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09/08/26

L'Acchianata

La prima volta ero con la mia amica d'infanzia, sua madre, sua zia e una vicina di casa.
L'ultima volta ero con la mia Amica Palermitana, ed era stato uno dei miei commiati alla mia terra, prima di trasferirmi a Torino.
Oggi sono stata con mia figlia Angelica.
L'Acchianata (la "salita") al santuario di Santa Rosalia è una delle esperienze di bellezza a Palermo che amo di più, nonostante la fatica, lo sbattimento e anche l'amarezza per il fatto di trovare sui punti panoramici spazzatura, lattine, preservativi e roba varia.

Palermo è bellissima, vista da lontano; soprattutto all'alba, quando dorme ancora.



13/06/26

16 anni

16 anni di amore estremo, di montagne russe emotive, di tempesta furiosa e calma pacifica.
Semplicemente e banalmente, 16 anni di Angelica. Non riuscirei a immaginare la mia vita senza.

09/06/26

La casa di mattoni

"Mamma oggi ho fatto vedere a tutti i miei colleghi di università il video del tuo monologo e mi hanno detto che sei bellissima e bravissima", mi ha detto Matilde a cena.
E poi ha aggiunto una cosa che mi aveva già detto in macchina domenica sera rischiando di farmi sbandare, ma l'ha voluta approfondire di più.
"Io sono proprio fiera di te, sono fiera di essere tua figlia. Sei la persona più forte che conosco. Io me lo dico sempre: io sono la persona più forte che conosco dopo mia mamma. E Angelica è la terza persona più forte che conosco".
Dagli occhi di Matilde siamo proprio un bel trio, quindi. Come i tre porcellini.
Le piace il mio paragone e ridendo conclude: "E tu sei proprio la nostra casa di mattoni".

Boh, spesso mi faccio prendere dallo sconforto e da mille paranoie, ma forse qualcosa di buono in questa vita lo sto davvero facendo, ossia crescere le mie due meravigliose bambine.

19/03/26

Un giorno difficile

Oggi, per le mie figlie, lo è.
Anche se dicono di no. Anche se fingono di no.
La strada è tutta in salita, ed è appena iniziata.

28/10/25

Talè

Tra le mie skill in cucina c'è quella di saper fare volteggiare in aria la roba in padella per rigirarla. Sono una maestra del gioco di polso destro, ruoto lievemente, lascio leggermente ondeggiare per assicurarmi che sia tutto staccato e oplà! colpetto di polso e la cotoletta, la frittata, la crepe, il pancake si rigira in aria, facendo un mezzo giro, e atterra di nuovo in padella.

Una skill sempre molto ammirata dalle mie figlie.

Ieri sera ho chiesto ad Angelica di rigirare lei le cotolette di soia. 
Ha afferrato il manico della padella e oplà!
"Talè!" ha esclamato.

E' proprio figlia mia.

29/07/25

Intrattenimento alternativo

 


Eppure, come avevo già detto, dopo 30 anni sto scoprendo il piacere di tradurre dal latino. E' proprio vero che, a volte, bisogna solo dare tempo al tempo e che certe cose siamo costretti ad affrontarle quando non siamo pronti né predisposti.

13/06/25

Woodstock15

Quindici anni da quando ho incrociato i tuoi occhi per la prima volta, mentre tutta umida e appiccicosa stavi poggiata sulla mia pancia e hai sollevato la testa per guardarmi.
Quindici anni in cui ci siamo scambiate amore e odio sotto ogni forma e con imprescindibilità.

Sei diventata una piccola grande donna portando all'estremo ciò che già mostravi con estremismo fin dal primo giorno: un'immensa dolcezza, un'irremovibile forza di volontà, un'invidiabile consapevolezza del tuo potenziale, una tenera fragilità. Sei il Tutto e il Niente, il bianco e il nero, il miele e il fiele.

La tua bellezza esteriore è il perfetto riflesso di quello che sei dentro, e basta stare in tua compagnia per pochi minuti per capirlo. Sei grande. Sei sempre stata grande, ed io ho sempre guardato a te con orgoglio e meraviglia.

Tanti auguri Angelica, piccolo uccellino giallo e spettinato che tra pochi anni spiccherà il volo. Chissà se riuscirò mai, in questa vita, ad esprimere quanto io mi senta fiera di essere stata il tuo nido.

01/05/25

Nespole experience

"Allora, le nespole... il gusto è ok, la consistenza anche, ma l'esperienza... l'esperienza è un po' complicata, con quella buccia sottile e quei semi giganti, e la pellicina interna... boh, gli dò 5"

Angelica ha scoperto le nespole.

19/04/25

Una volta tanto

Sono chiassose, svogliate, caotiche e pigre, ma convincere/costringere le mie figlie a fare insieme a me la spesa al supermercato è stata una delle esperienze più dispendiosa e divertente degli ultimi tempi.

La verità è che, pur vivendo insieme in uno spazio molto ristretto dove ciascuna di noi ha pochi millimetri di privacy, in realtà io con loro non trascorro davvero del tempo.
Parliamo, ci raccontiamo le cose, ma condividiamo pochissime esperienze, facciamo quasi niente insieme, a parte la normale quotidianità.
Un po' mi dispiace e mi manca, perché finisce che la presenza reciproca nelle vite delle altre diventa quasi solo intrusione o ostacolo alla padronanza dei tempi e degli spazi.
Avremmo tutte e tre meno ansia se avessimo ognuno il suo spazio, la sua cameretta. Ma non è così, e non può esserlo, quindi ci arrangiamo.

Da diversi giorni ho male al braccio e al gomito destro e oggi avrei dovuto comprare la sabbietta per la lettiera della gatta, che da solo è un sacco da 5 kg: non me la sentivo, una volta che sto meglio. Quindi ho chiesto loro di accompagnarmi. Dapprima si sono lamentate, poi si sono messe in modalità bradipo, ma alla fine sono venute e ci siamo anche divertite.
Ognuna con la sua caratteristica peculiare (Matilde che vuole faticare il meno possibile, Angelica che vuole ragionare il meno possibile), hanno portato la spesa fino a casa.

Abbiamo riso e chiacchierato durante tutto il tragitto, sicuramente attirando la curiosità degli altri passanti, perché cos'avranno avuto mai da ridere quelle tre donne? Ridevano perché stavano condividendo un'esperienza, una volta tanto.

20/12/24

Tra meno di un'ora

 Tra meno di un'ora dovrò fare una telefonata.

Telefonerò ad una psicologa specializzata in adolescenza e le parlerò di Angelica.

La vita gioca spesso strani scherzi sfruttando la confidenza che abbiamo noi nell'uso delle parole. Sta spesso lì in agguato a tenderti il tranello, a rinfacciarti ciò che tu hai avuto il coraggio di dire o di pensare di te, degli altri. Quando ci definiamo, quando facciamo valutazioni su noi stessi, quando ci sentiamo un ca##o e mezzo, soprattutto, la vita se ne sta lì pronta a saltare fuori e farti sbattere la faccia contro una realtà che è ben diversa da come te la racconti.

Mi fa ridere abbastanza l'idea che questo blog si intitoli "Psychiatic help" e che poi, alla fine, siamo tutti in terapia. 

Certo, non sono sicura che quando l'ho creato, mille anni orsono, volessi davvero vantarmi doti che non ho. Non me lo ricordo più, sono passati così tanti anni.

Sta di fatto che tra meno di un'ora telefonerò a questa dottoressa e le spiegherò che mia figlia sta male, che da parecchio tempo ormai mostra segni sempre più evidenti di un forte disagio psicologico, e che io finora l'ho attribuito all'età, all'adolescenza che è sempre difficile e forse lo è ancora di più per questi ragazzini di oggi, che si sono vissuti una pandemia in una società che viveva nel benessere da troppo tempo per poter essere pronta ad affrontarla con competenza e maturità. Con l'aggravio anche di un vissuto storicamente già complicato. 

Se mi fermo un attimo a riflettere... Angelica ha vissuto a 3 anni e mezzo la separazione dei genitori, a 7 anni il trasferimento in un'altra città abbandonando di fatto gli affetti e i punti saldi familiari, ha cambiato 3 case fino ad approdare alla quarta e ultima, da pochi mesi, con il corredo di un'ulteriore separazione di quella sconsiderata della madre da un uomo che, per lei, era diventato un punto di riferimento.

Certe volte penso che mi va già di lusso che non si droghi.

22/09/24

La spirapolvere

 Io: "Angelica, per favore, dai una passata di aspirapolvere?"

Lei: "Di che cosa?"
"Di aspirapolvere"
"No, come hai detto prima?"
"Una passata di aspirapolvere"
Mi guarda con lo sguardo tipico di quando non sa se scoppiare a ridere o disperarsi. Fa entrambe le cose contemporaneamente.
"Sentiamo...", le dico pronta a ricevere una risposta che mi farà venire la tentazione di sbattermi la testa sullo spigolo della libreria.
Quanti anni avevate quando avete scoperto che l'aspirapolvere si chiama così? E si chiama così perché *aspira* la polvere?
Quanti anni avevate quando avete scoperto che non si chiama "spirapolvere", come fosse una delle invenzioni di Archimede Pitagorico con cui Paperinik cattura i nemici avvolgendoli con una spira di polvere, come certi "diavoli di sabbia" che si formano nel deserto? La spirapolvere.
Ecco. Angelica 14. E mezzo.
Che poi pure sua sorella credeva che l'insalata si chiamasse "alattuga", ma avrà avuto 3-4 anni e, sebbene sapesse già scrivere, non aveva motivo di scrivere l'alattuga da qualche parte.
E anche io, da piccola, credevo che il famoso uccellino canterino si chiamasse lusignolo, ed io sì che ho imparato quando la maestra mi ha corretto "del lusignolo" sul dettato. Ma avrò avuto 6 anni.
Ogni giorno che passa la vita mi insegna che non devo mai sorprendermi di niente. Soprattutto riguardo le mie figlie.

25/08/24

19/08/24

Non mi mancava

 Le ragazze sono tornate a casa dopo un mese trascorso dal padre, a Palermo.

Mi sono mancate. Mi sono mancate le loro interminabili chiacchiere, il loro disordine, i loro abbracci.
Ciò che non mi è mancato affatto sono le domande che mi hanno fatto da dietro la porta mentre sono in bagno.

23/07/20

Estate

(Ha sempre avuto i piedoni, Angelica)


13/06/20

Dieci

Come hai fatto a crescere così in fretta?
Quanto sei diventata matura, autonoma, responsabile, capace? Più i giorni passano e più mi meraviglio di scoprire cosa sai fare, dell'indipendenza con cui prendi certe decisioni, della tua capacità di affrontare i problemi e risolverli. E poi, un attimo dopo, ti fai piccola piccola, ansiosa, piagnona, irascibile, violenta. Sei sempre stata estrema, non hai mai saputo vivere nel mezzo. Sei capace allo stesso modo di gesti di una tenerezza e di una bontà d'animo infinite, per poi mostrarti subito dopo la più spietata e categorica pesrona al mondo, irremovibile, inarrivabile.
Tu e i tuoi capelli lisci spaghetti, le tue ossa spigolose in evidenza, le tue lentiggini che compaiono non appena spunta un po' di sole.
Buon complenno Angelica. Da oggi hai riempito tutte e due le mani.

21/04/20

Letture ad alta voce

Angelica ed io stiamo partecipando ad una delle mille iniziative di lettura ad alta voce per bambini e ragazzi. Ovviamente il nostro punto di forza, rispetto ai colleghi che leggono da soli, è che noi due leggiamo insieme, drammatizzando.
Stiamo riscuotendo un discreto successo, in effetti. Tuttavia temo e aver esaurito il mio catalogo di storie per bambini in forma di dialogo, quindi forse la nostra avventura finisce così.

07/02/20

Il messaggio nascosto

Angelica ha l'influenza. La maestra ha chiesto ad un compagno di scrivere le consegne dei compiti del fine settimana su un foglio di carta da riciclo: lo fanno sempre per gli assenti del venerdì, poi vengono distribuiti i foglietti e i libri e quaderni necessari (che in genere restano a scuola durante la settimana) in base alla vicinanza di abitazione. Adesso noi abitiamo a 50 metri da casa del più affezionato e datato spasimante di Angelica, lo chiameremo il Messinese, perché i genitori (manco a dirlo) sono messinesi.
Dunque venerdì pomeriggio arriva lui, tutto contento, con la busta di libri e quaderni per Angelica. Gli leggo negli occhi il dispiacere per non poter salire a casa, ma non era il caso di introdurlo nel covo di germi che è per ora casa nostra. Scendo al portone, prendo la borsa, ringrazio e risalgo a consegnare il tutto alla destinataria.
I compiti non sono pochi. Angelica riconosce la grafia del bambino che solitamente scrive i compiti per gli assenti:


Poi giriamo il foglio:


Io commento: "Ah, però!"
Lei: "Questa è la grafia del Messinese".

Angelica è sempre stata una rubacuori tra i coetanei almeno al pari di quanto, poi, non gliene frega niente. Matilde la chiama la "Regina della friendzone".

17/01/20

Le filastrocche che uccidono la matematica

"Sei per sette...?"
"Quarantadue! Più due quarantaquattro!"
"Sei per otto...?"
"Quarantotto! Viva l'asino col cappotto!"
"E otto per sei...?"
"Quarantasei!"
"Viva l'asina che sei!"

La matematica non va mai imparata attraverso le canzoncine dello zecchino d'oro, né aiutandosi con le rime.

16/09/19

La cosa più difficile

La cosa più difficile non è stata arrivare a scuola e trovare Angelica in lacrime, con il blocchetto di ghiaccio sulla schiena.
La cosa più difficile non è stata mantenere la calma mentre la ragazza del post scuola era nel panico a metà tra lo spavento per la caduta pazzesca di Angelica e il terrore per il modo in cui avrei potuto reagire io.
La cosa più difficile non è stata ascoltare la dinamica della caduta, raccontata con enfasi da una compagna che ha deciso di riassumere la scena in "L'ho vista volare da lassù, ed è arrivata a terra come una palla, nel senso che ha proprio fatto due o tre rimbalzi"
La cosa più difficile non è stata portare Angelica a casa, continuare a porre altro ghiaccio sulla gamba e sulla schiena, mentre lei ancora piangeva disperata.
La cosa più difficile non è stata decidere di portarla in ospedale.
La cosa più difficile non è stata la trafila a triage, l'attesa in pediatria, la decisione del ricovero in osservazione per la notte, le radiografie.
La cosa più difficile non è stata dormire accanto a lei su un letto del reparto di pediatria, sentendola respirare serena.
La cosa più difficile non è stato passare la notte sveglia per le urla di dolore e i pianti di un bambino qualche stanza più in là.
La cosa più difficile non è stata rifare le visite col pediatra, col radiologo, con l'ortopedico l'indomani mattina.
La cosa più difficile non è stata nemmeno riportare a Angelica a casa con una diagnosi di nessuna frattura, ma solo qualche contusione e la prescrizione di un gel antidolorifico e una settimana senza giochi movimentati né acrobazie.

La cosa più difficile è stata convincerla a togliersi il braccialetto identificativo del triage prima di andare a scuola, ché non è davvero una medaglia al valore da ostentare. Il compromesso raggiunto è che lo userà come segnalibro sul diario.

12/09/19

Comodo

Comodo, abitare accanto alla scuola di tua figlia.
Simpaticamente fastidioso il vociare dei bambini che giocano in cortile dopo pranzo. Emozionante, sentire una voce che ti chiama mentre metti in ordine il balcone, ed è proprio lei, tua figlia, che ti ha vista e ti saluta.
Divertente il fatto che tutti gli altri bambini, incuriositi, si avvicinino.
Imbarazzante stare lì al balcone a salutare 450 bambini di scuola elementare, mentre tua figlia ti indica a tutti entusiasta "È mia madre! È mia madre, lì al balcone! Quella è mia madre!".