20/07/18

Ci risiamo

Mi hanno spiegato che la parola è femminile. Scatola.
Come termine derivato, si può usare al maschile: scatolino, scatolone. Ma scatolo, no. Non esiste. Non in italiano, per lo meno.

Ma a questo punto poco mi importa. Oggi ho preso accordi per il trasloco ed hanno persino fatto la loro comparsa in casa mia queste:


Che siano scatole o scatoli, ci risiamo: devo di nuovo infilarci dentro la mia vita.

19/07/18

Ascolettrice

Come si potrà definire qualcuno che legge, ossia ascolta, audiolibri? Ascolettore? Librascoltatore? Audiobibliofago?
Qualunque sia il termine adatto, io lo sono.

Ormai è una consuetudine: metto gli auricolari e ascolto audiolibri tramite il servizio offerto da quel grande store online che conosciamo tutti. L'obolo mensile è perfettamente commisurato all'uso che ne faccio, se considero che mesi fa ho comprato due libri, spendendo 40 euro, e non li ho ancora iniziato, mentre con 10 euro ho ascoltato 4 libri nelle ultime settimane.

Dobbiamo cercare un nome per definire questa attività, però. Al momento mi piace "ascolettrice" :-D

18/07/18

La tata terrona

"E che cosa sono questi?"
"Tetàcci tutùti"
"I piedazzi fitusi!"*

Smorfie. Pernacchie. Risate.

Lo so che, se lo sapessero, i genitori non approverebbero, ma se avessero voluto un diverso bilinguismo dei loro figli avrebbero dovuto assumere una compassata ed inflessibile tata madrelingua inglese. Hanno voluto la materna, accomodante e sottopagata tata terrona? Ecco: si beccano i piedazzi fitusi!
:-D

*= "Piedacci sporchi e puzzolenti"

17/07/18

L'inquilina

"Buonasera, prego, accomodatevi. Io sono l'agente immobiliare, e lei è l'inquilina"

E' la prima volta che qualcuno, nella fattispecie: una giovanissima coppia, entra in casa mia per vederla, visitarla, valutarla e decidere se venirci a vivere dopo di me.
Quando sono andata io a visitare, vedere e valutare le case degli altri, mi sono sempre sentita in imbarazzo a profanare l'intimità domestica di chi sta per lasciare quella casa - è vero! - però ancora ci abita, ci mangia, ci respira. Mi sono sempre e soltanto affacciata sulla soglia delle camere da letto, ho dato sguardi sommari alle cucine e ancora più fugaci ai bagni.
Questi qui, invece, si sono presentati armati di penna e notes ed hanno preso appunti. Hanno aperto e chiuso le porte, sono usciti sui balconi, sono entrati in bagno ed hanno anche ponderato la capienza del mio vano dispensa.

Quando se ne sono andati ho preso a parte l'agente immobiliare e gli ho consegnato una copia delle chiavi di casa.
"Avvisami almeno uno o due giorni prima di portare altri visitatori,l così ti posso dire se sarò o non sarò a casa, ma se - come probabile -io non ci fossi fai pure tu in autonomia. Ti assicuro che ti farò trovare ogni volta la casa in perfetto ordine"

Già ho fatto i salti mortali per portare i due Bambini con me e farmi trovare a casa all'orario stabilito. Già ho faticato a tenerli buoni mentre aspettavamo, in una casa - la MIA - che non è adatta a bambini piccoli che tutto toccano, tutto rompono e tutto fagocitano.
Che mi si risparmi almeno la scena degli sconosciuti che guardano dentro la tazza del mio cesso, per favore.

16/07/18

Il Topolino

L'unità di misura della malinconia che prova una madre che ha accompagnato le sue figlie in Sicilia in vacanza, lasciandole ai nonni, ed è subito ripartita per tornare a lavorare è data dalla quantità di "Topolini" sigillati che arrivano a casa in abbonamento e si accumulano sulla scrivania di settimana in settimana.


13/07/18

Gandalf sotto la Mole

E' stato a Torino per meno di 24 ore, ma è stato magnifico rivederlo dopo tanti mesi. E' sempre lui, sempre uguale. Scorbutico, duro, pungente, ma avvolgente.
Mi ha trattato come la sua locandiera, né più né meno, ma dopo una mattina intera trascorsa al museo del cinema, quando si è bardato in tenuta da motociclista, pronto ad affrontare il viaggio di ritorno, mi ha abbracciato e sollevato, stretto e forte.

L'ho guardato allontanarsi, giallo fosforescente, con la giacca che gli ho modificato io. Lo rivedrò, forse, tra qualche mese. Un po' mi manca, nella quotidianità, ma credo che la distanza geografica che ho creato tra noi ci abbia permesso di riconvertire ancora il nostro rapporto, e nonostante lui si ostini a borbottare, io credo che ci abbia reso ancora più legati.

12/07/18

Compromessa

Ho firmato e mi sono compromessa.
Ho trovato un'altra casa a Torino, un po' più comoda e spaziosa del bilocale-da-scappati-di-casa dove abbiamo vissuto in questo primo anno, praticamente accanto alla scuola che frequenta Angelica ed in una zona ancora meglio servita dai mezzi pubblici.
Certo, non è ristrutturata di fresco, non è in un palazzo elegante e signorile, è in una stradina, in un piccolo condominio dove saremo noi ad andare a raddoppiare la percentuale di Italiani in proporzione a quella degli stranieri, ma va benissimo così. Mi costerà uguale ma avrò una stanza e una finestra in più.

E via, ad organizzare un altro trasloco!

11/07/18

Ma da dove viene questa?!

"Mi scusi signor V, le dispiace spiegarmi cosa significano queste indicazioni?"


"Queste? Ma queste sono le indicazioni sui sentieri di montagna. Indicano approssimativamente il tempo di percorrenza a passo spedito tra una tappa e l'altra"

Caro signor V, io lo capisco che può suonarti strano che esista qualcuno che non ha mai visto dal vivo una fragolina di bosco attaccata alla pianta lungo un sentiero sulle Alpi italo-francesi, che si senta soffocare in una valle e che non sa che la sabbia sul greto del fiume è grigia perché quello è il colore delle rocce sgretolate, ma non guardarmi come se ti chiedessi "Ma da dove viene questa?!". Vengo dal mare, ecco da dove vengo.

10/07/18

La "splendidezza" siciliana

Nella casa delle vacanze dei nonni dei bambini che accudisco, oltre loro c'è anche il cuginetto di qualche anno più grande.
So che non è il mio compito, ma è stato inevitabile non avere a che fare con lui, chiacchierarci, giocarci, dargli attenzioni e, negli ultimi tempi, persino vestirlo o portarlo in bagno perché la prolungata convivenza coi nonni gli sta sviluppando una forma d'intolleranza nei loro riguardi (e come non capirlo?).
Questo ha triplicato la mia fatica nel prendermi cura di tre bambini contemporaneamente, ma l'ho fatto e non sarei stata capace di non farlo.
Oggi pomeriggio la mamma del cuginetto, siciliana, mi ha allungato di nascosto una carta da 50 euro dicendomi: "Statti zitta e prendili perché lo so che in queste due settimane ti sei occupata anche di mio figlio. Lui mi racconta tanto di quello che fate insieme e di come sta bene in tua compagnia, quindi non dire niente e basta".

Che confrontata coi miei ufficiali datori di lavoro, che mi conteggiano le ore con precisione, specialmente se ne faccio in meno, dimostra ancora una volta la splendida spavalderia dei siciliani.

09/07/18

Cose che ho imparato

- Un bravo formatore non è chi ti impone una forma, ma chi ti insegna a tirare fuori quella che hai.
- Lo yoga non si insegna, si trasmette.
- Questi corsi di formazione mi stanno distruggendo e ricostruendo da capo che in un solo weekend lavorano meglio che in mesi di psicoterapia.


06/07/18

Dalle Alpi alla Verna

Ho lasciato le montagne, sono scesa in pianura, ho visto il mare, mi sono inerpicata sugli Appennini per raggiungere un luogo isolato nel mezzo del nulla colorato di verde e profumato di bosco.

Siccome non so stare ferma, mi godo un fine settimana di studio e approfondimento di yoga durante i miei giorni liberi.

Non dite niente. Lo so.

05/07/18

L'agente immobiliare

Somiglia allo chef Cannavacciuolo, ha una stretta di mano possente e uno studio megagalattico.
Mi fa accomodare, mi riassume le caratteristiche dell'appartamento che mi ha mostrato la settimana scorsa, prende nota con dovizia di tutte le informazioni sulla mia condizione economica e lavorativa, anche indagando sulla mia vita privata.

Poi mi guarda e mi fa: "Ci sentiamo domani", dopo avermi lasciato intendere che avrebbe non solo perorato la mia causa col padrone di casa, ma anche provato a tirare sul prezzo.

Quando lo saluto e lo ringrazio, mi sorride incoraggiante: "Faccio questo lavoro da vent'anni e so riconoscere a pelle una persona affidabile".
Mentre lo dice io mi sento lusingata per una tale dimostrazione di stima da parte di Cannavacciuolo, ed esco dall'agenzia speranzosa e con la voglia di cucinare.

04/07/18

Il contrario di Heidi

"[...] il tuo nido è sui monti, [...] eri triste laggiù in città..."

Ma anche no.
Sarà che ho sviluppato una dipendenza patologica da pm10, ma io tutto questo entusiasmo per la montagna non lo vedo, non lo capisco, non lo condivido.
Meglio la città, senza alcun dubbio.

03/07/18

E non aggiungo altro


La tata è in trasferta là, sui monti con Annette.

02/07/18

La tata in trasferta

Sono arrivata domenica sera nella cittadina al confine con la Francia dove i bambini che accudisco trascorreranno due settimane coi nonni.
Mentre il treno si inerpicava sulle Alpi, costeggiando il fiume, ho avuto un'ora e mezza di viaggio per immaginare il paesaggio in altre stagioni. Poi sono scesa dal treno, accolta da tutta la famiglia più i vicini di casa, tutti contenti e sollevati per l'arrivo dei rinforzi.
Non riuscirò mai a capire perché questi due piccoli demoni con me sono gestibili mentre per i familiari no.
Percorrendo a piedi il tragitto verso la casetta mi sono guardata intorno.
Montagne.
Altissime montagne. Da tutti i lati.
Solo montagne e nessun orizzonte. È persino peggio di Torino.

Mi manca l'aria.

Meno male che sono solo due settimane.

29/06/18

Il grande passo

Ebbene, ci ho pensato a lungo, ho posticipato la decisione per quanto possibile, ho fatto i miracoli pur di tardare questo avvenimento, ma da qualche settimana sono stata messa alle strette, e non ho più argomenti per replicare, non ho più la forza per ignorare l'evidenza che diventa sempre più manifesta e lampante.
Per quanto difficile e critica sia stata la decisione, ho dovuto farlo. E l'ho fatto.

Ho fatto il grande passo. Ho reciso uno dei più forti, importante e fondamentali legami con la mia terra natia.
Sono andata da un parrucchiere a Torino.

A parte il senso di colpa e di tradimento nei riguardi di chi curava la mia "capatosta" da quasi vent'anni, l'esperienza è stata illuminante. Se vuoi capire davvero una città, vai da un parrucchiere. Ho speso il doppio di quanto avrei speso a Bagheria per le stesse cose, ma le ho fatte nella metà del tempo. Che è il perfetto aforisma che riassume tutta la mia vita torinese dell'ultimo anno.

28/06/18

Ci si aggrappa a tutto

La fotocamera frontale del mio smartphone ha un'opzione "smart" che durante un selfie individua il viso e indica il sesso e l'età del soggetto.
Lasciamo stare che a Matilde dice "donna, 26 anni".
Lasciamo stare che ad Angelica dice "donna, 15 anni".
Ma che a me dica "donna, 32 anni" è una delle poche cose a cui posso ancora aggrapparmi la mattina per avere un buon motivo per svegliarmi. :-D

26/06/18

Non ci sono scuse

Se i bambini che accudisco svilupperanno, in futuro, un accento, una terminologia e e a gestualità siciliana dirò che è colpa della zia acquisita per parte materna, che è di Modica.

Ma se un giorno i loro genitori dovessero intuire che quello sculettare dei loro figli, canticchiando "Cicciuà" è dovuto al fatto che la tata ogni tanto li intrattiene coi video dei più tasci balli di gruppo degli ultimi anni, allora no, non ci sarebbero scuse che tengano.

25/06/18

Cosa ti mancherà?

Seduta sull'aereo, dal lato del finestrino, con le lacrime agli occhi al momento del decollo, mentre l'aereo è ancora a terra ma si muove e accelera e accelera e accelera, guardando fisso l'orizzonte oltre il mare, col preciso intento di memorizzare quel momento, quell'istante, aspettando che la velocità raggiunga la soglia adatta a staccarsi da terra, e sentire il sangue scendere mentre le ossa salgono, e gli occhi ancora fissi sull'azzurro e sui riflessi del sole che tramonta, accecante e dorato, mi chiedo: che cosa mi mancherà?

E forse l'ho capito. Non c'è qualcosa di concreto che mi manca, è tutto concettuale, sentimentale, ideale.
E' la sensazione di "casa" che mi manca. Perché è come il momento del decollo: le ossa, che sono solide e ancorate all'aereo, salgono partono, vanno, ma il sangue, che è liquido, prova a restare giù, a terra, ad opporsi al movimento.
Non passerà mai.