13/10/26
Il mio strumento
04/08/26
Non si dovrebbe
09/11/25
L'amica
06/08/25
Ancora ci penso
24/07/25
La partenza
28/04/25
Verso il fondo
10/04/25
E' finita
09/03/25
25 anni
04/03/25
L'ansia a mille
Oggi faccio fatica persino a respirare.
Dovevo dirlo, dovevo scriverlo da qualche parte.
07/12/24
Ritornare
Sono stata di nuovo a casa dell'Ingegnere perché lui è via e la cat sitter che baderà ad Elliot aveva capito che doveva iniziare sabato sera invece che sabato mattina. Lui è partito ieri pomeriggio quindi una capatina in casa per vedere se il gatto stava bene ci voleva. Per le mie lezioni coi mocciosi e con le famiglie dovevo passare da quella parte della città sono dunque uscita una mezz'ora prima.
Erano diversi mesi che non andavo in quella casa, ma non è stato tanto il tornarci che mi ha fatto male. Quella casa non l'ho mai sentita casa mia, e un motivo ci sarà stato.
Ciò che mi ha fatto male è stato il comportamento del gatto. E' bastato niente per riprendere il gioco da dove lo avevamo interrotto. Si ricorda ancora di me, si ricorda la modalità della nostra relazione, ma non mi ha voluto coccolare. Mi ha rincorso e si è fatto rincorrere, ma niente fusa e quando mi sono seduta sul divano, contrariamente a come aveva sempre fatto, non mi è salito sulle gambe.
Mi manca tremendamente.
La Miciuzza è dolcissima e affettuosissima, ma il "mio gatto" era lui Elliot. Mi mancano gli accoccolamenti che ci facevamo, le sue fusa interminabili, i suoi strusciamenti.
Lo confesso, ho pianto di nuovo dentro quella casa.
24/10/24
Le cose che mi mancano di te
In effetti ridevamo spesso. Anche se ero io, per lo più, che ti facevo ridere per le mie mille idee strampalate e le duemila pazzie che ne derivavano.
Mi manca la certezza di tornare a casa con qualche aneddoto irritante da raccontare, su genitori, insegnanti, personale di segreteria scolastica ecc, ed essere certa che tu mi avresti ascoltato.
Mi manca la sensazione di farti sentire utile, importante e indispensabile quando, arrivati alla pompa di benzina automatica, fermavo la macchina e ti dicevo "Il pieno, grazie" e tu sorridevi, scendevi e facevi il pieno, tutte le volte.
Mi manca la tranquillità che alla cena delle ragazze pensavi sempre tu, e talvolta anche al pranzo quando lavoravi da casa, ed io ti dicevo che eri ossessionato, che loro potevano anche cavarsela da sole, ma adesso che spesso devono cavarsela da sole, mangiano solo piadine con la filadelfia e uova a occhio di bue.
Mi manca che quando tornavi a casa dopo una giornata pesante mi chiedevi un abbraccio.
Mi manca la certezza che quando avevo un problema tu avevi spesso la soluzione.
Mi manca il tuo gatto, che doveva essere mio, che lo avevo voluto io, l'ho cercato e adottato io ed ha pure il mio nome e numero di telefono impressi nel microchip, ma ha scelto te dopo 24 ore che era in casa con noi.
In effetti ci volevamo bene. Ma a quanto pare non era sufficiente per dare un senso ad una vita insieme, ad una convivenza.
18/12/20
Non ce la sto facendo
E mi dispiace.
Ci tengo a questo blog. Raccoglie 13 anni della mia vita. Ma non ce la faccio più a tenerlo aggiornato. Ho difficoltà a farlo dal telefono e questa cosa mi condiziona molto.
Mi dispiace proprio tanto.
31/01/20
E' finita
Mentirei se dicessi che non mi sento angosciata, che non mi importa, che sono contenta, che non mi mancheranno, che l'ho fatto solo per soldi ecc. Quelle due pesti sono stati i miei figli per due anni e mezzo. Li ho presi in carico che nemmeno gattonavano e li ho lasciati che vanno all'asilo e conoscono tutte le lettere e i numeri.
Nei giorni scorsi ho pensato spesso che avrebbero sentito molto la mia mancanza, ma in realtà il senso di perdita ce l'ho io.
Mary Poppins, proprio alla fine del film, risponde al pappagallo che sta sul manico del suo ombrello una cosa del tipo: "Che ne sarebbe di me se mi affezionassi a tutti i bambini di cui mi occupo?". Ecco, Mary, che ne è di noi? Perché lo so, anche tu, come me, in realtà ti affezioni ai bambini di cui ti prendi cura, ma quell'affetto, quell'orgoglio per i loro progressi, quell'apprensione per i loro malanni, la tieni sepolta, come faccio io. Che ne sarebbe di noi se ci lasciassimo prendere dall'amore che difficilmente si può evitare di provare per un bambino?
Poi ci sono i genitori. Ed io, a differenza di Mary, non posso dire di essere fiera del mio Signor Banks, tutt'altro.
In due anni e mezzo ho ricevuto più gratificazioni e riconoscimento del mio lavoro da parte degli estranei, dei nonni, della ragazza delle pulizie, della portinaia, che non dai genitori. Qualcosa, qui, l'ho raccontata, ma avrei tonnellate di aneddoti tragicomici da raccontare a riguardo.
No, questo lavoro non mi apparteneva più. E' stato importante trovarlo, farlo. Mi ha permesso di vivere per più di due anni, ma no, non è più un lavoro che fa per me.
E poi, la ciliegina sulla torta. Il TFR.
Non me lo dovevano, ma persino io, che sono povera&pazza, ho sempre "arrotondato" generosamente l'ultimo compenso alle varie babysitter che si sono susseguite con le mie figlie, anche di poco, ma l'ho fatto. Loro no. Proprio zero. Il mio ultimo compenso è stato calcolato con la precisione dei 5 euro.
I due Bambini, Silvia e Matteo, altresì detti il Biondo e la Riccia, resteranno per sempre nella mia memoria e un po' anche nel mio cuore. I loro genitori, anche. Mi resteranno nella memoria di certo, e sul fegato.
18/04/19
Andiamoci a prendere questa brutta notizia
Dice: "Ma hai controllato sul sito come ti è andata a finire?"
"Non ancora. Dai, controlliamolo insieme, andiamoci a prendere questa brutta notizia"
E infatti la brutta notizia c'era.
Non ci avevo mai davvero creduto, ma ci avevo molto intimamente sperato.
Mi ingozzo di cioccolato e penso a una soluzione alternativa.
30/08/18
Julie
16/07/18
Il Topolino
06/06/18
Non passerà mai
In vece non è per me. E' per Matilde, ma non è comunque una lettera d'amore. Il mittente è l'agenzia delle entrate, e dentro la busta si tocca la forma piatta e rigida di una tessera. Sicuramente sarà la tessera sanitaria che, in effetti, le scade a fine giugno.
Salgo a casa, apro la busta. E' la tessera sanitaria.
Lo guardo e mi prende il magone.
"Matilde"
Si avvicina.
"Guarda, ti è arrivato la nuova tessera sanitaria"
"Ah. Ma tanto di solito non la tieni nel tuo portafogli?"
"Sì, infatti ora la sostituisco. Però ti volevo dare quella vecchia, casomai te la volessi conservare come ricordo"
"E perché dovrei? Cos'ha di speciale?"
"Era della Regione Sicilia, invece quella nuova è della Regione Piemonte".
Ed è così che me ne vado in balcone, per non far vedere le lacrime.
28/05/18
Quando muore una non famosa ma che ha fatto a modo suo la storia
Lei ed io non ci siamo mai state troppo simpatiche, perché lei era molto amica di Schroeder e della ragazza con cui lui stava prima di me, e questa cosa ad Angie non andava molto a genio.
Lo so che ne sto parlando come se fosse una celebrità. Ecco, forse non lo era ma avrebbe meritato di esserlo.
Tra tutti i vari oggetti del "che ne sanno i duemila", potremmo tranquillamente aggiungerci anche lei. Che ne sanno i duemila di quanto avrebbe potuto essere diverso, oggi, il panorama del web italiano se non fosse esistita Angina Pectoris?
Forse adesso che cito il suo nickname storico vi dice qualcosa.
Ripeto che non ci stavamo simpatiche ma abbiamo collaborato per anni come guide superEva, lei da decana io da pivella, qualche volta ci siamo virtualmente afferrate per i capelli ma in un momento in cui ero stata vittima di una decisione "dall'alto" che limitava la mia possibilità di gestione della guida della città di Palermo, so che lei si è pronunciata in mio favore, rivolgendosi ai capi con qualcuna delle sue tipiche e colorite espressioni partenopee.
Non siamo state mai amiche, nemmeno su Facebook, ma leggere questa notizia, oggi, mi ha messo tristezza.
È stata un caposaldo del web 2.0 italiano, una promotrice d'avanguardia del web fatto dagli utenti del web. Cucinava molto bene e raccontava un sacco di aneddoti sullo zio prete. So che negli ultimi 15 anni ha avuto una vita travagliata e fatta di sofferenza.
Ciao Angie, insegna agli angeli la ricetta del filetto alla Rossini, unico post della mia guida sull'opera lirica in cui abbiamo collaborato in modalità pacifica.
28/08/17
Commiato #5: Andrea
Spesso, in questi 17 anni, sono passata in macchina dallo svincolo autostradale per il paesino dove si trova sepolto, ed ogni volta mi sono ripromessa di farcela, una volta, un gita fuori porta e con l'occasione fargli visita. Non l'ho fatto mai. Non so il perché. Forse perché tanto non scappa, sta lì e ci resterà per sempre.
Ma adesso sono io che me ne sto andando, sono io che non starò più qui. Chissà quando se ne riparlerà di passare di nuovo lungo quell'autostrada. Me ne sto andando e sto organizzando la tabella dei saluti alle persone più care. Era doveroso inserire anche lui.
E così ci sono andata. Ci sono andata in compagnia, perché forse andarci da sola sarebbe stato peggio, ci sono andata di proposito, deviando dal percorso più veloce appositamente per passare da quel paesino, e ci sono andata partendo presto la mattina per essere sicura che il cimitero fosse ancora aperto.
E' stato un piccolo sollievo accorgermi di ricordare quasi precisamente la localizzazione della cappella di famiglia. Nonostante 17 anni di vita intensa e ricca, non ho dimenticato quel giorno, quel momento, quel dolore.
Dopo aver girovagato guidati in modo sbagliato e confuso dal guardiano, ho seguito il mio istinto e i miei ricordi, e l'ho trovato.
L'ho salutato. E' stato rassicurante, doveroso, triste. Importante.
14/03/17
Massimo
Massimo era molto più grande di me, eppure se la storia è finita non è stato certo per la forte differenza d'età, bensì per il motivo per cui finiscono tutte le storie, ossia che non ci si ama più.
Massimo è stato il mio "primo uomo", se capite cosa intendo.
Massimo è morto qualche giorno fa, per un infarto inaspettato e improvviso, da quel che ho scoperto.
Si dice che da bimbi tutti belli e da morti tutti santi. No, io non potrei mai dire una cosa del genere di lui. Una brava persona - per carità - onesto, educato, tranquillo, ma non me la sento affatto di piangere o rim-piangere nulla. Mi dispiace, senza dubbio. Mi dispiace ancor di più perché - stando a quello che ho avuto modo di sbirciare sulla sua bacheca di facebook, negli ultimi anni sembrava sereno e felice, si era sposato, aveva cambiato casa e città, e persino raggiunto un bel traguardo per la sua carriera. E' morto giovane, in fin dei conti, e sono stata davvero dispiaciuta nell'apprendere la notizia tramite amici di amici di amici, ché io e lui non ci siamo più visti né sentiti dal 2002.
Solo una cosa voglio dire, e mi serve per ricordarlo in modo ufficiale.
Quando stavamo insieme, una volta mi disse che sulla sua lapide avrebbe voluto che fosse scritto che era morto incazzato, perché a qualunque età fosse morto, lui era certo che sarebbe stato incazzato dell'essersene andato troppo presto, che di sicuro non avrebbe avuto il tempo di girare tutto il mondo, di leggere tutti i libri, guardare tutti i film, ascoltare tutta la musica, conoscere tutte le persone.
Ecco. Considerando che non aveva nemmeno 60 anni, incazzato sarà morto di sicuro, perché ancora di più gli è mancato il tempo per vivere tutto quello che avrebbe voluto.
Tutto qui. Voglio ricordarlo così. Massimo, il mio ex, morto incazzatissimo.

