15/04/26

L'albero di Giuda

Sta fiorendo in queste settimane, cospargendo petali viola sulle strade e sulle macchine.
Lo trovo bellissimo.


 

14/04/26

Capelli per le spalle

Voglio lasciar crescere i miei capelli. Forse voglio anche riprendere a tingerli, dopo più di sette anni.
Li porto portati corti e naturalissimi, forse perché avevo bisogno di manifestare e marcare la mia identità.
Ora ho bisogno di calma, di morbidezza, di dolcezza. Voglio carezze e voglio capelli lunghi che accarezzino il mio collo e le mie spalle.
Le mie spalle portano tanto peso. Lo hanno sempre fatto, ma oggi più che mai. Hanno bisogno di qualcosa che le copra, le accarezzi, le faccia sentire coccolate.
Lascerò crescere i miei capelli. Tinti o no.

13/04/26

Sogno un mondo social

Sogno un mondo social dove non vedo in continuazione immagini create con l'AI.
Ovviamente, date le facilmente immaginabili mie profilazioni, la maggiorparte sono immagini di donne senza pelle, con i fasci muscolari in evidenza, che eseguono posizioni complesse dello yoga. Le odio.
Anche perché, messi così, non si capisce nemmeno come usarli quei muscoli, quali di allungano e quali si contraggono, cosa succede. Servono solo a dare un tono scientifico a ciò che non solo non lo è, ma che talvolta è pure sbagliato.

12/04/26

Essere gli ultimi

Sono una donna che è stata cresciuta con il mito delle prime volte. Il primo bacio, il primo fidanzato, il primo amore, la prima volta ecc.
Confesso di esserne stata ossessionata e di essermi volontariamente limitata nei miei comportamenti solo per paura di infangare il mio portfolio di "primi" con qualcosa che poi avrebbe dimostrato di essere stata la scelta sbagliata.

Oggi la penso in modo totalmente opposto. Chissenefrega cosa c'è stato prima, o chi è stato il primo. Ciò che veramente conta, perché è quello che resta, è l'ultimo.

Questo è ciò che ho detto oggi pomeriggio al Capitano: non mi importa delle donne che ci sono state prima, nella sua vita io voglio essere l'ultima.

10/04/26

La psicomotricista di M.

Io sono una maestra col cuore di panna. I bambini e le bambine che praticano yoga con me non lo immaginano, ma... quante volte mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi! Capita più spesso di quanto si possa immaginare; a volte per ragioni facilmente intuibili, a volte perché sollecitano involontariamente qualche mio punto delicato.
Oggi è stato il turno di M. un bambino di quinta, di quelli che hanno relazioni complicate coi compagni probabilmente per differenze di contesti socio-culturali e geografici di provenienza. Ha due occhioni scurissimi che emanano dolcezza e bisogno di essere accettato e compreso. 
Alla fine della meditazione, oggi, ha alzato la mano per chiedere di condividere una cosa. Mi ha detto che da quando ho insegnato loro a ripetere mentalmente il mantra durante la meditazione, lui la trova più facile. "Non mi viene da aprire gli occhi così spesso come facevo prima".
Che ne sa, M., di quanto in questi giorni io abbia bisogno di continuare a credere in quello che faccio? Eppure ha fatto questa condivisione che per me è stata balsamo su un cuore screpolato. 
E non è finita, ha anche aggiunto che lui fa la meditazione ogni volta che si sente agitato e che l'ha insegnata anche alla sua psicomotricista, la quale mi manda a dire che mi ringrazia e che mi vuole bene anche se non mi conosce.
Anche io le voglio bene, anche se non la conosco. 
Così come voglio bene a M., ma gli voglio bene non di un bene normale, un bene proprio di quelli infiniti... Infiniti come l'amore che ci circonda e di cui siamo fatti, anche se non ce ne ricordiamo. 
D'altronde, questo dice il mantra: Baba nam kevalam, tutto è infinito Amore.

Faccio il lavoro più bello del mondo; a volte non me ne rendo conto, e arriva un bambino di 10 anni a ricordarmelo.

09/04/26

I lampadari

Abito in questa casa da quasi due anni eppure non ho ancora messo i lampadari.

Chissà perché.

07/04/26

L'altro lato della Luna

La settimana scorsa è partito dalla Terra un razzo con dentro quattro astronauti; farà un Gino intorno alla luna e tornerà a terra.

Ieri è stata fatta la fotografia alla faccia nascosta della Luna, quella dalla terra non vediamo mai.

Quella dove si trova Lilith.

Mi ha fatto effetto vedere l'immagine. Ho pensato a me, venticinque anni fa, che inventavo e scrivevo di quel mondo nella certezza che mai nessuno avrebbe potuto dimostrare che non esistesse.
Mi ha fatto effetto.

02/04/26

Bisogno di silenzio

Da un mese e mezzo circa questo blog è chiuso. Eppure continuo a scriverci quasi quotidianamente, e sarà anche vero che ci scrivo cose che forse dovrei tenere solo per me, ma allo stesso modo ci sono post che potrei rendere tranquillamente pubblici.

Forse lo riaprirò. Forse no.

01/04/26

Chi osa farlo

Oggi pomeriggio Matilde avrà un esame. Un esame impegnativo che avrebbe dovuto dare a fine gennaio, appena tornate da Palermo dopo il fattaccio, e non se l'era sentita.
Questo esame l'ha messa a dura prova, non tanto per la materia in sé quanto per quello che ha rappresentato simbolicamente. In queste settimane l'ho vista disperarsi e paralizzarsi nella paura di non riuscire a venirne fuori. Da niente, mica solo dall'esame.

Ieri sera, dopo cena, stavo per chiederle quali fossero i suoi piani d'azione per oggi, ma ormai è diventata campionessa dell'elusione, e se l'è svignata senza rispondermi.
Stamattina aveva il suo tipico sguardo stralunato da "chi me lo sta facendo fare", allora le ho chiesto se volesse un mio portafortuna. Lo aveva voluto anche alla maturità.
Quindi le ho dato un mio braccialetto con incisa la citazione dalla "Gabbianella" di Sepulveda: "Vola solo chi osa farlo".
Spero solo che l'esame lo superi e si sblocchi.

addendum delle 17: ha preso 26!