17/01/17

A metà

"Ragazze mi sembra giusto che voi sappiate una cosa..."
"Che cosa, mamma?"
"Che io ho stipulato un'assicurazione sulla vita, e siete voi le beneficiarie"
"E che significa?"
"Che se da qui a vent'anni io muoio..."
"Io non voglio che tu muoia!"
"Nemmeno io voglio morire, Angelica, ma prima o poi toccherà anche a me. Comunque, dicevo... Se muoio entro i prossimi vent'anni, a voi danno dei soldi"
"Ah. E come mai?"
"Per fare in modo che anche da orfane possiate vivere, mangiare, vestirvi, studiare eccetera"
"E quanti soldi ci danno?"
"Centomila euro"
"Ciascuna?"
"No, da fare a metà"
"Centomila da fare a metà? Tipo che a Matilde ne danno cento e a me ne danno mila?"

Ad Angelica le rotelle girano bene.
Comunque, se vuole, credo che le diano anche Shiro.

16/01/17

Peggio

È sempre bello e incoraggiante quando, dopo una lunga ed esaustiva chiacchierata con la mia amica psicologa nella quale le racconto tutti i fatti e i non fatti dell'ultimo mese, lei conclude: "Dunque, le cose stanno così. Ma dal centro di salute mentale ti hanno fatto sapere niente sulla terapia?"
"No"
"La prossima volta che ci vado ci parlo io con la signora e ti raccomando".
"Dai, non è urgente, non sto messa proprio male"
"Infatti stai messa pure peggio".

Ca##o.

14/01/17

Ci sono ricaduta

Dentro fino al collo.
Dopo aver visto, ieri, il film di Angry Birds mi è venuta una botta di nostalgia. E' stato un attimo, aprire il playstore, fare la ricerca, scoprire che esiste addirittura un Angry Birds 2, scaricarlo e ammink#iarmici fino alle 2 di notte, con la stessa passione e la foga di 4 anni fa, e la stessa ostinazione nel voler completare tutti i livelli con tre stelle.
Dentro fino al collo.

12/01/17

Cassetti traditori

I cassetti sono traditori. Si riempiono negli anni di tutte le cianfrusaglie che ci metti dentro, e non si lamentano, accolgono, fagocitano, ingoiano, conservano. Ogni tanto ti basta dare uno scossone per far sì che i loro contenuti si assestino in autonomia, lasciando che la forza di gravità e di ondeggiamento si occupino di smuovere il caos, di riempire i vuoti, e far spazio ad altro, altre cianfrusaglie più o meno inutili da contenere. Non c'è da meravigliarsi che si riesca a portare avanti la storia in questo modo per anni, e anni, e anni.
Fino, chiaramente, al tracollo, il pieno, la saturazione. E allora arriva il momento dell'incombenza: estrarre il cassetto, svuotarlo per intero e fare la cernita tra ciò che serve e ciò che si può buttare. Generalmente la percentuale di ciò che si può buttare si assesta sul 90%, ma soltanto il 60-65% verrà buttato per davvero. Scontrini illeggibili, bottoni di ricambio per soprabiti che non esistono più, depliant di materassi in lattice, buoni sconto spendibili entro il 2007, ricevute di pagamento di abbonamenti editoriali, ricette con ingredienti che hai deciso di non mangiare più da 6 anni a questa parte, vecchie foto stampate agli albori della stampa fotografica domestica.
I cassetti sono traditori. Ti illudono per anni di avere spazio e capienza illimitati e quando, poi, ti restituiscono  loro contenuto, ti colpiscono dritto al centro del petto, lì dove prima c'era un cuore vero, sano e funzionante, poi si è creato un cratere da implosione, qualcosa a metà tra un buco nero e un non-luogo, e solo da pochi mesi si sta riformando un organo pulsante, vivo e interessato a vivere.
Proprio sul fondo, proprio dopo una tonnellata di carte inutili, salta fuori una foto, LA foto.
Sorridevate insieme abbracciati, occhi felici sull'obiettivo e il mare nello sfondo. Più o meno 14 anni fa. 14 anni fa di rughe, capelli, chili, amore. Illusioni. Sogni. Desideri.
La prendi in mano, la guardi. Non piangi, non sorridi, non la strappi, non la butti.
La piazzi di nuovo sul fondo del cassetto e la seppellisci con esami del sangue del 2013, libretto delle istruzioni del caricabatterie, tessera elettorale e cartoline natalizie intonse della lega del Filo d'oro.
Cassetti traditori.

11/01/17

Uguale

"Mamma, secondo te me li devo togliere i calzini per dormire?"
"Angelica non lo so, se senti freddo lasciali, se senti caldo toglili"
"Siccome generalmente durante la notte sento freddo, me li lascio. E comunque io sono Matilde"
"Lo stesso. In certi momenti rompete le scatole uguale"

10/01/17

Come si guida?

"Accidenti, sta ricominciando a grandinare! Proprio adesso che dobbiamo uscire in macchina! Speriamo bene... Come si guida sulla grandine?"
"Piano"

09/01/17

Grandi cose

Queste feste sono state lunghe, ricche, vissute, piene di riempimenti e di vuoti.
Ho visto Matilde da grande, in pizzeria coi compagni; ho visto Angelica simulare una seduta di meditazione; ho visto una pancia cresciuta, ballare la tarantella; ho visto in 40 minuti due vulcani lontani tra loro 600 km; ho visto tre visi simili eppur diversi; ho visto presepi, a centinaia; ho visto fuochi d'artificio; ho visto una ragazzina di 15 anni comprare il libro delle 50 sfumature pagandolo a monete da 1 euro, quasi come se stesse spendendo in quel modo le vincite della tombola; ho visto occhi allegri diventare tristi e occhi tristi scoppiare improvvisamente di gioia; ho visto la neve sul mio balcone; ho visto la casa vuota e poi di nuovo piena.
Da oggi si ritorna alla normalità, alla vita di sempre, al consueto delirio: inaugureremo la quotidianità di questo 2017, dal quale - volendo fare una citazione colta - mi aspetto grandi cose. Terribili, forse. Ma grandi.

24/12/16

Undici

Da undici anni sono mamma. La mamma più fortunata del mondo, en passant.

Te ne ho fatti di auguri di tutti i tipi, sul mio blog, il giorno del tuo compleanno, cara Matilde mia. Oggi voglio solo dire che - non me ne vogliano tutte le altre colleghe - ma la mamma più fortunata del mondo sono io, si rassegnino. ;-)

23/12/16

Che braccia lunghe che hai

"Guarda mamma! Ora riesco a toccarmi le mani quando ti abbraccio!"

E' vero, Angelica. Evidentemente ti sono allungate le braccia, insieme a tutto il resto, e i tuoi abbracci iniziano a diventare sempre più corposi, solidi e da ricevere. Ed è bellissimo, quando mi abbracci, sentire che mi cingi tutta, che arrivi persino ad acchiapparti le mani dietro la mia schiena.

22/12/16

Né mamma né fidanzata

Una volta mi era successo in qualità di mamma. Adesso ho scoperto che, con le stesse modalità e per la stessa causa, nemmeno la fidanzata perfetta esiste. E nell'eventualità non sono neanche quella.