31/03/26

Crisi

Sono in crisi.
Non riesco più a meditare.
Sono quasi 3 settimane intere che non pratico più, e la cosa preoccupante è che non ne sento la mancanza.
Mi manca proprio la voglia, ma non è un problema di sonno, perché continuo comunque a svegliarmi alle 5, solo che invece di sedermi per la meditazione, faccio colazione con ancora maggiore lentezza del solito.

Sono in crisi. Spero che passi in fretta.

30/03/26

In Sicilia col Capitano

Quando lo avevamo deciso c'erano tutti altri presupposti e contesti.

Due mesi prima della partenza eravamo pronti ad annullare tutto. Un mese prima sembrava che forse potevamo farlo. Lo abbiamo fatto.

Ho portato il Capitano a Palermo, nei miei luoghi, nella mia quotidianità quando sto in famiglia. Credo che più intimi di così non potremo mai essere.
E' stato bellissimo, è stato diverso, è stato facilissimo, naturale, spontaneo. E' stata una di quelle cose per cui mi chiedo se sarà mai possibile farlo davvero, ma poi - mentre le faccio - mi chiedo come fosse stato possibile non averlo mai fatto prima. 

Non solo è un ottimo compagno di vita, il Capitano è anche un eccellente compagno di viaggio.

24/03/26

L'ego dell'insegnante

Un'allieva mi ha ringraziato con un inaspettato abbraccio alla fine della lezione. Non avrebbe mai immaginato di riuscire a sollevarsi sulla forza di una sola gamba. 
Le avrei voluto ricordare che un paio di mesi fa era anche riuscita per la prima volta ad afferrarsi il piede dietro la schiena, e nemmeno quello avrebbe mai immaginato di poter fare. Avrei anche voluto sottolinearle che sono soltanto 6 mesi che pratica con me, e una volta la settimana.

Pensa cosa riusciresti a fare se raddoppiassi le lezioni, pensa tra un anno... Faresti come minimo la spaccata, anche se nemmeno io la so fare.

Ma non gliel'ho detto. Avrebbe parlato il mio ego.

Il senso del mio lavoro è il servizio vero gli altri. Riconoscere la divinità in loro e mettermi al suo servizio.
Altrimenti è solo vanità.

21/03/26

Ah, non era Lazzaro?

"Ieri mi ha telefonato la nonna T e mi ha raccontato della messa che ha visto in tv"
"Interessante..."
"Sì, a quanto pare la messa parlava del miracolo dello zoppo, Lazzaro..."
"No, Matilde, il miracolo dello zoppo non riguarda Lazzaro... Lazzaro era morto..."
"Ah. Ma allora la frase "Alzati e cammina"? Non era per Lazzaro?"
"Sì, era per Lazzaro, ma non perché fosse zoppo... era morto"
"Ah... Allora chissà di chi parlava..."

Mi pento sempre di più di non averle mandate al catechismo.

20/03/26

Un pomeriggio libero

Per una stranissima congiuntura astrale, oggi pomeriggio sono stata libera e felice.
Libera di riesumare il pianoforte elettronico e felice di riprovare a suonarlo.

19/03/26

Un giorno difficile

Oggi, per le mie figlie, lo è.
Anche se dicono di no. Anche se fingono di no.
La strada è tutta in salita, ed è appena iniziata.

18/03/26

Le lacrime della maestra

Mi è capitato che i bambini piangessero. A volte anche a causa mia, per un mio errore di valutazione o di approccio.

Mi è capitato che le mamme piangessero. Quasi sempre di commozione ad una lettura o a un gesto inaspettatamente tenero dei figli.

Ma le maestre no, non mi era ancora capitato.
A fine lezione mi si avvicina ancora con la voce rotta. "Quando hanno iniziato a cantare insieme a te è stata un'emozione fortissima".
Le ho carezzato la spalla: "La prima volta che succede è sempre emozionante", le ho risposto 

17/03/26

Due mesi

Due mesi che te ne sei andato per sempre. Il dolore è ancora tutto qui ed io devo ancora capirne il senso, il significato, lo scopo.
E soprattutto devo ancora capire come affrontarlo.
Stronzo.

16/03/26

Le mattine libere

Le mie mattine libere assomigliano a un condensato frenetico di lavori da svolgere in casa.
Dev'esserci qualcosa che non funziona bene nel meccanismo.

15/03/26

Tu mi fai vivere

C'è stato un momento molto intimo e intenso oggi, in cui ho guardato il Capitano negli occhi ed ho pensato: questo è il mio uomo.
Mai di nessuno avevo pensato una cosa simile. E mi sono appoggiata al suo petto ed ho sentito forte il mio cuore che batteva. Il mio, non il suo, come più spesso mi capita.
"E' mio il cuore che batte forte adesso" gli ho detto, "Grazie, perché tu mi fai vivere".

E in realtà ho ringraziato l'Universo.

14/03/26

Cose da non dire a un'insegnante di yoga #18

 "Ma sì dai, organizza un corso di yoga qui! Vedrai che veniamo tutti! Non importa se ti sembra che la struttura non sia consona, tu quando arrivi ti accendi due candele e fai l'atmosfera"

Prima gli ho chiesto se lui avesse mai fatto una lezione di yoga - di yoga vero intendo, non quello che immagini che sia lo yoga perché lo hai visto menzionato in qualche film - e poi gli ho risposto che forse aveva confuso lo yoga con le sedute spiritiche.

13/03/26

Ti ho sentita

Quando arrivo al centro yoga dove tengo le mie lezioni, in genere indosso gli auricolari e ascolto la mia playlist di brani preferiti.
Mentre mi cambio, mentre preparo la sala coi tappetini e - se serve - le amache, canto. Canto a voce normale, oppure anche alta, a seconda della canzone. E continuo a cantare anche mentre mi preparo, mi riscaldo, mi allungo.
Quando si fa l'ora, apro la porta e la lascio accostata, così gli allievi possono entrare anche se io sto ancora provando la sequenza e mi trovo appesa per i piedi oppure nel bel mezzo di un asana impegnativo.

Ieri una delle allieve è arrivata prima del solito, e la porta era ancora chiusa. 
Quando le ho aperto è entrata e mi ha detto: "Ti ho sentita cantare!".

Ecco, adesso so che tutti, nel cortile, sanno che io quando arrivo canto e mi sentono.

12/03/26

Non doveva succedere

Vado a fare una commissione, cammino sul marciapiede di casa mia e vedo dall'altro lato un bambino che mi guarda, mi sorride e mi saluta con entusiasmo. Sono le 16.40 e deduco che sia appena uscito da scuola. La scuola che è a 100 mt da casa mia e che da due anni sognavo mi chiamasse, invece delle scuole dall'altro capo della città.
Quest'anno mi ha chiamato, solo una classe, ma meglio che niente. Ho iniziato la settimana scorsa.

Riconosco il bambino, era uno di quelli vispi ma governabili. Mi fermo, indovino persino il suo nome, lui sprizza gioia da tutti i pori e la mamma pure.

Non doveva succedere. Non ci avevo riflettuto, eppure mio padre per 40 anni ha evitato metodicamente di insegnare nella stessa città in cui viveva proprio per evitare questa cosa.
Non mi piace. Non mi piace che i bambini che vedo a scuola mi incontrino fuori scuola. Voglio essere la loro maestra di yoga, non una delle tante signore che incrociano per strada. Non voglio che conoscano le mie figlie, o che sappiano che macchina ho, o dove faccio la spesa e quanta roba compro.
Io me la costruisco con questi presupposti la mia relazione con loro: non devono sapere di me niente di più di quello che io dico loro. Ho un personaggio da portare avanti, una magia - quella legata al mio orsetto yogico - da far reggere.
E' lo scotto da pagare per aver avuto la comodità di poter lavorare a 100 mt da casa.

11/03/26

Mi manchi

Non avrei mai immaginato di poterlo mai dire, ma mi manchi.
Mi manchi ogni volta che guardo le nostre figlie e rivedo in loro alcune tue espressioni o gesti.
Mi manchi quando una delle due mi fa qualche richiesta assurda e non posso più rispondere "Ne hai parlato con papà?"
Mi manchi quando stanno male e non te lo posso più condividere.
Ma manchi quando mi rendo conto che non sei più la mia e la loro ancora di salvezza, e se a me succede qualcosa allora saranno davvero completamente sole.
Mi manchi quando penso che non ce la faccio e non posso più consolarmi sapendo che posso chiedere il tuo aiuto.
Mi manchi.
Sei stato un marito scadente e un padre poco presente, eppure c'eri. Poco e male, talvolta quasi niente e nel peggiore dei modi, però c'eri. Mi hai fatto sentire da sola anche quando non lo ero, anche quando non avrei dovuto esserlo, eppure adesso non ci sei per davvero ed io sola lo sono eccome. E mi manchi.
Mi manca il non potermi più arrabbiare con te per le tue mancanze. Questa mancanza definitiva e inesorabile che ci hai imposto, mi scatena una rabbia inappropriata: non lo hai fatto apposta.

Ti ho amato, e adesso mi manchi.
Stronzo.

10/03/26

Battute yogiche

Adoro le formazioni yoga. 
Sono gli unici posti dove puoi fare la battuta: "No, per carità, preferisco lasciare dormire Kundalini... Mi basta e avanza Sushumna che ogni tanto mi parte e sfonda Sahasrara! Ci manca pure Kundalini!" e tutti ridono realmente divertiti.
Adoro.

09/03/26

Fonzie... chi?

Durante la lezione di yoga fly dico alle allieve: "Adesso dobbiamo cambiare l'impugnatura, ruotare le mani e le braccia per fare in modo che i gomiti siano stretti e verso l'esterno e i pollici si trovino nella direzione del nostro corpo."
Le osservo e capisco che non hanno capito. Glielo mostro: "Così, dovete cambiare la posizione della braccia e delle mani, e fare un po' come faceva Fonzie".
Allieva 1 di 40 anni e Allieva 2 di 37 anni sorridono e cambiano correttamente la posizione delle mani.
Allieva 3 di 27 anni: "Eh? Come faceva chi?"

Mi veniva da fare un crossover, mettere su il broncio e chiederle "Che cavolo stai dicendo Allieva 3"

07/03/26

I ritardatari

Avessi avuto un centesimo per ogni minuto in cui io - puntuale - ho dovuto aspettare chi era in ritardo, a quest'ora sarei ricchissima.

05/03/26

La coltellata

Sono stata seduta al pc per un'ora, mi sono alzata, ho fatto delle cose in piedi, sono tornata a sedermi ed ho appoggiato il gomito sinistro sul tavolo.
Una lama affilata si è conficcata sul limitare della mia scapola sinistra ed ha iniziato a scendere e squarciare la mia schiena, poi è risalita verso il collo, mentre io cercavo di essere il più immobile possibile e ritirare quell'inconsapevole movimento che aveva scatenato il dolore.

E niente, alla fine ho dovuto prendere un antinfiammatorio, ché altrimenti col cavolo che riuscivo a muovermi e condurre le lezioni di oggi.

E' assurdo. Faccio cose assurde e ne esco incolume, poi mi siedo e mi appoggio e mi parte la contrattura maledetta e invalidante.

04/03/26

Reminder

Lo smartphone di Schroeder aveva un pin di sblocco facilmente prevedibile, quindi in queste settimane abbiamo potuto accedere a quasi tutto.
Di solito se ne sono occupate le ragazze, ma oggi è capitato tra le mani a me. Ho visto che c'erano tantissime notifiche e le ho aperte.

Tra le varie sciocchezze, il meteo e le promozioni di amazon e altre applicazioni, ci ho trovato un reminder del calendario: "Fare bonifico a Lucy".

Non lo so perché, ma mi sono venute le lacrime agli occhi.

03/03/26

Nuovo primato

Il podio della stranezza sui mezzi pubblici è stato oggi conquistata una ragazza che è salita sul tram pieno con una tela dipinta da 90x90 cm.
Era senz'altro un quadro appeso da qualche parte perché su un lato c'era il tipico strato di polvere che si accumula sul bordo superiore; era a fondo scurissimo, ma non nero, forse verde petrolio, e vi erano dipinte in oro delle foglie stilizzate.

E io che mi lamento di me quando vado con chitarra, trolley e tappetino.

02/03/26

Mi batte il cuore

Mentre faccio lezione di yoga ai bambini di una seconda primaria, quindi di 7-8 anni, propongo la posizione "della roccia" (nello yoga classico, Balasana).
In questa posizione ci si inginocchia e si appoggia il petto sulle gambe, la fronte per terra e ci si siede sui talloni. Semplice, riposante, leggermente costringente.

Mentre la maggiorparte dei bambini si gode questa posizione, ne noto uno tutto storto. Mi avvicino e gli dico: "Prova a sederti più dritto, proprio sui piedi, e poggia la fronte per terra"
Lui ci riprova, ma poi di nuovo scivola di lato e si siede per terra.
"Che c'è? Ti fa male da qualche parte?"
"No, non mi fa male, è che se mi metto così mi batte il cuore"
"Beh, meglio così: se senti che il cuore batte significa che sei vivo"
Mi guarda, mi sorride, poi visibilmente rasserenato mi fa "Ah, ok!" e si mette nella posizione del bambino.

Quando me l'avevano detto durante il corso di formazione non ci avevo creduto, ma è maledettamente vero che alcune persona hanno un pessimo rapporto con la percezione del proprio battito cardiaco, semplicemente perché lo associano a momenti di agitazione e/o paura, ossia quei momenti in cui lo sentono battere.

01/03/26

Sciare

Lo so che generalmente se si parla di sci si pensa allo slalom gigante e ad Alberto Tomba. Per lo meno, io ho sempre pensato così.
Invece no, io ho fatto sci di fondo, che fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno che esistesse e cosa fosse.

Non potrei dire di non essere preoccupata. Le cose che mi preoccupano, spesso, le prendo con l'ironia, ma avevo davvero paura di farmi male, ed io ho assoluto bisogno che il mio corpo sia sano e prestante. Però sono anche audace e coraggiosa, sono anche consapevole del mio corpo e della mia coordinazione motoria molto di più di altre persone, so come "proteggermi". Ma non avevo mai visto dal vivo un paio di sci, escludendo qualche rapida occhiata da Decathlon.
Invece ce l'ho fatta. Li ho indossati, ci sono stata su e non sono nemmeno mai caduta.
Solo una volta mi sono inginocchiata, ma perché avevo esagerato e le gambe hanno iniziato a divergere, non sono riuscita a tenerle e, per non fare la spaccata, mi sono lasciata cadere in ginocchio per poi resettare la posizione e rialzarmi.

Credo che sia stata la cosa più divertente che abbia fatto negli ultimi mesi, e in più sono pure entrata nella storia come la prima Van Pelt ad indossare gli sci.