Torino non è la mia città, per parafrasare uno dei più popolari hashtag, però ci vivo e la vivo ormai da più di 8 anni, e certamente cominciamo ad avere una certa confidenza l'una con l'altra.
C'è un posto, ad esempio, che ho eletto a "mio posto dell'anima" fin dalla prima volta che ci sono stata, ed è il punto da cui si vede la Dora Riparia affluire nel Po.
Chi mi conosce da più tempo sa che diverse volte, negli anni passati, ho parlato di questo luogo e di come io lo trovi terapeutico.
E lo spettacolo cambia, cambia sempre, perché è naturalmente mutevole come l'acqua. E ci sono giorni in cui la confluenza è tormentata, conflittuale, uno dei due fiumi è turbolento e più che accogliere, o fondersi con l'altro, lo travolge e trascina con sé.
In altri giorni, come oggi, regna la pace. Vanno d'accordo, di pari passo, sincronizzati. Uno arriva da una parte, uno dall'altra, si avvicinano, si toccano, si prendono per mano e vanno avanti insieme. Dopo due secondi non li distingui nemmeno più.
Ecco, oggi sono venuta qui per cercare pace, e l'ho trovata.
È vero che di casa mia mi manca il mare. Era lì che mi rifugiavo nei momenti complicati. Però sono contenta che a Torino ci siano i fiumi, perché forse più che con il mare, nello specifico, è con l'acqua che ho un legame spirituale.
