"Scusa!"
Mi chiama l'odioso figlio cinquantenne di una coppia di anziani che abitano in una casa esattamente di fronte casa mia, con il cortile adiacente al mio. Non fanno che litigare e urlarsi addosso dalla mattina alla sera.
Siccome non è esattamente una delle persone del vicinato con cui interagirei volentieri, fingo di non capire che sta parlando con me.
"Scusa!" ripete più forte.
Non posso più fingere. Mi indico con il dito, come a chiedere se è davvero sicuro di voler parlare con me (a tre piani e due cortili di distanza).
"Sì, sì, dico a te".
"Mi dica"
"Ma sei tu che ogni tanto canti e suoni la chitarra?"
Oddio... cosa rispondo? Faccio solo cenno di sì con la testa, pronta a sorbirmi una qualche lamentela di qualsiasi tipo, visti gli argomenti di litigi che trovano costantemente in famiglia.
"Ma sei bravissima! Hai una voce bellissima!"
Colpo di scena.
Ringrazio mentre fingo che questa cosa non stia succedendo davvero mentre ritiro le mutande stese ad asciugare.
C'è anche un altro uomo seduto in cortile con lui.
"Anche il mio amico suona"
Ok, bene, ora gli facciamo l'applauso.
"Mi fa piacere" rispondo affrettandomi a togliere tutto quanto in fretta.
Ma loro non hanno fretta e l'amico vuole sapere cosa suono, cosa compongo e perché non gli faccio sentire qualcosa anche adesso dal balcone...
"No, stasera no, grazie. Buona serata" e rientro in casa con la conferma di due dubbi che avevo.
Il primo è che quando suono e canto mi sente tutto il quartiere.
Il secondo è che certi uomini sanno essere davvero molto, ma molto stupidi.
"Ma ci stava provando?" mi chiede Matilde tra lo sconvolto e il demoralizzato.
Certi uomini sanno essere davvero molto, ma molto, ma davvero molto stupidi.
