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03/08/26

Il turno al CAF

"Chi è l'ultimo?"
"La signora"
"Ma veramente voi eravate qui, ma il signore è arrivato dopo di me"
"Sì, ma siamo insieme"
"Quindi poi ci siete voi?"
"Sì"
"Ma dopo di loro ci sono io, e poi quel signore è arrivato dopo di me"
""Signora siamo tutti e tre insieme"
"Ma lui è arrivato dopo"
"Ma io ero andato a parcheggiare!"

E questa è solo una delle più genuinamente esilaranti scenette tragicomiche a cui sto assistendo in questi giorni di ritorno al disbrigo pratiche burocratiche a Palermo e provincia.

03/03/26

Nuovo primato

Il podio della stranezza sui mezzi pubblici è stato oggi conquistata una ragazza che è salita sul tram pieno con una tela dipinta da 90x90 cm.
Era senz'altro un quadro appeso da qualche parte perché su un lato c'era il tipico strato di polvere che si accumula sul bordo superiore; era a fondo scurissimo, ma non nero, forse verde petrolio, e vi erano dipinte in oro delle foglie stilizzate.

E io che mi lamento di me quando vado con chitarra, trolley e tappetino.

14/01/26

Gara di stranezza

Di solito sono io quella più "strana" sui mezzi pubblici che prendo per andare a lavoro: chitarra in spalla, zaino trolley e bustona gigante con i tappetini per lo yoga.

Oggi, però, è salito un tizio che teneva sottobraccio, libera, senza nessuna scatola, custodia o protezione di nessun tipo, una TV da almeno 25 pollici, al punto che riusciva a stento a reggerla con la mano.

Mi ha scalzato dal podio senza nemmeno pensarci.

11/12/25

Le luci (di Natale) nelle case degli altri

La città è ormai pienamente addobbata di luminarie ufficiali e decorazioni private di negozi e palazzi.
Fin da piccola io ho guardato con ammirazione e un po' di invidia i balconi illuminati degli altri. Noi avevamo il villaggio natalizio barocco dentro casa, ma nemmeno un accenno all'esterno.
Neanche quando mi sono sposata ho avuto la possibilità di illuminare il balconcino che avevo in casa. L'ho fatto solo subito dopo separata: ho esplicitamente chiesto a mio padre di trovare il modo di mettere una presa di corrente sul balcone. È stato necessario sfondare il muro, ma l'ha fatto.
Ero felicissima di poter avere finalmente le luci di Natale sul balcone.

Qui a Torino mai più. Il problema è sempre lo stesso, ossia che non c'è mai una presa di corrente sui balconi, ma io mi chiedo come facciano allora tutti quelli che hanno le luminarie che fanno concorrenza a quelle sulla strada.
E niente, io alla fine, nel mese di dicembre, cammino sempre a faccia in su, perché le amo le luci di Natale, e anche se non sono di casa mia comunque mi addolciscono per un istante l'animo.
Vorrei conoscerle le persone che ci abitano in quelle case, perché fosse anche solo per questo dettaglio, un po' ci assomigliamo.

Devo trovare delle luci a batteria: è l'unica.

10/12/25

Anima rock

C'è un signore seduto esattamente di fronte a me sull'autobus. 
Avrà almeno 70 anni, indossa due auricolari bluetooth e guarda con aria assorta fuori dal finestrino. Ha lo sguardo lontano, come se fosse con la mente altrove; perso nei ricordi o nella loro assenza. 
Il suo aspetto è ben curato, ha mani grosse e robuste di chi ha probabilmente fatto un lavoro fisico per tutta la vita, scarpe vissute ma di buona qualità.

Ogni tanto il suo sguardo riprende lucidità, segue la traiettoria di un monopattino che affianca l'autobus o si sofferma ad osservare la vetrina di un negozio all'incrocio dove siamo fermi al semaforo.
L'autobus si riempie sempre di più, ma lui sembra non farci caso, il suo mondo vive al di là del finestrino. 

Poi l'imprevisto. Il suo sguardo si accende, il viso si illumina e un irrefrenabile sorriso compare sulle sue labbra. Muove la testa su e giù, al ritmo di qualcosa che sta ascoltando soltanto lui coi suoi auricolari.
È in quel preciso momento che mi commuovo. Vedere il potere pervasivo di un'emozione gioiosa che esplode ed emerge sul volto di un uomo non più giovane mi fa pensare che finché siamo ancora capaci di lasciarci prendere dalla passione e dalla vita, non saremo mai davvero finiti.

11/07/25

Il samurai

Il percorso ciclabile che mi porta da casa alla ludoteca, di svolge maggiormente sulla riva del fiume Dora Riparia, uno dei 4 fiumi di Torino.
La Dora è rappresentata come donna nelle due famose statue di Piazza CLN, e in effetti è molto "femmina"; le si addice anche il nome. In città ha un letto variegato, inizialmente attraversa selvaggiamente un parco, creando anche una micro spiaggia dove qualche secolo fa io mi sono persino immersa i piedi, poi viene regolata e instradata in modo molto urbano e controllato, con argini in muratura, ponti futuristici, piccoli dislivelli che creano movimento, fino a darle la gloria lasciandola tornare selvaggia, all'interno di un altro parco, detto "della confluenza", dove si trova il punto esatto in cui si immette nel Po.

Sul tratto che percorro io, a un certo punto il letto si allarga tantissimo e il flusso d'acqua è così placido da sembrare quasi fermo. A me ha sempre ricordato il mare.
Certo, il colore è molto diverso, ma la sua calma è rassicurante, nonché nascostamente infida, perché è comunque un fiume e la sua corrente è forte. E' proprio una donna.

Stamattina, proprio su quel tratto di fiume pacato, stava un uomo di etnia orientale, anziano. 
L'ho visto da lontano, tutto vestito di nero e bianco al punto che mi sembrava in smoking, invece poi da vicino ho visto che indossava una vestaglia, o forse il kimono.
Se ne stava in piedi, dritto e fermo, si sosteneva con una stampella e guardava il fiume.
Io stavo pedalando, l'ho visto bene solo per pochi secondi, ma mi ha colpito molto la sua compostezza e soprattutto quello sguardo. Era proprio assorto, quasi perso.
Mi sono commossa.
Ho immaginato che guardasse il fiume magari rievocando il fiume della terra che ha dovuto lasciare; o forse anche lui in quel tratto di fiume ci vede un'imitazione del mare, ed era al mare che pensava.

Quella visione mi ha colpito molto, sembrava proprio un samurai a riposo.

01/07/25

L'uomo col cane

Un uomo vestito con pantaloni lunghi neri, camicia bianca a maniche lunghe, tutta abbottonata, e cravatta grigio scuro allacciata. Porta a spasso un cane, tenendolo al guinzaglio.
Ma non è tanto il suo abbigliamento, nonostante ci siano 37°. Non è nemmeno quello sguardo stralunato che gli caratterizza il volto (vestito in quel modo con questa temperatura...).
L'aspetto più strano e vagamente inquietante sono i guanti che indossa: rossi, da giardiniere, con il palmo gommato di nero.

09/10/24

Scene di ordinaria follia

 Sono sull'autobus. Deve aver saltato una corsa in precedenza, perché è stracolmo. Dopo 4 fermate non riparte. Ricevo una telefonata, mi distraggo, solo quando chiudo la conversazione mi rendo conto che siamo ancora fermi e chiedo alla ragazza accanto a me cosa stia succedendo.

"L'autista se n'è andato" risponde. Come se fosse la cosa più normale che possa succedere quando si decide di usare i mezzi pubblici.

Vedo arrivare un altro autobus dietro, della stessa linea. Scendo e mi preparo a salire sull'altro, dato che, visto che si muove, quello l'autista ce l'ha. Subito dietro c'è ancora un altro autobus, ma è di un'altra linea.

La fermata è strapiena di gente, non sono l'unica ad aver avuto quell'idea. Avvicinandosi, però, notiamo che l'autobus è vuoto, e accanto al numero della linea c'è la scritta "Fuori servizio", dunque la scena madre.

Una signora scende dal marciapiede e va sulla strada, brandendo una stampella e inveendo contro l'autista "Eh no, eh! Non si fa così" e mentre l'autobus devia sull'altra corsia per evitare di metterla sotto, lei continua a stillare "Ma dove ca##o vaaaaaaaaaaaaaai!".

Parte la risata collettiva degli astanti, un po' per la scena, un po' per esorcizzare la situazione.

L'autobus dietro è di una linea che può parzialmente portarmi a destinazione. Salgo anch'io, ancora ridendo.

18/09/24

Colpo di scena

 Spiderman ci nasconde qualcosa...



30/08/24

Il male della terra

 Chi crede che il male della terra siano le "mamme pancine", si sbaglia.

Il male della terra sono i "papà simpaticoni".

Li riconosci subito, anche perché è impossibile non notarli:
- non parlano coi loro figli; impartiscono insegnamenti con stile ironico e divertente
- intavolano discussioni con gli altri bambini presenti, assurgendo al ruolo di mentore
- sono parte attiva dei giochi, spingono tutti sull'altalena e guidano l'assalto dei pirati

Si sentono fighissimi. Percepiscono nell'aria il segreto desiderio delle mamme astanti, che si mangiano le mani per non aver scelto loro per procreare, invece di quegli idioti che in questo momento sono alla riunione del fantacalcio con gli amici, o con l'amante, chissà. E loro lì, ad aiutare tutti a salire e scendere dallo scivolo, a interpretare la parte del cliente del ristorante di fango, a spiegare quali principi della fisica stanno alla base dell'oscillazione dell'altalena, a supervisionare i lavori al cantiere degli scavi nella buca della sabbia.
Tronfi e orgogliosi.
Loro sì che sanno come prendersi cura dei bambini.

Si sentono fighissimi, ma poi si stancano.
E mica possono pensare solo loro a tutti questi marmocchi, che non sono nemmeno figli loro. Ma i marmocchi ormai attratti, attivati, fomentati li cercano continuamente, vogliono ancora coinvolgerli, richiedono la loro partecipazione. E allora li vedi che non sanno come fare, come liberarsi, come scrollarseli di dosso, ché loro avevano promesso alla figlioletta una mezz'oretta ai giardini e invece si sono ritrovati a capo della ciurma all'arrembaggio, ma tra 10 minuti inizia la riunione con gli amici per il fantacalcio, e allora annaspano, cercano con lo sguardo le legittime mamme che chiacchierano noncuranti sulle panchine. Quindi battono in ritirata agguantando la figlioletta e strappandola via dall'altalena, indifferenti delle proteste sue e di tutti gli altri marmocchi che ormai li avevano acclamati Re e si ritroveranno senza sovrani.

Le maestre dei centri estivi, invece, si godono la scena e ridacchiano.

11/02/20

Cose strane che vedo in giro #5

C'è un uomo anziano, alla fermata dell'autobus, che inveisce contro l'Argentina, il Frecciarossa, i drogati, urlando frasi sconnesse della serie "Ma poi che mi dici, che hanno ammazzato Allende?", ""Ha fatto settecento kilometri sul Frecciarossa, che vuoi che ne sappia io?!", "Che poi mi dici che queste cose te le ha dette la CIA?", "Guarda che tu non ci vieni più in campeggio con me!" che viene da chiedersi il mestiere impersonato dal suo interlocutore immaginario, e la cosa sarebbe già curiosa così se non fosse che a metà di un'invettiva contro i drogati (che non possono mica passargli l'AIDS se lui non li conosce) gli squilla il telefonino.
Cala il silenzio tra gli astanti alla fermata. Lui risponde a voce pacata, e annuncia che arriverà per le 22.30.
Poi torna a sbarellare contro gli argentini.

22/01/20

Cose strane che vedo in giro #4

Una donna che, sul tram in corsa, tira fuori dalla borsa una macchinetta e degli aggeggini, si sparatrappa una cosa sul dito, prende una cartina, ci versa una goccia di sangue e infila la cartuccia nella macchinetta, lì davanti a tutti, per misurarsi la glicemia su un tram in corsa, traballante.

20/01/20

Cose strane che vedo in giro #3

La ragazza che lavora al bancone di un bar, spalancare la finestra scorrevole dietro di lei e brandire uno smartphone in direzione della strada.

(Forse voleva attivare il collegamento bluetooth con la sua auto per sa-lei-cosa, ma io ho temuto che qualcuno passasse da lì e glielo strappasse di mano)

10/01/20

Cose strane che vedo in giro #2

Un uomo anziano che porta sottobraccio un quadro con il famoso ritratto di Beethoven, così, senza una confezione, una busta, un tentativo qualsiasi di imballaggio.

13/12/19

Neve

È arrivata


29/11/19

Lo riconosci

Lo riconosci dalle vibrazioni nell'aria, l'amore. Quando passi accanto a due ragazzi non più giovani, dopo aver visto da lontano che lui baciava lei, e lei rigida e immobile sorreggeva la sua bici, ma da vicino la vedi sorridere, con le guance arrossate e gli occhi luccicanti, e quasi senti il suo cuore battere fortissimo nel suo petto.
Passi accanto e quasi vengono le lacrime agli occhi anche a te.
Lo riconosci dalle vibrazioni nell'aria.

29/10/19

Cose strane che vedo in giro #1

Due signori di mezza età, davanti all'ingresso elegante di un grande condominio in un corso signorile e trafficato che parlano ad un telefonino coprendolo con un fazzolettone di stoffa, come nella migliore tradizione del camuffamento della voce allo scopo di estorsione e/o minaccia e/o scherzo telefonico.

(Inauguriamo una nuova rubrica, va)