22/01/18

Spazzato via

Il fatto che nessuno mi abbia chiesto nulla a riguardo mi da conferma che è stata una scelta saggia.
Ho eliminato "Buongiorno Luna" da questo blog, ho cancellato la relativa pagina di Facebook e il sito internet. Se riesco a recuperare la password, lo elimino anche dalla vendita online.

Non lo rinnego. È stato una parte importante, grande, impegnativa e istruttiva della mia vita, ma non va più bene, non mi rappresenta più.
Ho bisogno di passare avanti, di passare ad altro.
Ho vissuto quasi 10 anni con il peso morale del dover trovare il tempo, prima o poi, di portare a termine la trilogia. Non sono passati neanche 10 giorni dall'operazione e già mi sento sollevata.

Prima o poi riprenderò a scrivere. Forse.
In ogni caso, questa parentesi è definitamente chiusa. Chi ne possiede una copia cartacea, sappia che possiede un cimelio. Ma tanto su eBay non vale lo stesso niente.

19/01/18

Scempio della perfezione

Erano perfetti.
Due figure esili, posti l'uno di fronte all'altra. Lui la sovrastava in altezza di almeno un palmo. Stavano a distanza, i due corpi eretti allineati con precisione. Parlavano.
Ad un certo punto lui si china su di lei. La bacia.
La bacia sulla bocca, ma senza avvicinarsi, senza toccarla. Avrebbero potuto abbracciarsi, lui avrebbe potuto afferrarle i fianchi per stringerla a sé, far aderire i loro corpi mentre lei gli cingeva il collo con le braccia, ma non lo fa.
Restano così, dritti dritti, ad un passo di distanza, con le labbra appiccicate.
Sono perfetti.
Penso che in quel momento, il gelido mezzogiorno di una limpida giornata invernale, e in quel luogo, il parco che circonda la biblioteca musicale di Torino, loro due con quel bacio raffigurino la poesia di un gesto.
Poi si staccano, ed entrambi prendono un tiro dalla sigaretta che reggono ciascuno nella propria mano.

E a me cadono le palle.

18/01/18

Non è egoismo

Quando ho annunciato di volermi trasferire a Torino, per cercare un lavoro e una vita nuova, qualcuno aveva commentato dicendo che era il peggiore gesto di egoismo che stavo compiendo sulla pelle delle mie figlie.
Ma io stavo male.
Io, a Bagheria, mi sentivo soffocare.
Quindi ho scelto, ho deciso, ho preso e siamo andate. So benissimo che ho chiesto e continuo tutt'ora a chiedere alle mie figlie uno sforzo molto grande, ma se è vero che io sono una donna cazzuta, loro lo sono ancora più di me, e se la stanno cavando alla grande, inciampando talvolta, ma rialzandosi e vincendo sempre.
Ho fatto bene. Ma non per loro: per me. Perché se io sto male, loro non possono stare bene.

E stamattina, in attesa alla ASL di Torino (che vorrei regalare al signorotto che si lamentava della lunga attesa un buono per 10 minuti di altrettanta situazione alla ASL di Bagheria, e poi ne riparliamo) apro il libro di Enrica Tesio e ci trovo questo dono, proprio lì, sulla seconda pagina del capitolo che non avevo ancora letto.


Non è che i figli non siano la priorità. Il problema è che se non si salvano prima le madri, chi potrebbe mai salvare i figli?
Non è egoismo, è necessità, è sopravvivenza, è lungimiranza.

17/01/18

La saracinesca

Angelica sta riscuotendo un certo successo tra la fauna maschile under 10 della sua scuola. Tra gossip, dichiarazioni aperte o riferite tramite terzi, espliciti tentativi di "bacio" durante il pranzo  in mensa, saremo a circa 5 o 6 pretendenti. Non male per avere solo 7 anni. Non male per essere qui da soli 4 mesi.
La cosa la lusinga, ma non raccoglie. Sorride quando lo racconta, ma non si lascia impalmare da nessuno.

Matilde è un'altra cosa. Racconta di approcci goffi e fastidiosi, come è normale che sia a 12 anni, quando per attirare l'attenzione della ragazzina che ti piace le nascondi il quaderno o le riempi il cappuccio della felpa di palline di carta o la prendi in giro. Maschi. Pur di non esporsi sono capaci di accontentarsi di attirare un'attenzione in negativo.
Lei ignora bellamente tutti questi maldestri tentativi, sminuisce le mie parole quando le spiego che è il modo tipico dei dodicenni di approcciarsi alle ragazze, ne è lusingata ma li rifugge. Non se ne compiace. Tuttavia sostiene che Angelica sia fortunata ad avere tutti quegli spasimanti.
Anche lei ne ha, ma non li vede. Non li vuole vedere.

E mi è tornata alla mente una delle lunghe chiacchierate con Gandalf, anni fa, ai primissimi tempi della mia separazione, forse subito dopo l'udienza in tribunale, quando lui mi spronava a resuscitare anche come donna, e non soltanto a sopravvivere come mamma. Ricordo che gli dissi che mi sentivo fuori dal mercato anche delle relazioni amorose, e lui mi sorprese facendo un elenco dettagliato e positivo delle mie doti, fisiche e caratteriali, concludendo che non solo io ero ancora entro i termini di scadenza, ma che, per alcune mie caratteristiche, ero anche più "appetibile" di parecchie trentenni che si vedono in giro.
"Er problema", spiegò, "non è che tu non sei una bella ragazza, o una persona piacevole. Er problema ce l'hai tu, che ci hai un atteggiamento che se quarcuno volesse poco poco provà a fasse avanti, tu SCRANGH! je chiudi la tua saracinesca in faccia"

Non concedersi.
Ignorare o - ancora meglio - denigrare i tentativi di approccio, sminuendoli.
Calare la saracinesca.
E poi lamentarsi che nessuno mi vuole.

Che brutta eredità sto lasciando a Matilde.

16/01/18

Una cosa che mi manca

Ricamare.

Cucire no: lo faccio ancora occasionalmente, anche qui a Torino, per quanto mi manchi tutto l'occorrente per il patchwork, e anche questo è ossigeno in meno, ma la casa è piccola, gli spazi sono pochi e se entra la base da taglio devo far dormire Angelica in balcone e non è il caso.
Ma ricamare. Ricamare come facevo un tempo. Mi manca tantissimo.
Sarà anche che proprio otto anni fa di questi tempi davo il via al più grande e ambizioso progetto mai interrotto (la Stargazer, chi se la ricorda?) che è rimasto un UFO a casa in Sicilia, e stamattina Facebook me l'ha rinfacciato come ricordo, ma proprio oggi mi è venuta una botta di malinconia per il ricamo.
Chissà che ne penserebbe adesso la mia mano acciaccata.

15/01/18

Crudista, anzi freddista

Spesso, alla tavola delle Van Pelt, si sente dire: "Angelica, perché scarti *aggiungere una verdura a piacere*?"
"Perché non mi piace"
"Ma se da crudi ne mangi tonnellate?!"
"Ma questi sono cotti'

Infatti, da quando ha messo i denti ed ha padroneggiato la tecnica della masticazione, Angelica si è sempre cibata di verdure crude. Carote, finocchi, lattuga, piselli, cavolo, broccoli, zucchine, rape di tutti i tipi, ecc. Ma al livello che mi devo nascondere mentre pelo una carota o affetto un cavolo, ché altrimenti arriva lei correndo e pretendendo un assaggio.
Per contro, scarta piselli e carote dalle lasagne o morirebbe di fame piuttosto che ingoiare un cucchiaio di minestrone.
Esasperata per l'ennesimo episodio, le ho chiesto: "Ma me lo spieghi com'è possibile che da crude le verdure ti piacciono e da cotte no?"
"È perché sono calde. A me non piacciono le cose-fredde calde".

Ora le ho sentite proprio tutte.

12/01/18

Che accade di sotto?

Ammetto che la cosa mi diverte, mi incuriosisce, mi stuzzica. La vista dalla finestra della cameretta dei bambini è la fonte di svago che preferisco durante i momenti di pausa. E' davvero una finestra sulle vite degli altri, e mi piace inventarmici le storie, immaginare cosa stanno dicendo due persone che si parlano in salotto, o - semplicemente - ammirare lo spettacolo della quotidianità altrui, che va avanti parallelamente a quella degli altri. Come i condomini a cui appartengono, quelle vite si svolgono normalmente, sempre vicine nello spazio eppur senza mai toccarsi.

Ad esempio: lo ha mai immaginato il tizio che sembra Harry Potter cinquantenne che, mentre lui sta seduto alla scrivania del suo bellissimo studio, la ragazzina del piano di sotto si sbaciucchia col fidanzato nella stanza adiacente la cucina dove sua madre sta cucinando ignara di quel che accade nella stanzetta della figlia lì accanto?

Mi sento un po' una guardona, ma mi diverte da impazzire :-)

11/01/18

Segnali da cogliere

Passare una decina di minuti a parlare con una persona elencando le differenze tra il mocio di microfibra e quello tradizionale, indugiando sui mirabolanti vantaggi del primo rispetto al secondo, ti dimostra che, ancora una volta, la vita ti manda dei segnali da cogliere.
Ti stai drammaticamente trasformando in tua madre.

10/01/18

Carriera mancata

Ti rammarichi di non aver colto, a tempo debito, tutte le opportunità di diventare una famosa e acclamata cantante quando, dopo aver intonato la prima strofa di "Bia e la sfida della magia", la platea formata da due bambini di 15 mesi, scoppia in un fragoroso applauso.
(Questi due mi prendono per i fondelli un po' troppo spesso anzichenó)

09/01/18

La regina dei disadattati

"Guarda mamma, questo gioco me l'ha fatto scaricare lo zio"
"E come funziona?"
"Devi sommare i numeri che ti arrivano formando solo potenze del due, per cui è complicato perché le somme le puoi fare solo con addendi uguali"
***
"Cos'è sto gioco che hai fatto scaricare a Matilde?"
"Andava molto alcuni anni fa. Dovresti ringraziarmi! Quanto meno fa matematica e si toglie dalla testa un po' di unicorni"
"Ma è un gioco per disadattati!"
"Meglio di essere fangirl"

48 ore dopo, lo zio riceve il *mio* screenshot con un record nuovo e la didascalia: "Sono la regina dei disadattati"