Gandalf ha fatto una deviazione di 500 km dal suo viaggio solo per passare a trovarci e cenare con noi, la sera prima dell'orale di maturità di Matilde. Ci ha fatto trascorrere una serata serena, facendo da diversivo e antidoto all'ansia che inevitabilmente avrebbe aleggiato in casa, dimostrando di fatto di essere proprio il grande mago del quale porta il nome, quello che arriva esattamente nel momento in cui è necessario che arrivi.
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26/06/25
Sempre lui
E' chiassoso, invasivo, sarcastico e schietto, ma ha un cuore immenso ed è una delle persone che ho di più care al mondo.
15/11/19
Fatte fa' sta pera
"Gandalf, hai presente il dolore ormai cronico e inguaribile al braccio destro che mi tormenta da mesi?
"Eh"
"Sono andata dal dottore"
"Alla buon'ora"
"Lo so che trascuro la mia salute, ma lo sai che..."
"Lo so, lo so, così come pure tu lo sai che male pe' te che te ne sei annata, che te faceva comodo avè n'amico fisioterapista che t'aggiustava tutti i giorni in cambio de n'orlo ai pantaloni ogni tanto"
"Vabbè, a parte che mi hai anche fatto spostare tutti gli stemmi e gli stemmini che avevi sulla vecchia giacca da moto a quella nuova e quello è un lavoro che ho fatto a mano e su tessuti tecnici durissimi, per non parlare del velcro che andava a finire che mi aggiustavi ma poi io peggioravo quando ti ripagavo con lavoretti di cucito"
"Vabbè, vabbè, e quindi? Che t'ha detto er dottore?"
"Che mi fa un'infiltrazione di cortisone"
"Al gomito?"
"Si. Che ne pensi tu?"
"E che ne devo pensà? Fatte fa' sta pera de cortisone e vedrai che starai meglio. Speramo che sto dottore la sappia fare, semmai"
Il dottore l'ha saputa fare.
"Eh"
"Sono andata dal dottore"
"Alla buon'ora"
"Lo so che trascuro la mia salute, ma lo sai che..."
"Lo so, lo so, così come pure tu lo sai che male pe' te che te ne sei annata, che te faceva comodo avè n'amico fisioterapista che t'aggiustava tutti i giorni in cambio de n'orlo ai pantaloni ogni tanto"
"Vabbè, a parte che mi hai anche fatto spostare tutti gli stemmi e gli stemmini che avevi sulla vecchia giacca da moto a quella nuova e quello è un lavoro che ho fatto a mano e su tessuti tecnici durissimi, per non parlare del velcro che andava a finire che mi aggiustavi ma poi io peggioravo quando ti ripagavo con lavoretti di cucito"
"Vabbè, vabbè, e quindi? Che t'ha detto er dottore?"
"Che mi fa un'infiltrazione di cortisone"
"Al gomito?"
"Si. Che ne pensi tu?"
"E che ne devo pensà? Fatte fa' sta pera de cortisone e vedrai che starai meglio. Speramo che sto dottore la sappia fare, semmai"
Il dottore l'ha saputa fare.
24/06/19
10/06/19
36 minuti e 20 secondi
Domenica mattina, apro gli occhi, vedo una notifica sul cellulare, guardo.
Un messaggio vocale da parte di Gandalf. 36 minuti e 20 secondi.
Ormai da diversi mesi abbiamo preso l'abitudine di comunicare attraverso messaggi vocali che possiamo ascoltare e registrare in differita, visto che i nostri orari non coincidono mai e quando per l'uno potrebbe essere un buon momento per farsi una chiacchierata al telefono, non lo è per l'altra e viceversa.
"Ciao Lucy, sto a tornà da-a serata coi colleghi, se semo magnati n'amburgher buonissimo ma soprattutto me so' bbevuto 'na birra bbona, ma bbona, che era tanto che nun me bbevevo 'na birra così bbona, un gusto così pieno, così rotondo... Era la più forte che ci avevano, nove gradi, che pe' na birra so' tanti nove gradi... Ora sto tornando a casa ma me sa che non ci ho molto da dirte... Poi sto pure ad ascoltà la radio... Ce metterò na quarantina de minuti pe' arrivà a casa, ma mica te posso mannà un audio de quaranta minuti! E chi te sente, poi? Anche se, a ben rifletterci, sarebbe proprio carino che poi tu fai lo screenshot e lo pubblichi sul blog, tipo dicenno ma guardate a sto cojone che me manna un audio de quaranta minuti! Ha! Ha! Ha! Sarebbe proprio na figata! E ner frattempo che tte dico? Te faccio sentì la radio, va'"
Cose così soltanto con chi si vuole bene. Ma proprio tanto, eh?
Un messaggio vocale da parte di Gandalf. 36 minuti e 20 secondi.
Ormai da diversi mesi abbiamo preso l'abitudine di comunicare attraverso messaggi vocali che possiamo ascoltare e registrare in differita, visto che i nostri orari non coincidono mai e quando per l'uno potrebbe essere un buon momento per farsi una chiacchierata al telefono, non lo è per l'altra e viceversa.
"Ciao Lucy, sto a tornà da-a serata coi colleghi, se semo magnati n'amburgher buonissimo ma soprattutto me so' bbevuto 'na birra bbona, ma bbona, che era tanto che nun me bbevevo 'na birra così bbona, un gusto così pieno, così rotondo... Era la più forte che ci avevano, nove gradi, che pe' na birra so' tanti nove gradi... Ora sto tornando a casa ma me sa che non ci ho molto da dirte... Poi sto pure ad ascoltà la radio... Ce metterò na quarantina de minuti pe' arrivà a casa, ma mica te posso mannà un audio de quaranta minuti! E chi te sente, poi? Anche se, a ben rifletterci, sarebbe proprio carino che poi tu fai lo screenshot e lo pubblichi sul blog, tipo dicenno ma guardate a sto cojone che me manna un audio de quaranta minuti! Ha! Ha! Ha! Sarebbe proprio na figata! E ner frattempo che tte dico? Te faccio sentì la radio, va'"
Cose così soltanto con chi si vuole bene. Ma proprio tanto, eh?
01/02/19
Il trionfo dello scapestrato
"Aho Lucy, ma te l'ho detto che domani vado a fà da testimone all'amico nostro poliziotto e a su moje bionna perché finalmente lei cede a lui la sua parte della casa in vista del divorzio definitivo?"
"E ci vuole un testimone, Gandalf? Non bastano gli avvocati?"
"A quanto pare no. Anzi, ce ne vonno due"
"Due testimoni?"
"Esattamente. E sento che tu stai già intuendo quello che non ti ho ancora detto"
"Quando il poliziotto e la bionda si sono sposati, 19 anni fa, siete stati tu e Schroeder a fare da testimoni... Non mi dire che il secondo testimone di domani..."
"Proprio così. Il secondo testimone è il futuro ex marito tuo"
"La bionda ha sempre avuto un bizzarro senso dell'umorismo"
"E non sai che cosa ho deciso! Domani me metto la fede ar dito (a causa del suo lavoro non la indossa quotidianamente NdR) e je faccio vedè che, vent'anni fa, de tutti e quattro sembravo io er più testadeca##o eppure io 15 anni de matrimonio st'anno li festeggio!"
Trovo che la brutalità con cui è capace di sbattere in faccia ai suoi amici storici le peggiori evidenze dei fallimenti delle loro vite, renda Gandalf l'amico odioso e indispensabile di cui c'è bisogno nella vita di ognuno di noi.
"E ci vuole un testimone, Gandalf? Non bastano gli avvocati?"
"A quanto pare no. Anzi, ce ne vonno due"
"Due testimoni?"
"Esattamente. E sento che tu stai già intuendo quello che non ti ho ancora detto"
"Quando il poliziotto e la bionda si sono sposati, 19 anni fa, siete stati tu e Schroeder a fare da testimoni... Non mi dire che il secondo testimone di domani..."
"Proprio così. Il secondo testimone è il futuro ex marito tuo"
"La bionda ha sempre avuto un bizzarro senso dell'umorismo"
"E non sai che cosa ho deciso! Domani me metto la fede ar dito (a causa del suo lavoro non la indossa quotidianamente NdR) e je faccio vedè che, vent'anni fa, de tutti e quattro sembravo io er più testadeca##o eppure io 15 anni de matrimonio st'anno li festeggio!"
Trovo che la brutalità con cui è capace di sbattere in faccia ai suoi amici storici le peggiori evidenze dei fallimenti delle loro vite, renda Gandalf l'amico odioso e indispensabile di cui c'è bisogno nella vita di ognuno di noi.
13/07/18
Gandalf sotto la Mole
E' stato a Torino per meno di 24 ore, ma è stato magnifico rivederlo dopo tanti mesi. E' sempre lui, sempre uguale. Scorbutico, duro, pungente, ma avvolgente.
Mi ha trattato come la sua locandiera, né più né meno, ma dopo una mattina intera trascorsa al museo del cinema, quando si è bardato in tenuta da motociclista, pronto ad affrontare il viaggio di ritorno, mi ha abbracciato e sollevato, stretto e forte.
L'ho guardato allontanarsi, giallo fosforescente, con la giacca che gli ho modificato io. Lo rivedrò, forse, tra qualche mese. Un po' mi manca, nella quotidianità, ma credo che la distanza geografica che ho creato tra noi ci abbia permesso di riconvertire ancora il nostro rapporto, e nonostante lui si ostini a borbottare, io credo che ci abbia reso ancora più legati.
Mi ha trattato come la sua locandiera, né più né meno, ma dopo una mattina intera trascorsa al museo del cinema, quando si è bardato in tenuta da motociclista, pronto ad affrontare il viaggio di ritorno, mi ha abbracciato e sollevato, stretto e forte.
L'ho guardato allontanarsi, giallo fosforescente, con la giacca che gli ho modificato io. Lo rivedrò, forse, tra qualche mese. Un po' mi manca, nella quotidianità, ma credo che la distanza geografica che ho creato tra noi ci abbia permesso di riconvertire ancora il nostro rapporto, e nonostante lui si ostini a borbottare, io credo che ci abbia reso ancora più legati.
17/01/18
La saracinesca
Angelica sta riscuotendo un certo successo tra la fauna maschile under 10 della sua scuola. Tra gossip, dichiarazioni aperte o riferite tramite terzi, espliciti tentativi di "bacio" durante il pranzo in mensa, saremo a circa 5 o 6 pretendenti. Non male per avere solo 7 anni. Non male per essere qui da soli 4 mesi.
La cosa la lusinga, ma non raccoglie. Sorride quando lo racconta, ma non si lascia impalmare da nessuno.
Matilde è un'altra cosa. Racconta di approcci goffi e fastidiosi, come è normale che sia a 12 anni, quando per attirare l'attenzione della ragazzina che ti piace le nascondi il quaderno o le riempi il cappuccio della felpa di palline di carta o la prendi in giro. Maschi. Pur di non esporsi sono capaci di accontentarsi di attirare un'attenzione in negativo.
Lei ignora bellamente tutti questi maldestri tentativi, sminuisce le mie parole quando le spiego che è il modo tipico dei dodicenni di approcciarsi alle ragazze, ne è lusingata ma li rifugge. Non se ne compiace. Tuttavia sostiene che Angelica sia fortunata ad avere tutti quegli spasimanti.
Anche lei ne ha, ma non li vede. Non li vuole vedere.
E mi è tornata alla mente una delle lunghe chiacchierate con Gandalf, anni fa, ai primissimi tempi della mia separazione, forse subito dopo l'udienza in tribunale, quando lui mi spronava a resuscitare anche come donna, e non soltanto a sopravvivere come mamma. Ricordo che gli dissi che mi sentivo fuori dal mercato anche delle relazioni amorose, e lui mi sorprese facendo un elenco dettagliato e positivo delle mie doti, fisiche e caratteriali, concludendo che non solo io ero ancora entro i termini di scadenza, ma che, per alcune mie caratteristiche, ero anche più "appetibile" di parecchie trentenni che si vedono in giro.
"Er problema", spiegò, "non è che tu non sei una bella ragazza, o una persona piacevole. Er problema ce l'hai tu, che ci hai un atteggiamento che se quarcuno volesse poco poco provà a fasse avanti, tu SCRANGH! je chiudi la tua saracinesca in faccia"
Non concedersi.
Ignorare o - ancora meglio - denigrare i tentativi di approccio, sminuendoli.
Calare la saracinesca.
E poi lamentarsi che nessuno mi vuole.
Che brutta eredità sto lasciando a Matilde.
La cosa la lusinga, ma non raccoglie. Sorride quando lo racconta, ma non si lascia impalmare da nessuno.
Matilde è un'altra cosa. Racconta di approcci goffi e fastidiosi, come è normale che sia a 12 anni, quando per attirare l'attenzione della ragazzina che ti piace le nascondi il quaderno o le riempi il cappuccio della felpa di palline di carta o la prendi in giro. Maschi. Pur di non esporsi sono capaci di accontentarsi di attirare un'attenzione in negativo.
Lei ignora bellamente tutti questi maldestri tentativi, sminuisce le mie parole quando le spiego che è il modo tipico dei dodicenni di approcciarsi alle ragazze, ne è lusingata ma li rifugge. Non se ne compiace. Tuttavia sostiene che Angelica sia fortunata ad avere tutti quegli spasimanti.
Anche lei ne ha, ma non li vede. Non li vuole vedere.
E mi è tornata alla mente una delle lunghe chiacchierate con Gandalf, anni fa, ai primissimi tempi della mia separazione, forse subito dopo l'udienza in tribunale, quando lui mi spronava a resuscitare anche come donna, e non soltanto a sopravvivere come mamma. Ricordo che gli dissi che mi sentivo fuori dal mercato anche delle relazioni amorose, e lui mi sorprese facendo un elenco dettagliato e positivo delle mie doti, fisiche e caratteriali, concludendo che non solo io ero ancora entro i termini di scadenza, ma che, per alcune mie caratteristiche, ero anche più "appetibile" di parecchie trentenni che si vedono in giro.
"Er problema", spiegò, "non è che tu non sei una bella ragazza, o una persona piacevole. Er problema ce l'hai tu, che ci hai un atteggiamento che se quarcuno volesse poco poco provà a fasse avanti, tu SCRANGH! je chiudi la tua saracinesca in faccia"
Non concedersi.
Ignorare o - ancora meglio - denigrare i tentativi di approccio, sminuendoli.
Calare la saracinesca.
E poi lamentarsi che nessuno mi vuole.
Che brutta eredità sto lasciando a Matilde.
01/09/17
Lasciare
"Cosa sta lasciando?" mi ha chiesto lo psicologo.
Non sto lasciando nulla. Me ne sto andando per intero e completamente. Sto rinascendo a nuova vita, ma ho tutta l'intenzione di mantenere intatta la memoria di quella precedente, nel bene e nel male, nei traguardi e negli insuccessi, nel coraggio, nella forza e nei sensi di colpa.
"Quanti ne stai lasciando?" mi ha chiesto Gandalf.
Quanti ne sto lasciando di che? Di sogni? Di dispiaceri? Di amici? Di rimpianti? Di disagi? Di parenti? Di saluti non fatti, baci non dati, lacrime non versate, abbracci non stretti? Alcuni. Non moltissimi, ma indubbiamente alcuni, sì.
Sto lasciando molto, ma mi sento come se non fosse così. Me ne sto andando completa, e sono sicura di portare con me ogni cosa, persona, ricordo, emozione, sentimento importante nella mia vita.
Mi sto portando la serenità, l'ottimismo, la gioia e l'emozione del ricominciare una nuova vita. Mi sto portando la paura e l'apprensione, la preoccupazione per me, per le mie figlie, e il lavoro, e l'inverno, e gli accordi con l'ex marito, e la responsabilità che sento decuplicata. Mi sto portando il senso di colpa. Mi sto portando la determinazione nel fare una scelta che migliorerà la qualità della nostra vita.
Mi sto portando tutto: tutto di me e tutto delle cose che hanno fatto di me quella che sono adesso.
E poco importa se, fisicamente, alcune di queste si troveranno lontane.
Le cose davvero importanti ce le ho dentro, anche se a 1500 km di distanza.
(La domanda completa di Gandalf era: quanti ne stai lasciando di amici in lutto)
Non sto lasciando nulla. Me ne sto andando per intero e completamente. Sto rinascendo a nuova vita, ma ho tutta l'intenzione di mantenere intatta la memoria di quella precedente, nel bene e nel male, nei traguardi e negli insuccessi, nel coraggio, nella forza e nei sensi di colpa.
"Quanti ne stai lasciando?" mi ha chiesto Gandalf.
Quanti ne sto lasciando di che? Di sogni? Di dispiaceri? Di amici? Di rimpianti? Di disagi? Di parenti? Di saluti non fatti, baci non dati, lacrime non versate, abbracci non stretti? Alcuni. Non moltissimi, ma indubbiamente alcuni, sì.
Sto lasciando molto, ma mi sento come se non fosse così. Me ne sto andando completa, e sono sicura di portare con me ogni cosa, persona, ricordo, emozione, sentimento importante nella mia vita.
Mi sto portando la serenità, l'ottimismo, la gioia e l'emozione del ricominciare una nuova vita. Mi sto portando la paura e l'apprensione, la preoccupazione per me, per le mie figlie, e il lavoro, e l'inverno, e gli accordi con l'ex marito, e la responsabilità che sento decuplicata. Mi sto portando il senso di colpa. Mi sto portando la determinazione nel fare una scelta che migliorerà la qualità della nostra vita.
Mi sto portando tutto: tutto di me e tutto delle cose che hanno fatto di me quella che sono adesso.
E poco importa se, fisicamente, alcune di queste si troveranno lontane.
Le cose davvero importanti ce le ho dentro, anche se a 1500 km di distanza.
(La domanda completa di Gandalf era: quanti ne stai lasciando di amici in lutto)
30/03/17
La cavia
"Lucy, 'ndo te trovi?"
"A casa"
"In Sicilia, quindi?"
"Al momento sì"
"Me serve una cavia, te va?"
"Che mi metti le mani addosso mi va sempre, Gandalf, lo sai"
"Nun fa' la porcona e ci vediamo alle cinque"
Gandalf, il mio fraterno amico fisioterapista sta studiando osteopatia e ogni tanto gli serve un volontario per esercitarsi nella pratica.
"Rilassati e nun te move. Non te devi move, devi solo pensare di farlo, immaginarlo e basta"
"In che senso?"
"Tu fallo e basta. Pensa che te devi toccà era naso. Ma pensalo soltanto. Non muoverti. Tanto non ci riesci a prendermi in giro sul movimento, ti beccherei fin nel più impercettibile fremito"
Ora, io non ho alcuna competenza in materia, ma sono abbastanza sensibile ed "educata" alla percezione del corpo, delle reazioni e del flusso di energie.
Non so nulla di osteopatia, non so nulla dei meccanismi di trasmissione delle informazioni dal cervello agli arti, ma ieri ho vissuto sul mio stesso corpo la sorprendente scoperta di come sia possibile, per un osteopata bravo e adeguatamente addestrato, cogliere il "pensiero motorio", ossia la sola intenzione di muoversi, prima ancora che il movimento inizi.
"Ora facciamo al contrario. Io metto la mano qui, tu rilassati e dimmi cosa senti"
E fu così che Gandalf, ieri pomeriggio, mi ha trattato la cervicale tenendo la sua mano sotto il mio ginocchio. Rasentando la stregoneria.
Stamattina mi ha chiesto un feedback.
"Sono stata benissimo, non ho avuto mal di schiena nonostante i 50 minuti nel traffico per tornare a casa, e persino la mano mi ha dato molto meno fastidio del solito. Non so cosa tu mi abbia fatto, ma dobbiamo rifarlo di nuovo"
Ci sono volte e persone con le quali fare da cavia è solo tanto di guadagnato. :-D
"A casa"
"In Sicilia, quindi?"
"Al momento sì"
"Me serve una cavia, te va?"
"Che mi metti le mani addosso mi va sempre, Gandalf, lo sai"
"Nun fa' la porcona e ci vediamo alle cinque"
Gandalf, il mio fraterno amico fisioterapista sta studiando osteopatia e ogni tanto gli serve un volontario per esercitarsi nella pratica.
"Rilassati e nun te move. Non te devi move, devi solo pensare di farlo, immaginarlo e basta"
"In che senso?"
"Tu fallo e basta. Pensa che te devi toccà era naso. Ma pensalo soltanto. Non muoverti. Tanto non ci riesci a prendermi in giro sul movimento, ti beccherei fin nel più impercettibile fremito"
Ora, io non ho alcuna competenza in materia, ma sono abbastanza sensibile ed "educata" alla percezione del corpo, delle reazioni e del flusso di energie.
Non so nulla di osteopatia, non so nulla dei meccanismi di trasmissione delle informazioni dal cervello agli arti, ma ieri ho vissuto sul mio stesso corpo la sorprendente scoperta di come sia possibile, per un osteopata bravo e adeguatamente addestrato, cogliere il "pensiero motorio", ossia la sola intenzione di muoversi, prima ancora che il movimento inizi.
"Ora facciamo al contrario. Io metto la mano qui, tu rilassati e dimmi cosa senti"
E fu così che Gandalf, ieri pomeriggio, mi ha trattato la cervicale tenendo la sua mano sotto il mio ginocchio. Rasentando la stregoneria.
Stamattina mi ha chiesto un feedback.
"Sono stata benissimo, non ho avuto mal di schiena nonostante i 50 minuti nel traffico per tornare a casa, e persino la mano mi ha dato molto meno fastidio del solito. Non so cosa tu mi abbia fatto, ma dobbiamo rifarlo di nuovo"
Ci sono volte e persone con le quali fare da cavia è solo tanto di guadagnato. :-D
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cose che dovrebbero succedere tutti i giorni,
gandalf
17/02/17
Non rigirare il coltello nella piaga
"Lucy, ma tu perché non hai mai completato gli studi?"
"Gandalf, è una storia complicata. Perché me lo chiedi?"
"Perché non mi sembri una che si spaventasse a studiare"
"Non lo ero, infatti. O meglio, avrei potuto non esserlo"
"E allora com'è che non ti sei più laureata?"
"Perché il mio era un percorso di studi costoso e dispendioso, e io e Schroeder avevamo deciso di sposarci, e allora invece di pagare le tasse d'iscrizione, i libri e tutto il resto del materiale che mi serviva per studiare ho deciso di cominciare a lavorare"
"Ma com'è che avete deciso di sposarvi prima che tu ti fossi laureata?"
"E' una domanda complicata"
"Non eri ancora incinta"
"No, non lo ero"
"E com'è che non ti è mai più venuto in mente di riprendere gli studi?"
"Mi è venuto in mente almeno una dozzina di volte. In media, una volta l'anno ho tutt'ora questa idea, ma puntualmente mi è bastato guardarmi per un istante con l'occhio critico razionale esterno per rendermi conto che non è una cosa che posso fare"
"Perché? Mica per una questione d'età? Perché ti ricordo che ho ripreso a studiare io che so' più vecchio de te"
"Ma tu non sei me. Non hai le responsabilità e le incombenze che ho io. E probabilmente intorno a te le persone ti incoraggiano e supportano in tal senso"
"Certo, questo è vero"
"Ed è, probabilmente, il vero motivo per cui io non ho mai completato gli studi. D'altro canto conosco decine di mie coetanee che si sono laureate dopo il matrimonio e i figli, ma probabilmente avevano accanto persone che hanno dato loro supporto, incoraggiamento e sostegno. E magari anche aiuto concreto"
"Me stai dicendo che è tutta colpa de tu marito?"
"No, non mi riferisco solo a lui"
"E a chi?"
"Gandalf, ma non stavamo pianificando le visite del fine settimana prossimo? Ecco, continuiamo a lavorare, dai"
"Va bene. Era solo per chiacchierare. Mica volevo rigirare il coltello nella piaga"
Ecco. Però lo stai facendo.
"Gandalf, è una storia complicata. Perché me lo chiedi?"
"Perché non mi sembri una che si spaventasse a studiare"
"Non lo ero, infatti. O meglio, avrei potuto non esserlo"
"E allora com'è che non ti sei più laureata?"
"Perché il mio era un percorso di studi costoso e dispendioso, e io e Schroeder avevamo deciso di sposarci, e allora invece di pagare le tasse d'iscrizione, i libri e tutto il resto del materiale che mi serviva per studiare ho deciso di cominciare a lavorare"
"Ma com'è che avete deciso di sposarvi prima che tu ti fossi laureata?"
"E' una domanda complicata"
"Non eri ancora incinta"
"No, non lo ero"
"E com'è che non ti è mai più venuto in mente di riprendere gli studi?"
"Mi è venuto in mente almeno una dozzina di volte. In media, una volta l'anno ho tutt'ora questa idea, ma puntualmente mi è bastato guardarmi per un istante con l'occhio critico razionale esterno per rendermi conto che non è una cosa che posso fare"
"Perché? Mica per una questione d'età? Perché ti ricordo che ho ripreso a studiare io che so' più vecchio de te"
"Ma tu non sei me. Non hai le responsabilità e le incombenze che ho io. E probabilmente intorno a te le persone ti incoraggiano e supportano in tal senso"
"Certo, questo è vero"
"Ed è, probabilmente, il vero motivo per cui io non ho mai completato gli studi. D'altro canto conosco decine di mie coetanee che si sono laureate dopo il matrimonio e i figli, ma probabilmente avevano accanto persone che hanno dato loro supporto, incoraggiamento e sostegno. E magari anche aiuto concreto"
"Me stai dicendo che è tutta colpa de tu marito?"
"No, non mi riferisco solo a lui"
"E a chi?"
"Gandalf, ma non stavamo pianificando le visite del fine settimana prossimo? Ecco, continuiamo a lavorare, dai"
"Va bene. Era solo per chiacchierare. Mica volevo rigirare il coltello nella piaga"
Ecco. Però lo stai facendo.
28/10/16
Un altro segno
Io mi ero indispettita e quasi offesa quando, tornata a casa, ho scoperto che la commessa del negozio di Bottega verde mi aveva regalato i campioncini di una crema viso antietà.
"Ma tu guarda questa" - avevo esclamato commentando la cosa con Angelica - "che cosa sente dire con la cremina antietà? Bah! Perché non se la spalma lei!"
Poi sono andata da Gandalf. Avevo un appuntamento al suo studio nella veste di paziente, per un problemino al braccio destro che mi affligge da prima dell'estate.
Non mi soffermerò sulla diagnosi, sulla prognosi, né sulla leggendaria delicazzitudine con cui Gandalf ama trattarmi quando mi trovo tra le sue mani in veste di paziente. Tornata a casa, però, mi sono cambiata e struccata e, con la coda tra le gambe, mi sono applicata la crema viso idratante antietà che la lungimirante commessa di Bottega verde mi aveva regalato.
"Ma tu guarda questa" - avevo esclamato commentando la cosa con Angelica - "che cosa sente dire con la cremina antietà? Bah! Perché non se la spalma lei!"
Poi sono andata da Gandalf. Avevo un appuntamento al suo studio nella veste di paziente, per un problemino al braccio destro che mi affligge da prima dell'estate.
Non mi soffermerò sulla diagnosi, sulla prognosi, né sulla leggendaria delicazzitudine con cui Gandalf ama trattarmi quando mi trovo tra le sue mani in veste di paziente. Tornata a casa, però, mi sono cambiata e struccata e, con la coda tra le gambe, mi sono applicata la crema viso idratante antietà che la lungimirante commessa di Bottega verde mi aveva regalato.
19/09/16
La mancia
"Gandalf, devo parlarti un attimo"
"Che c'è?"
"Questo signore che è appena andato via mi ha lasciato la mancia"
"E quindi?"
"E quindi che ne so? Posso accettarle? Posso tenerle?"
"Lucy, eri disoccupata e io te sto facendo lavorà. Che te credi che me devi pagà er pizzo sulle mance?"
"No... boh... che ne so... è che non sono abituata..."
Direi che, come prima esperienza, non è andata male :-D
"Che c'è?"
"Questo signore che è appena andato via mi ha lasciato la mancia"
"E quindi?"
"E quindi che ne so? Posso accettarle? Posso tenerle?"
"Lucy, eri disoccupata e io te sto facendo lavorà. Che te credi che me devi pagà er pizzo sulle mance?"
"No... boh... che ne so... è che non sono abituata..."
Direi che, come prima esperienza, non è andata male :-D
11/05/16
Rettifica al post di ieri
"Se ti mando il mio curriculum lo leggi e mi dici che ne pensi?"
"Oddio, ce posso provà"
...
"Lucy ma quello che mi hai mandato non è un curriculum"
"In che senso? Si è scombinata tutta la formattazione del testo? In effetti l'avevo iniziato col word del mio computer e poi l'ho dovuto continuare con l'open office del computer di mia madre..."
"No, no, il file va bene. Intendo dire che quello che tu hai scritto non è un curriculum"
"..."
"Lucy ma che è sta robba che me mandi? Ma che te sembra un curriculum questo?!"
"Io sono davvero commossa per l'alta considerazione che stai dimostrando per i miei trascorsi di vita di merda"
"No, aspetta, io non l'ho manco letto. Io parlo proprio dell'aspetto organizzativo del testo, non sto parlando dei contenuti, quelli manco li ho letti"
"..."
"Lucy lo devi rifà. Cèrcate su gugol il formato europeo e copiati quello. Oppure te mando il mio e te lo sovrascrivi. Questa cosa fa schifo"
No. Non è leggere, valutare, modificare, stilare il mio curriculum la cosa che distrugge maggiormente la mia autostima. Sono le telefonate con Gandalf.
"Oddio, ce posso provà"
...
"Lucy ma quello che mi hai mandato non è un curriculum"
"In che senso? Si è scombinata tutta la formattazione del testo? In effetti l'avevo iniziato col word del mio computer e poi l'ho dovuto continuare con l'open office del computer di mia madre..."
"No, no, il file va bene. Intendo dire che quello che tu hai scritto non è un curriculum"
"..."
"Lucy ma che è sta robba che me mandi? Ma che te sembra un curriculum questo?!"
"Io sono davvero commossa per l'alta considerazione che stai dimostrando per i miei trascorsi di vita di merda"
"No, aspetta, io non l'ho manco letto. Io parlo proprio dell'aspetto organizzativo del testo, non sto parlando dei contenuti, quelli manco li ho letti"
"..."
"Lucy lo devi rifà. Cèrcate su gugol il formato europeo e copiati quello. Oppure te mando il mio e te lo sovrascrivi. Questa cosa fa schifo"
No. Non è leggere, valutare, modificare, stilare il mio curriculum la cosa che distrugge maggiormente la mia autostima. Sono le telefonate con Gandalf.
26/04/16
Fare notte
Fare notte lavorando con stoffa, ago e filo e cucire a mano.
Fare notte per rispondere a una richiesta di qualche mese fa.
Fare notte e non sentire la stanchezza e gli occhi che si chiudono.
Fare notte e terminare, infine, il prodotto richiesto.
Fare notte e fare il bilancio dell'impegno speso, dei danni fatti e rimediati, ma soprattutto del proprio stato di salute: un dito punto più volte, al limite del sanguinamento, gli occhi stanchi e brucianti, la mano dolorante e con le dita intorpidite, i muscoli della schiena irrigiditi.
Ho fatto notte per realizzare la soluzione a un problema. Ma era il problema di un amico, di un caro amico.
Caro Gandalf, la tua ciambellina per poggiare il casco della moto sul bancone dell'accettazione al tuo centro di fisioterapia è pronta. No, tesoro, non c'è bisogno che prendi in mano il portafogli, non voglio soldi. Come voglio essere pagata? Tu comincia a trattare la mia schiena partendo dalle cervicali, e non fermarti fino a quando non te lo dico io!
;-)
Fare notte per rispondere a una richiesta di qualche mese fa.
Fare notte e non sentire la stanchezza e gli occhi che si chiudono.
Fare notte e terminare, infine, il prodotto richiesto.
Fare notte e fare il bilancio dell'impegno speso, dei danni fatti e rimediati, ma soprattutto del proprio stato di salute: un dito punto più volte, al limite del sanguinamento, gli occhi stanchi e brucianti, la mano dolorante e con le dita intorpidite, i muscoli della schiena irrigiditi.
Ho fatto notte per realizzare la soluzione a un problema. Ma era il problema di un amico, di un caro amico.
Caro Gandalf, la tua ciambellina per poggiare il casco della moto sul bancone dell'accettazione al tuo centro di fisioterapia è pronta. No, tesoro, non c'è bisogno che prendi in mano il portafogli, non voglio soldi. Come voglio essere pagata? Tu comincia a trattare la mia schiena partendo dalle cervicali, e non fermarti fino a quando non te lo dico io!
;-)
10/03/16
Mancina per necessità
"Lucy, ma con la mano come stai?"
"Gandalf, sto abbastanza male, ma finché tengo il tutore non ho problemi"
"E cioè? Te metti er tutore per dormì?"
"Sì. Ormai lo chiamo affettuosamente Manuel, il mio focoso e ispanico compagno della notte. Insieme alle lenzuola di flanella"
"Nun me interessa della tua vita notturna in solitaria. Famme capì. Se dormi col tutore non hai dolori o fastidi. E se invece non lo indossi?"
"Dolori lancinanti e parestesie a gogò"
"Sempre?"
"No. A dire il vero, a seconda di quello che faccio al lavoro, posso avere anche settimane intere senza avere fastidi, neppure senza tutore. In generale il problema si presenta quando cucio a mano o quando mi tocca mettere tanti spilli"
"Senti... io te lo devo dire..."
"Non mi dire pure tu di farmi operare di tunnel carpale, perché non lo faccio. Non mi interessa il fatto di essere ancora giovane e di avere potenzialmente una ripresa rapida. Finché il tutore mi permette di dormire, io in sala operatoria non ci vado"
"Non è questo che ti stavo dicendo. Nun me stai a sentì. Devo purtroppo dirti che è molto peggio l'alternanza dell'infiammazione rispetto a una patologia costante. Il nervo si danneggia di più quando sta due settimane infiammato e due settimane no, piuttosto che sempre infiammato"
"E che può succedere?"
"Che si creino lesioni, e sono lesioni irreparabili, e la parestesia diventi permanente"
"E come posso evitarlo?"
"Non svolgendo le attività che ti fanno infiammare il nervo"
"Sì, ma io questo lavoro faccio. Cucio"
"Usa la sinistra"
"Eh?"
"A Lucy, ora me vuoi fa credere che nun sei capace de cucì con la sinistra?"
"Non sono capace"
"Impara. Il cervello ci mette un po' ma si abitua a tutto. All'inizio sarà faticoso, poi diventerà naturale"
Ed è così che da un paio di settimane mi esercito a cucire con la sinistra. Mancina per necessità.
Tolgo sempre gli spilli con la sinistra, non sono ancora capace di metterli, ma dopo che li ho messi imbastisco con la sinistra.
Quando farò almeno un mese a cucire con la sinistra proverò a dormire senza Manuel. Dovesse funzionare, mi farebbe sicuro un certo effetto.
"Gandalf, sto abbastanza male, ma finché tengo il tutore non ho problemi"
"E cioè? Te metti er tutore per dormì?"
"Sì. Ormai lo chiamo affettuosamente Manuel, il mio focoso e ispanico compagno della notte. Insieme alle lenzuola di flanella"
"Nun me interessa della tua vita notturna in solitaria. Famme capì. Se dormi col tutore non hai dolori o fastidi. E se invece non lo indossi?"
"Dolori lancinanti e parestesie a gogò"
"Sempre?"
"No. A dire il vero, a seconda di quello che faccio al lavoro, posso avere anche settimane intere senza avere fastidi, neppure senza tutore. In generale il problema si presenta quando cucio a mano o quando mi tocca mettere tanti spilli"
"Senti... io te lo devo dire..."
"Non mi dire pure tu di farmi operare di tunnel carpale, perché non lo faccio. Non mi interessa il fatto di essere ancora giovane e di avere potenzialmente una ripresa rapida. Finché il tutore mi permette di dormire, io in sala operatoria non ci vado"
"Non è questo che ti stavo dicendo. Nun me stai a sentì. Devo purtroppo dirti che è molto peggio l'alternanza dell'infiammazione rispetto a una patologia costante. Il nervo si danneggia di più quando sta due settimane infiammato e due settimane no, piuttosto che sempre infiammato"
"E che può succedere?"
"Che si creino lesioni, e sono lesioni irreparabili, e la parestesia diventi permanente"
"E come posso evitarlo?"
"Non svolgendo le attività che ti fanno infiammare il nervo"
"Sì, ma io questo lavoro faccio. Cucio"
"Usa la sinistra"
"Eh?"
"A Lucy, ora me vuoi fa credere che nun sei capace de cucì con la sinistra?"
"Non sono capace"
"Impara. Il cervello ci mette un po' ma si abitua a tutto. All'inizio sarà faticoso, poi diventerà naturale"
Ed è così che da un paio di settimane mi esercito a cucire con la sinistra. Mancina per necessità.
Tolgo sempre gli spilli con la sinistra, non sono ancora capace di metterli, ma dopo che li ho messi imbastisco con la sinistra.
Quando farò almeno un mese a cucire con la sinistra proverò a dormire senza Manuel. Dovesse funzionare, mi farebbe sicuro un certo effetto.
03/11/15
La precisa misura
Quando, guardandomi negli occhi, mi ha raccontato di suo fratello che sta attraversando un periodo nero, che lo "corcherebbe de mazzate" per tutte le ca##ate che sta facendo, per i cattivi giri in cui si sta infilando, ma che gli ha trovato un lavoro e ha chiesto ad un suo amico di assumerlo dicendogli "Tu dije quattrocento euro ar mese: du'cento tu e du'cento io", ho avuto la precisa percezione di quanto grande sia il cuore di Gandalf.
17/09/15
Infortunio con lo yoga
"Gandalf, ho bisogno di te. Sto malissimo, ho un torcicollo pazzesco!"
"Torcicollo? Che hai fatto? Mica hai continuato a cucì come te ho visto cucì io?! Te l'avevo detto che nun te aggiustavo più!"
"No, no...è iniziato stamattina, mentre facevo il saluto al sole..."
"Facevi er saluto ar sole e te sei fatta venì per torcicollo?! Guarda, Van Pelt, solo tu te potevi fa' male facendo yoga!"
"Torcicollo? Che hai fatto? Mica hai continuato a cucì come te ho visto cucì io?! Te l'avevo detto che nun te aggiustavo più!"
"No, no...è iniziato stamattina, mentre facevo il saluto al sole..."
"Facevi er saluto ar sole e te sei fatta venì per torcicollo?! Guarda, Van Pelt, solo tu te potevi fa' male facendo yoga!"
Sì, va bene, lo so.
Ora smettila di ridere e dammi un appuntamento in emergenza.
Ora smettila di ridere e dammi un appuntamento in emergenza.
10/06/15
Nemmeno a Gandalf
"Che hai?"
"Niente, sono stanca"
"Solo?"
"Credo di sì"
"Se non vuoi parlarmene me sta pure bene, ma nun me devi mentì. Quindi te lo chiedo di nuovo: sei solo stanca?"
"Niente, sono stanca"
"Solo?"
"Credo di sì"
"Se non vuoi parlarmene me sta pure bene, ma nun me devi mentì. Quindi te lo chiedo di nuovo: sei solo stanca?"
No, Gandalf. Non sono solo stanca. Sono preoccupata e pensierosa.
Ma dei miei pensieri e delle mie preoccupazioni non voglio parlarne nemmeno a te. E lo so che se non ne parlo nemmeno a te, significa che si tratta di cose molto forti e gravi, e forse è cosi.
Ma dei miei pensieri e delle mie preoccupazioni non voglio parlarne nemmeno a te. E lo so che se non ne parlo nemmeno a te, significa che si tratta di cose molto forti e gravi, e forse è cosi.
"Va bene. Grazie per la sincerità. Te vojio bene lo stesso, anche se nun me ne parli"
"Grazie a te, Gandalf. Che vuoi bene anche al mio lato oscuro".
"Grazie a te, Gandalf. Che vuoi bene anche al mio lato oscuro".
14/03/15
O famo strano
"E insomma, Gandalf, il problema è che con il lavoro che faccio..."
"Mmmmmmmmmmmh..."
"...io sento benissimo che..."
"Gnnnnnnnnnnnnnih..."
"Gandalf? Ma mi stai ascoltando?"
"Sssssssssssiiiiiiiiiiiii... Mmmmmmm..."
"Ma che hai?"
"Niente... Un dolore alla schiena..."
"Sei tu il fisioterapista, tesoro... Io non so come aiutarti"
"Gnnnnnnnnnnnnnnnih..."
"Vabbè, quando hai finito di contorcerti, continuo a spiegarti il discorso della mia mano..."
"Sssssssiiiiiii... Anzi no, vieni, alzati. Seguimi"
"Dove?"
"Viè, seguime 'n palestra. Levati le scarpe"
"Eh?"
"Vieni qui, ti ho detto. Togliti le scarpe e vieni qui"
"Aspè... Spero di non aver capito le tue intenzioni'
" Perché, che intenzioni hai capito?"
"Perché ti sei coricato a terra?"
"Perché tu non te sei ancora levata quelle scarpe der ca##o?"
"Dimmi che non è come credo"
"Hai capito benissimo. Movete che sto a impazzì"
"Gandalf, io peso 68 chili..."
"Quindi sei pure più leggera di quanto speravo. Dai. Sali."
"Ho paura di farti male"
"Sali, sbrigati! Non mi puoi fare male!"
"Lo stai dicendo tu. Vado"
"Aaaaaaaaaahhhhh! Così, bene! Ora scendi..."
"Subito"
"No! Non intendevo di scendere, intendevo dire, spostati verso il basso"
"Cosi?"
"Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh! Siiiiiiiiiii! Cosiiiiiiiiiiiiiiiiì! Ora vai su...... Oooooooooh! Torna più giù.... Siiiiiiiiiiii cosiiiiiiiiiiiì!"
"È imbarazzante sentirti mugolare in questo modo e gemere mentre ti cammino sulla schiena"
"Aaaaaaaahhhhhhhhhhh bene, siiiiiiiiiiiiiiiì!"
"Lascia che lo scriva sul mio blog...!"
"Aaaaaaahhhhhhhhhh... Nun ce provà, sai?"
"No no, non lo farò, puoi stare sicuro... Si si..."
"Mmmmmmmmmmmh..."
"...io sento benissimo che..."
"Gnnnnnnnnnnnnnih..."
"Gandalf? Ma mi stai ascoltando?"
"Sssssssssssiiiiiiiiiiiii... Mmmmmmm..."
"Ma che hai?"
"Niente... Un dolore alla schiena..."
"Sei tu il fisioterapista, tesoro... Io non so come aiutarti"
"Gnnnnnnnnnnnnnnnih..."
"Vabbè, quando hai finito di contorcerti, continuo a spiegarti il discorso della mia mano..."
"Sssssssiiiiiii... Anzi no, vieni, alzati. Seguimi"
"Dove?"
"Viè, seguime 'n palestra. Levati le scarpe"
"Eh?"
"Vieni qui, ti ho detto. Togliti le scarpe e vieni qui"
"Aspè... Spero di non aver capito le tue intenzioni'
" Perché, che intenzioni hai capito?"
"Perché ti sei coricato a terra?"
"Perché tu non te sei ancora levata quelle scarpe der ca##o?"
"Dimmi che non è come credo"
"Hai capito benissimo. Movete che sto a impazzì"
"Gandalf, io peso 68 chili..."
"Quindi sei pure più leggera di quanto speravo. Dai. Sali."
"Ho paura di farti male"
"Sali, sbrigati! Non mi puoi fare male!"
"Lo stai dicendo tu. Vado"
"Aaaaaaaaaahhhhh! Così, bene! Ora scendi..."
"Subito"
"No! Non intendevo di scendere, intendevo dire, spostati verso il basso"
"Cosi?"
"Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh! Siiiiiiiiiii! Cosiiiiiiiiiiiiiiiiì! Ora vai su...... Oooooooooh! Torna più giù.... Siiiiiiiiiiii cosiiiiiiiiiiiì!"
"È imbarazzante sentirti mugolare in questo modo e gemere mentre ti cammino sulla schiena"
"Aaaaaaaahhhhhhhhhhh bene, siiiiiiiiiiiiiiiì!"
"Lascia che lo scriva sul mio blog...!"
"Aaaaaaahhhhhhhhhh... Nun ce provà, sai?"
"No no, non lo farò, puoi stare sicuro... Si si..."
Tanto l'indirizzo non ce l'ha! :-D


