02/09/25
Otto anni fa
12/08/20
Continua lo sgombero
Anche se dalle mie parti si dice "sbarazzo".
Oggi ho "sbarazzato" 1 metrocubo di roba. Tutto il mio arsenale di stoffe e materiale creativo.
Ho salvato soltanto quelle americane, da patchwork, perché davvero sono costate così tanto e sono così poche e di piccolo taglio, che non ho voluto perderle. Tutto il resto, tutta la tonnellata di stoffe da sartoria (velluto, seta, maglia, tessuti tecnici vari e cotonine) le ho regalate a Filly Cusenza, la stilista per la quale lavoravo, che sono certa che ne farà un uso migliore di me, mentre le altre attrezzature varie (avevo ancora un sacco pieno di pannolenci di tutti i colori, una raccolta infinita di riviste di punto croce e di cartamodelli sartoriali) le ho donate alla Caritas.
E' un colpo al cuore. Non soltanto per tutti i soldi che ci ho speso negli anni per comprare il materiale, quanto per il significato simbolico, il potenziale che avrei voluto concretizzare da quel materiale e non ne ho avuto il tempo, né la capacità.
Boh, spero che a qualcuno possa tornare utile.
07/08/20
Le mie fotografie segnanti
Tutte e tre ritraggono il portabagagli di una macchina.
La prima è quella che ritrae le valigie di Schroeder quando se n'è andato di casa.
La seconda raffigura il portabagagli della buonanima della Panda quando ci siamo trasferite a Torino.
La terza è questa:
Sto liberando la vecchia casa. Non ci tornerò/ei più a vivere dunque non ha senso continuare a tenerla piena di roba che non uso (ciò che uso si trova già a Torino) soltanto per pagarci l'Imu (sad true story).
Ho iniziato dai vestiti e da alcuni vecchi giocattoli. La Caritas ha ringraziato.
28/08/17
Commiato #5: Andrea
Spesso, in questi 17 anni, sono passata in macchina dallo svincolo autostradale per il paesino dove si trova sepolto, ed ogni volta mi sono ripromessa di farcela, una volta, un gita fuori porta e con l'occasione fargli visita. Non l'ho fatto mai. Non so il perché. Forse perché tanto non scappa, sta lì e ci resterà per sempre.
Ma adesso sono io che me ne sto andando, sono io che non starò più qui. Chissà quando se ne riparlerà di passare di nuovo lungo quell'autostrada. Me ne sto andando e sto organizzando la tabella dei saluti alle persone più care. Era doveroso inserire anche lui.
E così ci sono andata. Ci sono andata in compagnia, perché forse andarci da sola sarebbe stato peggio, ci sono andata di proposito, deviando dal percorso più veloce appositamente per passare da quel paesino, e ci sono andata partendo presto la mattina per essere sicura che il cimitero fosse ancora aperto.
E' stato un piccolo sollievo accorgermi di ricordare quasi precisamente la localizzazione della cappella di famiglia. Nonostante 17 anni di vita intensa e ricca, non ho dimenticato quel giorno, quel momento, quel dolore.
Dopo aver girovagato guidati in modo sbagliato e confuso dal guardiano, ho seguito il mio istinto e i miei ricordi, e l'ho trovato.
L'ho salutato. E' stato rassicurante, doveroso, triste. Importante.
24/08/17
Commiato #4: la brioche caffè e panna
Una di queste è una delle storiche gelaterie della mia cittadina, che ha da poco ristrutturato interni, esterni e menù, aggiungendo anche una sezione di gastronomia espressa e pizzeria, ma per fortuna mantenendo intatto il gelato al caffè.
E la vera "morte" del gelato è nella brioche (alla siciliana), dunque la quarta tappa del percorso di commiato alla mia terra passa da qui.
22/08/17
Commiato #3: l'addio ai monti
Ho trascorso due giorni a girovagare tra alcuni paesini del Parco delle Madonie: aria fresca, pane buono e stradine strettissime, dove più di una volta ho temuto di rimanere incastrata con la macchina.
Sto per trasferirmi vicino alle montagne, quelle vere, e non sarà solo del mare che sentirò la mancanza.
10/08/17
Commiato #2: l'alba alla casa di campagna
07/08/17
Commiato #1: l'acchianata a Santa Rosalia
Non l'ho fatto (mai) per devozione, per quanto io sia da sempre affascinata dalla figura di Rosalia. L'ho fatto perché era uno dei modi in cui volevo salutare la Sicilia.
Un'ora e mezza di scarpinata lungo il sentiero, in compagnia della mia amica più preziosa, un po' in silenzio, un po' chiacchierando, ridendo, riflettendo, arrancando e sudando. Esattamente come siamo sempre state noi quando siamo state insieme, ed è stata una maniera bellissima di salutare anche lei, oltre che la città di Palermo.









