14/04/16

Commessa adorabile

"Buona sera, un paio di giorni fa ho comprato dei collant, qui da voi, di quel tipo li, sull'espositore. La ragazza che me li ha venduti mi ha parlato di una promozione..."
"Sì, signora. Acquistandone quattro ne riceve un quinto in omaggio"
"Benissimo, allora siccome li ho provati e sono spettacolari, ne prendo quattro, 15 denari, colore naturale, taglia L"
"Ottima scelta signora. E per lei non serve niente?"
"Sto già spendendo 40 euro in collant..."
"Ah, perché sono per lei?! Taglia L?! Ma davvero? Non l'avrei mai detto..."

Ti ringrazio per il complimento, cara commessa di calzedonia. Adesso sì che puoi star certa che, oltre al fatto che i vostri collant sono davvero meravigliosi, non andrò a comprarne mai più da nessun altra parte! :-D

13/04/16

La ripresa, ovvero: relazione 2.0

Ed è quando ti accorgi di essere stata sommersa di coccole e attenzioni inedite, di essere stata avvolta con gesti sinceri e affettuosi, di essere stata ricoperta di parole bellissime che hanno espresso emozioni e sentimenti autentici col solo scopo di non darli per scontati, ecco: è in quel preciso istante che ti rendi conto di quanto sia stato importante e utile darsi una seconda possibilità.

Pur tra mille peripezie e chilometri di distanza, centinaia di malintesi, decine di discussioni e un paio di giorni di stand by, la storia con l'Amico Nerd continua.

12/04/16

L'unica differenza

"Mamma possiamo mangiare un pezzo di cioccolato?"
"No"
"Daaaaaaai, un pezzo piccolo!"
"No. Ragazze ma quando mai si mangiano cose dolci dopo cena? Dovete andare a dormire senza troppi zuccheri in circolo, ché vi fanno agitare"
"Però papà ce lo fa mangiare il cioccolato dopo cena"
"Io ti sembro papà?"
"In effetti no. Tu ce li hai i capelli"

11/04/16

"T'a stari rintra!"

Quella del titolo era una delle esclamazioni preferite di mio nonno all'indirizzo di mia nonna. Letteralmente significa "Devi restare dentro", ossia "Devi rimanere a casa".

Viaggio a Torino - ottobre 2015: su Palermo e provincia si scatena una specie di tornado che divelle coperture e tettoie in lamiera dai terrazzi, spazza via un intero impianto di gazebo dove una nota pizzeria aveva il servizio all'aperto, piovono tonnellate d'acqua che impregnano e fanno crollare i controsoffitti in cartongesso delle scuole, compresa quella di Matilde e Angelica.
Io devo gestire il panico, il caos e le ansie dei genitori tramite il gruppo di whatsapp.

Viaggio a Torino - dicembre 2015: alla seconda tornata di doppi turni, si scatena una specie di sommossa popolare contro la preside. C'è chi minaccia di ritirare i figli dalla scuola. Io devo gestire il panico, il caos e le ansie dei genitori tramite il gruppo di whatsapp.

Viaggio a Torino - aprile 2016: la sera del penultimo giorno dico "Ma tu guarda, stavolta non mi sembra neanche vero che non è successo niente!". All'alba dell'ultimo giorno, due ore prima di andare in aeroporto, ricevo la telefonata della mia dirimpettia "Lucy, ti hanno rubato il motorino dell'acqua!"


E per un massimo di 50 centesimi di rame che ci avranno ricavato, io ho dovuto spendere 185 euro per comprarne uno nuovo.
T'a stari rintra, diceva mio nonno.

08/04/16

Volando verso nord

Non importa quanto sia la differenza di temperatura e di clima; non importa se stai lasciando la ritrovata primavera per reimmergerti nel dimenticato inverno; non importa il poco tempo che potrai trascorrere lì.
Ciò che importa è che tu vada. Fosse anche per 40 ore o poco più.
Vai. E dai l'abbraccio che vuoi ricevere.

07/04/16

06/04/16

Il coraggio che io non ho

"E così parti?"
"Già. Mi hanno fatto questa proposta di gestire un ristorante in Costa Azzurra e... mi capisci? Coi tempi che corrono... Non me la sento di rifiutare. Sarà difficile stare due mesi interi senza la mia famiglia, mi raggiungeranno alla fine della scuola, ma a settembre torneranno qui ed io resterò lì per altri due mesi ancora, ma... può essere l'occasione della mia vita, Lucy. Mi capisci? I miei figli qui non hanno in mano niente. Forse soltanto all'estero possiamo trovare le risorse per andare avanti, e questa proposta che mi hanno fatto mi sembra allo stesso tempo la più grande benedizione e la più grande catastrofe della mia vita. Ma non posso perderla, devo coglierla. Sono terrorizzata, ma non posso permettermi di lasciarmela sfuggire"

Ti capisco benissimo, Veronica, madre di una compagna di scuola di Matilde. Ti capisco e ti invidio.
Ti invidio perché io il coraggio di andarmene e cogliere occasioni "fuori" non ce l'ho.

05/04/16

Lucy è strana

Una mia amica al figlio: "Guarda che si può vivere benissimo senza televisione! C'è tanta gente che lo fa, e vive bene lo stesso, anzi forse pure meglio degli altri!"
Figlio: "Non è possibile, non ci credo. Dimmi il nome di una sola persona che non ha la televisione in casa"
Amica: "Lucy!"
Figlio: "Lucy non vale. Lei è strana"

E' bello sapere di essere portata come buon esempio di vita.
Un po' meno bello scoprire che il tuo modo di vivere viene considerato "strano" persino da un ragazzino di 11 anni.

04/04/16

La donazione di sangue

Una cosa di cui, forse, non ho mai parlato su questo blog, è il mio essere donatrice di sangue.
Ho iniziato a 18 anni esatti e, tranne le sospensioni per le gravidanze, l'anno successivo ai parti, e qualche anno di licenza aggiuntiva dato dalla difficoltà di gestire le bambine neonate e la donazione di sangue, ho donato con costanza.

Nella mia vita ho donato sangue intero, ma anche sole piastrine tramite aferesi (che è un vero e proprio trip mentale che consiglio a tutti di concedersi anche una sola volta nella vita XD).

Tutto questo per raccontare, in realtà, due cose.
La prima è che negli ultimi tempi avevo notato, durante il prelievo, un senso di mancamento dovuto all'abbassarsi della pressione. A febbraio 2015 sono stata lì lì per svenire, ma io non sono mai riuscita a svenire in vita mia. A novembre 2015, ho avvertito l'abbassamento di pressione, ma non ho visto le stelline della volta precedente. Ieri mattina, invece, non ho sentito proprio nulla. Se ci ripenso, prima della donazione di febbraio, la volta precedente risaliva a più di un anno prima, quindi forse dovevo solo riabituarmi.

Seconda cosa. Alla donazione di ieri ho incontrato due miei cugini e, parlandone, ho raccontato loro che ho iniziato a 18 anni precisi. Dentro di me (e per fortuna solo dentro di me) mi son detta "Apperò, sono quasi 10 anni di onorata carriera di donatrice!", poi mi sono ravveduta. Porcapuzzola sono VENTI anni di onorata carriera di donatrice. Se ne avevo 18 quando ho iniziato, sono esattamente DICIANNOVE anni.
E mannaggia come passa il tempo, e a come la vita ce la mette tutta per fartelo notare!

01/04/16

A 220 contro un muro

Ed è quando tua figlia grande torna da scuola dicendo "Sai, mamma, la mia compagna D. ci ha raccontato che ieri era assente perché l'altro ieri le è arrivato il ciclo" e tu chiedi conferma a sua madre, e lei sì, te lo conferma, che ti senti come se ti fossi schiantata contro un muro correndo alla velocità di 220 km/h.

Non è che io non sia pronta.
Non è che non sia pronta Matilde, ché mi ha vista armeggiare da sempre con assorbenti e coppetta, e sa benissimo di che si tratta e come funziona.
È solo che... Cavolo... Il solo pensiero mi mette ansia. Il solo pensiero di potermi ritrovare con una figlia "signorina" da un momento all'altro, mi mette addosso terrore. E sconforto.
Per il tempo che passa.