In questa posizione ci si inginocchia e si appoggia il petto sulle gambe, la fronte per terra e ci si siede sui talloni. Semplice, riposante, leggermente costringente.
Mentre la maggiorparte dei bambini si gode questa posizione, ne noto uno tutto storto. Mi avvicino e gli dico: "Prova a sederti più dritto, proprio sui piedi, e poggia la fronte per terra"
Lui ci riprova, ma poi di nuovo scivola di lato e si siede per terra.
"Che c'è? Ti fa male da qualche parte?"
"No, non mi fa male, è che se mi metto così mi batte il cuore"
"Beh, meglio così: se senti che il cuore batte significa che sei vivo"
Mi guarda, mi sorride, poi visibilmente rasserenato mi fa "Ah, ok!" e si mette nella posizione del bambino.
Quando me l'avevano detto durante il corso di formazione non ci avevo creduto, ma è maledettamente vero che alcune persona hanno un pessimo rapporto con la percezione del proprio battito cardiaco, semplicemente perché lo associano a momenti di agitazione e/o paura, ossia quei momenti in cui lo sentono battere.
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