Venerdì scorso:
"Mamma, a scuola ci hanno dato questa comunicazione sul massimo di assenze consentite durante l'anno per evitare di essere bocciati"
"Va bene, fammi vedere. 270 ore di assenza? In pratica 10 settimane scolastiche"
"Tienila tu"
"Ma no, che ci faccio? Buttala nel cestino della carta"
Lunedì:
"Mamma, hai presente quella comunicazione sulle assenze che hai buttato?"
"Sì"
"Ecco, andava controfirmata e restituita alla segreteria"
"..."
"Tranquilla mamma, me ne sono fatta dare un'altra copia dalla professoressa d'italiano"
"E che ti ha detto? Non ti ha chiesto come mai te ne serviva un'altra?"
"Sì, certo, me l'ha chiesto, ed io ho risposto che tu l'avevi buttata"
Brava, figlia mia, facciamoglielo capire subito che cosa se ne fa tua madre delle comunicazioni della scuola da controfirmare: tua madre ci si pulisce il...
!
'-_-
07/11/16
04/11/16
L'occhio lungo
E' fastidioso ma mi tocca.
Entro, saluto, spiego, rispondo, domando, ascolto. Poi mi alzo, mi sposto dietro il paravento e mi spoglio.
Una volta ogni due anni è buona norma fare il pap-test. Io mi sono sempre rivolta al consultorio, ma per tutta una serie di ragioni, stavolta ho deciso di andare da un ginecologo privato. Mai visto prima.
Con il solito stato d'animo che precede le visite ginecologiche, mi siedo sulla poltrona, convincendomi che non è la cosa più piacevole del mondo, ma nemmeno la più sgradevole. Lui arriva e mi invita a modificare la posizione.
"Te lo spiego io come si fa a non sentire fastidio durante un pap test. Solleva le ginocchia, qui ci devi appoggiare i piedi."
E così faccio, ossia appoggio i piedi e non le ginocchia, sopra i supporti di metallo.
Lui mi guarda e mi chiede: "Ma tu fai ginnastica?"
"Faccio yoga"
"Si vede. E' palese. Io ho l'occhio lungo per queste cose. Scommetto che qualche uomo che frequenti nemmeno se ne accorge, e magari nemmeno lo apprezza. Di sicuro gli uomini moderni vanno subito al sodo e non sanno nemmeno riconoscere queste cose, ma io lo vedo, l'ho capito subito. E' evidente che tu fai esercizio fisico, che ci tieni a mantenere in salute il tuo corpo. E invece questi uomini moderni non sanno nemmeno capire che cosa hanno tra le mani... "
Vista la situazione, suppongo che il nocciolo della questione fosse il modo (la facilità? l'estensione?) con la quale io ho assunto quella posizione ed ho allargato le gambe.
Mi ha fatto piacere, mi ha lusingato, mi ha gratificato. Questa vecchia pellaccia, a quanto pare, non è poi così male, ancora.
Però, stare lì in posizione ginecologica, a gambe aperte, mentre un baldanzoso sessantenne ti dice che ha l'occhio lungo, e complimentandosi per come le sai allargare bene le gambe tu... ecco, un tantinello a disagio mi ci ha fatto sentire! XD
Entro, saluto, spiego, rispondo, domando, ascolto. Poi mi alzo, mi sposto dietro il paravento e mi spoglio.
Una volta ogni due anni è buona norma fare il pap-test. Io mi sono sempre rivolta al consultorio, ma per tutta una serie di ragioni, stavolta ho deciso di andare da un ginecologo privato. Mai visto prima.
Con il solito stato d'animo che precede le visite ginecologiche, mi siedo sulla poltrona, convincendomi che non è la cosa più piacevole del mondo, ma nemmeno la più sgradevole. Lui arriva e mi invita a modificare la posizione.
"Te lo spiego io come si fa a non sentire fastidio durante un pap test. Solleva le ginocchia, qui ci devi appoggiare i piedi."
E così faccio, ossia appoggio i piedi e non le ginocchia, sopra i supporti di metallo.
Lui mi guarda e mi chiede: "Ma tu fai ginnastica?"
"Faccio yoga"
"Si vede. E' palese. Io ho l'occhio lungo per queste cose. Scommetto che qualche uomo che frequenti nemmeno se ne accorge, e magari nemmeno lo apprezza. Di sicuro gli uomini moderni vanno subito al sodo e non sanno nemmeno riconoscere queste cose, ma io lo vedo, l'ho capito subito. E' evidente che tu fai esercizio fisico, che ci tieni a mantenere in salute il tuo corpo. E invece questi uomini moderni non sanno nemmeno capire che cosa hanno tra le mani... "
Vista la situazione, suppongo che il nocciolo della questione fosse il modo (la facilità? l'estensione?) con la quale io ho assunto quella posizione ed ho allargato le gambe.
Mi ha fatto piacere, mi ha lusingato, mi ha gratificato. Questa vecchia pellaccia, a quanto pare, non è poi così male, ancora.
Però, stare lì in posizione ginecologica, a gambe aperte, mentre un baldanzoso sessantenne ti dice che ha l'occhio lungo, e complimentandosi per come le sai allargare bene le gambe tu... ecco, un tantinello a disagio mi ci ha fatto sentire! XD
03/11/16
Poche certezze nella vita
"Ciao Perfido! Ho appena ricevuto la tua cartolina, grazie"
"Lucy, io non ti ho mandato nessuna cartolina..."
"Non scherzare. Non ti sei firmato con nome e cognome, ma la grafia è inequivocabilmente la tua"
"Scusami, ma da dove e quando è stata spedita?"
"Il timbro è confuso, però proviene da quella località balneare in Emilia Romagna"
"Ah! Interessante! In effetti ci andavo spesso tempo fa. Solo che saranno almeno 4 anni che ho cambiato meta delle vacanze"
"Aspetta. Tu mi stai dicendo che quella dicitura "2016" nella data che tu hai scritto a mano, in realtà è 2010? Che quello non è un 6 scritto in modo approssimativo, bensì uno 0? Vuoi forse farmi credere che questa cartolina si è riposata chissà dove per più di 6 anni?!"
"Mandami la foto"
"Eccola"
"Oh, ecco! Me la ricordo benissimo. Te l'ho spedita verso la fine di settembre 2010"
Ci sono poche certezze nella vita.
L'efficienza del servizio postale non è tra queste.
"Lucy, io non ti ho mandato nessuna cartolina..."
"Non scherzare. Non ti sei firmato con nome e cognome, ma la grafia è inequivocabilmente la tua"
"Scusami, ma da dove e quando è stata spedita?"
"Il timbro è confuso, però proviene da quella località balneare in Emilia Romagna"
"Ah! Interessante! In effetti ci andavo spesso tempo fa. Solo che saranno almeno 4 anni che ho cambiato meta delle vacanze"
"Aspetta. Tu mi stai dicendo che quella dicitura "2016" nella data che tu hai scritto a mano, in realtà è 2010? Che quello non è un 6 scritto in modo approssimativo, bensì uno 0? Vuoi forse farmi credere che questa cartolina si è riposata chissà dove per più di 6 anni?!"
"Mandami la foto"
"Eccola"
"Oh, ecco! Me la ricordo benissimo. Te l'ho spedita verso la fine di settembre 2010"
Ci sono poche certezze nella vita.
L'efficienza del servizio postale non è tra queste.
02/11/16
Un modo nuovo
Ho scoperto un modo nuovo di leggere: ascoltare.
Ho scoperto gli audiolibri, tramite un servizio offerto dal più grande store online dell'universo mondo web.
Quando un amico me ne ha parlato, sono stata molto scettica, eppure tentata. Io non leggo più come una volta, non ce la faccio a leggere come vorrei, non ho il tempo, non ho lo spazio, non ho il modo, non ho le forze. Perseguo ancora nella tradizione della lettura ad alta voce per le mie figlie, prima di andare a dormire, e quando le saluto, e devo ancora lavare i piatti, e mi metto a letto che sono le 22... No, gli occhi mi si chiudono da soli, non ci riesco.
E durante il giorno, quando sto a casa, quando non lavoro e non devo occuparmi delle bambine, dei loro compiti e delle loro attività extra scolastiche, ci sono comunque pulizie da fare, pasti da preparare, coperte per il nipote da cucire ecc. Potrei avere la testa libera, ma le mani e gli occhi sono impegnati e non possono dedicarsi a un libro.
Ed ecco, dunque, gli audiolibri. E l'ascolto. E le ore e ore di lettura passiva accumulate stendendo la biancheria, impastando la pizza, cambiando le lenzuola, lavando i pavimenti e imbastendo esagoni per il quilt.
In 10 giorni ho accumulato 18 ore di lettura, che nemmeno per miracolo avrei potuto completare col metodo tradizionale.
Ho scoperto un nuovo modo di leggere. Ho scoperto una nuova droga.
Ho scoperto gli audiolibri, tramite un servizio offerto dal più grande store online dell'universo mondo web.
Quando un amico me ne ha parlato, sono stata molto scettica, eppure tentata. Io non leggo più come una volta, non ce la faccio a leggere come vorrei, non ho il tempo, non ho lo spazio, non ho il modo, non ho le forze. Perseguo ancora nella tradizione della lettura ad alta voce per le mie figlie, prima di andare a dormire, e quando le saluto, e devo ancora lavare i piatti, e mi metto a letto che sono le 22... No, gli occhi mi si chiudono da soli, non ci riesco.
E durante il giorno, quando sto a casa, quando non lavoro e non devo occuparmi delle bambine, dei loro compiti e delle loro attività extra scolastiche, ci sono comunque pulizie da fare, pasti da preparare, coperte per il nipote da cucire ecc. Potrei avere la testa libera, ma le mani e gli occhi sono impegnati e non possono dedicarsi a un libro.
Ed ecco, dunque, gli audiolibri. E l'ascolto. E le ore e ore di lettura passiva accumulate stendendo la biancheria, impastando la pizza, cambiando le lenzuola, lavando i pavimenti e imbastendo esagoni per il quilt.
In 10 giorni ho accumulato 18 ore di lettura, che nemmeno per miracolo avrei potuto completare col metodo tradizionale.
Ho scoperto un nuovo modo di leggere. Ho scoperto una nuova droga.
31/10/16
Qual è il secondo?
Mentre passeggiamo per il corso della nostra ridente cittadina, indico a Matilde il cartello col nome della strada: "Vedi? Si chiama Corso Umberto I"
Angelica: "Ma perché è primo? C'è anche un altro Corso Umberto?!"
E lì, tra le lacrime, a spiegarle che ad essere primo non è il corso, ma Umberto!
Angelica: "Ma perché è primo? C'è anche un altro Corso Umberto?!"
E lì, tra le lacrime, a spiegarle che ad essere primo non è il corso, ma Umberto!
28/10/16
Un altro segno
Io mi ero indispettita e quasi offesa quando, tornata a casa, ho scoperto che la commessa del negozio di Bottega verde mi aveva regalato i campioncini di una crema viso antietà.
"Ma tu guarda questa" - avevo esclamato commentando la cosa con Angelica - "che cosa sente dire con la cremina antietà? Bah! Perché non se la spalma lei!"
Poi sono andata da Gandalf. Avevo un appuntamento al suo studio nella veste di paziente, per un problemino al braccio destro che mi affligge da prima dell'estate.
Non mi soffermerò sulla diagnosi, sulla prognosi, né sulla leggendaria delicazzitudine con cui Gandalf ama trattarmi quando mi trovo tra le sue mani in veste di paziente. Tornata a casa, però, mi sono cambiata e struccata e, con la coda tra le gambe, mi sono applicata la crema viso idratante antietà che la lungimirante commessa di Bottega verde mi aveva regalato.
"Ma tu guarda questa" - avevo esclamato commentando la cosa con Angelica - "che cosa sente dire con la cremina antietà? Bah! Perché non se la spalma lei!"
Poi sono andata da Gandalf. Avevo un appuntamento al suo studio nella veste di paziente, per un problemino al braccio destro che mi affligge da prima dell'estate.
Non mi soffermerò sulla diagnosi, sulla prognosi, né sulla leggendaria delicazzitudine con cui Gandalf ama trattarmi quando mi trovo tra le sue mani in veste di paziente. Tornata a casa, però, mi sono cambiata e struccata e, con la coda tra le gambe, mi sono applicata la crema viso idratante antietà che la lungimirante commessa di Bottega verde mi aveva regalato.
27/10/16
Mia madre non vuole
"Lucy, dove sei?"
"A casa"
"Sta piovendo"
"Lo so, mamma, lo vedo"
"Eh. E tu sei a casa? Le bambine? Hanno finito?"
"Di fare che?"
"Le cose del pomeriggio"
"Angelica è in palestra. Tra una decina di minuti vado a prenderla e nel frattempo accompagno Matilde. Poi alle 8 vado a riprenderla e solo allora avremo finito"
"Vuoi che ci va papà?"
"Ma dove?"
"A prendere Angelica e accompagnare Matilde"
"No, grazie. Ma per quale motivo dovrebbe andarci lui?"
"Che ne so... siccome piove..."
"Io non mi sciolgo con l'acqua. Giuro"
"Ma che c'entra! Siccome sta piovendo forte"
"..."
"Vabbè. Stai attenta a come guidi però!"
E pensare che io volevo impennare con il mio pandino vintage, facendo sgommare le ruote e annaffiando tutti i pedoni per strada... E invece niente, mia madre non vuole.
'-_-
"A casa"
"Sta piovendo"
"Lo so, mamma, lo vedo"
"Eh. E tu sei a casa? Le bambine? Hanno finito?"
"Di fare che?"
"Le cose del pomeriggio"
"Angelica è in palestra. Tra una decina di minuti vado a prenderla e nel frattempo accompagno Matilde. Poi alle 8 vado a riprenderla e solo allora avremo finito"
"Vuoi che ci va papà?"
"Ma dove?"
"A prendere Angelica e accompagnare Matilde"
"No, grazie. Ma per quale motivo dovrebbe andarci lui?"
"Che ne so... siccome piove..."
"Io non mi sciolgo con l'acqua. Giuro"
"Ma che c'entra! Siccome sta piovendo forte"
"..."
"Vabbè. Stai attenta a come guidi però!"
E pensare che io volevo impennare con il mio pandino vintage, facendo sgommare le ruote e annaffiando tutti i pedoni per strada... E invece niente, mia madre non vuole.
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26/10/16
Grand gourmet
"Mamma stai tranquilla, tu vai pure a yoga! Quando torni ti facciamo trovare la cena già pronta. Cuciniamo noi!"
Ed ecco la nostra cena: per me panino con Philadelphia e lattuga, per Angelica panino col prosciutto, per Matilde panino con lattuga e prosciutto. Tutti e tre già pronti per il mio ritorno a casa e conditi con tanto, ma tanto amore!
(Tralasciando il dettaglio che stamattina mi hanno chiesto di comprareper loro del prosciutto, che sarà già la terza volta nel 2016, e un po' mi turba&disturba)
Ed ecco la nostra cena: per me panino con Philadelphia e lattuga, per Angelica panino col prosciutto, per Matilde panino con lattuga e prosciutto. Tutti e tre già pronti per il mio ritorno a casa e conditi con tanto, ma tanto amore!
(Tralasciando il dettaglio che stamattina mi hanno chiesto di comprareper loro del prosciutto, che sarà già la terza volta nel 2016, e un po' mi turba&disturba)
25/10/16
Al fuoco
All'inizio le loro urla mi sembravano una lite, la solita, l'ennesima. Poi distinguo la parola "aiuto" esclamata da Matilde. Poi le grida di Angelica raggiungono registri e intensità mai sentiti finora.
Nel mio immaginario la lite è degenerata, come spesso accade, e la grande le sta prendendo dalla piccola, come sempre succede.
Scendo a vedere, ma mentre sono sulle scale, le urla di Angelica si fanno sempre più stridule, Matilde si affaccia e mi chiama dicendo "Sta esplodendo!".
Nel mio immaginario Angelica sta trasformandosi in super Sayan.
Subito dopo, però, la parola che distinguo è "Fuoco", al che mi convinco che sia improbabile che Angelica abbia preso fuoco. Poi ne sento l'odore, di fumo, di plastica. Nel frattempo ho raggiunto il primo piano e Matilde mi spiega che sta bruciando. Ma cosa?
Lo scopro subito, entrando nella cameretta. Lo scaldino ad acqua elettrico. Si trova a terra, accanto al comodino, con la spina nella presa di corrente e coronato da un'allegra e vivida fiamma. Angelica lo fissa terrorizzata, e lo indica ancora urlando "Sta scoppiando!".
Per fortuna il fuoco sta proprio sopra la boule dell'acqua, lì dove vi si attacca il cavetto, per cui posso facilmente togliere la spina dalla presa al muro.
Cerco di convincere Angelica, che è prigioniera della stanza, visto che io e lo scaldino in fiamme ci troviamo in prossimità della porta, che non sta esplodendo e soprattutto che è importante che lei apra la porta del balcone. In preda al panico dice di non saperlo fare. Ma sì che lo sai fare. Lo fa.
Esco sul balcone e vi depongo lo scaldino che ancora brucia.
Tranquille, non può succedere nient'altro, adesso lo spegnamo.
Prendo una bottiglietta con l'acqua che trovo a portata di mano e spengo il piccolo rogo.
La prima fortuna è stata che le bambine erano lì davanti ed hanno subito potuto chiamarmi.
La seconda fortuna è stata che il fuoco è partito dalla boule e non dalla presa al muro.
La terza fortuna è stata che non c'era nulla di infiammabile lì vicino, un giornalino, un giocattolo, una Barbie...
Poi, il perché diamine le mie figlie abbiano deciso di accendersi lo scaldino dell'acqua per il letto quando ci sono ancora 27° , me farò spiegare solo dopo che anche io mi sarò ripresa dalla paura.
Nel mio immaginario la lite è degenerata, come spesso accade, e la grande le sta prendendo dalla piccola, come sempre succede.
Scendo a vedere, ma mentre sono sulle scale, le urla di Angelica si fanno sempre più stridule, Matilde si affaccia e mi chiama dicendo "Sta esplodendo!".
Nel mio immaginario Angelica sta trasformandosi in super Sayan.
Subito dopo, però, la parola che distinguo è "Fuoco", al che mi convinco che sia improbabile che Angelica abbia preso fuoco. Poi ne sento l'odore, di fumo, di plastica. Nel frattempo ho raggiunto il primo piano e Matilde mi spiega che sta bruciando. Ma cosa?
Lo scopro subito, entrando nella cameretta. Lo scaldino ad acqua elettrico. Si trova a terra, accanto al comodino, con la spina nella presa di corrente e coronato da un'allegra e vivida fiamma. Angelica lo fissa terrorizzata, e lo indica ancora urlando "Sta scoppiando!".
Per fortuna il fuoco sta proprio sopra la boule dell'acqua, lì dove vi si attacca il cavetto, per cui posso facilmente togliere la spina dalla presa al muro.
Cerco di convincere Angelica, che è prigioniera della stanza, visto che io e lo scaldino in fiamme ci troviamo in prossimità della porta, che non sta esplodendo e soprattutto che è importante che lei apra la porta del balcone. In preda al panico dice di non saperlo fare. Ma sì che lo sai fare. Lo fa.
Esco sul balcone e vi depongo lo scaldino che ancora brucia.
Tranquille, non può succedere nient'altro, adesso lo spegnamo.
Prendo una bottiglietta con l'acqua che trovo a portata di mano e spengo il piccolo rogo.
La prima fortuna è stata che le bambine erano lì davanti ed hanno subito potuto chiamarmi.
La seconda fortuna è stata che il fuoco è partito dalla boule e non dalla presa al muro.
La terza fortuna è stata che non c'era nulla di infiammabile lì vicino, un giornalino, un giocattolo, una Barbie...
Poi, il perché diamine le mie figlie abbiano deciso di accendersi lo scaldino dell'acqua per il letto quando ci sono ancora 27° , me farò spiegare solo dopo che anche io mi sarò ripresa dalla paura.
24/10/16
Poso la valigia (per ora)
Sono reduce dall'ultimo volo di rientro e, per la prima volta dopo mesi e mesi, ho messo da parte la valigia, ché tanto non la prenderò prima delle vacanze di Natale.
Ma dopo...!
Dopo sarà uno svolazzare quasi costante e molto frequente per i successivi tre mesi, in mezzo ai quali ci starà di sicuro anche "la partenza improvvisa" quando un certo, minuscolo, "qualcuno" deciderà di affacciarsi alla vita e a questo pazzo mondo, e guardare finalmente in faccia quella folle di sua zia ^_^
Ma dopo...!
Dopo sarà uno svolazzare quasi costante e molto frequente per i successivi tre mesi, in mezzo ai quali ci starà di sicuro anche "la partenza improvvisa" quando un certo, minuscolo, "qualcuno" deciderà di affacciarsi alla vita e a questo pazzo mondo, e guardare finalmente in faccia quella folle di sua zia ^_^
21/10/16
Piccole cose
(Parlando al telefono con l'operatore di PayPal che mi ha fatto assistenza)
"La ringrazio infinitamente. Mi ha risollevato la giornata"
"Uh, addirittura! Potremmo quasi dire che le ho appena salvato il week-end?"
"Beh, una cosa è certa: iniziare la giornata con la risoluzione di un problema è di sicuro di buon auspicio"
"Sì, ha ragione. A volte sono queste piccole cose che danno peso al resto della giornata"
Esatto, carissimo. E per una che in genere già alle 7.15 ha almeno un paio di problematiche da affrontare, risolvere un problema prima delle 9 è davvero una grande, grandissima piccola cosa.
"La ringrazio infinitamente. Mi ha risollevato la giornata"
"Uh, addirittura! Potremmo quasi dire che le ho appena salvato il week-end?"
"Beh, una cosa è certa: iniziare la giornata con la risoluzione di un problema è di sicuro di buon auspicio"
"Sì, ha ragione. A volte sono queste piccole cose che danno peso al resto della giornata"
Esatto, carissimo. E per una che in genere già alle 7.15 ha almeno un paio di problematiche da affrontare, risolvere un problema prima delle 9 è davvero una grande, grandissima piccola cosa.
20/10/16
Però piano
Dialogo origliato nel cortile della scuola
"Ahi! Mammaaaaaaa! Giuseppe mi ha dato un pugno!"
"Giuseppe! Hai dato un pugno a Giovanni?!"
"Sì, nella faccia. Però gliel'ho dato piano!"
"Ahi! Mammaaaaaaa! Giuseppe mi ha dato un pugno!"
"Giuseppe! Hai dato un pugno a Giovanni?!"
"Sì, nella faccia. Però gliel'ho dato piano!"
19/10/16
Allibisco
Non capisco la rassegnazione con cui molte donne, parecchie delle quali in avanzata gravidanza, accettino come la norma un'attesa di oltre due ore di ritardo rispetto alla pianificazione del proprio appuntamento col ginecologo.
Due ore.
Hai appuntamento alle 17 e, se ti va bene, entri per la visita alle 19.10. E lo devi pure pagare!
Boh? Non lo so. Sarò che che sto invecchiando sempre più male, ma davanti a certe cose resto basita.
Due ore.
Hai appuntamento alle 17 e, se ti va bene, entri per la visita alle 19.10. E lo devi pure pagare!
Boh? Non lo so. Sarò che che sto invecchiando sempre più male, ma davanti a certe cose resto basita.
18/10/16
Da piangere
Alla terza settimana di baby-sitteraggio, la piccola Emma ha imparato ad associare la mia presenza con l'imminente sparizione della mamma.
Mi guarda e piange.
Hai ragione, bambina. Pure io piangerei, a guardarmi.
Mi guarda e piange.
Hai ragione, bambina. Pure io piangerei, a guardarmi.
17/10/16
Modalità rassicurazione
Ed è quando ti trovi a circa 12.000 m di altezza, ad una velocità di 800 Km/H, approssimativamente dopo 40 minuti dal decollo e ad altri 50 prima dell'atterraggio, che l'improvvisa turbolenza, con conseguente sballonzolamento del carrellino degli snack arrivato a metà corridoio, fa materializzare sul viso del simpaticissimo e bonissimo assistente di cabina la cosiddetta reassurance face, versione aeronautica della poker face, che viene insegnata loro al secondo giorno di scuola per assistenti di volo. E quasi quasi funziona pure, mentre lo guardi arrancare tra sobbalzi e ondeggiamenti da mare forza 8, nonostante ti trovi sopra le nuvole, e contemporaneamente sorridere e continuare eroicamente a spingere il carrellino, chiedendo ancora ai passeggeri se gradiscono qualcosa da bere o da mangiare.
(Che poi, a ripensarci, bonissimo non lo era proprio, però una delle cose che ho sempre pensato riguardo un eventuale disastro aereo che mi coinvolgesse, è che voglio trascorrere quei pochi secondi di caduta verso la morte certa, non riparandomi la testa con le braccia come da loro suggerito, bensì abbandonandomi in un appassionato bacio col più carino maschio nelle mie immediate vicinanze.
Ecco, in questo caso avrei scelto lui.)
(Che poi, a ripensarci, bonissimo non lo era proprio, però una delle cose che ho sempre pensato riguardo un eventuale disastro aereo che mi coinvolgesse, è che voglio trascorrere quei pochi secondi di caduta verso la morte certa, non riparandomi la testa con le braccia come da loro suggerito, bensì abbandonandomi in un appassionato bacio col più carino maschio nelle mie immediate vicinanze.
Ecco, in questo caso avrei scelto lui.)
14/10/16
Harry Potter e la maledizione dell'erede
Potrei riassumere la mia opinione con bah beh bih boh buh, ma non lo farò e mi sforzerò di essere più specifica.
Ma che bisogno c'era?
Certo, fa senz'altro piacere, a distanza di anni, ritrovare quei personaggi che tanto abbiamo amato, trovarli cresciuti, maturati, ma sempre identici nelle loro peculiarità caratteriali. Però è un'altra cosa, e tra l'altro è anche molto abbozzata.
C'è un Harry quarantenne alle prese con l'adolescenza dei figli, che per carità, mi ha fatto sentire molto "sorella", ma è mal raccontato, poco raccontato. Raccontato superficialmente.
L'avventura, poi, è molto stiracchiata.
###SPOILER ALERT###
...
...
...
...
...
...
No, dai, Bellatrix che partorisce poco prima di torturare Hermione a Villa Malfoy, è poco, pochissimo credibile.
...
...
...
...
###FINE SPOILER###
Insomma, da Potterhead professionista, posso dire che sì, mi ha fatto piacere scoprire cosa hanno fatto i nostri eroi vent'anni dopo l'ultima scena, ma... No, non era davvero necessario. Non in questo modo, non con queste tematiche, non in questa forma.
Ma che bisogno c'era?
Certo, fa senz'altro piacere, a distanza di anni, ritrovare quei personaggi che tanto abbiamo amato, trovarli cresciuti, maturati, ma sempre identici nelle loro peculiarità caratteriali. Però è un'altra cosa, e tra l'altro è anche molto abbozzata.
C'è un Harry quarantenne alle prese con l'adolescenza dei figli, che per carità, mi ha fatto sentire molto "sorella", ma è mal raccontato, poco raccontato. Raccontato superficialmente.
L'avventura, poi, è molto stiracchiata.
###SPOILER ALERT###
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No, dai, Bellatrix che partorisce poco prima di torturare Hermione a Villa Malfoy, è poco, pochissimo credibile.
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###FINE SPOILER###
Insomma, da Potterhead professionista, posso dire che sì, mi ha fatto piacere scoprire cosa hanno fatto i nostri eroi vent'anni dopo l'ultima scena, ma... No, non era davvero necessario. Non in questo modo, non con queste tematiche, non in questa forma.
13/10/16
Ti si addice
"Ma hai cambiato taglio di capelli?"
"Beh, diciamo che sono stata dal parrucchiere. Gli ho detto che vorrei far crescere un po' i capelli, non molto, massimo sulle spalle, e lui ha replicato che andava sistemato il taglio, per farli crescere secondo un certo criterio. È andata a finire che voglio farli crescere e invece adesso li ho più corti di prima. Ma come mi stanno?"
"Bene. Cioè, si vede che hanno un'altra forma. Sono un po'corti e così gonfi e ricci ti fanno sembrare una pazza. Ma in fin dei conti ti si addice".
Ecco.
"Beh, diciamo che sono stata dal parrucchiere. Gli ho detto che vorrei far crescere un po' i capelli, non molto, massimo sulle spalle, e lui ha replicato che andava sistemato il taglio, per farli crescere secondo un certo criterio. È andata a finire che voglio farli crescere e invece adesso li ho più corti di prima. Ma come mi stanno?"
"Bene. Cioè, si vede che hanno un'altra forma. Sono un po'corti e così gonfi e ricci ti fanno sembrare una pazza. Ma in fin dei conti ti si addice".
Ecco.
12/10/16
Cose che non vorresti mai vedere #41
Il macro modulo patchwork che hai appena finito di assemblare unendo 7 piccoli moduli, non combaciare con il macro modulo che avevi fatto in precedenza, perché hai cucito i 7 moduli al contrario, e devi scucirli.
11/10/16
38 e 9
E così oggi è il nostro compleanno. 38 anni io, 9 anni il blog.
La giornata sta andando quasi come tutte le altre giornate, tranne che per un particolare. Casa mia, oggi, profuma di rose, e il motivo c'è ed è bellissimo. ^_^
La giornata sta andando quasi come tutte le altre giornate, tranne che per un particolare. Casa mia, oggi, profuma di rose, e il motivo c'è ed è bellissimo. ^_^
10/10/16
Aspettative sul compleanno
Domani è il mio compleanno, compio 38 anni. È da stamattina che rifletto su una cosa, sul mio modo di vivere il giorno del mio compleanno.
Per me è un giorno speciale, lo è sempre stato. È il giorno senza il quale io non sarei qui.
Da bambina era sempre e solo festa, dentro e fuori. Mia madre che mi cucinava il mio piatto preferito, generalmente lenticchie, e poi la festicciola in casa coi compagni, ballando con Fivelandia e Bimbo mix, le brioscine con la Nutella, la coca cola nel bicchiere con la cannuccia, i palloncini da scoppiare per prendere le caramelle all'interno, la torta al cioccolato, le candeline da soffiare e il desiderio da esprimere.
Durante la tarda infanzia (e per me significa fino ai 12-13 anni) il mio compleanno era sempre e solo gioia.
Poi, crescendo, sono cambiata io, ed è cambiato anche il mio modo di viverlo il compleanno. Dall'adolescenza in poi, mi sono sempre aspettata qualcosa di grandioso, che non è mai avvenuto.
E se a 15 anni sognavo la "carrambata" con la visita a sorpresa del mio cantante preferito, a 18 sognavo la dichiarazione d'amore del ragazzo che mi piaceva, ma che non mi si filava manco di striscio. A 20 fantasticavo su performance sessuali con finale di fuochi d'artificio, a 25 confidavo segretamente in un regalo importante che non ho mai più avuto.
Poi mi sono sposata e riprodotta.
Il giorno del mio compleanno è diventato un normale giorno di delirio come gli altri, tra notti in bianco, pannolini, compiti da far fare e tette da tirare fuori a uso e consumo della lattante di turno.
Festicciole ce ne sono state, anche molto piacevoli, specie quelle passate con le amiche creative. Mia madre mi ha sempre fatto la torta.
Ho trascorso un compleanno in viaggio di nozze, altri due a Londra (entrambe le volte che sono stata a Londra è stato in occasione del mio compleanno).
Di cose speciali, insomma, ne ho fatte anche in età adulta, eppure...
...eppure guardo la sera, mentre ripenso alle parole con cui mi ha dato la buonanotte Matilde poco fa "È l'ultima sera in cui ti corichi che hai 37 anni", e mi chiedo cosa mi aspetto, adesso, dal giorno del mio compleanno.
A dire il vero, non lo so. Sento sempre il sottofondo dell'aspettativa alta, di cose speciali, ma subito dietro percepisco il sentore della delusione, della certezza che "cose speciali" non ne accadranno più.
Forse perché, se anche accadessero, non le riconoscerei come tali. O forse perché, crescendo, ho maturato la consapevolezza che non è dall'esterno che arriva "la specialità" del mio giorno.
Domani è il mio compleanno. Il giorno senza il quale io non sarei qui, e tanto basta.
È il compleanno anche di questo blog, che di anni ne compie 9. Fate gli auguri a lui, non a me.
Per me è un giorno speciale, lo è sempre stato. È il giorno senza il quale io non sarei qui.
Da bambina era sempre e solo festa, dentro e fuori. Mia madre che mi cucinava il mio piatto preferito, generalmente lenticchie, e poi la festicciola in casa coi compagni, ballando con Fivelandia e Bimbo mix, le brioscine con la Nutella, la coca cola nel bicchiere con la cannuccia, i palloncini da scoppiare per prendere le caramelle all'interno, la torta al cioccolato, le candeline da soffiare e il desiderio da esprimere.
Durante la tarda infanzia (e per me significa fino ai 12-13 anni) il mio compleanno era sempre e solo gioia.
Poi, crescendo, sono cambiata io, ed è cambiato anche il mio modo di viverlo il compleanno. Dall'adolescenza in poi, mi sono sempre aspettata qualcosa di grandioso, che non è mai avvenuto.
E se a 15 anni sognavo la "carrambata" con la visita a sorpresa del mio cantante preferito, a 18 sognavo la dichiarazione d'amore del ragazzo che mi piaceva, ma che non mi si filava manco di striscio. A 20 fantasticavo su performance sessuali con finale di fuochi d'artificio, a 25 confidavo segretamente in un regalo importante che non ho mai più avuto.
Poi mi sono sposata e riprodotta.
Il giorno del mio compleanno è diventato un normale giorno di delirio come gli altri, tra notti in bianco, pannolini, compiti da far fare e tette da tirare fuori a uso e consumo della lattante di turno.
Festicciole ce ne sono state, anche molto piacevoli, specie quelle passate con le amiche creative. Mia madre mi ha sempre fatto la torta.
Ho trascorso un compleanno in viaggio di nozze, altri due a Londra (entrambe le volte che sono stata a Londra è stato in occasione del mio compleanno).
Di cose speciali, insomma, ne ho fatte anche in età adulta, eppure...
...eppure guardo la sera, mentre ripenso alle parole con cui mi ha dato la buonanotte Matilde poco fa "È l'ultima sera in cui ti corichi che hai 37 anni", e mi chiedo cosa mi aspetto, adesso, dal giorno del mio compleanno.
A dire il vero, non lo so. Sento sempre il sottofondo dell'aspettativa alta, di cose speciali, ma subito dietro percepisco il sentore della delusione, della certezza che "cose speciali" non ne accadranno più.
Forse perché, se anche accadessero, non le riconoscerei come tali. O forse perché, crescendo, ho maturato la consapevolezza che non è dall'esterno che arriva "la specialità" del mio giorno.
Domani è il mio compleanno. Il giorno senza il quale io non sarei qui, e tanto basta.
È il compleanno anche di questo blog, che di anni ne compie 9. Fate gli auguri a lui, non a me.
