06/09/26

Certe volte

Capita a volte che, proprio quando mi sento con l'umore sotto i piedi, mi arriva un messaggio che ribalta totalmente la mia percezione di me, dell'universo e tutto quanto.
Un messaggio niente affatto inaspettato, solo molto tardivo: lo aspettavo da due mesi e mezzo.
Però il suo contenuto vale tutta la pensa di averlo aspettato.

"Ciao Lucy, solo adesso ho letto i primi 4 capitoli del tuo romanzo e sono rimasta molto sorpresa".

Che poi non è che voglio sentirmi dire che scrivo in modo simpatico, efficace e coinvolgente. Quello già lo so.
Io voglio sentirmi dire che ho scritto qualcosa di valido, qualcosa su cui vale la pena investire.
Sembrerebbe di sì.

05/09/26

Dolore

Oggi la giornata è cominciata è malissimo, con una notizia che - purtroppo - ci aspettavamo, ma che non si è mai pronti a ricevere.
E il dolore di oggi si impasta col dolore del passato, e alla fine non ho più capito se piango per me o per lei.

03/09/26

9 anni

9 anni fa a quest'ora le ruote della mia panda young del 2001, altresì nota come Julie, scendevano dalla rampa metallica della Suprema GNV e poggiavano sull'asfalto del molo del porto di Genova. 
La macchina era tanto carica di scatoloni che mio fratello è venuto da Torino con la sua macchina a caricare come passeggere le mie figlie (che erano state accompagnate al porto di Palermo da Schroeder).
Siamo torinesi da 9 anni.

02/09/26

Motivazionale

Tra le cose che faccio gratis per gli altri, c'è il supporto psicologico e l'incoraggiamento alle mie colleghe neodiplomate insegnanti di yoga per bambini.
Mi è capitato di incontrare insegnanti di yoga per adulti che non esercitassero per insicurezza, ma sono almeno dieci volte di più quelle che potrebbero insegnante ai bambini ma hanno una fottuta paura di lanciarsi.

Le capisco. L'adulto perdona, il bambino no.

Siccome sono sempre stata una fessacchiotta con la sindrome della crocerossina, quando le incontro ai corsi di formazione mi metto incautamente a disposizione per dubbi e perplessità.
E anche stamattina ho dedicato un paio d'ore a una collega aiutandola a convincersi che ce la può fare.

01/09/26

Donare il sangue

Lo faccio da quando ho compiuto 18 anni. E' una cosa di cui vado orgogliosa, ma non me ne vanto. Non più.
Vorrei solo essere sicura che servisse davvero a qualcuno.

31/08/26

L'avevo detto

L'avevo detto e l'ho fatto.


Però la scritta ha la stoffina coi simboli della pace, dai... per dire che comunque ho pur sempre sposato la non violenza e resto fedele ad essa.
Che mi funga da attenuante beneaugurale.


30/08/26

Pescatore

Di tutto un pomeriggio trascorso insieme parlando, giocando, amando, mangiando, ridendo, organizzando ecc, il momento che mi resta nel cuore è quando il Capitano, dopo aver suonato per me mille canzoni, si è seduto per terra con ancora la chitarra a tracolla ed ha suonato e cantato a memoria "Pescatore".
Ho pensato che potrei anche innamorarmi di lui. Poi mi sono ricordata che sono già e ancora follemente innamorata di lui e sono persino ricambiata, dunque mi sono sentita la donna più fortunata al mondo.

29/08/26

La premenopausa

Ho deciso che sarà la mia scusa ufficiale per qualunque cosa.

28/08/26

Non è bello

Ho detto al Capitano che è l'unico motivo per cui ho accettato di tornare a Torino.
Me ne sono pentita. Non è una cosa bella da dire; io non vorrei che lui me la dicesse, anche se è vero.

Non riesco più a trovare un solo motivo valido per continuare a vivere qui. Talvolta non riesco a trovare un solo motivo valido per continuare a vivere tout-court, a parte quello di poter continuare a campare le mie figlie, che sono rimasta solo io.
Boh. 
Sarà la fine dell'estate.
Sarà che questa estate è stata la più faticosa della mia vita.
Sarà che quando lo penso mi rispondo da sola che è stata l'estate più faticosa della mia vita... *finora*, come dice Homer Simpson.
Sarà che mi sto deprimendo.
Sarà.
E finché - seppur ipotetico - riuscirò a usare ancora un tempo verbale al futuro, vuol dire che non è ancora finita.

25/08/26

Andarsene

Andarsene non è mai stato così difficile come questa volta.

22/08/26

La prima nostra vera vacanza

Nel mezzo del nulla, ma solo noi tre. Quattro, contando la gatta.
Tre giorni, da sole, in un agriturismo di livello basico, nel cuore brullo della Sicilia, con una piscina di acqua fredda, un ristorante discreto, un proprietario simpatico, un bagnino piacione, una guida turistica che era la vera attrazione del luogo e un fantasma che infesta un castello.

Spero che quando se ne ricorderanno da adulte, le mie figlie sorrideranno di tutte le avventure e disavventure che abbiamo vissuto in questi giorni qui.

18/08/26

Iccassi vuci

Lo scorso anno, in occasione degli orali di maturità di Matilde, mi ero cucita apposta una borsa estiva con su scritto "Comu finisci si cunta". Voleva essere un po' di augurio scanzonato, un po' di scaramanzia goliardica.
Comu finisci si cunta è quando non hai (troppe) aspettative e ti va bene qualunque risultato porti a casa, purché l'impresa si concluda.

Ecco, la mia borsa dell'estate 2026 avrebbe dovuto declamare "Iccassi vuci", ossia "Urlerei, di urla isteriche ed esaurite, di follia toccata con mano e quasi attraversata, di stanchezza estenuata".

Il più grande favore che i genitori possono fare ai figli è quello di non morire mai. Soprattutto se sono ancora minorenni e tutta la burocrazia sembra essere fatta apposta per rendere tutto più complicato, contorto e incomprensibile.
Come se non bastasse già quello che c'è.

17/08/26

Il vero atto di coraggio

Il vero atto di coraggio non è stato frugare e profanare l'intimità domestica del mio ex marito morto, ma chiudere la manopola dell'acqua mettendo le mani dentro un armadietto alle cui pareti interne stavano appigliati abbastanza scarafaggi da scoraggiare chiunque sperando che non mollassero la presa con le zampine proprio in quel momento precipitando sulle mie braccia.

16/08/26

In quel punto

Sono tornata a casa tua stamattina molto presto. Ci sono tornata da sola, contrariamente a quello che avevo pensato inizialmente.
Venerdì pomeriggio abbiamo finito la prima parte di sgombero, ma non c'era sufficiente spazio in macchina per caricare tutti gli scatoloni; mi ero ripromessa di tornare oggi facendomi aiutare, ma poi ci ho ripensato ed ho fatto bene. Principalmente perché gli scatoloni erano così tanti che non avrei avuto spazio per un eventuale passeggero aiutante. Poi per un altro motivo.
Perché nonostante io in quella casa mi sia sempre - giustamente - sentita ospite e in questi ultimi giorni l'abbia trattata come se ne fossi stata - invece - la padrona, quella casa non è un luogo qualunque. E' il palcoscenico di una delle scene a cui non ho assistito ma che mi tormenta da 7 mesi: la tua morte.

Stare lì, in totale silenzio e solitudine, è stato necessario per piangerti davvero.
Sono entrata e mi sono seduta proprio lì dove mi hanno raccontato di averti trovato.
Lì dove sono rimasti il tuo ultimo respiro, il tuo ultimo pensiero, il suo ultimo battito del cuore.
Mi sono seduta lì e ti ho pianto.

Sei uno stronzo, perché anche questo io non me lo meritavo. E mi devi chiedere scusa anche per queste di lacrime che mi hai fatto versare.
Stronzo.

13/08/26

Come Disneyland

Puoi mettere tutte le reti che vuoi, chiudere tutte le porte, ostruire tutti i passaggi, controllarla a vista senza distrarti un attimo, ma niente ,ai impedirà ad una gatta di trovare l'unico modo per sfuggire al controllo e infilarsi proprio lì, in quella zona che le è preclusa.

Soprattutto se ci ha trovato uccelli vivi e morti. Dal suo punto di vista, una specie di Disneyland.

11/08/26

Reato ambientale

Lo confesso e sono pronta a pagarne lo scotto, ma alla sedicesima scatola piena di roba elettronica di mille anni fa, tutta appiccicosa, con batterie esplose, plastiche sbriciolate e totale noncuranza nell'accumulo e stoccaggio, ho detto basta, ho detto che non stava scritto da nessuna parte che - pure da morto - io dovessi pulire il suo sudiciume e buttare la sua spazzatura. 
Ho rimesso il coperchio e buttato tutto nel bidone dell'indifferenziata, così com'era e senza nemmeno guardare cosa ci fosse davvero.

09/08/26

L'Acchianata

La prima volta ero con la mia amica d'infanzia, sua madre, sua zia e una vicina di casa.
L'ultima volta ero con la mia Amica Palermitana, ed era stato uno dei miei commiati alla mia terra, prima di trasferirmi a Torino.
Oggi sono stata con mia figlia Angelica.
L'Acchianata (la "salita") al santuario di Santa Rosalia è una delle esperienze di bellezza a Palermo che amo di più, nonostante la fatica, lo sbattimento e anche l'amarezza per il fatto di trovare sui punti panoramici spazzatura, lattine, preservativi e roba varia.

Palermo è bellissima, vista da lontano; soprattutto all'alba, quando dorme ancora.



06/08/26

Un destino

Non so se esiste ancora, ma su questo blog sono sicura di aver pubblicato la foto del portabagagli della mia macchina di allora, piena delle valigie e dei sacchi con tutta la roba di Schroeder nel giorno in cui è andato via da casa.
Questi sono solo alcuni dei sacchi pieni dei suoi vestiti, pronti ad essere regalati ad alcune famiglie in difficoltà.

Nel mio destino c'era scritto anche che quella che doveva sobbarcarsi l'onere di fargli i traslochi sono io.



05/08/26

L'anguria

Grande raccolto quest'anno.



Grande quanto una moneta da un euro.

04/08/26

Non si dovrebbe

Non si dovrebbe lasciare da sola una donna che sta vivendo i postumi di una tragedia e contemporaneamente deve cercare di venire a capo della burocrazia vogoniana che c'è intorno ad una relitta eredità di una innocente minorenne, soprattutto se ci sono 38° all'ombra, se tali pratiche devono essere sbrigate in fatiscenti uffici gestiti come un ibrido tra il futuristico pagoPa e l'antediluviana necessità di un timbro inchiostrato. E specialmente se il luogo dove devono essere svolte alcune di queste pratiche è il luogo di lavoro del de cuius. 
Perché la donna desidera e teme di incontrare facce note, vecchi colleghi o che i cancellieri e gli amministrativi risalgano alla sua identità e si profondano - ancora - in elogi funebri e sguardi silenti.

Non si dovrebbe lasciare da sola una donna con quel vissuto in quel luogo.
Perché finisce che scoppia a piangere mentre aspetta l'ascensore e gli astanti chissà cosa si immaginano.