21/01/26

Grazie

Io non lo so se è mai esistito un momento in cui io abbia mai immaginato di scrivere questo post. Credo di no.
Che non saremmo invecchiati insieme, era ovvio. Che non saremmo invecchiati contemporaneamente, no, non me l'aspettavo proprio.

E' morto Schroeder, il mio ex marito.

E' morto di una morte improvvisa e inaspettata, a soli 53 anni, anche se non penso che esista un'età "giusta" per morire. Anche di ultraottantenni ho sentito dire: "Eppure ancora un po' poteva stare", e se si sforavano i 90: "Che peccato, magari ci arrivava a 100".
No, non esiste un'età giusta per morire, né un'età giusta per restare senza padre, eppure alle mie figlie è successo così. Forse nemmeno per restare vedova, che anche se "tecnicamente" io non lo sono, un po' mi ci sento.

Sono stata a Palermo, in questi giorni, con un senso di angoscia e paura per il futuro: paura concreta, perché non posso negare che il mio ex marito ha sempre provveduto a tutti i bisogni delle nostre figlie, ma soprattutto paura di quello che sarà, di quello che sentiremo e penseremo e proveremo, da oggi in poi, nella consapevolezza della sua assenza. Irreversibile.

Poi sono stata tanto arrabbiata senza nemmeno sapere con chi prendermela, e alla fine - immergendomi nelle parole e negli sguardi di chi lo ha conosciuto, frequentato e amato dopo la nostra separazione - ho avuto chiaro quello che sospettavo già da tempo: noi due non eravamo fatti per stare insieme. Probabilmente nei grovigli degli intrecci del disegno dell'Universo, lui ed io dovevamo incontrarci solo per fondere i nostri patrimoni genetici e dare al mondo quei due gioielli delle nostre figlie. Non ero io la donna che poteva permettergli di esprimere appieno il suo amore, così come - probabilmente - non lo era lui per me. 

Credo di avere definitivamente fatto pace con lui e, nonostante tutto quello che è stato, non posso fare altro che ringraziare l'Universo per averlo fatto passare nella mia vita.

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