Va beeeeeeeene, lo ammetto. Ho un'altra ossessione.
In circa due mesi sto recuperando la visione di tutte le 6 serie già trasmesse in Italia e diligentemente... ehm... procurate da Schroeder.
Ho preso una cotta micidiale per il dottor Sheldon Cooper, di quelle che dici: "Te lo farei ribollire io il sangue, nerd disadattato che non sei altro! Te la do io la Soffice Kitty!".
Poi ho scoperto che Jim Parson, l'attore, è omosessuale e, nonostante io non abbia assolutamente nulla contro gli omosessuali, questa scoperta, associata al senno di poi dei miei turbamenti emozionali e ormonali, mi ha destabilizzato un po'.
18/09/13
17/09/13
Rifiniti e appesi
Ecco i Flip It Stamp che ho finito di ricamare pochi giorni fa.
Li ho rifiniti solo sfilando un po' i bordi verticali della tela, ho aggiunto i bottoncini "tiny" (acquistati a peso d'oro già nel 2008) che - devo ammettere - danno un giusto tocco in più, due bacchette di legno, due bottoni color avorio alle estremità e...via! A dar colore alla cucina!
Non riesco ancora a credere che questo banner sia solamente la seconda cosa in assoluto che ho ricamato per me...
16/09/13
14/09/13
Era Memole il nome mio...
Come il simpatico folletto dagli occhioni grandi e i capelli viola, una delle mie più antiche identità virtuali si chiamava Memole.
La usavo quasi esclusivamente in un gruppo di auto-aiuto su una mailing list di Yahoo, del quale sono diventata anche moderatrice, negli anni.
L'argomento era molto intimo, riguarda una problematica tipicamente femminile, dalla quale - per fortuna - sono uscita già da parecchio tempo, ma siccome sono una maniaca del controllo, nelle cose in cui credo e metto il cuore, il fatto stesso di essere moderatrice e responsabile delle richieste d'iscrizione per l'accesso al gruppo, ha fatto in modo che restassi ad occuparmene per almeno 5 anni dopo la mia guarigione.
E siccome le mie malattie mentali sono dure da debellare, ci sono voluti altri 5 anni prima che smettessi essere iscritta al gruppo, nonostante negli ultimi 4 anni non leggessi più i messaggi pur scaricandoli costantemente dalla casella di posta.
E finalmente oggi, dopo ben 10 anni, ho annullato la mia iscrizione.
Memole se n'è andata. Ha ritrovato la strada verso il suo pianeta e non tornerà più.
La usavo quasi esclusivamente in un gruppo di auto-aiuto su una mailing list di Yahoo, del quale sono diventata anche moderatrice, negli anni.
L'argomento era molto intimo, riguarda una problematica tipicamente femminile, dalla quale - per fortuna - sono uscita già da parecchio tempo, ma siccome sono una maniaca del controllo, nelle cose in cui credo e metto il cuore, il fatto stesso di essere moderatrice e responsabile delle richieste d'iscrizione per l'accesso al gruppo, ha fatto in modo che restassi ad occuparmene per almeno 5 anni dopo la mia guarigione.
E siccome le mie malattie mentali sono dure da debellare, ci sono voluti altri 5 anni prima che smettessi essere iscritta al gruppo, nonostante negli ultimi 4 anni non leggessi più i messaggi pur scaricandoli costantemente dalla casella di posta.
E finalmente oggi, dopo ben 10 anni, ho annullato la mia iscrizione.
Memole se n'è andata. Ha ritrovato la strada verso il suo pianeta e non tornerà più.
13/09/13
La mamma verde
La vita da mamma è sempre ricca di esperienze, positive, negative e medie. Non ci si annoia mai, e questo tutte le mamme lo sanno.
I bambini, per loro stessa natura, sono portati a fare esperienze, positive, negative e medie. Cadono, sbattono, scivolano, si sbucciano le ginocchia e i gomiti, gli esce sangue dal naso, si graffiano. Reagiscono quasi sempre bene. Dopo al massimo 30 secondi dal "trauma" sono di nuovo in piedi a riprovare ciò che ha causato "l'incidente", per farlo meglio, o peggio, o uguale. Cadono e si rialzano.
Matilde no.
Matilde vive i piccoli incidenti come grandi tragedie. E' capace di piangere e tremare al pensiero di togliere una spina dal dito, di disinfettare un graffio, di mettere un cerotto. Ogni volta è sempre l'ultima volta. Non andrò mai più in bicicletta. Non correrò mai più. Non camminerò mai più.
Questo atteggiamento tendente al dramma, devo ammettere, si è manifestato dopo l'intervento di tonsille e adenoidi, con la sua convalescenza lunghissima e dolorosissima: da allora ogni cosa è un dramma e ogni goccia di sangue ci ucciderà. Poi, è comunque sempre capace di affrontare cose che la maggior parte dei suoi coetanei non si sognerebbe mai di lasciarsi fare, tipo la visita otorinolaringoiatrica tramite sonda a fibre ottiche infilata dal naso per arrivare alle orecchie, o estrarre un dente da latte che non vuole cadere nonostante il corrispettivo permanente sia già tutto spuntato dietro, oppure mettere l'espansore del palato ecc.
In linea generale, dunque, le sue sono sempre tragedie che sembrano portare alla fine, ma poi vengono affrontate.
Tranne ieri, che mi ha fatto prendere una paura che mi saranno spuntati altri 3 capelli bianchi nuovi nuovi.
Provando la bicicletta di un amico, si è graffiata un polpaccio. Io l'ho vista quando il sangue arrivava già a macchiare i calzini, ma dato che lei sembrava non essersene accorta, non ho detto nulla. Però, evidentemente, il sangue che colava le ha dato il giusto fastidio, per cui si è grattata. Grattandosi ha sentito il senso di liquido, si è guardata e si è accorta del graffio (lungo e copioso, ma pur sempre solo un graffio).
E' scattata la tragedia, ovviamente.
In questi casi io mi sforzo sempre di essere positiva e accogliente, la tranquillizzo sempre dicendole "Non è niente, ora lo asciughiamo col fazzoletto" anche se mi verrebbe di urlarle "Ma che cavolo ci piangi per un graffio! Se non ti grattavi non te ne accorgevi nemmeno!". Positiva. Tranquillizzante.
Forse lo sbaglio è stato che quando lei mi ha detto di volersi coricare io mi sono limitata a farla sedere per tamponarle il sangue.
Pochi secondi dopo, il sanguinamento si è fermato ed io, come faccio sempre, l'ho incoraggiata a tornare a pedalare, per evitare di lasciarla soffermare troppo sull'accaduto con la sua inevitabile presa di posizione "Non andrò mai più in bicicletta per tutta la mia vita".
Si è alzata in piedi, ha fatto per uscire fuori ma è tornata indietro subito dopo, piagnucolando che le cose non avevano i colori giusti.
Le ho chiesto in che senso e lei mi ha risposto: "Tu, per esempio, hai la faccia verde".
E' stato un attimo.
L'ho vista impallidire di colpo. Lei che ha sempre avuto le labbra rosse che fin da neonata mi chiedevano se le mettessi il rossetto, aveva le labbra bianche. Le ho accarezzato il viso ed era ghiacciata.
Ho fatto in tempo a prenderla in braccio, chiamandola per non farle perdere i sensi, e distenderla sul divano tenendole le gambe sollevate. Non è arrivata a svenire, anche se ha avuto lo sguardo assente per un nanosecondo. Poi, continuando a parlarle e tenendole le gambe sollevate, l'ho invitata a respirare bene ma lentamente e poco a poco ha ripreso colore.
Le tragedie le ha sempre fatte, ma non aveva mai mostrato questo senso di disagio nei confronti del suo sangue.
Si è messa seduta e non ha nemmeno aspettato i due minuti che le avevo suggerito prima di alzarsi in piedi: gli altri stavano mangiando le brioscine al cioccolato e lei si è precipitata da loro.
Sono ca##ate, è vero, ma io ho guadagnato almeno 3 capelli bianchi nuovi.
La sera, a cena, ha raccontato a suo padre che si era sentita male quando aveva scoperto di essersi graffiata, e vedeva "la mamma verde". Ora speriamo solo di non aggiungere anche questo all'elenco delle situazioni "da tragedia", perché davvero, io non ce la posso fare.
I bambini, per loro stessa natura, sono portati a fare esperienze, positive, negative e medie. Cadono, sbattono, scivolano, si sbucciano le ginocchia e i gomiti, gli esce sangue dal naso, si graffiano. Reagiscono quasi sempre bene. Dopo al massimo 30 secondi dal "trauma" sono di nuovo in piedi a riprovare ciò che ha causato "l'incidente", per farlo meglio, o peggio, o uguale. Cadono e si rialzano.
Matilde no.
Matilde vive i piccoli incidenti come grandi tragedie. E' capace di piangere e tremare al pensiero di togliere una spina dal dito, di disinfettare un graffio, di mettere un cerotto. Ogni volta è sempre l'ultima volta. Non andrò mai più in bicicletta. Non correrò mai più. Non camminerò mai più.
Questo atteggiamento tendente al dramma, devo ammettere, si è manifestato dopo l'intervento di tonsille e adenoidi, con la sua convalescenza lunghissima e dolorosissima: da allora ogni cosa è un dramma e ogni goccia di sangue ci ucciderà. Poi, è comunque sempre capace di affrontare cose che la maggior parte dei suoi coetanei non si sognerebbe mai di lasciarsi fare, tipo la visita otorinolaringoiatrica tramite sonda a fibre ottiche infilata dal naso per arrivare alle orecchie, o estrarre un dente da latte che non vuole cadere nonostante il corrispettivo permanente sia già tutto spuntato dietro, oppure mettere l'espansore del palato ecc.
In linea generale, dunque, le sue sono sempre tragedie che sembrano portare alla fine, ma poi vengono affrontate.
Tranne ieri, che mi ha fatto prendere una paura che mi saranno spuntati altri 3 capelli bianchi nuovi nuovi.
Provando la bicicletta di un amico, si è graffiata un polpaccio. Io l'ho vista quando il sangue arrivava già a macchiare i calzini, ma dato che lei sembrava non essersene accorta, non ho detto nulla. Però, evidentemente, il sangue che colava le ha dato il giusto fastidio, per cui si è grattata. Grattandosi ha sentito il senso di liquido, si è guardata e si è accorta del graffio (lungo e copioso, ma pur sempre solo un graffio).
E' scattata la tragedia, ovviamente.
In questi casi io mi sforzo sempre di essere positiva e accogliente, la tranquillizzo sempre dicendole "Non è niente, ora lo asciughiamo col fazzoletto" anche se mi verrebbe di urlarle "Ma che cavolo ci piangi per un graffio! Se non ti grattavi non te ne accorgevi nemmeno!". Positiva. Tranquillizzante.
Forse lo sbaglio è stato che quando lei mi ha detto di volersi coricare io mi sono limitata a farla sedere per tamponarle il sangue.
Pochi secondi dopo, il sanguinamento si è fermato ed io, come faccio sempre, l'ho incoraggiata a tornare a pedalare, per evitare di lasciarla soffermare troppo sull'accaduto con la sua inevitabile presa di posizione "Non andrò mai più in bicicletta per tutta la mia vita".
Si è alzata in piedi, ha fatto per uscire fuori ma è tornata indietro subito dopo, piagnucolando che le cose non avevano i colori giusti.
Le ho chiesto in che senso e lei mi ha risposto: "Tu, per esempio, hai la faccia verde".
E' stato un attimo.
L'ho vista impallidire di colpo. Lei che ha sempre avuto le labbra rosse che fin da neonata mi chiedevano se le mettessi il rossetto, aveva le labbra bianche. Le ho accarezzato il viso ed era ghiacciata.
Ho fatto in tempo a prenderla in braccio, chiamandola per non farle perdere i sensi, e distenderla sul divano tenendole le gambe sollevate. Non è arrivata a svenire, anche se ha avuto lo sguardo assente per un nanosecondo. Poi, continuando a parlarle e tenendole le gambe sollevate, l'ho invitata a respirare bene ma lentamente e poco a poco ha ripreso colore.
Le tragedie le ha sempre fatte, ma non aveva mai mostrato questo senso di disagio nei confronti del suo sangue.
Si è messa seduta e non ha nemmeno aspettato i due minuti che le avevo suggerito prima di alzarsi in piedi: gli altri stavano mangiando le brioscine al cioccolato e lei si è precipitata da loro.
Sono ca##ate, è vero, ma io ho guadagnato almeno 3 capelli bianchi nuovi.
La sera, a cena, ha raccontato a suo padre che si era sentita male quando aveva scoperto di essersi graffiata, e vedeva "la mamma verde". Ora speriamo solo di non aggiungere anche questo all'elenco delle situazioni "da tragedia", perché davvero, io non ce la posso fare.
10/09/13
La 101
Neanche stavolta ho passato la selezione del concorso ilmioesordio. Chi volesse verificare può cliccare QUI.
Però non mi importa. L'anno scorso ho vissuto con ansia tutti i 40 giorni che sono trascorsi dall'iscrizione alla pubblicazione dell'elenco. Quest'anno no, non me n'è fregato niente. Solo un paio di giorni fa mi sono chiesta se il termine fosse già scaduto oppure no.
L'ho vissuto quasi non vivendolo. Tanto ho perso lo stesso. Se non altro mi sono risparmiata giorni di ansia e pensieri.
Boh? Non la prendo male, non la prendo proprio.
Ho capito che non potrei mai farcela a passare quella prima selezione, per due motivi ben precisi.
Il primo è che i libri non vengono letti integralmente dalla commissione, ma solo nel cosiddetto "incipit", che in questo caso si riferisce al primo 15% della storia. E la mia storia, nel suo primo 15% (pagina 38, fine del capitolo 6, nel momento del "rapimento"), non riesce a coinvolgere e affascinare il lettore come vorrei. Al limite lo incuriosisce a proseguire, ma a quanto pare non vale.
In molti mi hanno chiaramente detto che l'inizio è "un po' così" (ma senza che questo mi induca a rivederlo ancora una volta: sono stata chiara e se mi viene in mente di farlo ho già pagato un killer professionista che faccia il lavoro sporco al posto vostro), che la storia cattura *davvero* solo dopo l'arrivo su Lilith, se non addirittura dopo il "risveglio nella caverna" (capitolo 11, pag 64). Tutto ciò esattamente *dopo* il primo 15%, per cui speranze in tal senso non ne avrò mai.
Il secondo motivo è che io, di fondo, sono asociale ovunque, sia nella vita reale che in quella virtuale. Non mi c@c@ nessuno, e uno dei criteri di valutazione dei romanzi in gara (secondo me il principale, visto l'immenso numero di partecipanti) è il riscontro della community, il numero e la qualità dei commenti e delle recensioni ricevute. E qui la colpa è ancora più mia, perché nemmeno io me la c@co quella community: ricevo quotidianamente richieste di amicizia e "scambio commenti" ma li lascio sbattere, figuriamoci se ho il tempo di sedermi al pc e leggermi il 15% di tutti i romanzi che mi vengono cordialmente segnalati dai loro autori.
Ma è colpa mia.
L'ultima (ULTIMA) edizione di Buongiorno Luna ha avuto una sola recensione. Ciò che mi ha lusingato è stato il fatto che l'abbia scritta una persona che non conosco. Cioè: questa ha aperto il pc, ha visto il titolo del mio romanzo sul sito, l'ha richiesto in lettura integrale (gratuita), l'ha letto e ci ha scritto una recensione coi fiocchi. Sapessi dove abita, le manderei un mazzo di fiori.
Vabbè, tutto sto papello per dire che no, non sono rientrata nei 100 selezionati. Come l'anno scorso, mi piace pensare di essere arrivata 101esima. :-)
Però non mi importa. L'anno scorso ho vissuto con ansia tutti i 40 giorni che sono trascorsi dall'iscrizione alla pubblicazione dell'elenco. Quest'anno no, non me n'è fregato niente. Solo un paio di giorni fa mi sono chiesta se il termine fosse già scaduto oppure no.
L'ho vissuto quasi non vivendolo. Tanto ho perso lo stesso. Se non altro mi sono risparmiata giorni di ansia e pensieri.
Boh? Non la prendo male, non la prendo proprio.
Ho capito che non potrei mai farcela a passare quella prima selezione, per due motivi ben precisi.
Il primo è che i libri non vengono letti integralmente dalla commissione, ma solo nel cosiddetto "incipit", che in questo caso si riferisce al primo 15% della storia. E la mia storia, nel suo primo 15% (pagina 38, fine del capitolo 6, nel momento del "rapimento"), non riesce a coinvolgere e affascinare il lettore come vorrei. Al limite lo incuriosisce a proseguire, ma a quanto pare non vale.
In molti mi hanno chiaramente detto che l'inizio è "un po' così" (ma senza che questo mi induca a rivederlo ancora una volta: sono stata chiara e se mi viene in mente di farlo ho già pagato un killer professionista che faccia il lavoro sporco al posto vostro), che la storia cattura *davvero* solo dopo l'arrivo su Lilith, se non addirittura dopo il "risveglio nella caverna" (capitolo 11, pag 64). Tutto ciò esattamente *dopo* il primo 15%, per cui speranze in tal senso non ne avrò mai.
Il secondo motivo è che io, di fondo, sono asociale ovunque, sia nella vita reale che in quella virtuale. Non mi c@c@ nessuno, e uno dei criteri di valutazione dei romanzi in gara (secondo me il principale, visto l'immenso numero di partecipanti) è il riscontro della community, il numero e la qualità dei commenti e delle recensioni ricevute. E qui la colpa è ancora più mia, perché nemmeno io me la c@co quella community: ricevo quotidianamente richieste di amicizia e "scambio commenti" ma li lascio sbattere, figuriamoci se ho il tempo di sedermi al pc e leggermi il 15% di tutti i romanzi che mi vengono cordialmente segnalati dai loro autori.
Ma è colpa mia.
L'ultima (ULTIMA) edizione di Buongiorno Luna ha avuto una sola recensione. Ciò che mi ha lusingato è stato il fatto che l'abbia scritta una persona che non conosco. Cioè: questa ha aperto il pc, ha visto il titolo del mio romanzo sul sito, l'ha richiesto in lettura integrale (gratuita), l'ha letto e ci ha scritto una recensione coi fiocchi. Sapessi dove abita, le manderei un mazzo di fiori.
Vabbè, tutto sto papello per dire che no, non sono rientrata nei 100 selezionati. Come l'anno scorso, mi piace pensare di essere arrivata 101esima. :-)
09/09/13
La crocettina sborona
Chi se li ricorda?
Sono i "Flip It Stamp" di Lizzie Kate, il mio primo (unico e incompiuto) SAL. Li iniziai nel giugno 2008, li abbandonai, li ripresi in mano nel settembre dell'anno scorso, li abbandonai ancora una volta, infine.... e dico INFINE li ho terminati nell'ultimo mese.
Per completezza li ho rifotografati tutti.
Va bene, i primi due sono più "incerti", ma va bene così.
Ammetto che più di una volta ho pensato di lasciar perdere (all'epoca mi serviva per fare pratica col retro perfetto. Ormai ho imparato e mi scoccia da morire) ma mi sembrava di "tradire" il mio stesso intento iniziale.
L'idea originaria, inoltre, li immaginava come una sorta di calendario perpetuo: incolonnati accanto avrei messo i numeri da 1 a 31 e con due pinzettine carine-carine avrei potuto scorrere su e giù i giorni e i mesi per tutti gli anni a venire. Ormai non più, ormai quell'idea mi sembra eccessiva e fuori luogo, per cui li rifinisco solo sfilando un po' i bordi verticali e li appendo così, lunghi lunghi.
E finalmente me li sono tolta di mezzo, dopo appena 5 anni! ;-)
Sono i "Flip It Stamp" di Lizzie Kate, il mio primo (unico e incompiuto) SAL. Li iniziai nel giugno 2008, li abbandonai, li ripresi in mano nel settembre dell'anno scorso, li abbandonai ancora una volta, infine.... e dico INFINE li ho terminati nell'ultimo mese.
Per completezza li ho rifotografati tutti.
E ora (non me ne frega niente di quel che pensate: sì, sono una sborona) ecco il retro di ciascuno.
Perfetto.
Retro perfetto.
Va bene, i primi due sono più "incerti", ma va bene così.
Ammetto che più di una volta ho pensato di lasciar perdere (all'epoca mi serviva per fare pratica col retro perfetto. Ormai ho imparato e mi scoccia da morire) ma mi sembrava di "tradire" il mio stesso intento iniziale.
L'idea originaria, inoltre, li immaginava come una sorta di calendario perpetuo: incolonnati accanto avrei messo i numeri da 1 a 31 e con due pinzettine carine-carine avrei potuto scorrere su e giù i giorni e i mesi per tutti gli anni a venire. Ormai non più, ormai quell'idea mi sembra eccessiva e fuori luogo, per cui li rifinisco solo sfilando un po' i bordi verticali e li appendo così, lunghi lunghi.
E finalmente me li sono tolta di mezzo, dopo appena 5 anni! ;-)
08/09/13
Marco
Una volta pensavo che le cattive notizie arrivassero sempre più in fretta del necessario.
Devo ricredermi.
Ho saputo, con più di 10 giorni di ritardo, della morte di un mio amico di giovinezza, dei tempi del liceo-università.
Aveva solo un anno in meno di me. 33 anni. Morto di tumore a 33 anni. Bah.
Era compagno di scuola di una mia amica, abbiamo fatto volontariato insieme per parecchio tempo e, insieme, rubavamo tempo allo studio cazzeggiando e bivaccando come solo a 18 anni si può fare. Abbiamo passato insieme alcune tra le più divertenti serate di tutta la mia vita, roba che ti facevano male gli addominali dal troppo ridere e senza nemmeno farsi le canne.
Poteva avere al massimo vent'anni quando, stufo di ritrovarsi sempre come confessore della compagnia e depositario dei più loschi segreti degli altri, annunciò: "Il Signore deve farmi solo una grazia: mi deve avvisare tre giorni prima di morire, così io mi monto un bel palco in piazza e spiattello tutto, ma proprio tutto quello che ho sentito dire dalle vostre bocche in questi anni".
Quando ho saputo della sua morte mi sono chiesta se fosse riuscito a farlo davvero.
Devo ricredermi.
Ho saputo, con più di 10 giorni di ritardo, della morte di un mio amico di giovinezza, dei tempi del liceo-università.
Aveva solo un anno in meno di me. 33 anni. Morto di tumore a 33 anni. Bah.
Era compagno di scuola di una mia amica, abbiamo fatto volontariato insieme per parecchio tempo e, insieme, rubavamo tempo allo studio cazzeggiando e bivaccando come solo a 18 anni si può fare. Abbiamo passato insieme alcune tra le più divertenti serate di tutta la mia vita, roba che ti facevano male gli addominali dal troppo ridere e senza nemmeno farsi le canne.
Poteva avere al massimo vent'anni quando, stufo di ritrovarsi sempre come confessore della compagnia e depositario dei più loschi segreti degli altri, annunciò: "Il Signore deve farmi solo una grazia: mi deve avvisare tre giorni prima di morire, così io mi monto un bel palco in piazza e spiattello tutto, ma proprio tutto quello che ho sentito dire dalle vostre bocche in questi anni".
Quando ho saputo della sua morte mi sono chiesta se fosse riuscito a farlo davvero.
07/09/13
La gentilezza conviene
"Basta, Matilde! Mi hai fatto arrabbiare! Io non voglio più essere tua sorella!"
"Uhm... Angelica, vuoi dire che ti cercherai un'altra famiglia? Non ti conviene sai... non credo che troverai mai un'altra mamma gentile come la nostra..."
"Occhei... allora sono ancora tua sorella"
"Uhm... Angelica, vuoi dire che ti cercherai un'altra famiglia? Non ti conviene sai... non credo che troverai mai un'altra mamma gentile come la nostra..."
"Occhei... allora sono ancora tua sorella"
06/09/13
Il concorso
Chissà se qualcuno se lo ricorda... perché io me lo scordai.
Avevo iscritto BL al concorso ilmioesordio... ormai dovrebbe essere quasi al termine, credo. Boh? Non mi va neppure di controllare.
Me lo sono dimenticato. Avevo persino dichiarato che avrei fatto la disonesta, aprendomi millemila account e scrivendomi da sola millemila commenti, invece... l'ho dimenticato. O forse non ne ho avuto voglia.
In realtà ho sempre detto: "Vabbè, alla prima occasione in cui ho due orette di tranquillità lo faccio". Poi, quando arrivano le due orette di tranquillità il mio cervello riesce a sopportare al massimo un giro di 5 vite a Candy Crash.
O forse, in realtà, è che io sono non sufficientemente onesta per non pensare di comportarmi in modo disonesto, ma non abbastanza disonesta per poi farlo davvero.
Vabbè, se qualcuno ha voglia mi faccia sapere com'è andato quest'anno. Ma senza fretta.
Avevo iscritto BL al concorso ilmioesordio... ormai dovrebbe essere quasi al termine, credo. Boh? Non mi va neppure di controllare.
Me lo sono dimenticato. Avevo persino dichiarato che avrei fatto la disonesta, aprendomi millemila account e scrivendomi da sola millemila commenti, invece... l'ho dimenticato. O forse non ne ho avuto voglia.
In realtà ho sempre detto: "Vabbè, alla prima occasione in cui ho due orette di tranquillità lo faccio". Poi, quando arrivano le due orette di tranquillità il mio cervello riesce a sopportare al massimo un giro di 5 vite a Candy Crash.
O forse, in realtà, è che io sono non sufficientemente onesta per non pensare di comportarmi in modo disonesto, ma non abbastanza disonesta per poi farlo davvero.
Vabbè, se qualcuno ha voglia mi faccia sapere com'è andato quest'anno. Ma senza fretta.
Etichette:
cose strane che penso,
la scrittrice di fame mondiale
05/09/13
Non passa mai
Questa malinconia di fine agosto non passa mai...
Come?! E' il 5 settembre?!
L'avevo detto che non passava mai...
Come?! E' il 5 settembre?!
L'avevo detto che non passava mai...
04/09/13
Un'estate di libri
Facevo una considerazione: quest'estate ho letto davvero tanti libri, che nemmeno mi sembra vero di aver toccato di nuovo i ritmi dei fasti antichi, quando leggevo in media 2 o anche 3 libri al mese, in una delle mie precedenti vite, risalenti ad almeno 10 anni fa.
Non di tutti ho scritto qui, perché questo non è un blog di recensioni letterarie, ma ne ho letti - credo - 8 da giugnoa settembre.
Certo, buona parte del merito l'ha avuta l'animatrice del miniclub del lido! ;-)
Non di tutti ho scritto qui, perché questo non è un blog di recensioni letterarie, ma ne ho letti - credo - 8 da giugnoa settembre.
Certo, buona parte del merito l'ha avuta l'animatrice del miniclub del lido! ;-)
03/09/13
Targhette
Va beh, la foto fa piangere, però questo è uno dei frutti dell'estate.
Per tutta una serie di motivi, mi sono ritrovata a frugare nella scatola delle tele da ricamo e - manco a dirlo - appena le bambine hanno visto la sbrilluccicosissima e mega-fashion aida lurex già volevano che confezionassi loro degli abiti con quella stoffa. Dopo qualche minuto di spiegazioni siamo giunte al compromesso delle targhette coi loro nomi da appendere alla porta .
("Così se a casa nostra viene una bambina, vede la porta e dice: Oh! In questa stanza ci dorme una bambina che si chiama Angelica! E la sua sorellina grande si chiama Matilde!". "Sì, certo Angelica, serve proprio a quello.")
Per tutta una serie di motivi, mi sono ritrovata a frugare nella scatola delle tele da ricamo e - manco a dirlo - appena le bambine hanno visto la sbrilluccicosissima e mega-fashion aida lurex già volevano che confezionassi loro degli abiti con quella stoffa. Dopo qualche minuto di spiegazioni siamo giunte al compromesso delle targhette coi loro nomi da appendere alla porta .
("Così se a casa nostra viene una bambina, vede la porta e dice: Oh! In questa stanza ci dorme una bambina che si chiama Angelica! E la sua sorellina grande si chiama Matilde!". "Sì, certo Angelica, serve proprio a quello.")
02/09/13
Non lo voglio
"Mamma, cos'è questa cosa verde nella pasta?"
"E' il basilico, Angelica"
"Non lo voglio"
"Ma come?! E' il basilico nostro!"
"Quello coltivato da noi?"
"Sì!"
"Quello che ho annaffiato io?"
"Sì!"
"Non lo voglio"
"E' il basilico, Angelica"
"Non lo voglio"
"Ma come?! E' il basilico nostro!"
"Quello coltivato da noi?"
"Sì!"
"Quello che ho annaffiato io?"
"Sì!"
"Non lo voglio"
01/09/13
Considerazioni
Capisci che l'estate è finita quando dal rubinetto dell'acqua fredda, esce acqua fredda.
(Avendo il recipiente per l'acqua in terrazza, in estate tengo gli scaldabagni spenti per avere acqua fredda dal rubinetto dell'acqua calda e acqua calda da quello della fredda)
(Avendo il recipiente per l'acqua in terrazza, in estate tengo gli scaldabagni spenti per avere acqua fredda dal rubinetto dell'acqua calda e acqua calda da quello della fredda)
24/08/13
Pigrizia
No, non è che sono stata in vacanza, è che mi è presa la pigrizia informatica. Mi scoccia proprio accendere il pc. Non so quanto ancora durerà.
(E poi ho un pensiero, un dubbio, un tormento che mi toglie il fiato da un mese e mi addolora, e non sono dell'umore giusto)
(E poi ho un pensiero, un dubbio, un tormento che mi toglie il fiato da un mese e mi addolora, e non sono dell'umore giusto)
14/08/13
Malefica scrofetta
La odio visceralmente e, se ne facessero prosciutto, sarebbe la mia unica eccezione al vegetarianesimo.
Però ai bambini piace.
Ad Angelica piace.
Col pensiero alla beatitudine che mi avvolgerà nelle 4 ore mattutine in cui sarò finalmente di nuovo sola e libera a casa, mentre ENTRAMBE le bambine saranno a scuola, ho stretto i denti ed ho ricamato questa per Angelica.
Non ho mai desiderato che iniziasse la scuola tanto come in questo momento! :-D
Però ai bambini piace.
Ad Angelica piace.
Col pensiero alla beatitudine che mi avvolgerà nelle 4 ore mattutine in cui sarò finalmente di nuovo sola e libera a casa, mentre ENTRAMBE le bambine saranno a scuola, ho stretto i denti ed ho ricamato questa per Angelica.
Non ho mai desiderato che iniziasse la scuola tanto come in questo momento! :-D
13/08/13
Lo sa anche lei
"Mamma, ma Copenhagen è in Italia?"
"No, Matilde, è in Danimarca"
"E tu quando ci sei andata come parlavi?"
"In inglese"
"In inglese?! E ti capivano?!"
Quando sarai più grande, ragazzina, ti racconterò di quando a Copenhagen ho falsificato la firma di tuo padre, pagando con la sua carta di credito e dialogando in inglese, per distrarla, con la cinesina che vendeva souvenir.
"No, Matilde, è in Danimarca"
"E tu quando ci sei andata come parlavi?"
"In inglese"
"In inglese?! E ti capivano?!"
Quando sarai più grande, ragazzina, ti racconterò di quando a Copenhagen ho falsificato la firma di tuo padre, pagando con la sua carta di credito e dialogando in inglese, per distrarla, con la cinesina che vendeva souvenir.
12/08/13
03/08/13
Matilde pesciolina
Sembra un cagnolino che annaspa per restare a galla, una lontra che emerge giusto il viso per respirare.
Matilde ha DAVVERO imparato a nuotare, anche dove non si tocca, anche per tratti abbastanza lunghi, ed è instancabile. Va pure sott'acqua senza niente, maschera, occhialini, velleità da bambini moderni (*), fa un'intera bracciata e poi riemerge.
Ma quanto cresce...
(*) ai miei tempi si usavano solo in piscina, per proteggere gli occhi dal cloro, oppure per le immersioni. Ormai le spiagge pullulano di bambini che indossano la maschera solo per nuotare in 30 cm d'acqua.
Matilde ha DAVVERO imparato a nuotare, anche dove non si tocca, anche per tratti abbastanza lunghi, ed è instancabile. Va pure sott'acqua senza niente, maschera, occhialini, velleità da bambini moderni (*), fa un'intera bracciata e poi riemerge.
Ma quanto cresce...
(*) ai miei tempi si usavano solo in piscina, per proteggere gli occhi dal cloro, oppure per le immersioni. Ormai le spiagge pullulano di bambini che indossano la maschera solo per nuotare in 30 cm d'acqua.


