Che non abbia alcuna voglia di far nulla.
Che i piatti si accumulino nel lavello della cucina. Che il cesto della biancheria sporca straripi. Che la montagna di panni da stirare crolli giù, in una slavina di strofinacci e camicie.
Ogni tanto mi capita, in qualche angolo nascosto del cervello, di urlare a squarciagola, che non ne posso più.
Io non lavoro, fuori casa. Ma ci lavoro dentro. E ci lavoro tutto il giorno. E non ho sabati ne domeniche. Non ho ferie, ne indennità di malattia. Non c'è Natale ne ferragosto.
C'è solo la casa, e la polvere, e la fame da saziare, e l'igiene da curare. E una bambina di due anni e quattro mesi, che assorbe tutte le mie energie fisiche e mentali, del giorno e della notte.
"Tu sei fortunata" - dice una mamma lavoratrice che col suo stipendio paga il nido privato, la baby sitter e la ragazza che fa le pulizie - "tu stai a casa"
Bella signora, vai piano con le parole. Ho ucciso per molto meno.
09/04/08
08/04/08
Le gioie della maternità/2
Cucci-cucci-cucci! Picci-picci-picci! Solletichiiiiiiiiiiinooooooooooooooooooooooo! Chicci-chicci-chicci!
Risata gioiosa...
- squatch! -
La mano che ha afferrato il sederino di mia figlia, per metterla giù dopo una sessione di coccole-solleticose sul divano, ha fatto "squatch!".
E la sensazione è chiaramente di bagnato.
"Hai fatto la pipì?"
Silenzio mortificato, dall'altra parte
"Non sono arrabbiata, voglio solo sapere se hai fatto la pipì"
"Ti"
"E dove l'hai fatta?" chiedo, guardando in controluce il pavimento per individuare in fretta sul parquet la pozzanghera potenzialmente corrosiva.
"Sulle tue ginocchia", risponde lei candidamente.
Due pigiami girano da soli nell'oblò della lavatrice. Programma rapido e carico ridotto.
Risata gioiosa...
- squatch! -
La mano che ha afferrato il sederino di mia figlia, per metterla giù dopo una sessione di coccole-solleticose sul divano, ha fatto "squatch!".
E la sensazione è chiaramente di bagnato.
"Hai fatto la pipì?"
Silenzio mortificato, dall'altra parte
"Non sono arrabbiata, voglio solo sapere se hai fatto la pipì"
"Ti"
"E dove l'hai fatta?" chiedo, guardando in controluce il pavimento per individuare in fretta sul parquet la pozzanghera potenzialmente corrosiva.
"Sulle tue ginocchia", risponde lei candidamente.
Due pigiami girano da soli nell'oblò della lavatrice. Programma rapido e carico ridotto.
07/04/08
In fila: storie di ordinaria follia
Stamattina mi è toccata la fila alla posta. Come tutti miei concittadini, ho scelto l'ufficio postale universalmente noto per essere "quello dove non c'è mai nessuno". Infatti ci siamo ritrovati tutti lì. Non proprio tutti i 57.000 abitanti, ma una buona parte.
Quando sono in fila alla posta (più spesso in banca, ma anche alla posta), penso sempre che da lì a poco entrerà un rapinatore armato di pistola, il cassiere reagirà malamente meritandosi una pallottola in fronte, quindi scene da panico, urla, gente calpestata e così via, verso la tragedia.
Credo che pensare a queste cose sia l'unico modo che conosco per farmi venire gli attacchi di panico e, devo dire, con discreti risultati.
Dopo il consueto pensiero sulla rapina, visto che la fila era davvero lunga, mi sono messa a pensare alle "file" famose che ho fatto in vita mia. Agli episodi divertenti, agli episodi deprimenti ecc. File dal dottore, file al check-in, file in segreteria all'università... e proprio pensando alle file all'università, mi è tornato in mente un episodio degno del "Repertorio dei pazzi della città di Palermo", scritto dal bravissimo Roberto Alajmo.
Era in fila alla mensa dell'università, come tutti i giorni. Arriva un ragazzone, si avvicina alla coda e dice ad alta voce: "Buongioooooooorno!"
Noi ragazzi ci guardiamo gli uni con gli altri, straniti e imbarazzati. Chissà perché, poi, quando qualcuno fa figuracce, va a finire che ci si sente in imbarazzo in prima persona.
Lui, vedendo il nostro stupore, continua "Ma come? Non ve l'hanno insegnata l'educazione?? Dovete sempre rispondere al saluto!"
Alcuni ragazzi, credendo di assecondarlo prendendolo in giro, fanno un coretto flebile di "Buongiorno!"
Lui replica: "No, più forte: riproviamo! Buongioooooooooooooooooooooorno!"
E tutta la fila "BUONGIOOOOOOOOOOOOOOORNO!"
"Oh! Così va bene!", risponde lui. E se ne va.
Cose strane che mi succedono, cose strane che mi tornano in mente.
Quando sono in fila alla posta (più spesso in banca, ma anche alla posta), penso sempre che da lì a poco entrerà un rapinatore armato di pistola, il cassiere reagirà malamente meritandosi una pallottola in fronte, quindi scene da panico, urla, gente calpestata e così via, verso la tragedia.
Credo che pensare a queste cose sia l'unico modo che conosco per farmi venire gli attacchi di panico e, devo dire, con discreti risultati.
Dopo il consueto pensiero sulla rapina, visto che la fila era davvero lunga, mi sono messa a pensare alle "file" famose che ho fatto in vita mia. Agli episodi divertenti, agli episodi deprimenti ecc. File dal dottore, file al check-in, file in segreteria all'università... e proprio pensando alle file all'università, mi è tornato in mente un episodio degno del "Repertorio dei pazzi della città di Palermo", scritto dal bravissimo Roberto Alajmo.
Era in fila alla mensa dell'università, come tutti i giorni. Arriva un ragazzone, si avvicina alla coda e dice ad alta voce: "Buongioooooooorno!"
Noi ragazzi ci guardiamo gli uni con gli altri, straniti e imbarazzati. Chissà perché, poi, quando qualcuno fa figuracce, va a finire che ci si sente in imbarazzo in prima persona.
Lui, vedendo il nostro stupore, continua "Ma come? Non ve l'hanno insegnata l'educazione?? Dovete sempre rispondere al saluto!"
Alcuni ragazzi, credendo di assecondarlo prendendolo in giro, fanno un coretto flebile di "Buongiorno!"
Lui replica: "No, più forte: riproviamo! Buongioooooooooooooooooooooorno!"
E tutta la fila "BUONGIOOOOOOOOOOOOOOORNO!"
"Oh! Così va bene!", risponde lui. E se ne va.
Cose strane che mi succedono, cose strane che mi tornano in mente.
Sono partiti i PIF
Ma molto furbamente, non ho scattato le fotografie prima di imbustarli.
Per me è un classico: faccio la prova se entra nella busta... poi SLAP!, appiccico il lembo da chiudere e via, verso nuove avventure!
Spesso mi viene la tentazione di riaprire la busta, ma poi ho paura che vada come con qualunque cosa imballata ed estratta dall'imballaggio: non ci rientra più.
Vabbè, fate voi le foto, e soprattutto fatemi un fischio quando arrivano!
Per me è un classico: faccio la prova se entra nella busta... poi SLAP!, appiccico il lembo da chiudere e via, verso nuove avventure!
Spesso mi viene la tentazione di riaprire la busta, ma poi ho paura che vada come con qualunque cosa imballata ed estratta dall'imballaggio: non ci rientra più.
Vabbè, fate voi le foto, e soprattutto fatemi un fischio quando arrivano!
06/04/08
Lucy is the boss
-Okay, gang. We’re going to play Simon Says.
-I’ll start it. Simon says, “Raise your Arms.” Simon says, “Turn around.” Simon says, “Clap your hands.” Simon Says…
-Okay, it’s my turn now.
Lucy is the boss. Lucy is the boss.
So you got to listen to Lucy. Listen to Lucy.
Lucy is the boss. Lucy is the boss.
So you got to listen to Lucy. Listen to Lucy.
And here is what Lucy says:
Lucy says, “Put your hands on your head.” (Listen to Lucy. Listen to Lucy)
Lucy says, “Now turn around.” (Listen to Lucy. Listen to Lucy)
“Put your hands by your side.” “Ah, ah, I didn’t say ‘Lucy Says.’”
Lucy is the boss, so listen to Lucy.
And here is what Lucy says:
Lucy says, “Take your hands off your head.” (Listen to Lucy. Listen to Lucy)
Lucy says, “Put them on your hips, now.” (Listen to Lucy. Listen to Lucy)
“Now jump up and down.” “Ah, ah, I didn’t say ‘Lucy Says.’”
Lucy is the boss, so listen to Lucy.
And here is what Lucy says:
Lucy says, “I wanna be the queen of the world. Yes I do.”
Lucy says, “I want everything my way.”
Lucy says, “I’m gonna be a beautiful girl. Yes I am.”
Lucy says, “I’m gonna marry Schroeder someday!”
Oh, good grief!
Lucy says, “Pick up your right foot.” (Listen to Lucy. Listen to Lucy)
Lucy says, “Now hop on your left foot” (Listen to Lucy. Listen to Lucy)
“Now start running in place.” “Ah, ah, I didn’t say ‘Lucy Says.’”
Lucy is the boss, so listen to Lucy. And that’s what Lucy says.
Come si fa a non desiderare di essere come lei? :-D
05/04/08
Round Robin "Aria"
Dato che la mia abbinata per la prima tappa, Marcella, ha ricevuto, posso pubblicare la fotografia:
Questo RR accomuna le partecipanti tramite l'elemento "Aria" che presiede i nostri segni zodiacali, e si tratta di uno scambio a rotazione di sacchettini profumati per la biancheria.
04/04/08
Si stava meglio quando si stava peggio
Da questa settimana le nostre abitudini serali sono cambiate.
Prima, intorno alle 20.30, cominciavamo le operazioni della buonanotte: pigiamino, preghierine, latte, letto, viavai per le più svariate ragioni.
Il risultato era che fino alle 21.30-21.45 io facevo la spola, dalla stanzetta alla cucina, perché la bambina faceva la finta di addormentarsi, poi trovava sempre una scusa per chiamarmi: c'è stato un rumore, devo fare pipì, che cosa stai facendo, e roba simile.
Non ha mai amato il dormire, e in questo ha preso proprio tutto dal padre.
Risultato: io arrivavo coi capelli ritti alle 22 e ancora dovevo preparare la tavola, forse anche cucinare, quindi cenare. Il post-cena mi vedeva quasi sempre a letto in stato di momentanea instabilità mentale.
Con l'ora legale abbiamo cambiato: ceniamo alle 20.30 e la bambina ci fa compagnia, quindi verso le 21.10-21.15 pigiamino, preghierine, latte, letto........... viavai infinito.
Risultato: arrivo alla cena che già non ne posso più e vorrei che fosse dopodomani, ceno con una bambina che mostra di avere tutto il sonno che non le veniva mai quando alla stessa ora era nel suo lettino, e vuole stare in braccio e vuole il pane e poi non lo vuole e non sta zitta un secondo finché non mi decido a infilarle in bocca un pezzo di pane, per avere 3 secondi di silenzio. Quindi, dopo tutta la tiritera della buonanotte, immancabile almeno una visita o due, perché non sia mai che me ne vada a ballare mentre lei è *costretta* a dormire.
Il post-cena continua a vedermi a letto in stato di momentanea instabilità mentale.
Mi chiedo se davvero ci sia stato un cambiamento... e se c'è stato... se questo cambiamento abbia apportato migliorie alla mia qualità della vita.
Prima, intorno alle 20.30, cominciavamo le operazioni della buonanotte: pigiamino, preghierine, latte, letto, viavai per le più svariate ragioni.
Il risultato era che fino alle 21.30-21.45 io facevo la spola, dalla stanzetta alla cucina, perché la bambina faceva la finta di addormentarsi, poi trovava sempre una scusa per chiamarmi: c'è stato un rumore, devo fare pipì, che cosa stai facendo, e roba simile.
Non ha mai amato il dormire, e in questo ha preso proprio tutto dal padre.
Risultato: io arrivavo coi capelli ritti alle 22 e ancora dovevo preparare la tavola, forse anche cucinare, quindi cenare. Il post-cena mi vedeva quasi sempre a letto in stato di momentanea instabilità mentale.
Con l'ora legale abbiamo cambiato: ceniamo alle 20.30 e la bambina ci fa compagnia, quindi verso le 21.10-21.15 pigiamino, preghierine, latte, letto........... viavai infinito.
Risultato: arrivo alla cena che già non ne posso più e vorrei che fosse dopodomani, ceno con una bambina che mostra di avere tutto il sonno che non le veniva mai quando alla stessa ora era nel suo lettino, e vuole stare in braccio e vuole il pane e poi non lo vuole e non sta zitta un secondo finché non mi decido a infilarle in bocca un pezzo di pane, per avere 3 secondi di silenzio. Quindi, dopo tutta la tiritera della buonanotte, immancabile almeno una visita o due, perché non sia mai che me ne vada a ballare mentre lei è *costretta* a dormire.
Il post-cena continua a vedermi a letto in stato di momentanea instabilità mentale.
Mi chiedo se davvero ci sia stato un cambiamento... e se c'è stato... se questo cambiamento abbia apportato migliorie alla mia qualità della vita.
Buongiorno Luna - The ultimate version
Non temete, non ho ri-ri-ri-riscritto nuovamente parti del mio romanzo. Questo è semplicemente il file completo. Per chi non lo avesse ancora scaricato...
Oggi ho ufficialmente pubblicato il romanzo con Lulu.com e ne ho appena comprato una copia, per vedere come viene stampato.
Mi sento un po' in ansia e non so il perché.
Il campo del vasaio
E' l'ultimo romanzo "montalbaniano" di Camilleri.
La prima cosa che mi sono ritrovata a pensare (ma non è un pensiero nuovo) è stata una considerazione sull'editoria. Il "Tailleur grigio", edito da Mondadori, è scritto quasi interamente in italiano, come tutti gli altri romanzi di Camilleri pubblicati da Mondadori.
Quelli editi da Sellerio (come la quasi totalità dei romanzi con Montalbano) sono un crescendo di dialetto, a cominciare da "La forma dell'acqua", fino all'ultimo "Campo del vasaio", sempre più dialetto, sempre più dialetto.... tanto che si ha l'impressione che le uniche frasi in italiano siano quelle dell'avvocato Guttadauro, e quelle di Mimì Augello quando s'incazza (che, al contrario di tutti gli altri, quando s'incazza parla solo in italiano)
Allora...
Purtroppo anche questo romanzo mi ha lasciato un po' delusa. E allora mi chiedo se sia Camilleri a "fagliare" oppure sono io che sto cambiando.
A metà romanzo avevo già capito chi era l'assassino.
Montalbano sta invecchiando, ed è una cosa che mi piace davvero tanto di questa "saga", ossia che il tempo passa anche per i personaggi, e dal 1986, anno de "La forma dell'acqua", al 2008, sono passati 22 anni anche per il commissario.
Già i riferimenti ai fatti di cronaca ma soprattutto di politica, rendevano Montalbano un personaggio attuale, non una figura incastonata in un periodo immobile, durante tutti questi 22 anni. Ogni romanzo è ambientato *oggi*.
Ma torniamo al "Campo del vasaio". Si dice che nel vangelo di Matteo, il campo del vasaio sia il campo che i sacerdoti che scoprirono il cadavere di Giuda comprarono coi suoi 30 denari "del tradimento". Il campo del vasaio è un luogo argilloso, dove la terra non si accumula, la vegetazione non cresce, e se piove si scivola, si cade, si rimane imprigionati nel fango cretoso, e sporchi. Che quando si asciuga l'argilla sul corpo e sugli abiti, rimane lì, con tutta l'aria di volerci rimanere per sempre. Il campo del tradimento.
Dove viene trovato un uomo, fatto a pezzi, 30 per la precisione, subito dopo essere stato giustiziato con un colpo alla nuca. Più mafia di così...!
Ma non vi racconto il seguito, nel caso voleste leggerlo.
Da notare: Montalbano ricorda l'episodio del campo del vasaio del vangelo leggendo un libro di Camilleri "La scomparsa di Patò".
Piccola parentesi: "La scomparsa di Patò" fa parte di quei romanzi "storici" che adoro, perché Camilleri rende al meglio nell'argomento storico. E' edito da Mondadori ed è una garanzia linguistica. Inoltre è una storia interamente raccontata attraverso cose scritte. Non c'è una narrazione vera e propria, ma ci sono articoli di giornale, verbali dei carabinieri, lettere anonime, lettere firmate, scritte sui muri... Un saggio preziosissimo su come si possa scrivere una storia lasciandola scrivere agli altri... bellissimo.
Altra nota: una specie di postfazione di Salvatore Silvano Nigro, che credo sia uno importante nella casa editrice, ma che scrive uno sproloquio pieno di parole da vocabolario che alla fine ci si chiede "Ma che voleva dire?"
Probabilmente niente.
La prima cosa che mi sono ritrovata a pensare (ma non è un pensiero nuovo) è stata una considerazione sull'editoria. Il "Tailleur grigio", edito da Mondadori, è scritto quasi interamente in italiano, come tutti gli altri romanzi di Camilleri pubblicati da Mondadori.
Quelli editi da Sellerio (come la quasi totalità dei romanzi con Montalbano) sono un crescendo di dialetto, a cominciare da "La forma dell'acqua", fino all'ultimo "Campo del vasaio", sempre più dialetto, sempre più dialetto.... tanto che si ha l'impressione che le uniche frasi in italiano siano quelle dell'avvocato Guttadauro, e quelle di Mimì Augello quando s'incazza (che, al contrario di tutti gli altri, quando s'incazza parla solo in italiano)
Allora...
Purtroppo anche questo romanzo mi ha lasciato un po' delusa. E allora mi chiedo se sia Camilleri a "fagliare" oppure sono io che sto cambiando.
A metà romanzo avevo già capito chi era l'assassino.
Montalbano sta invecchiando, ed è una cosa che mi piace davvero tanto di questa "saga", ossia che il tempo passa anche per i personaggi, e dal 1986, anno de "La forma dell'acqua", al 2008, sono passati 22 anni anche per il commissario.
Già i riferimenti ai fatti di cronaca ma soprattutto di politica, rendevano Montalbano un personaggio attuale, non una figura incastonata in un periodo immobile, durante tutti questi 22 anni. Ogni romanzo è ambientato *oggi*.
Ma torniamo al "Campo del vasaio". Si dice che nel vangelo di Matteo, il campo del vasaio sia il campo che i sacerdoti che scoprirono il cadavere di Giuda comprarono coi suoi 30 denari "del tradimento". Il campo del vasaio è un luogo argilloso, dove la terra non si accumula, la vegetazione non cresce, e se piove si scivola, si cade, si rimane imprigionati nel fango cretoso, e sporchi. Che quando si asciuga l'argilla sul corpo e sugli abiti, rimane lì, con tutta l'aria di volerci rimanere per sempre. Il campo del tradimento.
Dove viene trovato un uomo, fatto a pezzi, 30 per la precisione, subito dopo essere stato giustiziato con un colpo alla nuca. Più mafia di così...!
Ma non vi racconto il seguito, nel caso voleste leggerlo.
Da notare: Montalbano ricorda l'episodio del campo del vasaio del vangelo leggendo un libro di Camilleri "La scomparsa di Patò".
Piccola parentesi: "La scomparsa di Patò" fa parte di quei romanzi "storici" che adoro, perché Camilleri rende al meglio nell'argomento storico. E' edito da Mondadori ed è una garanzia linguistica. Inoltre è una storia interamente raccontata attraverso cose scritte. Non c'è una narrazione vera e propria, ma ci sono articoli di giornale, verbali dei carabinieri, lettere anonime, lettere firmate, scritte sui muri... Un saggio preziosissimo su come si possa scrivere una storia lasciandola scrivere agli altri... bellissimo.
Altra nota: una specie di postfazione di Salvatore Silvano Nigro, che credo sia uno importante nella casa editrice, ma che scrive uno sproloquio pieno di parole da vocabolario che alla fine ci si chiede "Ma che voleva dire?"
Probabilmente niente.
03/04/08
Round Robin "Scottadita"
Ho appena finito la mia presina per il RR "Scottadito", organizzato sul forum Follie a punto croce
Io farò girare solo i pezzi di tela, poi assemblerò le 4 presine alla fine.
Credo che sia in assoluto il ricamo più complesso che abbia fatto, decisamente non per le dimensioni, quanto per la quantità di colori usati. Dalla foto non si capisce e vi assicuro che non si vede nemmeno dal vivo, ma sono tre sfumature di rosso chiaro, tre sfumature di rosso scuro e tre sfumature di verde. Al di fuori di un progetto in comunità, avrei usato un rosso chiaro, due scuri e due verdi... non sono una ricamatrice da sfumature impercettibili, però devo ammettere che il papavero ha una profondità che è dovuta solo alle sfumature dei 6 tipi di rosso... Molto simili, indistinguibili, ma che messi accanto danno il risultato d'insieme che fa valere la pena di sforzare un po' di più la vista.
Io farò girare solo i pezzi di tela, poi assemblerò le 4 presine alla fine.
Credo che sia in assoluto il ricamo più complesso che abbia fatto, decisamente non per le dimensioni, quanto per la quantità di colori usati. Dalla foto non si capisce e vi assicuro che non si vede nemmeno dal vivo, ma sono tre sfumature di rosso chiaro, tre sfumature di rosso scuro e tre sfumature di verde. Al di fuori di un progetto in comunità, avrei usato un rosso chiaro, due scuri e due verdi... non sono una ricamatrice da sfumature impercettibili, però devo ammettere che il papavero ha una profondità che è dovuta solo alle sfumature dei 6 tipi di rosso... Molto simili, indistinguibili, ma che messi accanto danno il risultato d'insieme che fa valere la pena di sforzare un po' di più la vista.
Compleconcepimento
Oggi (stasera...) mia figlia fa 3 anni.
Tre anni da che si è impadronita del mio corpo, della mia anima e della mia vita.
Come faccio a saperlo? Beh, perché quando una donna la gravidanza non la cerca, anzi preferirebbe evitarla, sa molto bene qual è stato l'unico momento di disattenzione.
Ogni volta che ripenso a quel momento (e ci ho ripensato spesso in questi 3 anni, più nel bene che nel male) mi piace pensare che la mia piccolina svolazzava allegramente tra le nuvole, come un angioletto... mi ha vista e le sono piaciuta, e allora ha approfittato del primo minuscolo spiraglio lasciato aperto per infilarsi. Non mi voleva lasciare scappare... ci teneva tanto che fossi io la sua mamma, e ne ha subito approfittato.
Questa immagine tenera è quella che ripercorro mentalmente, ogni volta che ripenso a "quella" volta e mi rimprovero di esser stata "leggera".
Ogni volta che ho passato le giornate in bagno a vomitare
Ogni volta che entravo a casa e sentivo l'odore del parquet
Ogni volta che dovevo rinunciare al prosciutto crudo col melone
Ogni volta che mi veniva l'affanno a salire una rampa di scale
Ogni volta che il mal di schiena non mi faceva dormire
Ogni volta che avevo bisogno che qualcuno mi tenesse per mano uscendo dalla vasca da bagno
Ogni volta che mi guardavo l'ombelico rivoltato in fuori
Ogni volta che le veniva il singhiozzo ed io dovevo far pipì ogni tre minuti
Ogni volta che i suoi gomiti puntellavano i miei polmoni ed io non riuscivo a respirare
Ogni volta che il dottore controllava il collo dell'utero perché avevo già contrazioni a 29 settimane
Ogni volta che dovevo mandar giù un cucchiaio di quell'orribile sciroppo anti reflusso al gusto di finocchio
Ogni volta che facevo un passo lungo il corridoio dell'ospedale
Ogni volta che le doglie mi toglievano il fiato
Ogni volta che venivano in 12 a visitarmi per sapere a che dilatazione stavo
Ogni volta che l'anestesista mi diceva di provare a mettermi su un fianco ed io non riuscivo già più a muovere le gambe
Ad ogni spinta
Alla paura di aver capito che la bambina aveva un problema
Ad ogni punto di sutura
Alla tortura dei capezzoli col tiralatte
Alle notti in bianco
Alle coliche
Alle notti in bianco
Alla febbre
Alle notti in bianco
Alla stanchezza
Alla depressione
Alla sensazione di solitudine
Alle notti in bianco
Alle ore passate a piangere
Alle smagliature sulla pancia
Ai capelli miseramente caduti
Al mal di schiena
Alle notti in bianco
Alle amiche ragazzine, che pian piano si allontanano
Alle dita torturate durante le notti in bianco per fare male a me e resistere alla tentazione di far del male a lei
Alle docce interrotte a metà
Alle notti in bianco
Alle tettine che son tornate ine ine
Alla cellulite che è diventata ona ona
Alle cerette rimandate
Ai bagni caldi cui ho rinunciato
Alle uscite diventate corse verso casa
Ai pasti interrotti
Alla crociera nel mar Baltico che ho trascorso per lo più in cabina
Alle notti in bianco
Ai libri di Giulio Coniglio letti fino alla nausea
Alle mutandine bagnate e lavate in continuazione
Alle poesie ripetute all'infinito
Alle domande sui passanti che incontriamo per strada
Alle idee sui premi del cassetto magico
Alle volte che aspetta che mi siedo, per saltarmi addosso.
Sono tante le situazioni in cui ripenso a lei, angioletto, che mi sceglie come mamma e si impadronisce di me.
E' il pensiero che mi aiuta a tirare avanti.
Tre anni da che si è impadronita del mio corpo, della mia anima e della mia vita.
Come faccio a saperlo? Beh, perché quando una donna la gravidanza non la cerca, anzi preferirebbe evitarla, sa molto bene qual è stato l'unico momento di disattenzione.
Ogni volta che ripenso a quel momento (e ci ho ripensato spesso in questi 3 anni, più nel bene che nel male) mi piace pensare che la mia piccolina svolazzava allegramente tra le nuvole, come un angioletto... mi ha vista e le sono piaciuta, e allora ha approfittato del primo minuscolo spiraglio lasciato aperto per infilarsi. Non mi voleva lasciare scappare... ci teneva tanto che fossi io la sua mamma, e ne ha subito approfittato.
Questa immagine tenera è quella che ripercorro mentalmente, ogni volta che ripenso a "quella" volta e mi rimprovero di esser stata "leggera".
Ogni volta che ho passato le giornate in bagno a vomitare
Ogni volta che entravo a casa e sentivo l'odore del parquet
Ogni volta che dovevo rinunciare al prosciutto crudo col melone
Ogni volta che mi veniva l'affanno a salire una rampa di scale
Ogni volta che il mal di schiena non mi faceva dormire
Ogni volta che avevo bisogno che qualcuno mi tenesse per mano uscendo dalla vasca da bagno
Ogni volta che mi guardavo l'ombelico rivoltato in fuori
Ogni volta che le veniva il singhiozzo ed io dovevo far pipì ogni tre minuti
Ogni volta che i suoi gomiti puntellavano i miei polmoni ed io non riuscivo a respirare
Ogni volta che il dottore controllava il collo dell'utero perché avevo già contrazioni a 29 settimane
Ogni volta che dovevo mandar giù un cucchiaio di quell'orribile sciroppo anti reflusso al gusto di finocchio
Ogni volta che facevo un passo lungo il corridoio dell'ospedale
Ogni volta che le doglie mi toglievano il fiato
Ogni volta che venivano in 12 a visitarmi per sapere a che dilatazione stavo
Ogni volta che l'anestesista mi diceva di provare a mettermi su un fianco ed io non riuscivo già più a muovere le gambe
Ad ogni spinta
Alla paura di aver capito che la bambina aveva un problema
Ad ogni punto di sutura
Alla tortura dei capezzoli col tiralatte
Alle notti in bianco
Alle coliche
Alle notti in bianco
Alla febbre
Alle notti in bianco
Alla stanchezza
Alla depressione
Alla sensazione di solitudine
Alle notti in bianco
Alle ore passate a piangere
Alle smagliature sulla pancia
Ai capelli miseramente caduti
Al mal di schiena
Alle notti in bianco
Alle amiche ragazzine, che pian piano si allontanano
Alle dita torturate durante le notti in bianco per fare male a me e resistere alla tentazione di far del male a lei
Alle docce interrotte a metà
Alle notti in bianco
Alle tettine che son tornate ine ine
Alla cellulite che è diventata ona ona
Alle cerette rimandate
Ai bagni caldi cui ho rinunciato
Alle uscite diventate corse verso casa
Ai pasti interrotti
Alla crociera nel mar Baltico che ho trascorso per lo più in cabina
Alle notti in bianco
Ai libri di Giulio Coniglio letti fino alla nausea
Alle mutandine bagnate e lavate in continuazione
Alle poesie ripetute all'infinito
Alle domande sui passanti che incontriamo per strada
Alle idee sui premi del cassetto magico
Alle volte che aspetta che mi siedo, per saltarmi addosso.
Sono tante le situazioni in cui ripenso a lei, angioletto, che mi sceglie come mamma e si impadronisce di me.
E' il pensiero che mi aiuta a tirare avanti.
Operazione dita - 24h
E sono 24 ore che non rosicchio nè unghie nè pellicine. Nel frattempo da stamattina sono già a quota 4 mandorle.
Tengo duro. Ce la farò.
...spero...
Tengo duro. Ce la farò.
...spero...
02/04/08
Piccolo quiz in bambinese
Chi la capisce è bravo!
Lasciate le vostre soluzioni nei commenti. Domani vi darò la soluzione! :-D
Lasciate le vostre soluzioni nei commenti. Domani vi darò la soluzione! :-D
Il premio per il grande concorso
Yersinia ha ricevuto il suo premio, quindi adesso posso mostrarvelo:
Un segnalibro ricamato per una studentessa, lettrice e futura ostetrica! :-)
Il cassetto magico
Nel mio armadio c'è un piccolo cassetto vuoto. E' un cassetto magico. Quando mia figlia fa la cacca nel water invece che nelle mutandine, va lì e ci trova dentro un premio. Stamattina c'era un libro bellissimo, l'altro ieri addirittura il pupazzetto di Giulio Coniglio in peluche... e poi lì dentro ci ha trovato tanti libri, cd di fiabe, piccoli puzzle di cubetti...
Però c'è un problema... ossia dalla sera di pasquetta, quando gli eccessi di cioccolato dei precedenti 4 giorni le hanno provocato un'irritazione "fumante", e fare la cacca si è rivelato doloroso fino alle lacrime, la cacca nel water è tornata ad essere uno spauracchio. Quindi sono necessari tanti premi di incoraggiamento...
Il problema è che le riserve di premi, che si trovano in un altro e inaccessibile cassetto, stanno esaurendosi.
Speriamo che la situazione si normalizzi al più presto, altrimenti ci tocca dichiarare fallimento.
Però c'è un problema... ossia dalla sera di pasquetta, quando gli eccessi di cioccolato dei precedenti 4 giorni le hanno provocato un'irritazione "fumante", e fare la cacca si è rivelato doloroso fino alle lacrime, la cacca nel water è tornata ad essere uno spauracchio. Quindi sono necessari tanti premi di incoraggiamento...
Il problema è che le riserve di premi, che si trovano in un altro e inaccessibile cassetto, stanno esaurendosi.
Speriamo che la situazione si normalizzi al più presto, altrimenti ci tocca dichiarare fallimento.
Le mie dita
Le mie dita fanno schifo. Specialmente in punta.
Mi rosicchio ossessivamente le unghie e le pellicine tutto intorno. Ma non me ne rendo conto... poi mi capita di vedere immagini come queste:
Mi rosicchio ossessivamente le unghie e le pellicine tutto intorno. Ma non me ne rendo conto... poi mi capita di vedere immagini come queste:
Fotografie scattate per spiegare ad alcune amiche come ho fatto a sfilacciare in obliquo la tela aida. E dove le altre hanno guardato la tela, io ho visto le mie dita. Nonostante le abbia sotto gli occhi costantemente, solo vedendole in questa voto le ho "viste" davvero.
Da oggi si cambia! Ritorno alla mia "droga", le mandorle sgusciate da tenere in bocca e rosicchiare millimetro per millimetro, per tenere impegnati i denti, e fornire un surrogato alla bocca.
Perché è solo questione psicologica e di "soddisfazione" orale.
Comincio oggi e tra una settimana metto qui una foto delle mie dita, per vedere a che punto sono arrivata.
Da oggi si cambia! Ritorno alla mia "droga", le mandorle sgusciate da tenere in bocca e rosicchiare millimetro per millimetro, per tenere impegnati i denti, e fornire un surrogato alla bocca.
Perché è solo questione psicologica e di "soddisfazione" orale.
Comincio oggi e tra una settimana metto qui una foto delle mie dita, per vedere a che punto sono arrivata.
Il pesce bagherese
Strepitoso...
«Contrada Incorvino, ritrovate delle ossa: "Sono preistoriche, scoperta sensazionale"». E la città impazzisce: mille contatti in quattro ore
Ma il vero "pesce" l'hanno preso i giornalisti dell'unica emittente tv locale, che hanno riportato la notizia pari pari nel telegiornale, e *senza* nemmeno citare la fonte, spacciandola per propria. Quindi non solo hanno dimostrato di essere dei "fanghi", che scopiazzano le notizie dai siti internet, ma sono anche degli incompetenti perché danno le notizie senza nemmeno verificarle.
...e dire che nella mia vita precedente ho condiviso con loro un muro di tramezzo...
«Contrada Incorvino, ritrovate delle ossa: "Sono preistoriche, scoperta sensazionale"». E la città impazzisce: mille contatti in quattro ore
Ma il vero "pesce" l'hanno preso i giornalisti dell'unica emittente tv locale, che hanno riportato la notizia pari pari nel telegiornale, e *senza* nemmeno citare la fonte, spacciandola per propria. Quindi non solo hanno dimostrato di essere dei "fanghi", che scopiazzano le notizie dai siti internet, ma sono anche degli incompetenti perché danno le notizie senza nemmeno verificarle.
...e dire che nella mia vita precedente ho condiviso con loro un muro di tramezzo...
01/04/08
La Signora e il corriere
Piripiripiripì. Citofono.
"Chi è?"
"Sono il corriere, c'è un pacco per suo marito"
"Scendo"
Stump stump statatump. Scendo le scale.
"Ecco qui. Firmi qui. Arrivederci"
Guardando il corriere scorgo la Signora dietro di lui. Lui mi guarda strano e capisco subito cosa voleva dirmi con quello sguardo. Allontanatosi il corriere, accenno un sorriso alla Signora, la quale, per la prima volta da quando viviamo qui, mi saluta per prima: "Buongiorno"
Ricambio il saluto, poi lei continua "Era da firmare, perché altrimenti me lo prendevo io". Il mio sorriso accennato, dapprima viene totalmente riassorbito dai miei muscoli del viso, poi ritorna più sorridente di prima "Si, ha ragione, buongiorno!" e chiudo la porta.
Per fortuna tutti i postini, ormai, la conoscono e non si azzarderebbero mai a lasciarle qualcosa per me, se non dovessero trovarmi in casa. Ma i corrieri non lo sanno.
E allora comincia a venirmi il dubbio su *dove* realmente siano andate a finire quelle bellissime scarpe da camera in vera nappa di vitello che avevo ordinato l'anno scorso dalla Germania e che non mi sono mai arrivate.
Signora, ad occhio e croce, il mio piede è molto più lungo del suo... ma - la prego! - non le venga mai in mente di restituirmele. Se le ha davvero tenute lei in casa per 10 mesi, preferisco che rimangano lì dove sono.
"Chi è?"
"Sono il corriere, c'è un pacco per suo marito"
"Scendo"
Stump stump statatump. Scendo le scale.
"Ecco qui. Firmi qui. Arrivederci"
Guardando il corriere scorgo la Signora dietro di lui. Lui mi guarda strano e capisco subito cosa voleva dirmi con quello sguardo. Allontanatosi il corriere, accenno un sorriso alla Signora, la quale, per la prima volta da quando viviamo qui, mi saluta per prima: "Buongiorno"
Ricambio il saluto, poi lei continua "Era da firmare, perché altrimenti me lo prendevo io". Il mio sorriso accennato, dapprima viene totalmente riassorbito dai miei muscoli del viso, poi ritorna più sorridente di prima "Si, ha ragione, buongiorno!" e chiudo la porta.
Per fortuna tutti i postini, ormai, la conoscono e non si azzarderebbero mai a lasciarle qualcosa per me, se non dovessero trovarmi in casa. Ma i corrieri non lo sanno.
E allora comincia a venirmi il dubbio su *dove* realmente siano andate a finire quelle bellissime scarpe da camera in vera nappa di vitello che avevo ordinato l'anno scorso dalla Germania e che non mi sono mai arrivate.
Signora, ad occhio e croce, il mio piede è molto più lungo del suo... ma - la prego! - non le venga mai in mente di restituirmele. Se le ha davvero tenute lei in casa per 10 mesi, preferisco che rimangano lì dove sono.
Sognando la Danimarca
Qualche tempo fa ho raccontato del progetto di fare un viaggio in Danimarca, io e i miei fratelli, da soli. Lucy, Linus e Rerun: precisi.
Avremmo aspettato che P (nella fattispecie Rerun, il piccolino) avesse compiuto 18 anni, poi saremmo partiti. E invece ci sono buone probabilità che il viaggio per settembre salti. Perché mio fratello T (che sarebbe Linus, per esclusione ma anche per affinità) si laurea a settembre, chissà quando, ma con buone probabilità per la seconda metà del mese.
Lui sarà dottore, io sono libera e schiffarata, ma il piccolino dovrà andare a scuola, e secchioncello com'è, sarà dura convincerlo a saltare qualche giorno di lezione, visto che si tratterebbe di spostare il viaggio per ottobre.
Per non parlare, poi, della maggiore probabilità di trovare maltempo in autunno conclamato, a quelle latitudini.
Mah.... questo è il punto interrogativo che mi tormenta da stamattina, chissà poi perché.
Avremmo aspettato che P (nella fattispecie Rerun, il piccolino) avesse compiuto 18 anni, poi saremmo partiti. E invece ci sono buone probabilità che il viaggio per settembre salti. Perché mio fratello T (che sarebbe Linus, per esclusione ma anche per affinità) si laurea a settembre, chissà quando, ma con buone probabilità per la seconda metà del mese.
Lui sarà dottore, io sono libera e schiffarata, ma il piccolino dovrà andare a scuola, e secchioncello com'è, sarà dura convincerlo a saltare qualche giorno di lezione, visto che si tratterebbe di spostare il viaggio per ottobre.
Per non parlare, poi, della maggiore probabilità di trovare maltempo in autunno conclamato, a quelle latitudini.
Mah.... questo è il punto interrogativo che mi tormenta da stamattina, chissà poi perché.
Conseguenze del cambio dell'ora
Stamattina mia figlia si è svegliata alle 7, col suono delle campane. Il suo "Mamma mamma" mi è piombato addosso come un macigno... ho barcollato fino alla sua stanzetta, l'ho recuperata dal suo lettino anti-evasione e le ho chiesto, implorante: "Ti va di stare un po' nel letto della mamma..." .
La frese doveva continuare così "...perché la mamma deve assolutamente terminare la fase REM, perché diosolosa cosa potrebbe combinare se si mettesse in attività in questo stato.... non vedi che ho ancora gli occhi chiusi? i miei piedi, si sa, ormai conoscono a memoria il tragitto dal tuo al mio letto, ma 'nsisammai...", ma mi sono limitata a pensarlo, per non allarmare la mia passeggera.
Il letto l'abbiamo raggiunto sane e salve. Il mio pilota automatico funziona ancora.
La frese doveva continuare così "...perché la mamma deve assolutamente terminare la fase REM, perché diosolosa cosa potrebbe combinare se si mettesse in attività in questo stato.... non vedi che ho ancora gli occhi chiusi? i miei piedi, si sa, ormai conoscono a memoria il tragitto dal tuo al mio letto, ma 'nsisammai...", ma mi sono limitata a pensarlo, per non allarmare la mia passeggera.
Il letto l'abbiamo raggiunto sane e salve. Il mio pilota automatico funziona ancora.



