"Buon riposino!"
"Mamma! Ma io non voglio dormire!"
"Devi dormire invece, chiudi gli occhi e dormi.... buon riposino!"
"No mamma, io non voglio dormire, voglio giocare con la cera pongo!"
"Prima dormi e poi, quando ti svegli, giochi con la cera pongo. Buon riposino!"
"No, io non voglio dormire...."
"E allora, non puoi giocare con la cera pongo..."
"..... buon riposino anche a te, mammina!"
16/12/08
Indovinello umoristico
Come fa il direttore di un ufficio postale colmo di pensionati a scatenare una rivolta popolare?
...
...
...
Si mette in bella mostra dietro gli sportelli, fa un respiro profondo, schiarisce la voce e, con la faccia come il cuBo, annuncia:
"Signori, un attimo di attenzione, prego! Da questo momento possiamo fare solo versamenti.... abbiamo finito i contanti!"
...
...
...
Si mette in bella mostra dietro gli sportelli, fa un respiro profondo, schiarisce la voce e, con la faccia come il cuBo, annuncia:
"Signori, un attimo di attenzione, prego! Da questo momento possiamo fare solo versamenti.... abbiamo finito i contanti!"
15/12/08
Poco dopo mezzanotte
Il rumore della porta che si apriva si è insinuato indiscreto nei miei sogni, integrandosi perfettamente all'interno di una scena in famiglia.
Il rumore dei passi sulle scale, invece, mi ha fatto sussultare.
Sono saltata giù dal letto e sono andata a controllare. Si, la porta era aperta, e dei piccoli passi si sentivano sulle scale. Mi sono affacciata fuori dalla stanza e l'ho chiamata.
"Matilde, ma dove vai?"
"Mamma io sto salendo"
"No, Matilde non devi salire, scendi"
"E perché non devo salire? Io mi sono svegliata e ti volevo cercare in cucina!"
"Ma io ero a letto, guarda, è tutto buio.... è notte.... io ero nella stanza da letto..."
L'ho raggiunta, l'ho presa e l'ho riportata nel suo letto.
Sonnanbulismo? No... era sveglissima e cosciente.
Più semplicemente, dopo 3 anni, non ha ancora smesso di "scambiare il giorno con la notte".
Il rumore dei passi sulle scale, invece, mi ha fatto sussultare.
Sono saltata giù dal letto e sono andata a controllare. Si, la porta era aperta, e dei piccoli passi si sentivano sulle scale. Mi sono affacciata fuori dalla stanza e l'ho chiamata.
"Matilde, ma dove vai?"
"Mamma io sto salendo"
"No, Matilde non devi salire, scendi"
"E perché non devo salire? Io mi sono svegliata e ti volevo cercare in cucina!"
"Ma io ero a letto, guarda, è tutto buio.... è notte.... io ero nella stanza da letto..."
L'ho raggiunta, l'ho presa e l'ho riportata nel suo letto.
Sonnanbulismo? No... era sveglissima e cosciente.
Più semplicemente, dopo 3 anni, non ha ancora smesso di "scambiare il giorno con la notte".
14/12/08
Operazione abito in velluto. Primo episodio.
Stamattina mi sono data al saccheggio.
Ho saccheggiato tutte le edicole del mio circondario nella speranza di trovare "Cuci l'abito in velluto per la tua bambina di tre anni", ma a quanto pare non è ancora arrivato ;-)
Ho recuperato un Burda, sigillato, che prometteva dalla copertina "Piccole donne: abiti e completi per le feste"
Ho chiesto all'edicolante e ne avesse una copia non sigillata da poter sfogliare, ma quello mi ha guardato male... vabbè, 4,50 euro... può sempre e comunque tornare utile... l'ho preso.
Arrivata a casa l'ho aperto e le piccole donne, erano una specie di drag queen, con le gonne in taffetà stropicciato e lo scamiciato a vita bassa senza bretelle.
Io ho un taglio di velluto blue navy... io sogno un abito da bambola, con la gonna ampia e gonfia, il merletto, la calzamaglia bianco panna...
Insomma sono andata a riprendere quel numero di Stella Ragazzi, estivo, e mi sono cercata un cartamodello di scamiciato.
Infondo il difficile è il corpetto.
Trovato. Ricalcato. Ritagliato. Provato indosso alla bambina. Aggiustato. Riprovato. Confermato.
Dopo pranzo, nel silenzio totale e nella più assoluta solitudine, ho preso il taglio di velluto, l'ho ben disposto sul tavolo, ho appoggiato i pezzi del cartamodello e l'ho guardato. Bene, è preciso al centimetro, ma ci vengono anche le maniche lunghe.
Uno....
Due....
Tre....
Forbici in mano e ZAK ZAK ZAK!
Mi sono visualizzata mentre ritagliavo una bambonota da 20 euro nella speranza di farne un bel festone coi bambini che si tengono per mano...
Il taglio è andato abbastanza bene, se non fosse per il fatto che ho scoperto da dove viene il "pelo" del velluto: da piccolissimi pezzi di filo tenuti dalla trama della stoffa e quando lo tagli si tira via un filo lungo e un miliardo di piccolissimi pelucchi delle dimensioni di una formichina...
Poi ho cominciato a imbastire. Poi ho provato il solo corpetto alla bambina, quindi ho cucito, ma ovviamente doveva succedermi qualcosa... una manica non voleva stare al suo posto, vai a capire perché. La prima l'ho cucita tranquilla, tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu... la seconda l'ho scucita 4 volte perché mi si ripiegava di sotto facendo un casino. Per fortuna il tessuto non di è rovinato...
E qui mi sono fermata, per oggi, perché non avevo la cerniera invisibile. Riprenderò domani, nella speranza di non fare a pugni anche con lei.
Ho saccheggiato tutte le edicole del mio circondario nella speranza di trovare "Cuci l'abito in velluto per la tua bambina di tre anni", ma a quanto pare non è ancora arrivato ;-)
Ho recuperato un Burda, sigillato, che prometteva dalla copertina "Piccole donne: abiti e completi per le feste"
Ho chiesto all'edicolante e ne avesse una copia non sigillata da poter sfogliare, ma quello mi ha guardato male... vabbè, 4,50 euro... può sempre e comunque tornare utile... l'ho preso.
Arrivata a casa l'ho aperto e le piccole donne, erano una specie di drag queen, con le gonne in taffetà stropicciato e lo scamiciato a vita bassa senza bretelle.
Io ho un taglio di velluto blue navy... io sogno un abito da bambola, con la gonna ampia e gonfia, il merletto, la calzamaglia bianco panna...
Insomma sono andata a riprendere quel numero di Stella Ragazzi, estivo, e mi sono cercata un cartamodello di scamiciato.
Infondo il difficile è il corpetto.
Trovato. Ricalcato. Ritagliato. Provato indosso alla bambina. Aggiustato. Riprovato. Confermato.
Dopo pranzo, nel silenzio totale e nella più assoluta solitudine, ho preso il taglio di velluto, l'ho ben disposto sul tavolo, ho appoggiato i pezzi del cartamodello e l'ho guardato. Bene, è preciso al centimetro, ma ci vengono anche le maniche lunghe.
Uno....
Due....
Tre....
Forbici in mano e ZAK ZAK ZAK!
Mi sono visualizzata mentre ritagliavo una bambonota da 20 euro nella speranza di farne un bel festone coi bambini che si tengono per mano...
Il taglio è andato abbastanza bene, se non fosse per il fatto che ho scoperto da dove viene il "pelo" del velluto: da piccolissimi pezzi di filo tenuti dalla trama della stoffa e quando lo tagli si tira via un filo lungo e un miliardo di piccolissimi pelucchi delle dimensioni di una formichina...
Poi ho cominciato a imbastire. Poi ho provato il solo corpetto alla bambina, quindi ho cucito, ma ovviamente doveva succedermi qualcosa... una manica non voleva stare al suo posto, vai a capire perché. La prima l'ho cucita tranquilla, tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu... la seconda l'ho scucita 4 volte perché mi si ripiegava di sotto facendo un casino. Per fortuna il tessuto non di è rovinato...
E qui mi sono fermata, per oggi, perché non avevo la cerniera invisibile. Riprenderò domani, nella speranza di non fare a pugni anche con lei.
13/12/08
Ansia da prestazione, in velluto
Un pezzo di velluto di cotone blue navy, tedesco originale. 20 euro.
Un cerniera invisibile blu. 1 euro.
La soddisfazione di presentare Matilde la sera della sua festa di compleanno con una abito bellissimo cucito dalla mamma. Non ha prezzo.
...certo, a saperlo fare, però.
(ciò che mi terrorizza è il costo esorbitante della stoffa. Fino a quando si trattava di sperimentare su scampoli da 3 o 5 euro comprati al mercatino, andava bene.... ma adesso ho il terrore di buttare al vento quei 20 euro di velluto...)
Un cerniera invisibile blu. 1 euro.
La soddisfazione di presentare Matilde la sera della sua festa di compleanno con una abito bellissimo cucito dalla mamma. Non ha prezzo.
...certo, a saperlo fare, però.
(ciò che mi terrorizza è il costo esorbitante della stoffa. Fino a quando si trattava di sperimentare su scampoli da 3 o 5 euro comprati al mercatino, andava bene.... ma adesso ho il terrore di buttare al vento quei 20 euro di velluto...)
11/12/08
La disgrazia della sera
Ok, chiudo gli occhi. Voglio dare a Dio il tempo necessario per rimediare. Portare indietro il tempo, far muovere gli oggetti, se la sbriga Lui.
Riapro gli occhi ma non è cambiato niente.
Il disastro, la tragedia è ancora tutta lì, davanti ai miei occhi. A nulla serve provare a richiuderli e poi riaprirli. E a nulla servono le imprecazioni.
Lei è ancora lì... o meglio, quel che resta, di lei.
Dentro il lavello della cucina, nelle insenature tra i piatti sporchi. E' ancora lì. Immobile, calda, liquida e spappolata.
La mia frittata. La nostra frittata. La nostra cena.
Stasera accomodiamo con del pane e un pezzo di formaggio.
Riapro gli occhi ma non è cambiato niente.
Il disastro, la tragedia è ancora tutta lì, davanti ai miei occhi. A nulla serve provare a richiuderli e poi riaprirli. E a nulla servono le imprecazioni.
Lei è ancora lì... o meglio, quel che resta, di lei.
Dentro il lavello della cucina, nelle insenature tra i piatti sporchi. E' ancora lì. Immobile, calda, liquida e spappolata.
La mia frittata. La nostra frittata. La nostra cena.
Stasera accomodiamo con del pane e un pezzo di formaggio.
La cuccìa
Attenzione all'accento: si dice cuccìa, che significa "piccoli grani"
E' il frumento, i chicchi di grano tenero. Tradizione vuole che per Santa Lucia non si mangi nulla che sia fatto con la farina, ma solo il grano "grezzo".
La storiella che ci raccontavano a scuola era più o meno questa: nel '600 la Sicilia se la passava proprio male, e questa è verità storica. Carestie ed epidemie si susseguivano sterminando la popolazione...
Ma il miracolo avvenne proprio il giorno di Santa Lucia, quando un bastimento carico di grano approdò nel porto di Palermo (o di Siracusa, a seconda della cittadinanza di chi racconta la storia.... c'è molto campanilismo su queste cose) e finalmente si potè dare tregua alla fame. Ma chiaramente, affamati com'erano, i palermitani non aspettarono certo di macinare il grano, impastare il pane, farlo lievitare e poi cuocerlo...! Giusto il tempo di mettere a bollire l'acqua e se lo mangiarono così, lesso.
Da lì la tradizione (e anche "fioretto") di non mangiare derivati della farina per il giorno di Santa Lucia, ma solo riso e cuccìa.
Che poi il riso venga impastato col ragù, impanato e fritto per fare le arancine.... o che la cuccìa venga condita con la crema di ricotta, o il cioccolato, coi canditi e tutto il resto.... è solo un piccolo dettaglio.... ma tutti qui fanno la "penitenza" di non mangiare pane o pasta.... la "penitenza" di mangiare 2 o 3 arancine e 4 porzioni di cuccìa con la crema di ricotta.... Eh.... che volete, siamo un popolo abituato alla sofferenza.... le "penitenze" sono all'ordine del giorno, per noi....! :-D
Ma vi chiederete.... che c'entra *oggi* tutta questa storia?
C'entra.
C'entra perché il grano va messo in ammollo per 3 giorni prima di poterlo cuocere, e il giorno "istituzionale" era ieri.
Io, invece, me lo sono scordato e l'ho messo a bagno stamattina... significa che potrò cuocerlo solo nel pomeriggio del 13, ed è una grande, grandissima scocciatura.
E' il frumento, i chicchi di grano tenero. Tradizione vuole che per Santa Lucia non si mangi nulla che sia fatto con la farina, ma solo il grano "grezzo".
La storiella che ci raccontavano a scuola era più o meno questa: nel '600 la Sicilia se la passava proprio male, e questa è verità storica. Carestie ed epidemie si susseguivano sterminando la popolazione...
Ma il miracolo avvenne proprio il giorno di Santa Lucia, quando un bastimento carico di grano approdò nel porto di Palermo (o di Siracusa, a seconda della cittadinanza di chi racconta la storia.... c'è molto campanilismo su queste cose) e finalmente si potè dare tregua alla fame. Ma chiaramente, affamati com'erano, i palermitani non aspettarono certo di macinare il grano, impastare il pane, farlo lievitare e poi cuocerlo...! Giusto il tempo di mettere a bollire l'acqua e se lo mangiarono così, lesso.
Da lì la tradizione (e anche "fioretto") di non mangiare derivati della farina per il giorno di Santa Lucia, ma solo riso e cuccìa.
Che poi il riso venga impastato col ragù, impanato e fritto per fare le arancine.... o che la cuccìa venga condita con la crema di ricotta, o il cioccolato, coi canditi e tutto il resto.... è solo un piccolo dettaglio.... ma tutti qui fanno la "penitenza" di non mangiare pane o pasta.... la "penitenza" di mangiare 2 o 3 arancine e 4 porzioni di cuccìa con la crema di ricotta.... Eh.... che volete, siamo un popolo abituato alla sofferenza.... le "penitenze" sono all'ordine del giorno, per noi....! :-D
Ma vi chiederete.... che c'entra *oggi* tutta questa storia?
C'entra.
C'entra perché il grano va messo in ammollo per 3 giorni prima di poterlo cuocere, e il giorno "istituzionale" era ieri.
Io, invece, me lo sono scordato e l'ho messo a bagno stamattina... significa che potrò cuocerlo solo nel pomeriggio del 13, ed è una grande, grandissima scocciatura.
La morte di Ivan Il'ic
Mai letto niente di Tolsoji in vita mia. Ieri sera, un po' per scommessa e un po' per sfida con un paio di amici internettiani, l'ho preso e l'ho letto. Tutto in un'unica seduta.
Bello.
Finalmente qualcosa che non mi facesse pensare di chiudere il libro e scagliarlo fuori dalla finestra. Indubbiamente Camilleri l'ha letto poco prima di scrivere "Il tailleur grigio"... dovrei controllare se nella nota dell'autore c'è qualche riferimento a Tolstoji.
Comunque la trama è, di per se, povera. Nel senso che l'unico "evento" è la caduta dalla scaletta di Ivan Il'ic, per il resto sono tutti pensieri e riflessioni, deliri.
Quando si tratta di romanzi in "straniero" è chiaro che un terzo della buona riuscita di una lettura è di responsabilità del traduttore. Non sono in grado di valutare la qualità della traduzione, ma mi hanno fatto impazzire le frasi. Frasi lunghe, piene di coordinate, di subordinate, di incisive, ma che riescono alla perfezione a ricondurre il lettore alla proposizione principale. Non ho mai perso il filo di nessuna frase, non ho mai dovuto rileggere perché non capivo bene.
Bello, proprio bello.
Una buona lettura, finalmente.
Mi sa che continuo sul filone ottocentesco o comunque classico.... ché dagli scrittori contemporanei ho ricevuto troppe delusioni consecutive.
Bello.
Finalmente qualcosa che non mi facesse pensare di chiudere il libro e scagliarlo fuori dalla finestra. Indubbiamente Camilleri l'ha letto poco prima di scrivere "Il tailleur grigio"... dovrei controllare se nella nota dell'autore c'è qualche riferimento a Tolstoji.
Comunque la trama è, di per se, povera. Nel senso che l'unico "evento" è la caduta dalla scaletta di Ivan Il'ic, per il resto sono tutti pensieri e riflessioni, deliri.
Quando si tratta di romanzi in "straniero" è chiaro che un terzo della buona riuscita di una lettura è di responsabilità del traduttore. Non sono in grado di valutare la qualità della traduzione, ma mi hanno fatto impazzire le frasi. Frasi lunghe, piene di coordinate, di subordinate, di incisive, ma che riescono alla perfezione a ricondurre il lettore alla proposizione principale. Non ho mai perso il filo di nessuna frase, non ho mai dovuto rileggere perché non capivo bene.
Bello, proprio bello.
Una buona lettura, finalmente.
Mi sa che continuo sul filone ottocentesco o comunque classico.... ché dagli scrittori contemporanei ho ricevuto troppe delusioni consecutive.
In diretta dall'agenda di Dio
11 dicembre 2008
Ore 08.00 Scatenare il diluvio universale cominciando dal Golfo di Palermo.
Ore 08.00 Scatenare il diluvio universale cominciando dal Golfo di Palermo.
09/12/08
Psychiatrichelpizzati col cuore
Ed ecco a voi il primo grande concorso creativo lanciato da questo blog!
Un concorso a premi a tema "cuore" che si svolgerà a San Valentino.
Le regole sono semplicissime:
- Chiunque può partecipare
- Sono ammesse tutte e dico TUTTE le tecniche creative che vi vengono in mente (dallo schizzo a matita fino alla scultura su marmo di carrara)
- La vostra creazione dovrà rispettare il tema "cuore"
Iscrizioni aperte da adesso fino al 31 gennaio. Entro il 10 febbraio devo ricevere le vostre creazioni. Ci penso io a fotografarle. Dall'11 al 14 febbraio aprirò un sondaggio su questo blog per mettere ai voti le vostre creazioni. A tutti i partecipanti invierò un piccolo pensierino a tema "cuore" fatto con le mie manine sante. Al vincitore manderò un regalone a tema "cuore" fatto con le mie manine sante e farcito di vari ammennicoli che mi verranno in mente solo dopo che saprò chi li riceverà. Le vostre creazioni rimangono mie (uah uah uah!!!).
Le creazioni saranno in un'unica lista, ma potrei fare diverse liste in base alle tecniche e ai materiali e, naturalmente, eleggere un vincitore per ciascuna categoria.... lo deciderò solo quando le avrò ricevute tutte.
E allora, che ne pensate?
Un concorso a premi a tema "cuore" che si svolgerà a San Valentino.
Le regole sono semplicissime:
- Chiunque può partecipare
- Sono ammesse tutte e dico TUTTE le tecniche creative che vi vengono in mente (dallo schizzo a matita fino alla scultura su marmo di carrara)
- La vostra creazione dovrà rispettare il tema "cuore"
Iscrizioni aperte da adesso fino al 31 gennaio. Entro il 10 febbraio devo ricevere le vostre creazioni. Ci penso io a fotografarle. Dall'11 al 14 febbraio aprirò un sondaggio su questo blog per mettere ai voti le vostre creazioni. A tutti i partecipanti invierò un piccolo pensierino a tema "cuore" fatto con le mie manine sante. Al vincitore manderò un regalone a tema "cuore" fatto con le mie manine sante e farcito di vari ammennicoli che mi verranno in mente solo dopo che saprò chi li riceverà. Le vostre creazioni rimangono mie (uah uah uah!!!).
Le creazioni saranno in un'unica lista, ma potrei fare diverse liste in base alle tecniche e ai materiali e, naturalmente, eleggere un vincitore per ciascuna categoria.... lo deciderò solo quando le avrò ricevute tutte.
E allora, che ne pensate?
07/12/08
Non potevo non mostrarvelo
In teoria si capisce benissimo. Quando sembra che dica "pesci di casa" in realtà sono "pezzi".... Se avete bisogno di uno script, ditelo...
06/12/08
Il Natale è dei bambini
Indovinate quali sono le palline che ho appeso io e quali, invece, quelle appese da Matilde... :-D
Non vinceremo di sicuro il premio per l'albero più "armonico" del quartiere, ma ci siamo divertite da morire! :-D
Non vinceremo di sicuro il premio per l'albero più "armonico" del quartiere, ma ci siamo divertite da morire! :-D
05/12/08
Il concorso del citrullo
DLIN DLON!
Comunicazione di servizio: sul blog di Idiva, sta per avere inizio il grande concorso "Citrullo di Natale"! La vostra beneamina Lucy è in gara con ben due citrulli natalizi! Accorrete!!
Grazie per l'attenzione.
DLIN DLON!
Eccoli:
04/12/08
Oasi di disordine
"Ho acceso il tuo portatile...."
"E allora?"
"Ci sono un sacco di icone sul desktop..."
Brillava una strana luce negli occhi di mio marito, mentre lo diceva.
La luce del Sacro Fuoco dell'Ordine.
Ho solo tre oasi di disordine nella mia casa e nella mia vita: l'armadietto del mio bagno, gli scaffali del cucito e il desktop del mio portatile.
Guai a chi osa mettervi un dito. Ho ucciso per molto meno.
"E allora?"
"Ci sono un sacco di icone sul desktop..."
Brillava una strana luce negli occhi di mio marito, mentre lo diceva.
La luce del Sacro Fuoco dell'Ordine.
Ho solo tre oasi di disordine nella mia casa e nella mia vita: l'armadietto del mio bagno, gli scaffali del cucito e il desktop del mio portatile.
Guai a chi osa mettervi un dito. Ho ucciso per molto meno.
La notiziona!
E' arrivata la conferma!
E bacchettate a profusione sulle nocche delle dita di tutte quante voi che avevate pensato che ci fosse un altro bimbo in cantiere....
Ma dico!!! Vi faccio la testa quadrata ogni volta che mi lamento della continua pressione di amici&parenti, vi dico che mi trasformerei in supersayan quando qualcuno "usa" mia figlia per fare la battuta che - solo a lui - sembra spiritosa... e poi.... anche voi..???? Quoque vos, "brutte" filie mihi?!?!?!?!?!
La notiziona buona.... quasi quasi per ripicca non ve la dico!
Sono buona e ve la dico...
La notiziona è che non abbiamo mai riscosso l'assegno di maternità "offerto" dal comune... la notiziona buona è che siamo ancora in tempo a risquoterlo e arriverà riemesso il mese prossimo! ^_^
La super notizia bomba è che ho deciso che con quei soldini mi ci compro un biglietto A/R Palermo-Venezia e me ne vado a trovare le mie amiche Tarta e Federica ai primi di marzo!!! :-D
Quindi mettiamoci d'accordo, fatemi sapere il finesettimana a voi più favorevole e viaaaaaaaaaaaa!!!! :-D
E bacchettate a profusione sulle nocche delle dita di tutte quante voi che avevate pensato che ci fosse un altro bimbo in cantiere....
Ma dico!!! Vi faccio la testa quadrata ogni volta che mi lamento della continua pressione di amici&parenti, vi dico che mi trasformerei in supersayan quando qualcuno "usa" mia figlia per fare la battuta che - solo a lui - sembra spiritosa... e poi.... anche voi..???? Quoque vos, "brutte" filie mihi?!?!?!?!?!
La notiziona buona.... quasi quasi per ripicca non ve la dico!
Sono buona e ve la dico...
La notiziona è che non abbiamo mai riscosso l'assegno di maternità "offerto" dal comune... la notiziona buona è che siamo ancora in tempo a risquoterlo e arriverà riemesso il mese prossimo! ^_^
La super notizia bomba è che ho deciso che con quei soldini mi ci compro un biglietto A/R Palermo-Venezia e me ne vado a trovare le mie amiche Tarta e Federica ai primi di marzo!!! :-D
Quindi mettiamoci d'accordo, fatemi sapere il finesettimana a voi più favorevole e viaaaaaaaaaaaa!!!! :-D
03/12/08
Punto di riferimento per misurare la dolcezza
"E com'è questo tuo nuovo cuginetto?"
"Il nuovo cuginetto? E' dooooooooolce! Dolcissimo! Dolce come lo zucchero! Dolce come le caramelle! Dolce come i confetti! Dolce come le bambine! Insomma.... dolce come le Matildi!"
"Il nuovo cuginetto? E' dooooooooolce! Dolcissimo! Dolce come lo zucchero! Dolce come le caramelle! Dolce come i confetti! Dolce come le bambine! Insomma.... dolce come le Matildi!"
02/12/08
Qui comincia l'avventura della signora Van Pelt
Tutto comincia domenica sera. Nella nullafacenza tipica della giornata, mio marito - solerte! - controlla il suo profilo sul sito dell'INPS.
Il dramma comincia un minuto dopo, quando controlla il mio.
"Lucy..."
"Che c'è?"
"Non hai nessun contributo"
"EH?!"
"All'INPS non risultano versati i tuoi contributi"
Un attimo.
Assunta nel marzo 2004, licenziata nel maggio 2005, ricordo bene che già nell'estate del 2006 sotto il mio profilo sul sito INPS non risultava versato alcun contributo e la signorina del call center mi disse che normalmente ci vogliono un paio di anni prima che compaiano.
Però di anni ne sono passati già quasi 5.
Lunedì mattina. Telefonata al call center.
"Buongiorno, io ho un piccolo problema.... non riesco a vedere i contributi sotto il mio profilo nel vostro sito...."
"Controlliamo subito, mi dia il codice fiscale. [...] Non risultano neanche a noi, le conviene andare in sede"
"In sede significa all'ufficio INPS della mia città? Quello dove si fa un turno da 60 persone, un solo sportello aperto ecc.?"
"Si, proprio quello"
Stamattina. Armata di pazienza fino ai denti, trascino mia figlia lungo le strade della città, per arrivare dall'altro capo del mondo, all'INPS. Prendo il turno: numero 07. Guardo il tabellone: 65. Bene, ce la faccio.
Col numeretto in tasca mi scapicollo dall'altra parte dell'universo e mollo la bambina a casa di mia madre. Non mi salterebbe mai in mente di farla stare nella stessa stanza con altre 70 persone per almeno due ore. Con il mio passo da gazzella ritorno all'ufficio INPS, sono arrivati al 77. Forse forse non faccio troppo tardi. Guardo l'orologio: le 10.08.
Alle 11.47 arriva il mio turno. Un simpatico signorotto sulla 50ina mi ascolta, controlla e impallidisce anche lui: i contributi non ci sono.
"Bene... e ora che si fa?"
"Signora, facciamo finta che sia già Natale e *immaginiamo* che in realtà i contributi siano stati versati ma per qualche strano inghippo non siano stati *ancora* caricati nel suo profilo"
"Va bene, io ci credo. (Perché ci mancherebbe solo di scoprire che in realtà quel grandissimo str*nzo del mio ex capo non mi abbia mai versato una lira di contributi. Ci mancherebbe dopo che mi pagava con una manciata di monetine e mi faceva firmare buste paga che mi informavano che lui "ufficialmente" mi pagava più del doppio. Ci mancherebbe dopo che non mi concedeva nemmeno mezza giornata di permesso perché me la faceva recuperare il giorno dopo. Ci mancherebbe, visto che avevo solo una settimana di ferie l'anno. Ci mancherebbe dopo che mi ha assunta dicendo che non mi spettava fare le pulizie ma poi si rifiutava di chiamare la donna delle pulizie e allora toccava a me mantenere un minimo di igiene. Ci mancherebbe, dopo che mi costringeva a respirare il suo fumo passivo, il suo alito puzzolente di mistura di caffè e tabacco, e la puzza della sua cacca che faceva regolarmente nel bagno dell'ufficio dopo aver preso il caffè e fumato la sigaretta. Ci mancherebbe dopo che mi chiamava *urgentemente* fuori dall'orario di lavoro, anche la domenica mattina perché si era impallato il computer. Ci mancherebbe dopo che mi chiedeva il favore di "imbucare questa lettera" e non mi dava nemmeno i 60 centesimi per il francobollo.) Si, possiamo crederci, perché un paio di volte ci sono andata io stessa in banca a fare il versamento per me e l'altra dipendente, quindi diciamo che ci crederei anche a Pasqua"
Il simpatico signorotto mi manda dal consulente del lavoro cui si rivolgeva il mio ex capo.
Dopo una mezz'oretta di anticamera, il ragioniere mi riceve. E cade dalle nuvole.
"Ma lei è sicura di essere stata assunta?"
"Ho le buste paga... prodotte qui dal suo ufficio..."
Controlla, si alza, cerca, guarda.... I versamenti ci sono, sono stati fatti. Semplicemente non sono stati "caricati".
"Aspetti altri due o tre mesi e ricontrolli, oppure vada all'INPS, ma alla sede centrale"
In definitiva, una giornata sprecata per non concludere niente. E le due ore e mezza complessive di fila che ho fatto oggi non mi verranno decurtate dal turno che dovrò fare dopodomani alla sede centrale.
Però, in fin dei conti, una bella notizia c'è. Ma aspetto di vederla concretizzare prima di svelarla... Se dovesse andare a buon fine, un paio di voi potrebbero ricevere una bella sorpresa, tanto sperata, sognata e accantonata, sulla quale ancora c'è un punto interrogativo che potrebbe essere trasformato in punto esclamativo. Incrociate le dita anche voi!.
Il dramma comincia un minuto dopo, quando controlla il mio.
"Lucy..."
"Che c'è?"
"Non hai nessun contributo"
"EH?!"
"All'INPS non risultano versati i tuoi contributi"
Un attimo.
Assunta nel marzo 2004, licenziata nel maggio 2005, ricordo bene che già nell'estate del 2006 sotto il mio profilo sul sito INPS non risultava versato alcun contributo e la signorina del call center mi disse che normalmente ci vogliono un paio di anni prima che compaiano.
Però di anni ne sono passati già quasi 5.
Lunedì mattina. Telefonata al call center.
"Buongiorno, io ho un piccolo problema.... non riesco a vedere i contributi sotto il mio profilo nel vostro sito...."
"Controlliamo subito, mi dia il codice fiscale. [...] Non risultano neanche a noi, le conviene andare in sede"
"In sede significa all'ufficio INPS della mia città? Quello dove si fa un turno da 60 persone, un solo sportello aperto ecc.?"
"Si, proprio quello"
Stamattina. Armata di pazienza fino ai denti, trascino mia figlia lungo le strade della città, per arrivare dall'altro capo del mondo, all'INPS. Prendo il turno: numero 07. Guardo il tabellone: 65. Bene, ce la faccio.
Col numeretto in tasca mi scapicollo dall'altra parte dell'universo e mollo la bambina a casa di mia madre. Non mi salterebbe mai in mente di farla stare nella stessa stanza con altre 70 persone per almeno due ore. Con il mio passo da gazzella ritorno all'ufficio INPS, sono arrivati al 77. Forse forse non faccio troppo tardi. Guardo l'orologio: le 10.08.
Alle 11.47 arriva il mio turno. Un simpatico signorotto sulla 50ina mi ascolta, controlla e impallidisce anche lui: i contributi non ci sono.
"Bene... e ora che si fa?"
"Signora, facciamo finta che sia già Natale e *immaginiamo* che in realtà i contributi siano stati versati ma per qualche strano inghippo non siano stati *ancora* caricati nel suo profilo"
"Va bene, io ci credo. (Perché ci mancherebbe solo di scoprire che in realtà quel grandissimo str*nzo del mio ex capo non mi abbia mai versato una lira di contributi. Ci mancherebbe dopo che mi pagava con una manciata di monetine e mi faceva firmare buste paga che mi informavano che lui "ufficialmente" mi pagava più del doppio. Ci mancherebbe dopo che non mi concedeva nemmeno mezza giornata di permesso perché me la faceva recuperare il giorno dopo. Ci mancherebbe, visto che avevo solo una settimana di ferie l'anno. Ci mancherebbe dopo che mi ha assunta dicendo che non mi spettava fare le pulizie ma poi si rifiutava di chiamare la donna delle pulizie e allora toccava a me mantenere un minimo di igiene. Ci mancherebbe, dopo che mi costringeva a respirare il suo fumo passivo, il suo alito puzzolente di mistura di caffè e tabacco, e la puzza della sua cacca che faceva regolarmente nel bagno dell'ufficio dopo aver preso il caffè e fumato la sigaretta. Ci mancherebbe dopo che mi chiamava *urgentemente* fuori dall'orario di lavoro, anche la domenica mattina perché si era impallato il computer. Ci mancherebbe dopo che mi chiedeva il favore di "imbucare questa lettera" e non mi dava nemmeno i 60 centesimi per il francobollo.) Si, possiamo crederci, perché un paio di volte ci sono andata io stessa in banca a fare il versamento per me e l'altra dipendente, quindi diciamo che ci crederei anche a Pasqua"
Il simpatico signorotto mi manda dal consulente del lavoro cui si rivolgeva il mio ex capo.
Dopo una mezz'oretta di anticamera, il ragioniere mi riceve. E cade dalle nuvole.
"Ma lei è sicura di essere stata assunta?"
"Ho le buste paga... prodotte qui dal suo ufficio..."
Controlla, si alza, cerca, guarda.... I versamenti ci sono, sono stati fatti. Semplicemente non sono stati "caricati".
"Aspetti altri due o tre mesi e ricontrolli, oppure vada all'INPS, ma alla sede centrale"
In definitiva, una giornata sprecata per non concludere niente. E le due ore e mezza complessive di fila che ho fatto oggi non mi verranno decurtate dal turno che dovrò fare dopodomani alla sede centrale.
Però, in fin dei conti, una bella notizia c'è. Ma aspetto di vederla concretizzare prima di svelarla... Se dovesse andare a buon fine, un paio di voi potrebbero ricevere una bella sorpresa, tanto sperata, sognata e accantonata, sulla quale ancora c'è un punto interrogativo che potrebbe essere trasformato in punto esclamativo. Incrociate le dita anche voi!.
01/12/08
Domande a trabocchetto
"Mamma che cos'è quella cosa bianca che si alza e si abbassa?"
Guardo fuori dal finestrino della macchina "Non lo so, forse è una luce..."
"Nooooooooooo! Non è una luce!!! Che cos'è quella cosa bianca che si alza e si abbassa????"
"Non lo so, non l'ho vista! Ma una cosa bianca che si alza e si abbassa può solo essere una luce!"
Voce tremolante da groppo in gola "E invece non è una luce...."
"Mi dispiace ma non l'ho vista e non posso dirti cos'è..."
"Tu devi dire che è un sacchetto bianco che vola con il vento....!"
"Ma allora se lo sapevi già che cosa era, perché me l'hai chiesto?!"
"Perché lo dovevi dire tu..."
Prima o poi la lasciamo in un autogrill.
Guardo fuori dal finestrino della macchina "Non lo so, forse è una luce..."
"Nooooooooooo! Non è una luce!!! Che cos'è quella cosa bianca che si alza e si abbassa????"
"Non lo so, non l'ho vista! Ma una cosa bianca che si alza e si abbassa può solo essere una luce!"
Voce tremolante da groppo in gola "E invece non è una luce...."
"Mi dispiace ma non l'ho vista e non posso dirti cos'è..."
"Tu devi dire che è un sacchetto bianco che vola con il vento....!"
"Ma allora se lo sapevi già che cosa era, perché me l'hai chiesto?!"
"Perché lo dovevi dire tu..."
Prima o poi la lasciamo in un autogrill.
Sentirsi "bona"
Mi vesto bene. Ho comprato degli stivali nuovi. Ho stretto un vecchio paio di jeans trasformando le "zampe d'elefante" in "sigarette". Ho comprato una giacca di pelle (plastica) nera. Ho comprato tre maglie nuove. Indosso persino una collanina di perle. Mi sento "bona".
Cammino per strada. Dritta.
L'andatura perfetta è quella nella quale è il bacino a guidare
Mi risuonano nella mente le parole di F il fisioterapista. Il bacino deve guidare. Prendo la mira, raddrizzo la schiena, mi concentro sul bacino e vado. Cammino spedita. Tac tac tac. Cammino dritta. Tac tac tac.
Pensiero fisso sul bacino, addominali un po' contratti e psoas dolorante, ci siamo, il bacino è in asse, il bacino è nella giusta posizione. Il bacino comanda. Tac tac tac.
Per strada non mi guarda nessuno. Nessun ragazzo si volta a guardarmi, nessun ragazzino mi suona il clacson del motorino, ma mi sento lo stesso "bona". Mi sento "dritta", padrona della mia schiena, padrona dei miei muscoli, padrona del mio bacino, padrona della mia andatura. Padrona del mio corpo.
Sentirsi "bona" aiuta.
Cammino per strada. Dritta.
L'andatura perfetta è quella nella quale è il bacino a guidare
Mi risuonano nella mente le parole di F il fisioterapista. Il bacino deve guidare. Prendo la mira, raddrizzo la schiena, mi concentro sul bacino e vado. Cammino spedita. Tac tac tac. Cammino dritta. Tac tac tac.
Pensiero fisso sul bacino, addominali un po' contratti e psoas dolorante, ci siamo, il bacino è in asse, il bacino è nella giusta posizione. Il bacino comanda. Tac tac tac.
Per strada non mi guarda nessuno. Nessun ragazzo si volta a guardarmi, nessun ragazzino mi suona il clacson del motorino, ma mi sento lo stesso "bona". Mi sento "dritta", padrona della mia schiena, padrona dei miei muscoli, padrona del mio bacino, padrona della mia andatura. Padrona del mio corpo.
Sentirsi "bona" aiuta.



