11/06/26

Quello del male di vivere

C'è un gruppo di ragazzi sull'autobus insieme a me. Non li vedo ma li ascolto.
"Io devo ancora fare Ungaretti"
"Eh, anche io. E devo fare anche quello del male di vivere... chi era già?"
(Odio questo torinese uso random del "già" nel discorso, ma questa è un'altra storia. Ndr)
"Svevo...?"
"No, Svevo era quello dei campi di concentramento"
"Ma no, Svevo era quello della psicanalisi. Quello dei campi di concentramento era Levi"
"Giusto. E allora chi era quello del male di vivere...?"
"Non mi ricordo..."
"Quello di Rosso Malpelo era Verga..."
"Pascoli era quello a cui muoiono tutti..."
"Quello della rondine, sì"
"Eh, e il male di vivere...? Chi era? Forse Pirandello?"

Allora, siccome mi stanno sanguinando le orecchie, mi volto e rispondo: "Era Montale".
Loro mi ringraziano ridendo, e si giustificano: "Abbiamo la maturità".
Ed io lo avevo capito, figli miei.
Gli sorrido e ribatto: "Tranquilli, ce la possiamo fare comunque".

E ce la faranno comunque. Per fortuna loro.

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