Visualizzazione post con etichetta sassolini nelle mie scarpe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sassolini nelle mie scarpe. Mostra tutti i post

24/09/26

E le conseguenze a me

Ho passato una nottataccia d'inferno, col naso colante e chiuso. Sono comunque uscita per fare delle commissioni al mattino e per andare a fare lezione al pomeriggio. Mi sono drogata di aspirina, ho consumato 6 pacchetti di fazzoletti per intero e starnutito almeno 60 mila volte. Ho gli spilli in gola e il desiderio si strapparmi il naso con le mie stesse mani.
Anche Angelica è raffreddata. Da tre giorni.
Perché l'amica sua è raffreddata. E l'amico dell'amica. E l'amico dell'amico dell'amica.

Gli adolescenti, in fondo, sono il revival dei bambini dell'asilo: quelli si mischiano le malattie scambiandosi i giochi che mettono in bocca, loro si condividono germi e batteri direttamente alla fonte, scambiandosi bicchieri, baci, slinguazzate e dio non voglia che io sappia cos'altro.

E, come i bambini dell'asilo, portano le malattie a casa.

15/09/26

Lo posso dire?

Mi sono proprio stancata di tutte queste locandine fatte dall'intelligenza artificiale, tutte uguali e banali, falsamente brillanti, ma che denotano soltanto quanto poco vuole investire nella propria attività chi la conduce.

11/08/26

Reato ambientale

Lo confesso e sono pronta a pagarne lo scotto, ma alla sedicesima scatola piena di roba elettronica di mille anni fa, tutta appiccicosa, con batterie esplose, plastiche sbriciolate e totale noncuranza nell'accumulo e stoccaggio, ho detto basta, ho detto che non stava scritto da nessuna parte che - pure da morto - io dovessi pulire il suo sudiciume e buttare la sua spazzatura. 
Ho rimesso il coperchio e buttato tutto nel bidone dell'indifferenziata, così com'era e senza nemmeno guardare cosa ci fosse davvero.

27/05/26

Il caldo anomalo

Mi sto squagliando.

26/05/26

L'allievo odioso

Ho un allievo che non sopporto. Eppure devo accettarlo, devo essere professionale, neutra, corretta.
Però non lo sopporto.
Tratta lo yoga come uno stretching per fricchettoni e si comporta di conseguenza.
Non lo sopporto, non glielo posso dire né dimostrare, però lo dovevo esprimere.

05/03/26

La coltellata

Sono stata seduta al pc per un'ora, mi sono alzata, ho fatto delle cose in piedi, sono tornata a sedermi ed ho appoggiato il gomito sinistro sul tavolo.
Una lama affilata si è conficcata sul limitare della mia scapola sinistra ed ha iniziato a scendere e squarciare la mia schiena, poi è risalita verso il collo, mentre io cercavo di essere il più immobile possibile e ritirare quell'inconsapevole movimento che aveva scatenato il dolore.

E niente, alla fine ho dovuto prendere un antinfiammatorio, ché altrimenti col cavolo che riuscivo a muovermi e condurre le lezioni di oggi.

E' assurdo. Faccio cose assurde e ne esco incolume, poi mi siedo e mi appoggio e mi parte la contrattura maledetta e invalidante.

21/02/26

I ritardatari

Sarà anche vero che io ho l'ansia, e sono accelerata e iperattiva.
Sarà anche vero che dovrei imparare a stare più al mio passo, senza forzarmi sempre.
Sarà anche vero che devo imparare a non pretendere di avere il controllo su tutto.
Sarà anche vero che la vita ci fa cimentare in sfide utili per la nostra evoluzione.

Ma io i ritardatari non li sopporto.

Se ci diamo appuntamento alle 7, mi dà fastidio che alle 6.30 mi dici che sei in ritardo e che ci vediamo alle 7.15.
E me ne dà ancora di più se alle 7.09 mi scrivi che ti sei accorta di aver dimenticato a casa gli occhiali e stai tornando indietro.

10/02/26

Le due cose

Le due cose che, in questo periodo, mi infastidiscono più di tutto sono:
1) la domanda "come stai?"
2) la frase " ricordati che non sei sola"

Mi infastidiscono perché:
1) è una domanda del ca##o la quale risposta sincera non assomiglia a quella che l'interlocutore si aspetta, quindi mi butto sulla risposta di circostanza 
2) io sono da sola, e lo sono per davvero e in maniera ormai irreversibile, come solo la morte può essere irreversibile. Ho tante persone accanto e intorno che mi sostengono più o meno concretamente e tutto il resto, ma io SONO da sola, oggi più che mai.

Io me lo chiedo spesso che razza di persona devo essere stata in passato, per dover scontare tutto questo.

16/12/25

Ho la febbre

E non mi succedeva da 4 anni e mezzo.
Sarà che la stanchezza delle settimane scorse ha indebolito il mio sistema immunitario, sta di fatto che ho la febbre, sono raffreddata e ho anche qualche colpo di tosse.
Ho concluso la settimana scorsa le lezioni nelle scuole in classi di bambini decimati, e i sopravvissuti che comunque smoccolavano e tossivano in giro. Mi hanno fregato.

21/08/25

Sempre coi papà

Non voglio entrare nel merito dell'influenza che possono avere certi discorsi, certe frasi, certi concetti espressi dai genitori in presenza dei loro figli, perché purtroppo l'influenza c'è anche quando non vengono esplicitamente espressi, e vabbè, tutti abbiamo diritto ad andare in terapia per colpa dei nostri genitori prima o poi.
Ma la vera domanda che mi faccio è: ma se sei venuto a prendere tua figlia al centro estivo, e lei è già pronta per andarsene, scarpe ai piedi e zainetto sulle spalle, perché ti attardi a raccontare alla maestra (cioè io - povera me) la storia della tua vita e di quanto avresti voluto fare un certo tipo di studi e invece ti sei lasciato condizionare dai tuoi genitori e quindi vorresti che tuo figlio più grande facesse un certo tipo di studi non rendendoti conto di come tu stia esattamente replicando per tuo figlio quello che hai dovuto subire tu dai tuoi genitori? Va bene tutto, io ascolto e annuisco, ma perché lo racconti a me che aspetto che tu ti levi di torno per poter chiudere e tornarmene a casa? 
Perché?!

Non succede con tutti i papà, ma quando succede è con un papà.

19/06/25

Il dente avvelenato

Lo ammetto: ho il dente avvelenato neri confronti del personale delle segreterie scolastiche.
Li trovo incompetenti e lavativi: non rispondono alle mail se non dietro sollecito telefonico, talvolta dimenticandosi di protocollarle, dunque rendendole irrecuperabili nel marasma di mail che riceve una scuola quotidianamente. Avrei una tale quantità di aneddoti da scriverci tre libri.

Ho il dente avvelenato, lo ammetto, ma ciò che mi fa rabbia è che LORO lo stipendio lo ricevono sempre e comunque, sia che le mail le leggano, che non le leggano, sia che rispondano, che non rispondano, mentre io devo farmi un mazzo così per essere pagata con un pugno di noccioline, solo se e quando LORO decidono di pagarmi.

Ecco, questo è forse l'aspetto peggiore del mio lavoro.

20/05/25

Devo dirlo

Queste locandine fatte fare ottusamente all'intelligenza artificiale hanno proprio rotto il ca##o.

18/04/25

La donna da sposare

C'è una strana e antiquata ragione per cui quando un uomo di una certa età (dalla mia in su) vuole fare un complimento a una donna, le dice che è "da sposare".
Chiariamolo: no. Dire a una donna che è "da sposare" non è un complimento, perché il matrimonio NON è un premio, un traguardo, un merito.
Ma ammetto che è una mentalità difficile da scardinare, e probabilmente anche io, se la mia vita non fosse andata com'è andata, ad oggi mi sentirei lusingata se il tizio che viene in ludoteca a fare la manutenzione degli estintori mi dicesse che sono "da sposare", e non gli risponderei/avrei risposto (sad true story) "Bedda matri, per carità!".

Non è la prima volta che qualcuno me lo dice (nemmeno per il tizio degli estintori, purtroppo) e da qualche anno (è facile capire a partire da quando), io rispondo più o meno sllo stesso modo: "Qualcuno lo aveva fatto, ma ci ha ripensato dopo 9 anni, quindi forse non è esattamente così". Così ho fatto quando me l'ha detto quello str*nzo del papà dei Bambini che accudivo negli anni dal 2017 al 2020... e gli avrei spaccato la sedia in testa.

Non sono una donna da sposare solo perché so cucinare, o sono brava coi bambini, o so prendermi cura delle cose e delle persone.
A questo punto preferisco di gran lunga il complimento che mi fa più spesso il mio commercialista: "Sei una persona molto precisa".

22/03/25

Il re della commedia proprio

"Ma quando te la puoi tenere la bambina per una settimana? La sua mamma è piemontese... un po' di sicilianità di vuole"

Io quest'uomo non lo sopporto più.
E' il padre di una bambina di 3 anni che fa yoga con me, e siccome anche lui è siciliano (non mi ricordo e non me ne frega di dove) crede di potersi prendere con me certe libertà "da paesani".
Il problema è che si crede divertente.

Purtroppo io devo almeno sorridere. Non rispondo, non dico nulla, anche perché se dovessi davvero rispondere gli direi una di quelle belle frasi che in quella sala solo lui e io possiamo capire, ma devo mantenermi sul neutrale-calmo.
Perché mi paga, ed ho bisogno che continui a farlo.

08/11/24

Io mi sono arrabbiata

Ho bisogno di dirlo, ho bisogno di scriverlo, ho bisogno di urlarlo.

Io mi sono arrabbiata con Il Capitano.

Qualche giorno fa mi ha scritto di aver sognato la sua ex, del quale crede di essere ancora innamorato, mentre secondo me ne è solo ossessionato. L'ha sognata, le ha scritto, le ha chiesto di rivedersi.

Siamo forse qualcosa, lui ed io? No.
Ma questa cosa mi ha fatto molto arrabbiare ed avevo bisogno di dirlo, di scriverlo, di urlarlo.

12/09/24

La confidente di tutti

 Io non lo so il perché, ma mi ritrovo spesso, mio malgrado, ad essere la confidente di tutti, anche di gente con cui non ho molta confidenza.

Mi telefonano apposta per raccontarmi problemi di lavoro e di cuore. Sanno perfettamente che io non ci posso fare niente e infatti è sempre chiaro a tutti fin dall'inizio che non mi telefonano per avere una soluzione, e nemmeno un consiglio, anche perché non ne so dare.
Mi chiamano per sfogarsi. E chiudono la chiamata ringraziandomi e scusandosi per lo sfogo.

Boh.

Forse dovrei cominciare a farmi pagare...

22/08/24

Siamo alle solite

Quando pensi di averle viste tutte... no, c'è sempre una nuova richiesta assurda.

Già erano assurde le richieste (e negli anni non sono state poche, credetemi) di fare "inserimento". Cioè: tu devi far frequentare tuo figlio per una settimana o magari due... e vuoi fare l'inserimento?!
Adesso mi chiama una mamma per sapere se il figlio può fare una prova al centro estivo.
Una prova?! Ma di che cosa?
Voi ormai mi conoscete, io cerco sempre di entrare nella testa dei genitori con cui interagisco, cerco di immedesimarmi per comprendere meglio le necessità, le paure, le aspettative...
In pratica, nei sogni di questa mamma, lei portava suo figlio da noi due o tre ore, non so, poi tornava e, se gli piaceva lo lasciava e pagava la retta, altrimenti se lo riportava a casa e amici come prima.
Ma io non capisco una cosa: quando andate al cinema chiedete di sedervi una decina di minuti e, se il film vi piace, restate e pagate il biglietto, altrimenti ve ne andate e amici come prima?
Quando andate al ristorante vi sedete e chiedete di fare un assaggio di tutte le portate e, se il cibo vi piace, restate e completate il pasto pagando, altrimenti ve ne andate e amici come prima?
Quando prendete un treno o un aereo vi accomodate e osservate il paesaggio per qualche minuto e, se vi piace restate e pagate il biglietto, altrimenti ve ne andate lanciandovi col paracadute e amici come prima?
Quando andate a farvi i capelli vi fate lavare, tagliare e acconciare solo metà testa e, se vi piace restate e vi fate fare pure il resto e pagate, altrimenti ve ne andate e amici come prima?
Ecco. Siamo alle solite.
Se avete bisogno di "piazzare" vostro figlio per poche ore, ci sono i baby parking, che servono proprio a questo. E comunque li DOVETE PAGARE, perché voi avete un problema e loro vi offrono la soluzione.
Smettetela di pretendere volontariato da chi lavora.
Oh.
E questo è il "buongiorno".

06/02/20

La compresenza

Una delle condizioni che ho sempre detestato al lavoro (di tata) è quando mi tocca stare in compresenza con qualcuno della famiglia, che siano i genitori o i nonni, o altri parenti, specialmente quando i bambini che ho in carico hanno meno di 2 anni.
Trascorro la totalità del tempo non ad occuparmi di loro, bensì affannandomi a tenerli lontani dagli adulti in questione.
Perché una bambina di 14 mesi non ha nessun motivo per voler stare a giocare con me sul tappeto in cameretta quando c'è suo padre seduto sul divano in soggiorno.
Mi succede raramente, per fortuna, ma ogni volta è un supplizio.

Fino a poco tempo fa mi dannavo l'anima e mi inventavo centomila diversivi, poi mi son detta: ma chi me lo fa fare? Mi pagano meno di quanto meriterei, ma faccio il mio lavoro molto meglio di quanto è pagato, e allora mollo. La bambina vuole stare a rompere il ca##o al papà, che si è preso un giorno di ferie per rilassarsi sul divano mentre - illuso faraone - la Serva intrattiene la figlioletta? La Serva non sa più cosa inventarsi, che non sia la detenzione forzata, per impedire alla frugoletta di andare a saltare sulla pancia e sul telecomando del papà, quindi la lascia fare.
"Vuole stare con te", spiego "D'altro canto ti sente, ti sente parlare al telefono, è normale che tra te e me preferisca te".
Quindi io ho rimediato una giornata lavorativa durante la quale ho guardato un padre tentare di divincolarsi dalla figlia. E' riuscito a farlo solo inventandosi una commissione da fare e uscendo.

Non so, più il tempo passa e più mi accorgo che ho sempre meno voglia di avere a che fare con gli adulti.

24/01/20

Devi farlo tu

"Ma l'avete detto a scuola dai Bambini che la prossima è la mia ultima settimana di lavoro?"
"No, in effetti no... Puoi dirglielo tu lunedì?"
"PadreDeiBambini, io glielo posso anche dire, ma credo che sia più opportuno che siano i genitori a dare una comunicazione di questo tipo... Anche perché dovete fare la delega per il ritiro alla nuova tata..."
"Eh, sì, quello già l'abbiamo pronto, dobbiamo solo consegnarlo. Ma perché pensi che dobbiamo farlo noi? Credi che se glielo dai tu non lo accettino?"

Io credo che mi sono rotta le scatole di essere la MadreAcquisita dei Bambini, ché ve li ho cresciuti, svezzati, vaccinati, istruiti, spannolinati, nutriti, gestiti, portati al mare, in montagna, alle feste di compleanno, lavati, vestiti e arginati per due anni e mezzo, e mi avete delegato il 90% degli aspetti educativi nonché di quelli medici e pratici, e invece non sono figli miei, e se io l'ho fatto è stato solo perché per prima cosa avevo bisogno di questo lavoro, e per seconda cosa perché mi faceva pena lasciarli a loro stessi, o sovraccaricare i nonni, e non ce l'ho con la Mamma ché quella povera donna esce di casa alle 7 di mattina e rientra alle 8 di sera e si fa anche 150 km di strada per andare e tornare da lavoro, ma tu, Padre, sei stato davvero l'esempio lampante di come NON si fa il padre, nel senso che non hai fatto proprio niente che non sia stato il narcotizzarli con il tuo smartphone quando io vado via, oppure pagarmi per occuparmi io dei tuoi figli anche quando tu eri a casa in ferie, ecco quindi proprio no, forse è il momento che ti dai una mossa e che capisci che ci sono certe cose che devono essere fatte dai genitori, e non dagli estranei.

"Non credo, PadreDeiBambini, in genere è una questione delicata di responsabilità... capisci... Devi farlo tu".

08/01/20

La grammatica, questa sconosciuta

Da quando frequento il corso d'inglese ho imparato tante cose.
Sì, qualcosa d'inglese; anche qualcosa circa i miei ormoni e l'effetto che hanno sulla mia pressione quando va il suo ingresso in aula il professore...

Ma la più tragica di tutte è la scoperta di quanta gente italiana, di mezza età, dall'aspetto curato e colto, in realtà avrebbe bisogno di studiare la grammatica italiana prima di approcciarsi allo studio di una lingua straniera.
Gente che sembra uscita dall'ufficio di amministrazione o contabilità di chissà quale azienda, e che ha bisogno di potenziare l'inglese per non perdere il passo, per avanzare di ruolo o sarca##o perché, ma che scivola sulla difficoltà a distinguere *in italiano* un aggettivo possessivo dal relativo pronome. E l'aspetto più divertente è che si giustificano dicendo che vabbè, loro l'inglese non lo sanno mica bene, e stanno lì, a lezione, proprio per quello, per imparare, ma mannaggiallapupazza tu hai sbagliato *in italiano*, non in inglese.
Che nervi.