"Come ti chiami?"
"Tambino"
"Bambino, Ba. Ba. Bambino"
"Tambino"
"Ascolta, Ba. Bbbba. Bambino. Bbbba. Ripetilo, Bbbbbba"
"Bbbbbba"
"Esatto! Bbbbbba. Bambino"
"Bbbbbba. Bbbbbba...tambino"
01/10/18
28/09/18
L'ultimo giorno libero
Oggi è il mio ultimo giorno libero. Da lunedì lavorerò 5 giorni a settimana coi Bambini e il sabato faccio lezione di yoga.
Volevo approfittarne, quindi ho pensato di andare in centro a fare un giro per i negozi in quella modalità rilassata che difficilmente ho avuto da quando ho figli. Volevo comprare una camicia bellissima da indossare alla mia festa di compleanno, non importava il prezzo, doveva essere bellissima.
Ho girato per chilometri e sono entrata in cento negozi e l'unica cosa che ho ottenuto è stato comprare un paio di jeans (utili ma non indispensabili) e farmi impaccare la tessera dell'euroclub da quelli che ti fermano per strada chiedendoti quale sia l'ultimo libro che hai letto.
Me ne torno a casa mesta mesta, pensando che non sono più capace di scegliermi una camicia senza chiedere l'opinione delle mie figlie.
Volevo approfittarne, quindi ho pensato di andare in centro a fare un giro per i negozi in quella modalità rilassata che difficilmente ho avuto da quando ho figli. Volevo comprare una camicia bellissima da indossare alla mia festa di compleanno, non importava il prezzo, doveva essere bellissima.
Ho girato per chilometri e sono entrata in cento negozi e l'unica cosa che ho ottenuto è stato comprare un paio di jeans (utili ma non indispensabili) e farmi impaccare la tessera dell'euroclub da quelli che ti fermano per strada chiedendoti quale sia l'ultimo libro che hai letto.
Me ne torno a casa mesta mesta, pensando che non sono più capace di scegliermi una camicia senza chiedere l'opinione delle mie figlie.
27/09/18
Vecchia gloria
Cammini lungo il marciapiede che costeggia una scuola. Il muro è alto e sovrastato da una rete di metallo. La giornata è fresca ma soleggiata. Senti un gran vociare di ragazzi e capisci che quella è la zona della palestra e del campo, e loro stanno facendo ginnastica. Proprio mentre passi lì accanto per un pelo non ti colpisce una palla che è volata al di qua del muro. Senti voci di disappunto. E' un supertele blu, e pensi che le scuole a Torino sono cento volte più attrezzate di quelle di Bagheria, ma alla fine gli fanno fare ginnastica col supertele degli anni '80.
Ti rimbalza davanti, urta una macchina parcheggiata e tu lo afferri prima che finisca per strada.
Ce l'hai in mano. Guardi il muro e la rete. Ma sì, almeno provaci.
Ti allontani di due passi, lanci la palla in un piccolo auto-passaggio e la colpisci in baker. La lanci più in alto del muro, ma non abbastanza per scavalcare la rete. Le voci dall'altro lato si rianimano.
Non sanno chi sei, ma sanno che ci sei, che ci stai provando. E tifano per te.
Riprendi la palla, fai altri due passi indietro per avere maggiore slancio e riprovi. Ce la fai. La palla oltrepassa il muro e la rete, acclamata da festose urla di gioia.
E te ne vai così, col sorriso sulle labbra, accompagnata dagli ultimi strascichi di ringraziamenti, e ti senti un po' una vecchia gloria della pallavolo, ma in realtà è tutto merito del fatto che hai visto e rivisto mille volte "Mila e Shiro".
26/09/18
Incomprensioni linguistiche
"Buongiorno Lucy, oggi per i pranzo dei Bambini troverai in frigo delle polpette col sugo. Ci sono anche delle costine già cotte, gliele puoi aggiungere, oppure dargliele a parte, fai tu. Grazie e buona giornata"
Questo il consueto messaggio che ricevo alle 7.30 dalla madre dei Bambini con le istruzioni per la giornata. In genere non esprimo mai pareri e opinioni riguardo l'alimentazione dei Bambini. Secondo me mangiano troppa carne, ma va bene, io non sono né la loro mamma né la loro pediatra, ma stamattina mi sono molto sorpresa. Già le polpette, ma pure le costine...! Che poi, in generale, le costine sono un taglio di carne molto grasso e poco salubre pure per gli adulti, figuriamoci per i bambini.
Non chiedo nulla a padre, quando arrivo, perché di solito non sa rispondermi sulle questioni pratiche come queste, e prima di scrivere di nuovo alla madre, per chiedere conferma, apro il frigo.
In questo modo scopro che le "costine", da queste parti, non sono le costolette di maiale o di agnello, come dalle mie. È un tipo di verdura ':-D
Questo il consueto messaggio che ricevo alle 7.30 dalla madre dei Bambini con le istruzioni per la giornata. In genere non esprimo mai pareri e opinioni riguardo l'alimentazione dei Bambini. Secondo me mangiano troppa carne, ma va bene, io non sono né la loro mamma né la loro pediatra, ma stamattina mi sono molto sorpresa. Già le polpette, ma pure le costine...! Che poi, in generale, le costine sono un taglio di carne molto grasso e poco salubre pure per gli adulti, figuriamoci per i bambini.
Non chiedo nulla a padre, quando arrivo, perché di solito non sa rispondermi sulle questioni pratiche come queste, e prima di scrivere di nuovo alla madre, per chiedere conferma, apro il frigo.
In questo modo scopro che le "costine", da queste parti, non sono le costolette di maiale o di agnello, come dalle mie. È un tipo di verdura ':-D
25/09/18
24/09/18
Il mezzo crudele
L'aereo è un mezzo di trasporto crudele.
È troppo veloce e violento il modo con cui ti strappa via dalla città di partenza, e troppo rapido e improvviso il modo in cui ti appoggia a destinazione.
Non ti da il tempo di abituarti, non ti permette di indugiare con lo sguardo sui luoghi che lasci, di notare come muta il paesaggio e come lentamente si trasforma da quello di partenza a quello di arrivo. No, lui ti prende e, correndo, ti lancia lassù, tra le nuvole, e ti tiene così, in sospeso, sulle spine, che non sai mai dove sei che le nuvole son sempre uguali, e il mare è sempre uguale, e se anche si vede la terra, da quell'altezza non distingui niente, paesi, città, monumenti, è tutto lo stesso presepe. Poi ti agguanta, ti dice di reggerti forte e toh, siamo arrivati. Dall'altro capo del mondo, senza capire come, senza potersi gustare la trasformazione.
L'aereo è un mezzo di trasporto crudele, ma io li benedico sempre gli aerei. È solo la mia inguaribile ferita da emigrata che mi fa straparlare.
È troppo veloce e violento il modo con cui ti strappa via dalla città di partenza, e troppo rapido e improvviso il modo in cui ti appoggia a destinazione.
Non ti da il tempo di abituarti, non ti permette di indugiare con lo sguardo sui luoghi che lasci, di notare come muta il paesaggio e come lentamente si trasforma da quello di partenza a quello di arrivo. No, lui ti prende e, correndo, ti lancia lassù, tra le nuvole, e ti tiene così, in sospeso, sulle spine, che non sai mai dove sei che le nuvole son sempre uguali, e il mare è sempre uguale, e se anche si vede la terra, da quell'altezza non distingui niente, paesi, città, monumenti, è tutto lo stesso presepe. Poi ti agguanta, ti dice di reggerti forte e toh, siamo arrivati. Dall'altro capo del mondo, senza capire come, senza potersi gustare la trasformazione.
L'aereo è un mezzo di trasporto crudele, ma io li benedico sempre gli aerei. È solo la mia inguaribile ferita da emigrata che mi fa straparlare.
20/09/18
Il momento peggiore
Il momento peggiore non è quando fai i biglietti, e spendi uno sproposito. Non è quando capisci che dovrai muoverti coi mezzi pubblici e dovrai organizzarti in maggiore anticipo. Non è quando tua figlia grande ti annuncia che in quei giorni avrail test d'ingresso e dovrà recuperarlo a causa dell'assenza. Non è quando la sera prima tua figlia minore ha la febbre. Non è quando cerchi di incastrare le coincidenze tra autobus e pullman navetta, né quando arrivi in aeroporto e l'addetto alla sicurezza ti dice che l'accesso family è riservato alle famiglie di almeno 4 persone. Non è nemmeno quando, per l'ennesima volta esce a campione tua figlia piccola per il controllo antidroga. Non è la fila al gate, non è l'attesa e nemmeno il fastidio per quelli che hanno il posto 25 ed entrano dalla porta anteriore bloccando lo scorrimento dei passeggeri. Men che meno le turbolenze che ogni tanto si affrontano in volo.
Il momento peggiore è quando ti affacci alla porta dell'aereo e scendi la scaletta e ogni elemento fa reagire il tuo corpo, e senti sulla pelle l'aria diversa. L'aria di casa.
E guardi il mare poco distante dalla pista, e le colline un po' più in là, e senti - sai! - che sei a casa. E piangi, per questa terra che ti ha mandato via per il solo piacere di riaccoglierti come un ventre materno ogni volta che torni.
Il momento peggiore è quando ti affacci alla porta dell'aereo e scendi la scaletta e ogni elemento fa reagire il tuo corpo, e senti sulla pelle l'aria diversa. L'aria di casa.
E guardi il mare poco distante dalla pista, e le colline un po' più in là, e senti - sai! - che sei a casa. E piangi, per questa terra che ti ha mandato via per il solo piacere di riaccoglierti come un ventre materno ogni volta che torni.
19/09/18
Da arresto
Le 7.32 sono l'orario migliore per una bella epistassi di Angelica.
Esci di casa alle 7.41, con 6 minuti di ritardo rispetto la tabella di marcia ottimale e collaudata, e con una mano sporca del sangue di tua figlia, ma te ne accorgi solo a metà strada. La pulirai arrivata al lavoro, sempre ammesso che non ti succeda qualcosa per strada e quando arrivano i soccorsi si accorgono che il sangue sulla tua mano non è compatibile con l'incidente e lo analizzano e scoprono che non è tuo ma dall'analisi del DNA notano che è compatibile al 50% e allora capiscono che è di tua figlia e pensano che ti sei macchiata di qualche efferato crimine ai danni di quell'innocente bambina e ti arrestano.
18/09/18
La coincidenza
Mio giovane e atletico ragazzo, che tanto baldanzosamente ti adoperi a farti la corsetta di prima mattina, e ci incrociamo ogni giorno, più o meno allo stesso punto, perché abbiamo evidentemente gli orari sincronizzati, credimi: non ci credo nemmeno per un istante che sia una coincidenza che tu senta la necessità di tergerti il sudore della fronte con il lembo della maglietta e che, quindi, la sollevi per passartela sulla fronte e mostrare i tuoi addominali scolpiti proprio nell'istante in cui passo io, ma sappi che, ogni volta che lo fai, te ne sono sempre immensamente grata.
17/09/18
Cose che non vorresti mai vedere #45
Bambina che, indicando la figura di un serpente nel libro degli animali, lo nomina "Serpente" però abbassando la voce in un sussurro roco, che sembra quasi Harry Potter che parla in serpentese.
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