27/09/16

Diritto di tutti

Il poeta Guido Catalano sostiene che tutti abbiano il diritto di ritrovarsi una poesia d'amore nella buca delle lettere, almeno una volta nella vita.

Dopo anni e anni durante i quali io nella mia buca delle lettere ci ho trovato solo pubblicità o bollette da pagare, finalmente stamattina è venuto il mio turno di godere di questo diritto.



E chissà cos'hanno pensato di me in giro, vedendomi camminare per strada quasi fluttuante, con un sorriso ebete stampato in faccia. Io, di sicuro, se pensavo, pensavo che Catalano ha proprio ragione.

26/09/16

Gratificazione

Ed è quando ti abbraccia e ti dice "Sei proprio la migliore Mamma che io avessi mai potuto avere", che ti senti gratificata. Gratificata di tutto l'impegno, gli sforzi, la cura e la pazienza che hai impiegato per crescerla così, e così bene. E quello smisurato orgoglio per la sua perfetta padronanza del modo congiuntivo.

23/09/16

Cose che causano dolore fisico al braccio destro

1) Scivolare per strada e usare il braccio per attutire la caduta.
2) Urtare contro lo spigolo di un mobile.
3) Trascorrere l'intero pomeriggio a cancellare gli esercizi già svolti (fortunatamente a matita) dai precedenti proprietari dei libri di seconda mano che hai acquistato per tua figlia.

22/09/16

Spotify

Spotify è una gran bella invenzione. Nella versione gratuita devi semplicemente limitarti a sorbirti una breve interruzione pubblicitaria ogni tanto, ma poi hai praticamente tutta la musica che vuoi, in base ai tuoi gusti, alle tue inclinazioni, ma anche ai mood del momento.
Ecco, però io vorrei proprio conoscere chi crea le playlist "istituzionali", tipo "L'espresso del mattino", playlist energizzante per iniziare la giornata alla grande.
No, perché a sentire certe canzoni, più che energizzata, mi sento mooooooooolto demoralizzata riguardo le nuove generazioni che ascoltano ste robe qui :-D

21/09/16

Tristano e Isotta

Isotta la conoscevate già, la mia microscopica tartarughina di terra.




Ebbene, pochi giorni fa i miei genitori, che si trovavano in campagna, hanno sentito improvvisamente abbaiare i cani come disperati. Apparentemente non c'era nessuno a farli scattare in quel modo, ma aguzzando un po' di più la vista, mia madre ha notato una cosa che camminava lungo la stradella al confine con la campagna. Era lui: Tristano (ovviamente).


Naturalmente, considerato che Isotta è grande poco più della sua testa, il mio terrario è diventato sottodimensionato per lui, ma sempre meglio che lasciarlo vagare per strade e stradine di campagna, a rischio di essere schiacciato da qualche auto di passaggio.

20/09/16

Gli anni dei ricordi

E' un film degli anni '90, che non avevo mai visto, ma che racconta per sommi capi lo spirito delle "sorellanze" di donne creative.
Il titolo italiano è totalmente ridicolo e fuorviante, ma forse in quegli anni tradurlo letteralmente "Come fare un quilt americano" sarebbe stato poco apprezzato, visto che l'arte del quilt, all'epoca, non era molto nota, e comunque relegata a "cose da nonne" (esattamente come viene mostrato nel film, peraltro).
La storia è banalotta, ma si segue con facilità, è un film che sta benissimo come sfondo ad una serata in solitaria sul divano, cucendo per l'appunto. Ma, come dicevo all'inizio, un aspetto è particolarmente peculiare e verosimile: ossia i rapporti personali che esistono ed evolvono tra donne unite dalla stessa passione per un'arte creativa. Ci ho ritrovato le stesse dinamiche dei vari gruppi di crafter a cui ho partecipato (non sugli stessi temi, ma sul modo di affrontare gli avvenimenti).
E alla fine mi è risuonata in mente una frase detta, una volta, da una ragazza che non partecipa più da anni al nostro gruppo, ossia: noi non siamo amiche; noi siamo solo un gruppo di ragazze unite da un interesse comune, e basta.

Winona Ryder scriveva una tesi di laurea proprio su questo argomento, nel film. E alla fine, anche lei giunge a questa stessa conclusione.

19/09/16

La mancia

"Gandalf, devo parlarti un attimo"
"Che c'è?"
"Questo signore che è appena andato via mi ha lasciato la mancia"
"E quindi?"
"E quindi che ne so? Posso accettarle? Posso tenerle?"
"Lucy, eri disoccupata e io te sto facendo lavorà. Che te credi che me devi pagà er pizzo sulle mance?"
"No... boh... che ne so... è che non sono abituata..."

Direi che, come prima esperienza, non è andata male :-D

16/09/16

Il gran giorno

Sarà vero che lavorare di sabato e domenica non è tutto questo gran vivere. Però si tratta di lavorare *solo* sabato e domenica, per un compenso mensile mediamente pari a quello guadagnato con l'atelier di moda, dove lavoravo *tutte* le mattine dal lunedì al venerdì, due pomeriggi a settimana e, occasionalmente, anche il sabato.

Domani si comincia. Il gran giorno.
Pensatemi.

15/09/16

E tu, come stai?

Sto, che sto dimmerda. Sto che non me ne volevo andare, eppure ho dovuto. Sto che mi mancavano le mie figlie, e non ho potuto portarle con me subito, all'istante, come sarebbe stato più utile. Non facile, ma di certo utile. Sto che l'anno scolastico è appena iniziato ed io non vedo l'ora che finisca, ché già non ne posso più di tutte le storie con le mamme e con la scuola, e col territorio in generale, e se magari anche altrove troverò le stesse dinamiche e gli stessi problemi, quanto meno saranno con persone diverse. Sto che mi sento mancare l'aria, che mi affaccio al balcone e mi chiedo dove sia finito tutto l'ossigeno.
Sto che sento un doloroso senso fisico di assenza. Come se sulla pelle bruciasse il non-tocco.
Credo che sia qualcosa di molto simile alla sindrome dell'arto fantasma, ecco. Però che fa male, fa male nell'anima.
Però sto bene, ecco come sto. Sto bene. A parte il resto, sto bene.

14/09/16

Cosa abbiamo imparato

Matilde ha imparato a tornare a casa da sola, all'uscita da scuola.
Angelica ha imparato che il famoso modo di dire "Stai attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo" è assolutamente veritiero.
Io ho imparato che, se mai si avesse bisogno di aiuto, l'ultima persona a cui sia opportuno rivolgersi è un prete.