04/08/26

Non si dovrebbe

Non si dovrebbe lasciare da sola una donna che sta vivendo i postumi di una tragedia e contemporaneamente deve cercare di venire a capo della burocrazia vogoniana che c'è intorno ad una relitta eredità di una innocente minorenne, soprattutto se ci sono 38° all'ombra, se tali pratiche devono essere sbrigate in fatiscenti uffici gestiti come un ibrido tra il futuristico pagoPa e l'antediluviana necessità di un timbro inchiostrato. E specialmente se il luogo dove devono essere svolte alcune di queste pratiche è il luogo di lavoro del de cuius. 
Perché la donna desidera e teme di incontrare facce note, vecchi colleghi o che i cancellieri e gli amministrativi risalgano alla sua identità e si profondano - ancora - in elogi funebri e sguardi silenti.

Non si dovrebbe lasciare da sola una donna con quel vissuto in quel luogo.
Perché finisce che scoppia a piangere mentre aspetta l'ascensore e gli astanti chissà cosa si immaginano.

03/08/26

Il turno al CAF

"Chi è l'ultimo?"
"La signora"
"Ma veramente voi eravate qui, ma il signore è arrivato dopo di me"
"Sì, ma siamo insieme"
"Quindi poi ci siete voi?"
"Sì"
"Ma dopo di loro ci sono io, e poi quel signore è arrivato dopo di me"
""Signora siamo tutti e tre insieme"
"Ma lui è arrivato dopo"
"Ma io ero andato a parcheggiare!"

E questa è solo una delle più genuinamente esilaranti scenette tragicomiche a cui sto assistendo in questi giorni di ritorno al disbrigo pratiche burocratiche a Palermo e provincia.

02/08/26

Nozze d'oro

Cara mamma, caro papà, auguri.
Cinquant’anni sono davvero tanti, se ci pensate, e possiamo dire che se cinquant’anni fa aveste fatto una scelta diversa, nessuno di noi sarebbe seduto a questa tavola, adesso, e più della metà dei presenti – chi fisicamente e chi virtualmente – non esisterebbe nemmeno. Quindi: cara mamma, caro papà, grazie.
Ognuno di noi potrebbe, senz’altro, raccontare il proprio punto di vista su questa storia lunga – almeno – cinquant’anni, ma penso di poter affermare in termini universali che la vostra è una ship epica, che slaya di brutto, aura 5000, ultra iconic e altre cose incomprensibili che, però, dovrebbero farvi intuire facilmente la grande stima che abbiamo di voi come individui e come coppia.
Grande stima perché ci avete insegnato tanto, ma non a parole: con l’esempio.
L’esempio che ci avete dato in questi cinquant’anni è che la vita fa quello che vuole lei, non quello che vogliamo noi, e quasi mai si rivela per come la sogniamo e immaginiamo, ma ci mette davanti a sfide sempre nuove, ostacoli sempre diversi e di diverso grado di difficoltà. Ne avete trovati parecchi lungo il vostro cammino di questi cinquant’anni. Però l’esempio dolcissimo che ci avete dato è stato quello di affrontare tutto insieme. Magari non sempre affiancati. Magari non sempre tenendo lo stesso passo. Ma sempre, SEMPRE, vi siete poi raggiunti e ripresi per mano per proseguire la strada insieme.
Vi amate e sopportate da almeno cinquant’anni e avete seminato e coltivato una famiglia allargata, colorata, chiassosa e unita. Avete sbloccato un achievement unico e raro. E se non sapete cos’è un achievement, potete vederlo proprio adesso, qui, intorno a voi.
In conclusione, i primi cinquant’anni sono andati, ve ne restano altri cinquanta per platinare del tutto questa ship meravigliosa dalla quale – tutti noi – non abbiamo altro che da imparare.
Dunque, cara mamma, caro papà, auguri e grazie da parte di tutti noi.
GG, well played! Standing ovation! Chapeau! Applausi!