Credevo che una volta finita la scuola sarebbe andata meglio, avrei avuto più relax, meno fretta, meno cose da fare e incombenze da incastrare tra loro e i miei doveri in casa, invece è l'opposto.
E' tutto una fatica.
Per andare al mare devo alzarmi alle 6.30 per avere il tempo di prepararci tutte e tre, farci il viaggio verso il mare, trovare parcheggio, caricarmi bagagli e bambine per stare lì un'oretta e mezza al massimo, poi ricaricare bagagli e bambine, rifare il viaggio dentro una macchina che nel frattempo si è infuocata, arrivare a casa e fare la doccia a tutte e tre, dunque trovare anche 5 minuti per spazzare almeno per terra per togliere la sabbia che ci siamo inevitabilmente portate dietro... Una fatica immane.
Se resto a casa devo combattere contro la noia di Matilde che si trasforma rapidamente in capriccioseria irrequieta, e la cosa meno fastidiosa che fa è venire a saltare sul letto mentre cerco di far addormentare Angelica.
Ma quando viene settembre?
30/06/11
25/06/11
Il colmo
"Mamma, qual è il colmo per una mamma?"
"Uhm... non lo so, dimmelo tu..."
"Avere un figlio e non avere latte nel seno!"
Anche questa è "cultura dell'allattamento". Matilde, vedendo me allattare sua sorella, sta imparando a sua volta come si fa. Sta imparando la posizione giusta, la pazienza infinita, il rispetto dei tempi e delle necessità che un neonato richiede. Stiamo ripristinando l'antica arte di allattare al seno, che fino a 50 anni fa si tramandava semplicemente così, di madre in figlia, senza bisogno di usare le parole, di spiegare, di mostrare. Semplicemente le bambine guardavano il modo in cui le mamme accudivano i loro fratellini e sorelline e così imparavano.
Un'arte ed una tradizione che purtroppo sono state demolite dalla politica del latte artificiale che è esplosa negli anni '60 e che ha privato la mia generazione di quel prezioso alimento, quale è il latte materno, ed ha pregiudicato l'alimentazione anche per la generazione successiva, quella dei nostri figli.
Per fortuna una ventina di anni fa si sono resi conto un po' tutti di quanto danno ha fatto (specie alla mia generazione, quella degli anni 60-70) il latte artificiale, quante malattie metaboliche, quante allergie e intolleranze... per non parlare dei risvolti negativi della mancanza del "contatto" per noi figli della "cultura del distacco precoce"... quante dipendenze e disagi psicologici viviamo... il fumo, le droghe, i disordini alimentari, che sono spesso riconducibili a separazioni precoci madre-figlio.
Oggi si torna a promuovere l'allattamento naturale, oggi nascono associazioni di volontariato e figure professionali specializzate nell'aiuto e nel sostegno alle madri che desiderano allattare al seno i propri bambini.
Sono necessarie figure professionali specifiche che purtroppo non sempre corrispondono ai pediatri, anzi quasi mai, ma non per colpa dei pediatri... semplicemente loro all'università non studiano nulla di allattamento e in teoria dovrebbero informarsi e formarsi per conto proprio.
Cosa che purtroppo spesso non accade per cui sono i primi a suggerire, alla prima difficoltà, di ricorrere alla soluzione più facile per tutti a soprattutto per loro: il biberon.
E nemmeno loro sanno che, invece, esistono persone specificatamente formate in allattamento materno, consulenti "alla pari", mamme che hanno trovato la voglia e il tempo di seguire un corso per imparare ad aiutare le altre mamme come loro che vogliono allattare ma non riescono subito.
L'anno scorso io sono diventata una di loro, una volontaria "mamma alla pari", ed ho già all'attivo una 20ina di consulenze fatte di persona o al telefono o via mail.
Esiste, poi, la figura professionale che si chiama IBCLC, acronimo di Consulente professionale in allattamento certificata a livello internazionale però in inglese. Per diventare IBCLC bisogna superare un esame e per accedere all'esame bisogna avere sulle spalle 90 ore di corsi di formazione specifici e ben 1000 ore di consulenze cliniche.
Io ho deciso di provarci e forse ce la farò per il 2013.
"Cara Matilde, il vero colmo per una mamma è decidere di tornare a studiare, trovare il tempo e il modo per fare tirocinio in ospedale nei reparti di maternità, quindi fare un viaggio e superare un esame, nella speranza di avere finalmente un titolo e una professione in mano, per poter, nella mezza età, annunciare che si è deciso cosa si vuol fare da grande."
"Uhm... non lo so, dimmelo tu..."
"Avere un figlio e non avere latte nel seno!"
Anche questa è "cultura dell'allattamento". Matilde, vedendo me allattare sua sorella, sta imparando a sua volta come si fa. Sta imparando la posizione giusta, la pazienza infinita, il rispetto dei tempi e delle necessità che un neonato richiede. Stiamo ripristinando l'antica arte di allattare al seno, che fino a 50 anni fa si tramandava semplicemente così, di madre in figlia, senza bisogno di usare le parole, di spiegare, di mostrare. Semplicemente le bambine guardavano il modo in cui le mamme accudivano i loro fratellini e sorelline e così imparavano.
Un'arte ed una tradizione che purtroppo sono state demolite dalla politica del latte artificiale che è esplosa negli anni '60 e che ha privato la mia generazione di quel prezioso alimento, quale è il latte materno, ed ha pregiudicato l'alimentazione anche per la generazione successiva, quella dei nostri figli.
Per fortuna una ventina di anni fa si sono resi conto un po' tutti di quanto danno ha fatto (specie alla mia generazione, quella degli anni 60-70) il latte artificiale, quante malattie metaboliche, quante allergie e intolleranze... per non parlare dei risvolti negativi della mancanza del "contatto" per noi figli della "cultura del distacco precoce"... quante dipendenze e disagi psicologici viviamo... il fumo, le droghe, i disordini alimentari, che sono spesso riconducibili a separazioni precoci madre-figlio.
Oggi si torna a promuovere l'allattamento naturale, oggi nascono associazioni di volontariato e figure professionali specializzate nell'aiuto e nel sostegno alle madri che desiderano allattare al seno i propri bambini.
Sono necessarie figure professionali specifiche che purtroppo non sempre corrispondono ai pediatri, anzi quasi mai, ma non per colpa dei pediatri... semplicemente loro all'università non studiano nulla di allattamento e in teoria dovrebbero informarsi e formarsi per conto proprio.
Cosa che purtroppo spesso non accade per cui sono i primi a suggerire, alla prima difficoltà, di ricorrere alla soluzione più facile per tutti a soprattutto per loro: il biberon.
E nemmeno loro sanno che, invece, esistono persone specificatamente formate in allattamento materno, consulenti "alla pari", mamme che hanno trovato la voglia e il tempo di seguire un corso per imparare ad aiutare le altre mamme come loro che vogliono allattare ma non riescono subito.
L'anno scorso io sono diventata una di loro, una volontaria "mamma alla pari", ed ho già all'attivo una 20ina di consulenze fatte di persona o al telefono o via mail.
Esiste, poi, la figura professionale che si chiama IBCLC, acronimo di Consulente professionale in allattamento certificata a livello internazionale però in inglese. Per diventare IBCLC bisogna superare un esame e per accedere all'esame bisogna avere sulle spalle 90 ore di corsi di formazione specifici e ben 1000 ore di consulenze cliniche.
Io ho deciso di provarci e forse ce la farò per il 2013.
"Cara Matilde, il vero colmo per una mamma è decidere di tornare a studiare, trovare il tempo e il modo per fare tirocinio in ospedale nei reparti di maternità, quindi fare un viaggio e superare un esame, nella speranza di avere finalmente un titolo e una professione in mano, per poter, nella mezza età, annunciare che si è deciso cosa si vuol fare da grande."
20/06/11
Raccontami una storia
"Mamma mi racconti una storia?"
"Ti ho appena letto due libri interi! Ancora storie vuoi?!"
"Siii.. daaaaaaai... Una storia inventata da te!"
"Ma io non sono brava a inventare le storie..."
"Daaaaaaaaai... una storia di principesse!"
"Vorrei godermi il silenzio, visto che tua sorella sta miracolosamente dormendo..."
"Daaaaaaaaaaaaaaaaai... una storia piccola!"
"Va bene: c'era una volta una principessa che incontrò un principe e se ne innamorò. I due si sposarono e diventarono re e regina. Fine della storia di principesse."
"..."
"..."
"Ora me ne racconti un'altra più lunga?"
"Ti ho appena letto due libri interi! Ancora storie vuoi?!"
"Siii.. daaaaaaai... Una storia inventata da te!"
"Ma io non sono brava a inventare le storie..."
"Daaaaaaaaai... una storia di principesse!"
"Vorrei godermi il silenzio, visto che tua sorella sta miracolosamente dormendo..."
"Daaaaaaaaaaaaaaaaai... una storia piccola!"
"Va bene: c'era una volta una principessa che incontrò un principe e se ne innamorò. I due si sposarono e diventarono re e regina. Fine della storia di principesse."
"..."
"..."
"Ora me ne racconti un'altra più lunga?"
Cose che non vorresti mai vedere #19
Un ragno gigante che si trova sul soffitto della tua camera da letto e che , dopo che ti sei armata di scopa e coraggio, cade esattamente sopra la pila della tua biancheria piegata e lì sparisce.
15/06/11
Al lavoro
L'ho detto e stamattina l'ho anche promesso telefonicamente.
Ho ripreso a lavorare su Buongiorno Luna, per rimaneggiarlo e - spero! - migliorarlo per farlo partecipare al concorso lettario di cui sopra.
Il problema è che solo a leggerne il prologo mi è venuta la nausea e l'irrefrenabile tentazione di lanciare il libro fuori dal balcone esclamando "Che ca##ata!".... che temo sia la stessa reazione dei giudici del concorso quando lo avranno tra le mani.
Vabbè, l'ho promesso. Ci provo. Lo rileggo e lo riscrivo.
Sarà difficilissimo.
Ho ripreso a lavorare su Buongiorno Luna, per rimaneggiarlo e - spero! - migliorarlo per farlo partecipare al concorso lettario di cui sopra.
Il problema è che solo a leggerne il prologo mi è venuta la nausea e l'irrefrenabile tentazione di lanciare il libro fuori dal balcone esclamando "Che ca##ata!".... che temo sia la stessa reazione dei giudici del concorso quando lo avranno tra le mani.
Vabbè, l'ho promesso. Ci provo. Lo rileggo e lo riscrivo.
Sarà difficilissimo.
13/06/11
Uno!
Oggi Angelica compie un anno!
Un anno di latte, di coccole, di baci, di sorrisi, di contatto continuo, di smorfie e di risate.
Un anno in cui ho ricominciato di nuovo da capo, ho ripreso felicemente ad allattare e fastidiosamente a non dormire. Un anno in cui ho rimesso in discussione le mie vecchie e radicate convinzioni con le quali ho cresciuto Matilde. Un anno in cui mi sono avvicinata al consumo critico ed etico, per il bene delle mie figlie, nostro e del pianeta.
Un anno in cui ho imparato molte cose, anche e soprattutto sull'essere mamma, perché la mamma perfetta non esiste e c'è sempre da imparare e da scoprire.
Un anno fa, a quest'ora, riprendevo il mio via-vai verso l'ospedale, un po' stanca e molto curiosa di sapere chi c'era dentro quel pancione che si agitava.
Non dimenticherò mai il primo sguardo che ci siamo scambiate, mentre lei era ancora tutta appiccicosa e con gli occhi gonfi poggiata sulla mia pancia.
Buon compleanno Angelica, stellina d'argento della mia vita!
Un anno di latte, di coccole, di baci, di sorrisi, di contatto continuo, di smorfie e di risate.
Un anno in cui ho ricominciato di nuovo da capo, ho ripreso felicemente ad allattare e fastidiosamente a non dormire. Un anno in cui ho rimesso in discussione le mie vecchie e radicate convinzioni con le quali ho cresciuto Matilde. Un anno in cui mi sono avvicinata al consumo critico ed etico, per il bene delle mie figlie, nostro e del pianeta.
Un anno in cui ho imparato molte cose, anche e soprattutto sull'essere mamma, perché la mamma perfetta non esiste e c'è sempre da imparare e da scoprire.
Un anno fa, a quest'ora, riprendevo il mio via-vai verso l'ospedale, un po' stanca e molto curiosa di sapere chi c'era dentro quel pancione che si agitava.
Non dimenticherò mai il primo sguardo che ci siamo scambiate, mentre lei era ancora tutta appiccicosa e con gli occhi gonfi poggiata sulla mia pancia.
Buon compleanno Angelica, stellina d'argento della mia vita!
12/06/11
Una nuova coperta!
Nei prossimi giorni mi metterò al lavoro per completare il bai jia bei per Angelica... Il top è pronto, ho anche procurato la stoffa per il retro e l'imbottitura (ho deciso di usare il pile, così è più leggero e facile da trapuntare).
Nel frattempo lancio la sedonda raccolta, perché è giusto che anche Matilde abbia la sua coperta donata, pezzo per pezzo, dalle amiche della mamma, una coperta che possa raccontare nel futuro una storia colorata e varia, fatta di "pensieri" provenienti da tutte le parti d'Italia!
Ecco quindi che inizia la raccolta dei quadrati per il bai jia bei di Matilde!
Come per quella di Angelica i quadrati dovranno misurare 20x20 cm e potranno essere dei semplici pezzi di stoffa colorata oppure ricamati, dipinti, blocchi di patchwork ecc...
Come scadenza per la raccolta, diamoci il tempo di farlo con calma.... mettiamo il 30 aprile 2012, così anche io avrò il tempo di assemblare, cucire e trapuntare il tutto entro il 21 dicembre, data in cui è risaputo che il mondo finirà! ;-)
Grazie in anticipo a tutti quelli che vorranno partecipare e come sempre, se non avete il mio indirizzo, chiedetemelo in privato!
Nel frattempo lancio la sedonda raccolta, perché è giusto che anche Matilde abbia la sua coperta donata, pezzo per pezzo, dalle amiche della mamma, una coperta che possa raccontare nel futuro una storia colorata e varia, fatta di "pensieri" provenienti da tutte le parti d'Italia!
Ecco quindi che inizia la raccolta dei quadrati per il bai jia bei di Matilde!
Come per quella di Angelica i quadrati dovranno misurare 20x20 cm e potranno essere dei semplici pezzi di stoffa colorata oppure ricamati, dipinti, blocchi di patchwork ecc...
Come scadenza per la raccolta, diamoci il tempo di farlo con calma.... mettiamo il 30 aprile 2012, così anche io avrò il tempo di assemblare, cucire e trapuntare il tutto entro il 21 dicembre, data in cui è risaputo che il mondo finirà! ;-)
Grazie in anticipo a tutti quelli che vorranno partecipare e come sempre, se non avete il mio indirizzo, chiedetemelo in privato!
08/06/11
Il mio esordio
Vorrei iscrivere Buongiorno Luna a questo concorso, ma prima dovrei rivederlo per l'ennesima volta, apportando le modifiche che mi sono state suggerite da chi lo ha letto in quella che avevo considerato la versione definitiva.
Ma non ne ho le forze.
Mi sento il cervello asciutto, prosciugato dall'inedia... Non riesco a trovare argomenti per aggiornare questo blog, figuriamoci per rivedere un romanzo...!
Però vorrei farlo, vorrei provarci... infondo l'avevo promesso, che dopo il compleanno di Angelica mi sarei dedicata a BL e al Nuovo...
Il concorso scade il 31 luglio... chissà se ce la farò...
Ma non ne ho le forze.
Mi sento il cervello asciutto, prosciugato dall'inedia... Non riesco a trovare argomenti per aggiornare questo blog, figuriamoci per rivedere un romanzo...!
Però vorrei farlo, vorrei provarci... infondo l'avevo promesso, che dopo il compleanno di Angelica mi sarei dedicata a BL e al Nuovo...
Il concorso scade il 31 luglio... chissà se ce la farò...
03/06/11
Ripetere gli esami più difficili
Dunque... il primo giorno Angelica si è svegliata tardi, dopo le 9.30 per cui abbiaqmo rinunciato perché non saremmo mai arrivate in tempo a consegnare il campione in laboratorio.
Il secondo giorno ha fatto un litro di pipì sul fasciatoio, mentre era gambe all'aria ed io stavo ancora spiccicando la carta dell'adesivo del sacchetto. Non mi sono persa d'animo, ormai il sacchetto era stato aperto, quindi ho voluto fare l'ottimista e gliel'ho appiccicato lo stesso. Dopo mezz'ora non aveva fatto niente, quindi amen, ho dovuto togliere il sacchetto.
Il terzo giorno è andata bene. Il sacchetto si è appiccicato correttamente e lei ci ha fatto pipì entro 20 minuti.
Adesso è al laboratorio... speriamo bene.
Sia chiaro che, qualunque sia l'esito, io una terza volta non glielo faccio ripetere, tzè!
Il secondo giorno ha fatto un litro di pipì sul fasciatoio, mentre era gambe all'aria ed io stavo ancora spiccicando la carta dell'adesivo del sacchetto. Non mi sono persa d'animo, ormai il sacchetto era stato aperto, quindi ho voluto fare l'ottimista e gliel'ho appiccicato lo stesso. Dopo mezz'ora non aveva fatto niente, quindi amen, ho dovuto togliere il sacchetto.
Il terzo giorno è andata bene. Il sacchetto si è appiccicato correttamente e lei ci ha fatto pipì entro 20 minuti.
Adesso è al laboratorio... speriamo bene.
Sia chiaro che, qualunque sia l'esito, io una terza volta non glielo faccio ripetere, tzè!
31/05/11
Il malefico sacchetto
Ho ritirato le analisi delle urine di Angelica.... la coltura è negativa ma nel sedimento ci sono batteri e leucociti. Per la pedante pediatra è un risultato contrastante, indice di una probabile contaminazione del campione...
"Signora, dobbiamo rifarle"
"Ma la coltura è negativa!"
"Si ma dobbiamo essere sicuri che quei batteri e quei leucociti provengano da una contaminazione e non da un'infezione"
Insomma, domani mattina mi ritroverò alle prese col sacchettino e l'imprevedibile pipì di Angelica. Sigh.
"Signora, dobbiamo rifarle"
"Ma la coltura è negativa!"
"Si ma dobbiamo essere sicuri che quei batteri e quei leucociti provengano da una contaminazione e non da un'infezione"
Insomma, domani mattina mi ritroverò alle prese col sacchettino e l'imprevedibile pipì di Angelica. Sigh.
29/05/11
Bis con aggiunta
Nel 2008 accadde questo
Da allora siamo andati a votare altre volte ma Matilde non si era più intrufolata con me in cabina elettorale.
Stamattina siamo andati a votare per le amministrative. Stessa scuola elementare, stessa aula. L'unica differenza era Angelica che - manco a dirlo - appena il passeggino arresta la sua andatura è capace di restare seduta in attesa circa 6 o 7 minuti, poi esplode perché vuole salire in braccio.
Dunque mio marito prima ha votato, poi ha preso il passeggino con Angelica che era arrivata a 6'59'' ed è uscito in corridoio a passeggiare. Matilde, potendo scegliere tra la passeggiata e la cabina, ha scelto la cabina.
"Mamma, ma ci siamo nascoste"
"Già..."
"E se ci scoprono?"
Da allora siamo andati a votare altre volte ma Matilde non si era più intrufolata con me in cabina elettorale.
Stamattina siamo andati a votare per le amministrative. Stessa scuola elementare, stessa aula. L'unica differenza era Angelica che - manco a dirlo - appena il passeggino arresta la sua andatura è capace di restare seduta in attesa circa 6 o 7 minuti, poi esplode perché vuole salire in braccio.
Dunque mio marito prima ha votato, poi ha preso il passeggino con Angelica che era arrivata a 6'59'' ed è uscito in corridoio a passeggiare. Matilde, potendo scegliere tra la passeggiata e la cabina, ha scelto la cabina.
"Mamma, ma ci siamo nascoste"
"Già..."
"E se ci scoprono?"
27/05/11
Mi sto trasformando
Per la "promozione", Matilde ha chiesto un libro, il "Quinto viaggio nel regno della fantasia" di Geronimo Stilton.
Per la "promozione" di Matilde io mi sono regalata:
- un paio di sandali super fashion, coi tacchi, di marca e costosi
- due smalti nuovi da sfoggiare su mani e piedi
Mi sento un'adolescente, come non lo sono mai stata. A 16 anni mi facevo regalare libri, cd e biglietti per concerti.
Forse è vero, forse sono entrata davvero nella crisi della mezza età.
Però mi piace...!
Per la "promozione" di Matilde io mi sono regalata:
- un paio di sandali super fashion, coi tacchi, di marca e costosi
- due smalti nuovi da sfoggiare su mani e piedi
Mi sento un'adolescente, come non lo sono mai stata. A 16 anni mi facevo regalare libri, cd e biglietti per concerti.
Forse è vero, forse sono entrata davvero nella crisi della mezza età.
Però mi piace...!
26/05/11
E' finita!
Con tanto di "tocco" (di cartoncino) e pergamena di diploma, oggi per Matilde è stato l'ultimo giorno di scuola dell'infanzia.
Come dire... si chiude un'epoca. A settembre la mia bambina farà il salto nel mondo della scuola-quella-vera, con i compiti, le interrogazioni e tutto il resto...
Mi sembra incredibile che il tempo sia passato così in fretta...
In ogni caso, per il momento ci godiamo le vacanze, finalmente! Domani - dice - che deve dormire fino a mezzogiorno... si.... come no...
E dalla settimana prissima... al mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
Come dire... si chiude un'epoca. A settembre la mia bambina farà il salto nel mondo della scuola-quella-vera, con i compiti, le interrogazioni e tutto il resto...
Mi sembra incredibile che il tempo sia passato così in fretta...
In ogni caso, per il momento ci godiamo le vacanze, finalmente! Domani - dice - che deve dormire fino a mezzogiorno... si.... come no...
E dalla settimana prissima... al mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
24/05/11
Gli esami più difficili
Quando dovevo fare gli esami di maturità, un mio cugino pensava di incoraggiarmi con una battutache suonava pressappoco così: "Gli esami di maturità sembrano difficili, ma sono una sciocchezza in confronto all'esame delle feci: è più facile inventare una risposta per un argomento che non si conosce piuttosto che riuscire a *farla* centrando il barattolino!"
La prossima volta che incontro mio cugino, gli rispondo (a distanza di...ehm.... alcuni anni) che ancora più difficile degli esami delle feci sono gli esami delle urine per una bambina di poco più di 11 mesi. E' più facile *farla* centrando il barattolino piuttosto che appiccicare correttamente al "fiorellino" minuscolo il sacchettino per la raccolta, riuscendo a non contaminarlo, e nella speranza che la bambina faccia la pipì proprio lì dentro e non fuori (o anche solo mezza dentro e mezza fuori, come poi è successo), e soprattutto di riuscire a fare una raccolta utilizzabile entro una certa ora altrimenti al laboratorio non accettano più il campione...
(Si, Angelica ha fatto l'esame delle urine. O meglio, stamattina ho raccolto e portato un campione alla asl nella speranza che non si sia contaminato e che tra 5 giorni avremo l'esito. Il motivo per cui l'ha fatto è una sciocchezza banalissima ma ho la sfortunata e bizzarra ventura di avere una pediatra più apprensiva e paranoica di me, ed è quanto dire...)
La prossima volta che incontro mio cugino, gli rispondo (a distanza di...ehm.... alcuni anni) che ancora più difficile degli esami delle feci sono gli esami delle urine per una bambina di poco più di 11 mesi. E' più facile *farla* centrando il barattolino piuttosto che appiccicare correttamente al "fiorellino" minuscolo il sacchettino per la raccolta, riuscendo a non contaminarlo, e nella speranza che la bambina faccia la pipì proprio lì dentro e non fuori (o anche solo mezza dentro e mezza fuori, come poi è successo), e soprattutto di riuscire a fare una raccolta utilizzabile entro una certa ora altrimenti al laboratorio non accettano più il campione...
(Si, Angelica ha fatto l'esame delle urine. O meglio, stamattina ho raccolto e portato un campione alla asl nella speranza che non si sia contaminato e che tra 5 giorni avremo l'esito. Il motivo per cui l'ha fatto è una sciocchezza banalissima ma ho la sfortunata e bizzarra ventura di avere una pediatra più apprensiva e paranoica di me, ed è quanto dire...)
21/05/11
Indipendenza
Matilde è sempre stata molto attaccata a me, anche e soprattutto fisicamente. Da quando è nata Angelica, poi, è anche leggermente peggiorata... al punto che in certe situazioni si mettere subito a piangere quando perde anche solo il contatto visivo... Capita ovunque, al supermercato se un altro avventore nasconde la mia figura ai suoi occhi, a casa della nonna se vado in bagno senza comunicarglielo, alla festa di compleanno di un compagnetto se non riesce più a individuarmi tra le altre mamme, al bar se la lascio seduta al tavolino e vado al bancone (distante 2 metri) a prendere i gelati ecc...
A Torino, però, qualcosa è cambiato. Siamo stati all'Ikea e lei è stata a lungo combattuta tra l'andare a giocare alla Smaland (senza la mamma) e restare con noi.
Al primo giro, al piano delle esposizioni, è rimasta con noi, poi quando siamo passati di nuovo davanti all'ingresso ha insistito perché la lasciassimo lì. Dopo averle chiesto diverse volte se fosse davvero sicura di voler rimanere lì, abbiamo preso un paio di antiscivolo e gliel'abbiamo lasciata.
Dopo un'oretta siamo ripassati per riprenderla, l'abbiamo vista giocare da dietro i vetri e lei ci ha visti, ci ha salutati con la mano ma - grande sopresa! - non si è spontaneamente avvicinata... è rimasta lì a giocare fino a quando non l'abbiamo fatta chiamare e la prima cosa che ha detto quando è uscita è stata "Poi mi ci porti di nuovo?".
Improvvisamente l'ho vista "grande" e finalmente indipendente.
Ieri sera altra sorpresa: ha insistito per restare a dormire dalla cuginetta...
Non che non abbia mai dormito fuori casa, ma finora l'aveva fatto solo a casa da mia madre dove comunque dorme in un lettino a fianco a quello dei nonni.
La mia preoccupazione maggiore era che si svegliasse durante la notte per infilarsi nel nostro letto (come fa quasi tutte le notti) e rimanesse disorientata dal trovarsi in un'altra stanza... invece a quanto pare è stata tranquilla e serena, ha dormito tutta la notte nel letto a castello e non ha fatto una piega.
Sta crescendo...
A Torino, però, qualcosa è cambiato. Siamo stati all'Ikea e lei è stata a lungo combattuta tra l'andare a giocare alla Smaland (senza la mamma) e restare con noi.
Al primo giro, al piano delle esposizioni, è rimasta con noi, poi quando siamo passati di nuovo davanti all'ingresso ha insistito perché la lasciassimo lì. Dopo averle chiesto diverse volte se fosse davvero sicura di voler rimanere lì, abbiamo preso un paio di antiscivolo e gliel'abbiamo lasciata.
Dopo un'oretta siamo ripassati per riprenderla, l'abbiamo vista giocare da dietro i vetri e lei ci ha visti, ci ha salutati con la mano ma - grande sopresa! - non si è spontaneamente avvicinata... è rimasta lì a giocare fino a quando non l'abbiamo fatta chiamare e la prima cosa che ha detto quando è uscita è stata "Poi mi ci porti di nuovo?".
Improvvisamente l'ho vista "grande" e finalmente indipendente.
Ieri sera altra sorpresa: ha insistito per restare a dormire dalla cuginetta...
Non che non abbia mai dormito fuori casa, ma finora l'aveva fatto solo a casa da mia madre dove comunque dorme in un lettino a fianco a quello dei nonni.
La mia preoccupazione maggiore era che si svegliasse durante la notte per infilarsi nel nostro letto (come fa quasi tutte le notti) e rimanesse disorientata dal trovarsi in un'altra stanza... invece a quanto pare è stata tranquilla e serena, ha dormito tutta la notte nel letto a castello e non ha fatto una piega.
Sta crescendo...
18/05/11
Siamo tornati
Speriamo che adesso il mondo non finisca.
Ebbene, il mondo non è finito, nonostante tutto.
Non è finito in quell'istante nè in quelli successivi, per fortuna. Il mondo dura a tutt'oggi e mi permette di ripensare e sorridere ancora al ricordo di quella che resterà scritta come una delle più grandi emozioni della mia vita.
Ebbene, il mondo non è finito, nonostante tutto.
Non è finito in quell'istante nè in quelli successivi, per fortuna. Il mondo dura a tutt'oggi e mi permette di ripensare e sorridere ancora al ricordo di quella che resterà scritta come una delle più grandi emozioni della mia vita.
13/05/11
12/05/11
E' deciso
Dopo essermi tolta gli ultimi sfizi (il panino con prosciutto e mozzarella, il ragù alla palermitana, gli involtini di maiale e un pezzo di salamino), sono diventata vegetariana.
Per il momento continuerò a mangiare il pesce e una volta al mese pollo, ma presto eliminerò anche quello.
Vediamo finché dura...
(Che è la frase che ho letto nelle facce di tutti quelli - amici e parenti - a cui l'ho detto)
Per il momento continuerò a mangiare il pesce e una volta al mese pollo, ma presto eliminerò anche quello.
Vediamo finché dura...
(Che è la frase che ho letto nelle facce di tutti quelli - amici e parenti - a cui l'ho detto)
10/05/11
Il Perfido ed io
Ci siamo conosciuti nell'agosto del 1999 e posso dire che è - dopo mio marito (che avevo conosciuto nel gennaio di quello stesso anno) - l'amico "virtuale" più antico che ho e che ancora frequento.
Son quasi 12 anni, la vita di un ragazzino di seconda media...!
In questo week-end andremo a Torino e ancora non abbiamo deciso se:
Considerando che l'ipotesi 4 verrebbe facilmente mandata a monte dalle urla di Angelica, che ha un sensore per la mia distanza fisica da lei che funziona meglio del braccialetto con l'allarme dei detenuti, trovo più probabile la 1 o la 2.
O forse la
5. Dopo aver organizzato tutto ed essere giunti quasi al luogo e ora fissato per l'incontro, lui - sentendo in lontananza le urla di Angelica - mi riconosca e comprensibilmente decida di girare i tacchi e andarsene.
Son quasi 12 anni, la vita di un ragazzino di seconda media...!
In questo week-end andremo a Torino e ancora non abbiamo deciso se:
Finalmente, dopo 12 anni, il Perfido ed io ci incontreremo di persona.
Per mantenere il fascino della nostra amicizia, decideremo di non incontrarci anche se ci troveremo a pochi metri di distanza (così come è successo nelle altre due precedenti occasioni in cui io mi sono trovata a Torino).
Fingeremo di organizzare un incontro, ma poi - per mantenere il fascino della nostra amicizia - all'ultimo minuto inventeremo una scusa per non incontrarci.
Faremo credere a tutti che stiamo organizzandoci per incontrarci, poi inventiamo una scusa per non incontrarci, invece ci incontreremo in segreto e scapperemo insieme.
Considerando che l'ipotesi 4 verrebbe facilmente mandata a monte dalle urla di Angelica, che ha un sensore per la mia distanza fisica da lei che funziona meglio del braccialetto con l'allarme dei detenuti, trovo più probabile la 1 o la 2.
O forse la
5. Dopo aver organizzato tutto ed essere giunti quasi al luogo e ora fissato per l'incontro, lui - sentendo in lontananza le urla di Angelica - mi riconosca e comprensibilmente decida di girare i tacchi e andarsene.
09/05/11
Tutta colpa del cielo
Mi soprendo sempre quando è sufficiente un piccolissimo stimolo sensoriale, una particolare luce, uno specifico odore, un certo rumore, per far riaffiorare dalla memoria un ricordo in tutta la sua magnificenza e realtà.
E' bastato il colore del cielo di stamattina per farmi tornare alla mente - vivissimi - certi ricordi di 16 anni fa...
I miei primi approcci sessuali (maledettamente innocenti, pure troppo) con un ragazzo. Un mezzo bacio di 16 anni fa che non ha mai avuto nè seguito nè bis. Eppure la morbidezza delle sue labbra la trovo scolpita nella memoria, come se fosse accaduto un minuto fa. E' bastato guardare il colore del cielo.
Certo che la mente umana è davvero strana.
E' bastato il colore del cielo di stamattina per farmi tornare alla mente - vivissimi - certi ricordi di 16 anni fa...
I miei primi approcci sessuali (maledettamente innocenti, pure troppo) con un ragazzo. Un mezzo bacio di 16 anni fa che non ha mai avuto nè seguito nè bis. Eppure la morbidezza delle sue labbra la trovo scolpita nella memoria, come se fosse accaduto un minuto fa. E' bastato guardare il colore del cielo.
Certo che la mente umana è davvero strana.