio narrativo meticoloso e fin troppo descrittivo, ispirato alla narrazione ottocentesca che è tanto cara alla protagonista.
Poi, però, si rianima e finalmente "prende".

La storia diventa affascinante e coinvolgente, le pagine scorrono via veloci e si fa fatica a interrompere la lettura perché "chissà cosa succede dopo".

Ma purtroppo la fine perde di nuovo mordente, quasi come se l'autrice non "volesse" finire di scrivere e allora si inventa l'acqua per allungare il brodo e quattro foglioline di prezzemolo per insaporirlo, ma sa sempre di brodo allungato...

Comunque, in fin dei conti, mi è piaciuto, è stata una lettura piacevolissima come difficilmente mi succede ultimamente.

16/10/09

Una pausa risolutiva

Quando ad agosto mio marito mi aveva annunciato il nostro viaggio a Londra ai primi di ottobre, ho subito pensato a Matilde e alla sua prolungata assenza da scuola.
E' chiaro che non ero certo preoccupata per i compiti o per il programma non svolto... piuttosto temevo che la settimana di "vacanza" le facesse perdere un'abitudine che all'epoca stimavo come già acquisita, e che il rientro avrebbe comportato problemi.
Poi, invece, è andata come è andata... l'abitudine non è stata acquisita e fino al giorno prima di partire i saluti all'asilo erano annaffiati di lacrime.

Poi siamo partiti.
Alla vigilia del rientro, la streghetta, diceva alla nostra padrona di casa che voleva restare lì con lei e non voleva tornare a casa. Si è convinta a partire solo perché B le ha detto che comunque, anche se fosse rimasta a Londra, lei doveva andare al lavoro quindi l'avrebbe portata in un asilo inglese.
Poi siamo tornati.

Già mercoledì mattina Matilde è andata a scuola.
Come al solito, durante la colazione è iniziata la tiritera: "Io non ci voglio andare a scuola".
Io stavo ancora male, ero molto sorda e molto stanca, poco paziente e per nulla tollerante. L'ho serenamente portata a scuola e l'ho salutata in fretta con un "Ciao amore, racconta alla maestra che ti sei seduta nell'autobus a due piani!" e via! Zut!
Il segreto è la rapidità.
Anche ieri, durante la colazione, la stessa solfa "Io non ci voglio andare a scuola", ma ad ogni battuta io le rispondevo "Ma va là" ed è diventata una specie di canzoncina, un duetto canoro.
Arrivati a scuola l'ho salutata, lei mi ha guardato aprendo la bocca come a voler dire qualcosa ma io gliel'ho impedito con un "Non cominciare."
Anche stamattina, stessa storia, stesso duetto, stesso sguardo appena arrivati ed io "Non dire sciocchezze".

Insomma, sta di fatto che non piange più. Il duetto romantico orami credo che ce lo trascineremo fino all'università, come rituale di pre-saluto, e in fin dei conti, forse, quella pausa dalla scuola ci voleva proprio.

Meglio così.

Uhmmm...

Ieri pomeriggio sono andata al negozietto a ritirare tutte le mie cosucce... però era chiuso. Chiuso senza un cartello, senza una spiegazione.

Saranno forse scappati alle Maldive portandosi dietro il malloppo?!

Il profumo delle arance

Stanotte ha piovuto. Come molto spesso capita, ultimamente.
Stamattina, camminando lungo il corso principale, l'aria era intrisa di un profumo agrumato e invernale. Dapprima pensavo che si trattasse della merce esposta da un fruttivendolo, ma il profumo era molto lieve eppure costante e persistente, e ci ha accompagnato per molta strada.

Poi mi è caduta tra i capelli una goccia d'acqua. Ho alzato lo sguardo ed ho capito.
Gli aranci, gli alberi di arance amare che decorano i marciapiedi del corso erano stati lavati e tirati a lucido dalla pioggia notturna, e le loro foglie emanavano quel profumo di arance che mi ha fatto pensare all'inverno, al Natale, ai pomeriggi piovosi, al pleid sulle gambe e alla cioccolata calda.

Non vedo l'ora.

15/10/09

Partiti gli abbinamenti per lo scambio "Amarcord"!

Mi confermate di aver ricevuto l'indirizzo del vostro destinatario segretissimo?? :-D

Troppo bello per essere vero...

Driiiiiiiin driiiiiiiiiin....
"Pronto? Ah, si! Ciao!.................. ah........................ capisco....... si....... va bene................ d'accordo.............. ci vediamo più tardi allora............. va bene, ciao."
Click.
Sgrunt!

Mi hanno chiamato dal negozietto dove espongo le mie creazioncine... devo andare a ripredermi tutta la roba perché hanno deciso di lasciare perdere visto che a quanto pare l'attività non va avanti.

Va bene. Capisco. Comprendo.
Hanno sostenuto delle spese che non hanno ancora riscattato, ma è anche vero che hanno aperto a luglio, quando la gente scappa al mare e stanno chiudendo a metà ottobre quando la gente aspetta ancora 10 giorni prima di saccheggiare i negozi per i regalini di natale... Insomma, a me non importa granché, non ci ho mai riposto grandi speranze proprio perché le due titolari non mi hanno dato l'impressione di professionalità imprenditoriale, ma... e che cavolo! Ma almeno aspetta fino a natale!

Ehm...
Chi vuole uno stock di 8 topolini, 4 tazzine, uno svuotatasche, un guantone da teglia, 3 bavaglini, 11 sacchettini profuma cassetti, 2 alberi di natale tintinnanti e 3 coppie di presine natalizie?

Ho tutto!

Anche l'ultimo indirizzo mi è giunto! Avrete a breve il vostro messaggio privato con l'abbinamento segreterrimo per lo scambio "Amarcord"!