24/09/26
E le conseguenze a me
15/09/26
Lo posso dire?
11/08/26
Reato ambientale
27/05/26
26/05/26
L'allievo odioso
05/03/26
La coltellata
21/02/26
I ritardatari
Sarà anche vero che io ho l'ansia, e sono accelerata e iperattiva.
Sarà anche vero che dovrei imparare a stare più al mio passo, senza forzarmi sempre.
Sarà anche vero che devo imparare a non pretendere di avere il controllo su tutto.
Sarà anche vero che la vita ci fa cimentare in sfide utili per la nostra evoluzione.
Ma io i ritardatari non li sopporto.
Se ci diamo appuntamento alle 7, mi dà fastidio che alle 6.30 mi dici che sei in ritardo e che ci vediamo alle 7.15.
E me ne dà ancora di più se alle 7.09 mi scrivi che ti sei accorta di aver dimenticato a casa gli occhiali e stai tornando indietro.
10/02/26
Le due cose
16/12/25
Ho la febbre
21/08/25
Sempre coi papà
19/06/25
Il dente avvelenato
20/05/25
Devo dirlo
18/04/25
La donna da sposare
22/03/25
Il re della commedia proprio
08/11/24
Io mi sono arrabbiata
Ho bisogno di dirlo, ho bisogno di scriverlo, ho bisogno di urlarlo.
Io mi sono arrabbiata con Il Capitano.
Qualche giorno fa mi ha scritto di aver sognato la sua ex, del quale crede di essere ancora innamorato, mentre secondo me ne è solo ossessionato. L'ha sognata, le ha scritto, le ha chiesto di rivedersi.
Siamo forse qualcosa, lui ed io? No.
Ma questa cosa mi ha fatto molto arrabbiare ed avevo bisogno di dirlo, di scriverlo, di urlarlo.
12/09/24
La confidente di tutti
Io non lo so il perché, ma mi ritrovo spesso, mio malgrado, ad essere la confidente di tutti, anche di gente con cui non ho molta confidenza.
Mi telefonano apposta per raccontarmi problemi di lavoro e di cuore. Sanno perfettamente che io non ci posso fare niente e infatti è sempre chiaro a tutti fin dall'inizio che non mi telefonano per avere una soluzione, e nemmeno un consiglio, anche perché non ne so dare.
Mi chiamano per sfogarsi. E chiudono la chiamata ringraziandomi e scusandosi per lo sfogo.
Boh.
Forse dovrei cominciare a farmi pagare...
22/08/24
Siamo alle solite
Quando pensi di averle viste tutte... no, c'è sempre una nuova richiesta assurda.
06/02/20
La compresenza
Trascorro la totalità del tempo non ad occuparmi di loro, bensì affannandomi a tenerli lontani dagli adulti in questione.
Perché una bambina di 14 mesi non ha nessun motivo per voler stare a giocare con me sul tappeto in cameretta quando c'è suo padre seduto sul divano in soggiorno.
Mi succede raramente, per fortuna, ma ogni volta è un supplizio.
Fino a poco tempo fa mi dannavo l'anima e mi inventavo centomila diversivi, poi mi son detta: ma chi me lo fa fare? Mi pagano meno di quanto meriterei, ma faccio il mio lavoro molto meglio di quanto è pagato, e allora mollo. La bambina vuole stare a rompere il ca##o al papà, che si è preso un giorno di ferie per rilassarsi sul divano mentre - illuso faraone - la Serva intrattiene la figlioletta? La Serva non sa più cosa inventarsi, che non sia la detenzione forzata, per impedire alla frugoletta di andare a saltare sulla pancia e sul telecomando del papà, quindi la lascia fare.
"Vuole stare con te", spiego "D'altro canto ti sente, ti sente parlare al telefono, è normale che tra te e me preferisca te".
Quindi io ho rimediato una giornata lavorativa durante la quale ho guardato un padre tentare di divincolarsi dalla figlia. E' riuscito a farlo solo inventandosi una commissione da fare e uscendo.
Non so, più il tempo passa e più mi accorgo che ho sempre meno voglia di avere a che fare con gli adulti.
24/01/20
Devi farlo tu
"No, in effetti no... Puoi dirglielo tu lunedì?"
"PadreDeiBambini, io glielo posso anche dire, ma credo che sia più opportuno che siano i genitori a dare una comunicazione di questo tipo... Anche perché dovete fare la delega per il ritiro alla nuova tata..."
"Eh, sì, quello già l'abbiamo pronto, dobbiamo solo consegnarlo. Ma perché pensi che dobbiamo farlo noi? Credi che se glielo dai tu non lo accettino?"
Io credo che mi sono rotta le scatole di essere la MadreAcquisita dei Bambini, ché ve li ho cresciuti, svezzati, vaccinati, istruiti, spannolinati, nutriti, gestiti, portati al mare, in montagna, alle feste di compleanno, lavati, vestiti e arginati per due anni e mezzo, e mi avete delegato il 90% degli aspetti educativi nonché di quelli medici e pratici, e invece non sono figli miei, e se io l'ho fatto è stato solo perché per prima cosa avevo bisogno di questo lavoro, e per seconda cosa perché mi faceva pena lasciarli a loro stessi, o sovraccaricare i nonni, e non ce l'ho con la Mamma ché quella povera donna esce di casa alle 7 di mattina e rientra alle 8 di sera e si fa anche 150 km di strada per andare e tornare da lavoro, ma tu, Padre, sei stato davvero l'esempio lampante di come NON si fa il padre, nel senso che non hai fatto proprio niente che non sia stato il narcotizzarli con il tuo smartphone quando io vado via, oppure pagarmi per occuparmi io dei tuoi figli anche quando tu eri a casa in ferie, ecco quindi proprio no, forse è il momento che ti dai una mossa e che capisci che ci sono certe cose che devono essere fatte dai genitori, e non dagli estranei.
"Non credo, PadreDeiBambini, in genere è una questione delicata di responsabilità... capisci... Devi farlo tu".
08/01/20
La grammatica, questa sconosciuta
Sì, qualcosa d'inglese; anche qualcosa circa i miei ormoni e l'effetto che hanno sulla mia pressione quando va il suo ingresso in aula il professore...
Ma la più tragica di tutte è la scoperta di quanta gente italiana, di mezza età, dall'aspetto curato e colto, in realtà avrebbe bisogno di studiare la grammatica italiana prima di approcciarsi allo studio di una lingua straniera.
Gente che sembra uscita dall'ufficio di amministrazione o contabilità di chissà quale azienda, e che ha bisogno di potenziare l'inglese per non perdere il passo, per avanzare di ruolo o sarca##o perché, ma che scivola sulla difficoltà a distinguere *in italiano* un aggettivo possessivo dal relativo pronome. E l'aspetto più divertente è che si giustificano dicendo che vabbè, loro l'inglese non lo sanno mica bene, e stanno lì, a lezione, proprio per quello, per imparare, ma mannaggiallapupazza tu hai sbagliato *in italiano*, non in inglese.
Che nervi.