11/10/13

Sei e trentacinque

Non è l'ora in cui mi sono svegliata stamattina, ma sono gli anni che compiamo, oggi, questo blog ed io.

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Sei anni, ragazzi! E' un'età ragguardevole per un luogo virtuale, specialmente per un luogo dove si parla dei fatti miei.
I fatti di una trentacinquenne che se li sente tutti addosso, porca paletta, e in certe occasioni se ne sente persino il doppio! :-O

Va beh. Il post autocelebrativo era d'obbligo. Auguri a noi. Torneranno i tempi in cui, in occasioni come queste, festeggiavamo alla grande.

10/10/13

Blogpal: vi presento Dada Crea!

Come raccontavo a fine settembre, mi sono iscritta a un'iniziativa di scambio e condivisione tra blogger.
L'iniziativa era questa.

La mia abbianata è la bravissima Dajana, del blog Dada Crea!

Dajana è una creativa multiforme, le sue creazioni spaziano dal cucito, al ricamo, alle decorazioni, alla cucina artistica.

Ecco una breve panoramica di ciò che, tra le sue creazioni, mi ha colpito maggiormente. Mi sono mantenuta solo sui tempi recenti, degli ultimi mesi, ma vi suggerisco di andarvi a spulciare per bene il suo blog, perché è davvero pieno di meraviglie! :-D
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Questo fiocco nascita, ad esempio, è bellissimo!
A forma di maglietta, con tanto di colletto! Un'idea da prendere in prestito senz'altro!
Il post originale lo trovate QUI

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Questo tableau appartiene a tutto un lavoro di preparazione delle decorazioni per un matrimonio, e l'ho trovato simpaticissimo.
Nel POST DETTAGLIATO trovate tutto il resto, dai libretti per la messa, ai regalini per intrattenere i bambini. Un sacco di idee meravigliose!

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Altra idea magnifica è questa!


Un modo graziosissimo per riutilizzare le scarpine dei bambini piccoli che passano di taglia prima ancora che riescano a rovinarle! QUI il post originale col tutorial passo passo.

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Non conoscevo Dajana prima di questa iniziativa e devo ammettere di essere contenta di aver partecipato, perché mi ha permesso di scoprire il suo blog che è, ripeto, davvero un pozzo di idee! :-D

09/10/13

08/10/13

Abilità da tre-enni

"Mamma, guarda!"
"Oh, ma che brava, Angelica! Hai poggiato il cucchiaio sul bicchiere!"
"Sì, sì! Io lo so fare, perché ho tre anni!"
"Ah, capisco... quindi è una cosa che si fa solo a tre anni?"
"Sì sì! Poi quando tu muori, e nasci di nuovo e poi fai tre anni, lo sai fare anche tu!"

Aspetterò con impazienza.

07/10/13

Il mio sorriso di oggi

Leggere una notizia non allarmante, ma preoccupante.
Mandare un sms e ricevere in risposta una telefonata.

Parlare, sdrammatizzare, chiacchiarare per 7 minuti.

Solo 7 minuti.
Eppure, sono sufficienti per stamparmi un sorriso addosso.

05/10/13

...e ora si fa sul serio.

Mi accingo a curare la seconda revisione del testo del NUOVO.
Rispetto alla prima stesura, ne ho già ampiamente stravolto e modificato il finale, eliminando circa 40 pagine (i cui argomenti saranno trattati meglio e più ampiamente nel terzo libro che ho deciso di chiamare amichevolmente "ilterzo", tutto attaccato e minuscolo). Ora lo rileggo tutto da capo per amalgamarlo meglio.

In formato A5, già impaginato, ma senza frontespizi, dediche, pagine vuote di separazione, ringraziamenti ecc, il NUOVO è a 446 pagine. Immagino che "da libro" saranno quasi 460. Quasi il doppio rispetto al primo volume.
Mi chiedo: il terzo e ultimo libro dovrà arrivare a 700 pagine, o mi mantengo su queste quantità? ;-)

A parte gli scherzi... ho capito una cosa: io voglio davvero scrivere. Più lo faccio e più mi rendo conto che è l'unica mia attività che mi fa stare sempre bene, che mi fa sentire sempre viva e vivente.
Rileggendo ciò che ho scritto sei mesi fa, sarei voluta tornare indietro nel tempo ad abbracciarmi. E non mi capita quasi mai di pensare questo di me.

04/10/13

Il ladro di colori

"Oggi un bambino si è preso i miei colori"
"Ma chi? Un tuo compagno?"
"Sì. Io stavo colorando e lui è arrivato e si è preso i miei colori"
"Ma tu guarda che dispettoso. E tu che hai fatto? Lo hai detto alla maestra?"
"No. L'ho inseguito fino al suo posto e me li sono ripresi"

Sono sempre più convinta che sarebbe indispensabile tenere delle webcam sempre accese in ogni aula di scuola materna. Poi succedono certe scenette come queste, e i genitori se le perdono!

03/10/13

Meglio del nagivatore

Mi dicono spesso che sono brava a dare le indicazioni stradali. Credo che sia la verità.
Solitamente le mie indicazioni stradali sono complete di dettagli e punti di riferimento che la maggiorparte della gente tralascerebbe. Invece, siccome io per prima ho bisogno, spesso, di punti di riferimento per memorizzare le strade e i percorsi, sono molto generosa nel darli agli altri.

E' vera anche un'altra cosa. La mia cittadina, per quanto grande, popolosa e ampia, continua a mantenere una mentalità "da paese". Le strade non hanno quasi mai i nomi. I numeri civici sono solo abbellimenti dei prospetti dei palazzi. Le indicazioni stradali si danno con il nome "conosciuto" della strada, non con quello ufficiale, e le vie sono quasi sempre "la strada di X", dove X è il bar, il negozio, la scuola, l'ufficio pubblico, il monumento, il supermercato noto che si trova in quella strada. Per cui, se un forestiero arriva e chiede dove si trova, ad esempio, Via Roma, in genere lo guardano come se fosse pazzo. Chissà se in questa cittadina esiste davvero una Via Roma (*).

Una mia amica, quindi, che viene dall'altro capo del mondo (leggasi, dal lato opposto di Palermo rispetto alla mia cittadina), dovendo fare una commissione dalle mie parti, prende carta e penna, mi telefona e scrive diligentemente tutte le indicazioni che le do, perché io sono meglio del navigatore.



(*): Esiste. E' la strada di uno dei 3 cinema. ;)

02/10/13

Una alla volta

Poco a poco, giorno per giorno...
...una stanza alla volta...
...riuscirò a venirne a capo di questo borde££o, che è casa mia...

01/10/13

L'amicizia è...

...avere una tartaruga. (Coi capelli viola)


Non posso pensare alla faccia della maestra, quando ha scritto la didascalia! :-D

30/09/13

I 6 gradi di separazione, nell'era delle telecomunicazioni

Quando, su un noto software di messaggeria per smartphone, ti arriva lo stesso identico messaggio-catena da parte di due persone lontane tra loro nella geografia, nella pertinenza e nell'età, ti chiedi se i famosi "6 gradi di separazione" di conoscenze comuni tra due individui qualsiasi del nostro pianeta non debbano essere ridimensionati.

27/09/13

Perché Matilde non farà il catechismo

Motivazioni di ordine pratico:
Il catechismo è un impegno. Un impegno che occupa sicuramente un pomeriggio a settimana, più la messa dedicata ai bambini.
- Un pomeriggio che potrebbe andare a inserirsi (o peggio, sovrapporsi) ai pomeriggi già impegnati dalla danza. Un altro pomeriggio in cui fare l'impossibile per far fare i compiti di scuola in fretta, senza distrazioni né perdite di tempo. Uscire di casa per accompagnarla, poi uscire di nuovo per riprenderla. Un altro pomeriggio di stress.
- C'è la cattiva usanza, da parte delle catechiste (che probabilmente da grandi volevano fare le maestre ma non avevano abbastanza raccomandazioni in curia) di lasciare ai bambini i *compiti del catechismo*, che possono variare dal semplice (e in fin dei conti comprensibile) imparare a memoria le preghiere, i comandamenti ecc, fino al rispondere alle domande formulate sull'argomento della settimana, riempire intere pagine di quaderno di "pensierini" sull'argomento della settimana, e via via sulla scala della complessità, fino a scrivere veri e propri componimenti sull'argomento prescelto. Per sentito dire, nelle due parrocchie più vicine a casa nostra c'è la tendenza all'esagerazione, dunque conosco genitori che purtroppo devono far tardi la sera per far fare ai loro figli i compiti di catechismo.
- Io non ho nessuna intenzione di sorbirmi la messa tutte le settimane, né posso pensare di mandarvi Matilde da sola.

Motivazioni di ordine ideologico:
- Io mi sono affrancata dalla cultura e dalla dottrina cristiana, a fatica e dopo più di 30 anni durante i quali non ho fatto altro che sforzarmi di seguirla e sentirmi in colpa per non riuscirci, per non condividerne la maggior parte dei dettami, delle regole, dei dogmi. Nonché la tremenda sensazione di sentire le porte dell'inferno che si aprivano sotto i miei piedi ogni volta che, mentre un qualsiasi sacerdote parlava,  io pensavo "Ma sta scherzando? Ma questo ci crede veramente in quello che dice? Ma come fa a non rendersi conto di quanto sono cose ridicole?". Già a 10-11 anni.
- Noi non abbiamo mai vissuto una quotidianità di religiosi e praticanti. Non diciamo le preghiere prima di mangiare, né prima di andare a letto. Non frequentiamo la chiesa, se non ai matrimoni e ai funerali e mi sembrerebbe di mostrarmi incoerente agli occhi di mia figlia se, improvvisamente, costringessi lei a modificare la sua quotidianità solo perché *è tradizione* che in terza elementare si faccia il catechismo.
- Nonostante questo, io ho profondo rispetto per la religione cristiana, come quella islamica, induista, buddista, pastafariana ecc. Mi sembrerebbe di mancare di rispetto a chi in quel sacramento chi crede davvero, se lo facessi affrontare a mia figlia solo perché *così si usa*. Sarebbe una messinscena, i confetti, la festa, il vestito elegante e la mangiata al ristorante e basta. No, non me la sento di essere così ipocrita agli occhi di mia figlia. Voglio che anche lei cresca rispettando tutte le diversità di culto. E chi si permetterà di giudicarci, o farle la battutina lo aspetto al varco.

Motivazioni varie:
- Il catechismo non è obbligatorio. La scuola è obbligatoria e pure se costretta e maleparata, ci deve andare per forza. La danza non è obbligatoria, ma è una cosa che le piace e la appassiona, quindi pur essendo un impegno notevole, sia economico che pratico (tre pomeriggi a settimana, sbrigati a finire i compiti che è tardi, sbrigati a cambiarti ecc) lei  lo fa con assoluto piacere, per cui lo affrontiamo. Il catechismo non è né obbligatorio, né le farebbe piacere (già interrogata sull'argomento ha detto lei stessa di non sentirsi particolarmente interessata ad approfondire la conoscenza della religione cattolica: già la fa a scuola e tanto le basta).
- A scuola tutti i bambini sono uguali. Devono essere uguali. Tutti con indosso lo stesso grembiule. Tutti che fanno italiano quando è l'ora di italiano, tutti che fanno religione quando c'è religione ecc. Non farle fare la religione a scuola sarebbe discriminante. Ma a casa propria, fuori dall'orario scolastico, ognuno fa quel che vuole.

Amen.

26/09/13

Una legge, l'altra scrive

A tre anni e un mese, Matilde imparò a leggere.
Angelica, no. Riconosce quasi tutte le lettere in stampatello maiuscolo ma non riesce ad accoppiarle in sillabe e in suoni.
Però sa scrivere.
("Mamma, ho scritto il nome di mia sorella!")

Sotto sapiente dettatura, sa scrivere quasi tutte le lettere in stampatello maiuscolo. Peraltro con una precisione che sua sorella nemmeno a 4 anni suonati aveva.

Sono una coppia perfetta.

25/09/13

Ci mancava il gremlin

Di solito mi basta guardare in faccia Matilde, ascoltare il ritmo del suo respiro e notare la frequenza con cui sbatte le palpebre per capire che sta per mettersi a piangere.
"Che succede?" le chiedo.
"C'è un animale strano sul balcone"
"Un animale strano? Un uccello?"
"No"
"Un insetto?"
"No. Non è un insetto"
Nel frattempo raggiungo insieme a lei il balcone della sua camera e noto che è stato chiuso e blindato, persiane sbarrate, vetri sigillati. Probabilmente, se avesse saputo dove si trova, ci avrebbe fatto pure un giro di silicone tutto torno torno all'apertura.
Apro.
"E' un animale così strano che ti ha spaventata?"
"Sì. Anche perché l'ho cercato sul "Grande libro degli animali" ma non l'ho trovato"
Non sapendo cosa aspettarmi, apro le persiane con cautela.
"Mi dici dov'è?"
"Lì, appeso alla ringhiera"
"Appeso? Forse era un ragno?"
"No, non era un ragno, e stava appeso un po' alla ringhiera e un po' al pavimento".
Esco, mi giro e rigiro ma non vedo nulla.
"Qui non c'è niente. Ma che colore era?"
"Tipo giallo"
"Ma dove si trovava?"
Lei non vuole nemmeno uscire in balcone, ma la convinco a indicarmi il punto preciso dove si trovava. Esattamente davanti alla porta.
"Boh? Qualunque cosa fosse ormai non c'è più"
Poi mi affaccio verso la strada e vedo questo:

Un geco con la coda mozzata ("Ecco perché non c'era nel libro degli animali! Perché io lo cercavo senza la coda!") che a quanto pare stava sospeso tra la ringhiera e il pavimento del balcone, sgranando i suoi occhioni e suscitando un climax di stupore, curiosità, spavento e ribrezzo in Matilde.

Mentre se ne stava lì a farsi fotografare, sospeso nel vuoto, reggendo solo con un dito a ventosa, mi ha fatto molto l'impressione un gremlin. Probabilmente anche a Matilde.

24/09/13

La salvatrice di ragni

I ragni ed io abbiamo sempre avuto un rapporto controverso.
Abbiamo sempre nutrito terrore reciproco. Abbiamo sempre cercato di fuggire, l'una davanti all'altro, ma la mia mole fisica superiore, aggiunta alla mia possibilità di chiedere aiuto a qualcun altro con una mole fisica pari alla mia, ha sempre fatto sì che ogni qualvolta ci siamo incontrati, un ragno ed io, lui è morto.

Fino a qualche tempo fa.
Da un paio di anni a questa parte, il mio modo di vedere i ragni si è modificato. Qualcuno dice che è la mia dieta vegetariana che mi aiuta nell'essere meno violenta verso gli altri, ragni compresi. Può darsi. Sta di fatto che negli ultimi anni, a casa mia non sono più morti ragni. Ho imparato a conviverci e, nella peggiore delle ipotesi, a catturarli per poi liberarli in terrazza.
Sorprendente, no?

Orbene.Qualche giorno fa, aprendo lo sportello del frigo, mi sono vista scendere davanti agli occhi un ragno nero, di quelli salterini. Probabilmente stava sopra il frigo, proprio sull'orlo dello sportello, e quando io ho aperto è caduto. Ho fatto un salto indietro, poi gli ho soffiato per farlo cadere sul pavimento e lui si è rifugiato nello spiraglio tra il frigo e il mobile.

Stamattina, invece, aprendo di nuovo il frigo, l'ho trovato zampe all'aria proprio accanto al contenitore del disperser dell'acqua. Roba che meno male che c'era il coperchio chiuso, altrimenti ci si sarebbe tuffato ed io non lo avrei mai saputo.
Ero dispiaciuta, in fin dei conti. Per me era evidente che doveva essere sceso un'altra volta dallo sportello mentre era aperto, ma senza che io (o chi aveva aperto il frigo) me ne accorgessi. Magari ieri sera.
Povero ragno: morto assiderato dopo una notte intera trascorsa dentro un frigorifero puntato a 4°.

Ho soffiato per farlo cadere a terra ed ho notato che una zampetta aveva avuto un sussulto. Mentre era ancora a terra, gli ho soffiato di nuovo, spingendolo verso la porta del terrazzo, e lui si è mosso. Prendo la paletta e lo vedo che si agita, sgambetta, riesce a rivoltarsi e comincia anche a camminare. Gli accosto la paletta e lui, cammina cammina, ci sale sopra. Io apro la porta della terrazza e lo deposito lì. In tempo 5 minuti, già correva saltellando verso il vaso con la menta e il basilico.

Gli ho salvato la vita.
E' un pensiero che mi farà una certa strana sensazione per tutto il giorno.

23/09/13

Si è rotto il Mac di mio marito

Nonostante tutto, io non c'entro niente, sia chiaro! E' caduto a terra perché *lui* lo aveva lasciato in equilibrio traballante sul bordo del divano.
Però...

Ecco, so che per lui è una tragedia, ma io non riesco a fare a meno di pensare a questa striscia. :-D



E se devo dire come mi sento io, rispetto a questa cosa... beh... mentirei se dicessi che non mi sento così:


(Le due strisce in questione sono rispettivamente del 1969 e del 1974. Nella prima, Lucy va a lanciare il pianoforte di Schroeder sull'albero mangia-aquiloni di Charlie Brown, nella seconda lo butta veramente in un tombino. Entrambe le volte, ovviamente, Schroeder se ne compra uno nuovo e ritorna al suo isolamento musicale, lasciando così che Lucy, sconfitta, riprenda ad accontentarsi del loro rapporto unidirezionale.)

22/09/13

BlogPal + Swap

Non sono parolacce in qualche strana lingua morta, è un'iniziativa tra blogger!

Blogpal + Swap

A me l'idea piace parecchio, ci voleva una scossa in questo blog. Vedremo dove mi porterà! :-D

21/09/13

My name is Apri...

Non è che non ci riesca a dormire la notte, ma quando sono per strada mi imbatto spesso in queste situazioni e allora ci rifletto per qualche minuto.
Se tu mi suoni al citofono ed io ti chiedo: "Chi è?", tu perché invece di dirmi chi sei mi rispondi con: "Apri"?

D'altro canto, se mi citofoni significa che vuoi entrare, e per farti entrare è ovvio che devo aprire la porta. Ma abbi almeno la gentilezza di dirmi chi sei, se io te lo chiedo, anche se sai che riconoscerò la tua voce.
Io ti chiedo: "Chi è?", non ti chiedo: "Cosa vuoi che faccia?".

Oh.

20/09/13

Broccolì, broccolà...

Il mio orto invernale sarà a prevalenza di broccoli. Volevo comprarne 3 piantine, massimo 4, ma le vendevano solo in confezioni da 12, per cui ne ho piantati, alla fine, 9 e altri 3 li ho dati in adozione ad un'amica col giardino.
Se mi danno la stessa soddisfazione dei cavoli verza dell'anno scorso (che, per intenderci, continuano a vegetare e sono già arrivati a farmi 3 cavoli ciascuno perché io non ho estirpato le piante dopo la raccolta e quelle hanno continuato a germogliare e produrre), sarò più che soddisfatta: pure che mi fanno un broccolo delle dimensioni di un pugno, mi ci faccio una minestra e raccogliendoli a rotazione probabilmente riuscirò a mangiare broccoli per tutto l'inverno senza doverne mai comprare! :-D



(Per specificare il tipo di ortaggio, ciò che ho piantato io è questo:
Dove vivo io si chiama "broccolo", ma in realtà credo che nel resto del mondo si chiavi "cavolfiore")

19/09/13

Un sogno che diventa realtà


Se riusciamo davvero a seguire questa pianificazione gastronomica, metto definitivamente la parola "fine" al mio più grande problema di tutti i tempi, specialmente degli ultimi 9 nei quali mi sono sposata: CHE COSA PREPARO PER LA CENA?

(Menu spudoratamente copiato e riadattato da una mensa scolastica della provincia di Venezia, suddividendo l'intero pasto giornaliero in primo-a-pranzo e secondo-a-cena :-D )