Mi capita, a volte, di prendere decisioni che so già che pagherò, ma perseguo ugualmente nella scelta dicendomi: "Per ora lo faccio, poi sarà un problema per la me del futuro".
Il guaio è che, a un certo punto, la "me del futuro" diventa la "me del presente" che vorrebbe poter tornare indietro dalla "me del passato" a dirgliene quattro.
Un mese fa, la "me del passato" ha deciso di buttare via gli scatoloni dove conservavamo l'albero di Natale e gli addobbi. Erano due scatole ormai rotte e rattoppate decine di volte, era più lo scotch che il cartone, puzzavano di umidità di tutte le soffitte e tutte le cantine dove le avevamo conservate negli anni; è stato quasi un gesto di pietà.
La "me del passato" non aveva, però, un sostituto già a portata di mano, e fantasticava su infinite nuove risorse materiali e immateriali che sarebbero arrivate nella sua vita entro un mese.
La "me del presente" deve contraddirla.
Ecco, dunque, i pezzi di cadavere impacchettati alla bell'e meglio che i vicini ci hanno visto portare giù in cantina.