La mia stampante ha un problema, anzi due:
1) la butterei volentieri giù dal balcone
2) quando deve stampare fronte/retro, al momento del retro si accartoccia sempre il primo foglio mandando a monte tutta la stampa e - conseguentemente - facendomi consumare intere foreste di carta.
Il problema è la carta su cui ha già stampato, perché è tiepidina e leggermente arrotolata. Sì, potrebbe essere un problema di umidità nell'aria che fa in modo che al primo passaggio in stampante vada tutto bene, ma poi il calore la fa leggermente arrotolare, e i sensori la vedono e non la vedono e fanno casino.
Pure la stampante è problematica in questa casa.
Ma deve ancora nascere la stampante che mi mette davvero in crisi. Io sono una donna d'altri tempi, io e mio nonno riempivamo le cartucce originali della sua inkjet con gli inchiostri di quelle compatibili sapientemente estratti e infusi con una siringona degli anni '50. Sniffo polvere di toner per curarmi l'asma, io.
No, non è vero, la cosa del toner non è vera, però che mio nonno refillava le cartucce della sua Lexmark sì (con una siringona che aveva un ago robustissimo e indeformabile, perché non era usa e getta, ma sterilizzabile).
Mi sono ingegnata, quindi, ed ho trovato in due coltelli gli oggetti della lunghezza giusta e del peso giusto per far stare dritto il lembo iniziale della carta e non urtare la suscettibile sensibilità dei sensori.
Schroeder impazziva quando facevo queste cose, mi diceva che ero la McGiver tra le casalinghe di Bagheria.
All'epoca ne andavo fiera. Adesso anche, però, oltre la soddisfazione, c'è un retrogusto di amarezza e nodo in gola.

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