Venerdì pomeriggio abbiamo finito la prima parte di sgombero, ma non c'era sufficiente spazio in macchina per caricare tutti gli scatoloni; mi ero ripromessa di tornare oggi facendomi aiutare, ma poi ci ho ripensato ed ho fatto bene. Principalmente perché gli scatoloni erano così tanti che non avrei avuto spazio per un eventuale passeggero aiutante. Poi per un altro motivo.
Perché nonostante io in quella casa mi sia sempre - giustamente - sentita ospite e in questi ultimi giorni l'abbia trattata come se ne fossi stata - invece - la padrona, quella casa non è un luogo qualunque. E' il palcoscenico di una delle scene a cui non ho assistito ma che mi tormenta da 7 mesi: la tua morte.
Stare lì, in totale silenzio e solitudine, è stato necessario per piangerti davvero.
Sono entrata e mi sono seduta proprio lì dove mi hanno raccontato di averti trovato.
Lì dove sono rimasti il tuo ultimo respiro, il tuo ultimo pensiero, il suo ultimo battito del cuore.
Mi sono seduta lì e ti ho pianto.
Sei uno stronzo, perché anche questo io non me lo meritavo. E mi devi chiedere scusa anche per queste di lacrime che mi hai fatto versare.
Stronzo.



