09/08/26
L'Acchianata
13/06/26
16 anni
09/06/26
La casa di mattoni
19/03/26
Un giorno difficile
28/10/25
Talè
29/07/25
Intrattenimento alternativo
13/06/25
Woodstock15
01/05/25
Nespole experience
19/04/25
Una volta tanto
20/12/24
Tra meno di un'ora
Tra meno di un'ora dovrò fare una telefonata.
Telefonerò ad una psicologa specializzata in adolescenza e le parlerò di Angelica.
La vita gioca spesso strani scherzi sfruttando la confidenza che abbiamo noi nell'uso delle parole. Sta spesso lì in agguato a tenderti il tranello, a rinfacciarti ciò che tu hai avuto il coraggio di dire o di pensare di te, degli altri. Quando ci definiamo, quando facciamo valutazioni su noi stessi, quando ci sentiamo un ca##o e mezzo, soprattutto, la vita se ne sta lì pronta a saltare fuori e farti sbattere la faccia contro una realtà che è ben diversa da come te la racconti.
Mi fa ridere abbastanza l'idea che questo blog si intitoli "Psychiatic help" e che poi, alla fine, siamo tutti in terapia.
Certo, non sono sicura che quando l'ho creato, mille anni orsono, volessi davvero vantarmi doti che non ho. Non me lo ricordo più, sono passati così tanti anni.
Sta di fatto che tra meno di un'ora telefonerò a questa dottoressa e le spiegherò che mia figlia sta male, che da parecchio tempo ormai mostra segni sempre più evidenti di un forte disagio psicologico, e che io finora l'ho attribuito all'età, all'adolescenza che è sempre difficile e forse lo è ancora di più per questi ragazzini di oggi, che si sono vissuti una pandemia in una società che viveva nel benessere da troppo tempo per poter essere pronta ad affrontarla con competenza e maturità. Con l'aggravio anche di un vissuto storicamente già complicato.
Se mi fermo un attimo a riflettere... Angelica ha vissuto a 3 anni e mezzo la separazione dei genitori, a 7 anni il trasferimento in un'altra città abbandonando di fatto gli affetti e i punti saldi familiari, ha cambiato 3 case fino ad approdare alla quarta e ultima, da pochi mesi, con il corredo di un'ulteriore separazione di quella sconsiderata della madre da un uomo che, per lei, era diventato un punto di riferimento.
Certe volte penso che mi va già di lusso che non si droghi.
22/09/24
La spirapolvere
Io: "Angelica, per favore, dai una passata di aspirapolvere?"
25/08/24
19/08/24
Non mi mancava
Le ragazze sono tornate a casa dopo un mese trascorso dal padre, a Palermo.
Mi sono mancate. Mi sono mancate le loro interminabili chiacchiere, il loro disordine, i loro abbracci.
Ciò che non mi è mancato affatto sono le domande che mi hanno fatto da dietro la porta mentre sono in bagno.
23/07/20
13/06/20
Dieci
Quanto sei diventata matura, autonoma, responsabile, capace? Più i giorni passano e più mi meraviglio di scoprire cosa sai fare, dell'indipendenza con cui prendi certe decisioni, della tua capacità di affrontare i problemi e risolverli. E poi, un attimo dopo, ti fai piccola piccola, ansiosa, piagnona, irascibile, violenta. Sei sempre stata estrema, non hai mai saputo vivere nel mezzo. Sei capace allo stesso modo di gesti di una tenerezza e di una bontà d'animo infinite, per poi mostrarti subito dopo la più spietata e categorica pesrona al mondo, irremovibile, inarrivabile.
Tu e i tuoi capelli lisci spaghetti, le tue ossa spigolose in evidenza, le tue lentiggini che compaiono non appena spunta un po' di sole.
Buon complenno Angelica. Da oggi hai riempito tutte e due le mani.
21/04/20
Letture ad alta voce
Stiamo riscuotendo un discreto successo, in effetti. Tuttavia temo e aver esaurito il mio catalogo di storie per bambini in forma di dialogo, quindi forse la nostra avventura finisce così.
07/02/20
Il messaggio nascosto
Dunque venerdì pomeriggio arriva lui, tutto contento, con la busta di libri e quaderni per Angelica. Gli leggo negli occhi il dispiacere per non poter salire a casa, ma non era il caso di introdurlo nel covo di germi che è per ora casa nostra. Scendo al portone, prendo la borsa, ringrazio e risalgo a consegnare il tutto alla destinataria.
I compiti non sono pochi. Angelica riconosce la grafia del bambino che solitamente scrive i compiti per gli assenti:
Io commento: "Ah, però!"
Lei: "Questa è la grafia del Messinese".
Angelica è sempre stata una rubacuori tra i coetanei almeno al pari di quanto, poi, non gliene frega niente. Matilde la chiama la "Regina della friendzone".
17/01/20
Le filastrocche che uccidono la matematica
"Quarantadue! Più due quarantaquattro!"
"Sei per otto...?"
"Quarantotto! Viva l'asino col cappotto!"
"E otto per sei...?"
"Quarantasei!"
"Viva l'asina che sei!"
La matematica non va mai imparata attraverso le canzoncine dello zecchino d'oro, né aiutandosi con le rime.
16/09/19
La cosa più difficile
La cosa più difficile non è stata mantenere la calma mentre la ragazza del post scuola era nel panico a metà tra lo spavento per la caduta pazzesca di Angelica e il terrore per il modo in cui avrei potuto reagire io.
La cosa più difficile non è stata ascoltare la dinamica della caduta, raccontata con enfasi da una compagna che ha deciso di riassumere la scena in "L'ho vista volare da lassù, ed è arrivata a terra come una palla, nel senso che ha proprio fatto due o tre rimbalzi"
La cosa più difficile non è stata portare Angelica a casa, continuare a porre altro ghiaccio sulla gamba e sulla schiena, mentre lei ancora piangeva disperata.
La cosa più difficile non è stata decidere di portarla in ospedale.
La cosa più difficile non è stata la trafila a triage, l'attesa in pediatria, la decisione del ricovero in osservazione per la notte, le radiografie.
La cosa più difficile non è stata dormire accanto a lei su un letto del reparto di pediatria, sentendola respirare serena.
La cosa più difficile non è stato passare la notte sveglia per le urla di dolore e i pianti di un bambino qualche stanza più in là.
La cosa più difficile non è stata rifare le visite col pediatra, col radiologo, con l'ortopedico l'indomani mattina.
La cosa più difficile non è stata nemmeno riportare a Angelica a casa con una diagnosi di nessuna frattura, ma solo qualche contusione e la prescrizione di un gel antidolorifico e una settimana senza giochi movimentati né acrobazie.
La cosa più difficile è stata convincerla a togliersi il braccialetto identificativo del triage prima di andare a scuola, ché non è davvero una medaglia al valore da ostentare. Il compromesso raggiunto è che lo userà come segnalibro sul diario.
12/09/19
Comodo
Simpaticamente fastidioso il vociare dei bambini che giocano in cortile dopo pranzo. Emozionante, sentire una voce che ti chiama mentre metti in ordine il balcone, ed è proprio lei, tua figlia, che ti ha vista e ti saluta.
Divertente il fatto che tutti gli altri bambini, incuriositi, si avvicinino.
Imbarazzante stare lì al balcone a salutare 450 bambini di scuola elementare, mentre tua figlia ti indica a tutti entusiasta "È mia madre! È mia madre, lì al balcone! Quella è mia madre!".





