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10/10/26

18/07/26

La parte migliore

Più sto con te e più voglio starci.
Stare con te mi fa sentire bene, e la cosa che mi fa più paura è il fatto che questa cosa NON mi faccia più paura.

Dici che l'Universo ci ha ricongiunti. Può darsi.
DI sicuro mi sarei persa la parte migliore della mia vita, se non ti avessi incontrato.

23/04/26

Amore da ragazzini

Seduti per terra, ad abbracciarsi e baciarsi per minuti e minuti interi.
Il nostro è proprio un amore da ragazzini.

12/04/26

Essere gli ultimi

Sono una donna che è stata cresciuta con il mito delle prime volte. Il primo bacio, il primo fidanzato, il primo amore, la prima volta ecc.
Confesso di esserne stata ossessionata e di essermi volontariamente limitata nei miei comportamenti solo per paura di infangare il mio portfolio di "primi" con qualcosa che poi avrebbe dimostrato di essere stata la scelta sbagliata.

Oggi la penso in modo totalmente opposto. Chissenefrega cosa c'è stato prima, o chi è stato il primo. Ciò che veramente conta, perché è quello che resta, è l'ultimo.

Questo è ciò che ho detto oggi pomeriggio al Capitano: non mi importa delle donne che ci sono state prima, nella sua vita io voglio essere l'ultima.

30/03/26

In Sicilia col Capitano

Quando lo avevamo deciso c'erano tutti altri presupposti e contesti.

Due mesi prima della partenza eravamo pronti ad annullare tutto. Un mese prima sembrava che forse potevamo farlo. Lo abbiamo fatto.

Ho portato il Capitano a Palermo, nei miei luoghi, nella mia quotidianità quando sto in famiglia. Credo che più intimi di così non potremo mai essere.
E' stato bellissimo, è stato diverso, è stato facilissimo, naturale, spontaneo. E' stata una di quelle cose per cui mi chiedo se sarà mai possibile farlo davvero, ma poi - mentre le faccio - mi chiedo come fosse stato possibile non averlo mai fatto prima. 

Non solo è un ottimo compagno di vita, il Capitano è anche un eccellente compagno di viaggio.

15/03/26

Tu mi fai vivere

C'è stato un momento molto intimo e intenso oggi, in cui ho guardato il Capitano negli occhi ed ho pensato: questo è il mio uomo.
Mai di nessuno avevo pensato una cosa simile. E mi sono appoggiata al suo petto ed ho sentito forte il mio cuore che batteva. Il mio, non il suo, come più spesso mi capita.
"E' mio il cuore che batte forte adesso" gli ho detto, "Grazie, perché tu mi fai vivere".

E in realtà ho ringraziato l'Universo.

18/02/26

Percezioni diverse

Il Capitano ed io ci scriviamo spesso delle lettere.
Lettere di carta, di quelle vere, all'antica, scritte con penne stilografiche e inchiostri colorati.
Lui è molto più bravo di me a scrivere, sia sul piano grafico che espressivo-concettuale.
Io sono una pasticciona anche in quel campo.

Per lo scorso San Valentino ci siamo scambiati due lettere e, curiosamente, io mi sono sentita molto ispirata. Dico "curiosamente" perché da un po' di tempo sento di non avere più parole. Parlo, parlo, parlo, ma non ho più parole.
Ero ispirata, quindi, al punto che pensavo che invece della lettera sarebbe venuta fuori addirittura una poesia. Ciò che è venuto fuori, invece, è stato un video, registrato mentre ero sfattissima, in macchina, tra una lezione e l'altra, nel quale gli leggevo la lettera.
Questa cosa ha fatto in modo che io potessi riascoltare le mie parole. In genere quando gli scrivo una lettera nemmeno la rileggo prima di dargliela, invece questa volta ho potuto anche riascoltarla dopo aver ricevuto e letto la sua.

Ne è uscita un'analisi di quanto sia differente il nostro modo di esprimerci l'amore reciproco.
Io ho puntato l'attenzione sul "ti amo e mi faccio bastare quello che riusciamo a fare", lui invece sul "ti amo e sento il bisogno di averne di più".
Due punti di vista completamente opposti.

Gliene ho parlato.
Gli ho parlato di come nelle mie lettere io cerchi sempre di essere rassicurante sul fatto che anche se ci vediamo poco, anche se ogni tanto abbiamo qualche divergenza di opinioni, il mio amore non cambia. E lui mi ha risposto che anche lui nelle sue lettere cerca di rassicurarmi sul fatto che mi vuole, che vuole stare con me sempre di più perché gli sembra che io abbia paura che lui prima o poi smetta.
È vero.
Alla fine abbiamo capito che entrambi, nelle nostre lettere, cerchiamo di rassicurare l'altro su quelli che sappiamo o crediamo essere i suoi punti di insicurezza.

Mi sembra sia una cosa molto bella.

14/12/25

Quando sto male

Una delle 49 cose che mi piacciono del Capitano, e che ho registrato in un video che gli ho mandato per il 49simo compleanno, è che viene a trovarmi quando sto male.
Devo fare una correzione.
Una delle 49 cose che mi piacciono di lui è che quando sto male si mette d'accordo con le mie figlie per arrivare di soppiatto a casa mia e farmi una sorpresa, portandomi in dono le stelle di natale e facendomi sentire subito meglio.

17/11/25

Un anno

Un anno fa il mio cuore ha ripreso a battere ed io ho scoperto che posso ancora amare, emozionarmi, vivere.




12/11/25

Cavalleria atletica

Il Capitano non è propriamente uno sportivo, ma si allena in palestra con impegno e costanza.
Io non sono propriamente una sportiva, ma da un paio di mesi ho iniziato a fare lezioni di yoga tutti i giorni, anche 2 o 3 al giorno, alcune delle quali consecutivamente.
Lui fa pesi, io lavoro a corpo libero. 
Lui conosce i nomi delle macchine da palestra e degli esercizi, io conosco il sanscrito.

Parlando di teoria, finiamo sulla pratica, e la pratica in questione è il cosiddetto "plank". Me la mostra, io la replico. 

Cerco di trovare un asana corrispettivo, ma in realtà non c'è perché non è né Chaturanga Dandasana, né Ardha Sirshasana, ma piuttosto una via di mezzo. Non è nemmeno Kumbhakasana, perché lui si appoggia sugli avambracci. Boh, magari sarà la variante di qualcosa, senz'altro.

Comunque bello. Un bel lavoro sugli addominali più che sulle braccia, forse meglio per certi muscoli della spalla.

E ce ne stiamo lì, sul tappeto della sala di casa sua, a fare plank e scoprire - con una sfida più o meno esplicita - chi resiste di più.

Io parlo e dico cose sceme, come sempre. Lui ride e crolla.
Vinco io, ma secondo me lo ha fatto per cavalleria :-D

14/10/25

Un dono

E' un'intesa speciale e inimmaginabile. Non andiamo sempre d'accordo, ma troviamo sempre un punto d'incontro che vada bene a entrambi. Siamo capaci di parlarci e ascoltarci. Non abbiamo paura l'uno dell'altro, ma accettiamo anche i nostri lati più bui e orribili. 
Ci offriamo presenza, conforto, punti di vista alternativi, sentimenti e occasioni per sorridere.
Siamo legati, ma liberi.

E' passato quasi un anno ed io non ricordo di essere mai stata così tanto bene in una relazione.

Un dono. 
Sono sempre più convita che il Capitano sia un dono che la vita ha voluto farmi.

13/08/25

Una luna di miele

 E' durata solo 24 ore o forse anche solo 22, ma è proprio quel che è stato.

Un giorno (quasi) intero da passare insieme a raccontarci le cose che non c'eravamo raccontati, a darci le carezze che non c'eravamo dati, a ridere delle risate che non avevamo potuto fare insieme.

Dopo più di due settimane lontani, il Capitano ed io siamo stati di nuovo insieme. 

Ci siamo ricaricati per poter affrontare altri 11 giorni (i prossimi) in cui staremo lontani geograficamente.

Una luna di miele breve, senz'altro, ma davvero dolce e confortante.

23/07/25

Sempre

"Devo dirti una cosa... è una cosa un po' stupida ma voglio dirtela lo stesso"
"Ti ascolto"
"Ogni volta che io ti scrivo qualcosa, mi firmo con "Tutta tua, solo tua". Penso spesso che vorrei aggiungerci anche "Sempre tua", ma ormai la parola "Sempre"... boh, non me la sento più... però la penso. E' solo che non mi sento più capace di dirla o di scriverla. Ecco, e anche questo è un momento in cui la penso, mentre ce ne stiamo qui abbracciati stretti, ma non ci riesco a dirtela, anche se lo vorrei, anche se la sto pensando. Perché questo momento è proprio uno di quelli che mi fa desiderare che possa durare per sempre. Ma proprio per sempre-sempre, proprio per tutta l'eternità, per tutte le future vite. Che poi... chissà, magari è già così e noi non lo sappiamo. Magari stiamo così bene insieme proprio perché siamo legati nell'eternità, e ci siamo semplicemente ritrovati in questa vita dopo esserci già amati in quelle precedenti".

E la conferma mi è data dal fatto che lui non pensa che io sia strana in questi miei pensieri, ragionamenti e riflessioni.

17/07/25

Otto mesi

Oggi sono otto mesi che il Capitano ed io ci baciamo.

06/07/25

Al sicuro

Solitamente dormo male.
Non solo durante il sonno, ma la posizione da distesa, anche da sveglia se mantenuta a lungo, mi fa risvegliare tutti i dolori, a volte a uno a uno, ma anche tutti insieme. Il mio sonno è sempre disturbato dalla schiena che fa male, dalla spalla che fa male, dal braccio che fa male, dal piede che fa male, dal collo che fa male, dalla mano che fa male. A volte pure dall'anima che - per non essere da meno - fa malissimo e mi fa svegliare in preda a sogni che mi turbano e che mi fanno stentare a riaddormentarmi.

Fatte salve le prime 2 o 3 volte, che ero agitatissima per un miliardo di motivi seri e meno seri, tutto questo non mi succede quando dormo con il Capitano.

I dolori ci sono lo stesso, la spalla, il piede, la schiena ecc ecc. Anche i sogni allucinati e allucinanti ci sono sempre - non tutte le volte - ma ci sono. Però mi riaddormento subito.
Mi giro e rigiro, come sempre, anche avendo paura di disturbare il suo sonno, ma mi basta ascoltare il suo respiro o intuire nella penombra la sagoma del suo corpo disteso accanto a me per chiudere gli occhi e riaddormentarmi.

E tutte le mie paranoie esistono ancora - oh! se esistono! - e anche tutti i miei dolori e per di più c'è anche di sottofondo l'ansia mista a senso di colpa perché se io sto dormendo in quel letto, in quella camera, in quella casa, significa che le mie figlie dormono da sole nei loro letti della loro camera in casa mia, ma non mi intaccano. Ci sono, esistono, si manifestano, mi svegliano, ma basta così. Sento che lui è accanto a me e mi riaddormento.

E' come se, per la prima volta, mi sentissi al sicuro.

23/06/25

Insieme

Esattamente un anno fa andavo per la prima volta a casa del Capitano, subito dopo aver finito di dare la prima mano di pittura alle pareti della mia nuova casa.
Faceva freddissimo, aveva piovuto, ricordo che mi aveva invitato a prendere qualcosa di caldo da lui prima di tornare alla vecchia casa. Ed io avevo accettato.

Stamattina mi sono svegliata accanto a lui e mi ha condiviso la riflessione di quanto fosse impensabile, un anno fa, immaginare che esattamente un anno dopo ci saremmo svegliati al mattino l'uno accanto all'altra.

Quando sono andata via da casa sua, un anno fa, mi sono guardata allo specchio dell'ascensore e mi sono detta: "No, non ci pensare nemmeno".

Quando sono andata via da casa sua, stamattina, gli ho detto: "Chissà tra un anno..."
Lui ha risposto: "Tra un anno saremo su Marte"
"Sì, però insieme".

17/06/25

Sette mesi

Oggi sono esattamente sette mesi che il Capitano ed io ci baciamo.

Sembra ieri. Sembra una vita.

17/05/25

L'amore da adulti

L'amore da adulti è una cosa complicata. Si hanno segni e cicatrici ovunque: ferite risanate che lasciano ombre perlacee sulla pelle, fratture ricomposte alla bell'e meglio che mandano quella lieve fitta di dolore quando si fa proprio quel movimento lì, tipo quello di lasciarsi abbracciare. E' tutto un trattenersi, un andarci piano, uno stato di vigile abbandono: mi fido ma non troppo. 
E' come camminare sulla superficie di un lago gelato immerso in paesaggio di montagna, con il candido splendore della neve che incorona le foreste tutto intorno, il cielo azzurro e limpido che ti ricopre, la luce brillante del sole che ti si appoggia addosso, dandoti quel tiepido conforto; ma tu sei proprio lì, su una superficie fragile e infida, passo dopo passo ti godi l'esperienza con i tuoi sensi fisici, ma dentro di te sai, sospetti, temi che quell'incanto possa d'improvviso trasformarsi in un incubo, che il ghiaccio possa rompersi senza preavviso solo perché hai fatto un passo più disinvolto degli altri, o perché hai beccato il punto debole, fragile, traditore.

L'amore da adulti è una cosa buffa. Si affievolisce l'ansia del piacere a tutti i costi, l'ansia dell'essere perfetti, impeccabili, immacolati. Invece che percorrere sui corpi i sentieri lineari dei pieni e dei vuoti, vi disegnate addosso la mappa dei dolori, giocate a "celo manca" con le terapie e i farmaci che prendete abitualmente e vivete la relazione di nascosto dai rispettivi figli, invece che dai genitori.
E' come quella scena di quel film di quarant'anni fa, che ogni volta che la rivedi ti fa emozionare come la prima volta, ma ha cambiato il suo sapore, e noti dei dettagli che non avevi notato prima, e ti meravigli che abbia potuto davvero funzionare sul piano narrativo e cinematografico, ma ne prendi atto perché tu sei ancora lì, quarant'anni dopo, ancora a riderne, piangerne, trasalire, trattenere il fiato o chiudere gli occhi per la paura.

L'amore da adulti è una cosa spaventosa. Ci si fanno mille paranoie, si hanno mille timori, mille remore. Si ha paura di farsi male e fare del male. Ancora una volta. Si ha paura di perdere la propria individualità, la propria indipendenza, quella routine fatta di doveri e capricci ormai consolidata e che intride la quotidianità come ne fosse l'armatura interna che la regge, la supporta, le da ragione di essere e di stare ancora in piedi, e quindi se la perdi che ne sarà di te?
E' come nuotare in un mare in tempesta, agitato da venti di tormenta e sovrastato da un cielo plumbeo squarciato da lampi e fulmini; con le onde che ti sommergono, con il frastuono della bufera che ti distoglie da qualsiasi pensiero, e il suo urlo furioso che ti attanaglia, ma al quale non riesci a sfuggire.
E allora capisci che stai lottando contro qualcosa alla quale non potrai mai opporti: puoi solo affidarti, lasciarti andare, abbandonarti al fluire degli eventi.
Prendi fiato e ti immergi.
La tempesta sulla superficie è lontana, e tu scendi giù, giù, giù e speri solo di avere fiato a sufficienza, e quando ti fermi riapri gli occhi.
Il fondo del mare è ovattato, silenzioso, avvolgente.
Abitato, colorato, bello.

L'amore da adulti è una cosa meravigliosa.

30/03/25

La domenica piena

E' stata una domenica piena.

Piena d'impegni, piena di parole, piena di sguardi, di gesti. Piena d'amore.

17/03/25

Si può essere più felici di adesso?

Ho passato il fine settimana con il Capitano, da lui.
In realtà non siamo stati insieme nemmeno 24 ore, ma dico che sono stati due giorni di felicità. 
Io non lo so che cosa mi sta succedendo, se per davvero c'è un tempo per ogni cosa e il mio tempo "per l'amore" è arrivato solo adesso, dopo più di 46 anni, ma seriamente non riesco a credere che stia succedendo davvero, e in questo modo così sorprendente. 
Esattamente oggi sono 4 mesi dal "secondo primo bacio", ché un "primo primo bacio" non aveva avuto nessun seguito interessante, se non quello di dimostrarci che i tempi non erano ancora maturi, che anche solo a distanza di pochi altri mesi c'erano ancora evoluzioni da fare, scelte da prendere, decisioni e consapevolezze da maturare.
Sembra tutto così magico, nel senso proprio di irreale.

Ancora oggi, dopo 4 mesi, ridiamo e piangiamo, ci commuoviamo, ci confortiamo, ci amiamo e ci emozioniamo insieme, tenendoci per mano e con leggerezza.
In 4 mesi mai una volta ho desiderato andarmene, mi sono sentita fuori luogo, ho sentito il bisogno di scappare. In 4 mesi mi sono sentita sempre accettata e accolta per quel che sono.
Mi sento amata.
Mi sento felice.