07/01/26

L'illusione del braccialetto

Nell'agosto del 2020, mio fratello mi ha regalato uno dei braccialetti portafortuna di cotone intrecciato che vengono venduti in giro da ambulanti di tutte le forme e i colori.
Eravamo seduti a un tavolo all'aperto e bevevamo per festeggiare mia cognata che aveva vinto il concorso all'università e me che avevo avuto la botta di coraggio di prendere in gestione la ludoteca.
E' passato questo ragazzo e mio fratello gli ha comprato tre braccialetti, uno per sé, uno per mia cognata e uno per me. Io l'ho scelto di colore giallo, tradizionalmente il colore dell'oro, esprimendo il desiderio di sicurezza e stabilità economica. La tradizione vuole che il desiderio si esaudisca nel momento in cui il braccialetto si rompe.

Il braccialetto di mia cognata si è rotto (credo) dopo 3 anni, quello di mio fratello pochi mesi dopo, il mio ha resistito ancora a lungo.
Dentro di me di scherzavo su: lo guardavo pensando che evidentemente la stabilità economica non mi sarebbe mai appartenuta in questa vita.

Ieri mattina ero convinta che fossero già stati estratti i biglietti della lotteria.
Io un biglietto lo compro ogni anno, per tradizione, perché mia nonna lo faceva e mi diceva sempre che se non la lasci la porta aperta alla fortuna, quella non ti può arrivare mai.
Ieri ho cercato sui siti, ma ho scoperto l'estrazione sarebbe stata di sera. Ho pensato che mi ero bruciata anche quest'anno, perché il mio rituale scaramantico prevede che dopo averlo comprato il biglietto, io lo nasconda e me ne dimentichi fino a dopo l'estrazione.
Poi stamattina scopro che alcuni biglietti vincenti sono stati venduti a Torino. Me la prendo comoda, con la trepidazione del controllare e lo spettro della delusione - l'ennesima - che mi alitava già sul collo. Mi dico che no, non avrei controllato subito, invece ho controllato e in effetti uno dei premi minori è andato a un biglietto venduto a Torino della stessa serie di quello mio, ma comunque mi impongo di non controllare.

Però, mentre vestendomi mi tolgo la maglia del pigiama, sento che si stacca il famigerato braccialetto di cotone. Lo cerco, non è più al polso. Lo trovo dentro la manica della maglia. Dopo più di 5 anni e mezzo.
"Ok" gli dico guardandolo "adesso stai creando aspettativa".
Lo incollo semplicemente sul mio diario - se la merita l'imperitura memoria - e basta. 

Esco, faccio le mie cose fuori casa, torno, chiacchiero con Matilde, pranzo, lavo i piatti e proprio mentre lavo i piatti, e mi ricordo dunque che il braccialetto non c'è più, e mi dico che forse sarebbe il caso di controllare il biglietto della lotteria.
Prendo il pc, lo accendo, apro il sito, inserisco serie e numero e niente. Il responso è quasi istantaneo. Non ho vinto.

Evidentemente il braccialetto si è rotto non perché il mio desiderio di stabilità economica era stato esaudito, ma perché ci ha perso la speranza pure lui.

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