23/03/17

I tempi che cambiano - bis

Quando alla lezione di yoga ti ritrovi la tua ex professoressa di educazione fisica delle medie, allora trentenne, adesso sessantenne, ti viene voglia, mentre la sbirci di nascosto, di urlare "Allunga quelle gambeeeeeee! Tira quegli addominaliiiiiiiiiiii! Sei una ricottaaaaaaaaa!" esattamente come faceva lei all'epoca.
Ma sei a yoga e stai intonando il mantra "Baba nam kevalam" che vuol dire "Tutto è amore infinito", e allora lasci stare. ^_^

22/03/17

Ustica


(Che nel gergo della famiglia Van Pelt significa che siamo, finalmente, atterrati a Palermo)

20/03/17

Molto figo

"Mamma, e quindi oggi c'è sciopero degli aerei"
"Già"
"E hanno cancellato il nostro volo"
"Così sembra"
"Dunque restiamo ancora qui?"
"Esattamente"
"E quando​ torniamo?"
"Il primo volo sul quale c'erano posti liberi è mercoledì"
"Quindi mi assenterò da scuola sia domani che dopodomani. Devi farmi la giustificazione"
"La farò"
"Sì, ma come causa non ci puoi scrivere motivi di famiglia, perché questi motivi non sono di famiglia, ma del volo che hanno cancellato"
"Va bene, ci scriverò che ti sei assentata perché ti hanno cancellato il volo"

Perché chissenefrega del disagio, delle giornate di lavoro retribuito perse, degli impegni già presi che devi disdire, dell'organizzazione, pianificazione, di tutto il casino che può portarti un volo cancellato e posticipato di 48 ore. Quando​ hai 11 e puoi dire ai tuoi compagni che non sei andata a scuola perché ti hanno cancellato il volo a causa di uno sciopero, tutto ciò fa molto, ma molto figo.

17/03/17

Hai ragione

"Ciao Angelica!"
"Ciao Mattia"
"Io il compleanno lo festeggio a casa mia e ti invito"
"Oh, grazie Mattia, sei davvero gentile ad invitare Angelica"
"E ora che fate? Ve ne andate a casa?"
"Sì, ma oggi abbiamo la macchina quindi dobbiamo prendere dall'altra strada"
"Va bene, ciao. Ma è questa la tua macchina?'
"Sì"
"Ma è vecchia!"

E ci hai ragione ragazzo.

16/03/17

Tutto torna

"Pronto?"
"Pronto signorina, mi scusi se la disturbo, sono la SignoraCheVieneDaLontano"
"Mi dica"
"Lei mi ha chiamato ieri per darmi appuntamento col dottore per domenica mattina*, ma purtroppo mio figlio, che mi deve accompagnare, ha avuto un imprevisto e le volevo chiedere se mi può anticipare a sabato pomeriggio"
"Signora mi dispiace, ma per sabato ho tutto il pomeriggio pieno. Posso darle solo le 19, anche se capisco che per voi significa tornare a casa di sera tardi"
"E non si può fare niente?"
"Guardi, l'unico tentativo che posso fare è di vedere se qualcuno dei pazienti è disposto a fare cambio, ma non le garantisco nulla"

...

"Pronto?"
"SignoreDiCittà sono la segretaria del dottore, la chiamo per chiederle un favore per conto di una signora che abita lontano. Lei ha appuntamento per sabato alle 16 ed è l'unico, tra i pazienti del pomeriggio, che sta in città. La signora aveva appuntamento per domenica mattina ma ha avuto un imprevisto ed io posso chiedere solo a lei se, per favore, può fare a cambio..."
"No guardi, non posso. Chieda a qualcun altro perché io più presto mi visito e meglio è".

Ne prendo atto e comunico la cattiva notizia alla signora, però...
Fermo restando che lungi da me voler esprimere un giudizio sul comportamento di una persona che sta male e che ha bisogno di una visita medica...
Se, fin dal principio, io ti avessi dato appuntamento per domenica, tu non mi avresti mai e poi mai chiesto di anticipare a sabato, ma ti saresti preso l'appuntamento e basta, tanto più che abiti a tre traverse di distanza dallo studio medico, dunque non ti cambia nulla; inoltre io credo che, nella vita, prima o poi capiti a tutti di aver bisogno di un gesto di gentilezza da parte di qualcun altro, anche di uno sconosciuto, come sarebbe stato in questo caso. Ecco, secondo me se ci impegnassimo tutti un po' di più nel dispensare gentilezza, specialmente se non andiamo a compromettere troppo la nostra vita, forse sarebbe più facile trovare, all'occorrenza, qualcuno disposto ad elargire un gesto di gentilezza a noi, quando ne avremo bisogno.
È una legge universale: nella vita tutto torna indietro, nel bene e nel male. Magari non segue un percorso lineare o riconoscibile, ma tutto torna prima o poi.

(*): Non è un errore: uno dei medici per il quale lavoro fa le visite solo di sabato pomeriggio e domenica mattina.

15/03/17

Di solito piangono

Da sabato scorso, Angelica chiede di andare dal parrucchiere per tagliarsi i capelli. Frenesia e urgenza, per me immotivate, che ci hanno portato a vedere se il parrucchiere era aperto lunedì pomeriggio, e non lo era. E chiedendole come mai avesse tutta questa fretta, la sua risposta era: "Perché voglio cambiare look".
Già diverse volte in passato Angelica ha dimostrato la sua maturità, determinazione e consapevolezza nelle cose che chiede. Come l'estate scorsa, quando ​volle farsi i buchi per gli orecchini. Era decisa per un taglio corto, drastico, un cambio look epico, che l'avrebbe resa irriconoscibile.
Persino il parrucchiere era perplesso, ma in fin dei conti è il suo lavoro, dunque, una volta ascoltate le richieste di Angelica e la sua descrizione del taglio che voleva, l'ha fatto: ha tagliato.
Quando, alla fine, Angelica si è rimirata allo specchio, esclamando tutta contenta "Come sono carina!", Lui stesso è rimasto sbalordito. Mi ha detto "Quando le madri costringono le figlie a tagliarsi i capelli, le bambine di solito piangono"

Le mie figlie sono diverse. Sono coraggiose e audaci, e non temono i cambiamenti, anzi, li chiedono.

(Inutile specificare che con nuovo taglio sta benissimo e sembra più alta e più "grande". E poi era contentissima, e già questo è sufficiente)

14/03/17

Massimo

Massimo era un mio ex. Il mio ex. Il più "ex" di tutti, dato che è stato la storia più seria e duratura prima di quella con Schroeder.
Massimo era molto più grande di me, eppure se la storia è finita non è stato certo per la forte differenza d'età, bensì per il motivo per cui finiscono tutte le storie, ossia che non ci si ama più.
Massimo è stato il mio "primo uomo", se capite cosa intendo.
Massimo è morto qualche giorno fa, per un infarto inaspettato e improvviso, da quel che ho scoperto.

Si dice che da bimbi tutti belli e da morti tutti santi. No, io non potrei mai dire una cosa del genere di lui. Una brava persona - per carità - onesto, educato, tranquillo, ma non me la sento affatto di piangere o rim-piangere nulla. Mi dispiace, senza dubbio. Mi dispiace ancor di più perché - stando a quello che ho avuto modo di sbirciare sulla sua bacheca di facebook, negli ultimi anni sembrava sereno e felice, si era sposato, aveva cambiato casa e città, e persino raggiunto un bel traguardo per la sua carriera. E' morto giovane, in fin dei conti, e sono stata davvero dispiaciuta nell'apprendere la notizia tramite amici di amici di amici, ché io e lui non ci siamo più visti né sentiti dal 2002.

Solo una cosa voglio dire, e mi serve per ricordarlo in modo ufficiale.
Quando stavamo insieme, una volta mi disse che sulla sua lapide avrebbe voluto che fosse scritto che era morto incazzato, perché a qualunque età fosse morto, lui era certo che sarebbe stato incazzato dell'essersene andato troppo presto, che di sicuro non avrebbe avuto il tempo di girare tutto il mondo, di leggere tutti i libri, guardare tutti i film, ascoltare tutta la musica, conoscere tutte le persone.
Ecco. Considerando che non aveva nemmeno 60 anni, incazzato sarà morto di sicuro, perché ancora di più gli è mancato il tempo per vivere tutto quello che avrebbe voluto.
Tutto qui. Voglio ricordarlo così. Massimo, il mio ex, morto incazzatissimo.

13/03/17

Dopo due settimane

Torno a scrivere, dopo due settimane di pausa.
Ho preso un volo, ho conosciuto mio nipote, me lo sono coccolato e spupazzato nei limiti concessimi dalla sua naturale necessità di stare con la mamma invece che con la zia, ho rivisto luoghi e persone, ne ho conosciuti di nuovi (sia luoghi che persone), ho fatto un esame medico saggiando le differenze con gli ambulatori della mia città, ho ricevuto l'esito fortunatamente negativo di un altro esame medico che avevo fatto 5 settimane prima (e che avrebbe richieste circa 3, a proposito di differenze), ho comprato una minigonna jeans e una tonnellata di cioccolato, nonostante le due cose siano incompatibili, sono stata invitata ad una cena romantica in un ristorante di livello medio-alto, ho molto camminato, ho scovato una pasticceria siciliana discreta, anche se carissima, ho provato a salvare il mondo da un virus letale insieme ad altri amici, senza purtroppo riuscirci, ma giusto per un pelo, ho riso, ho sorriso, non ho pianto nemmeno quando ho avuto una cattiva notizia, ho scoperto la bontà dei grissini artigianali del panificio, ho dovuto (cosa che odio) mettere le mani dentro il cofano di questo blog per risolvere, purtroppo solo parzialmente, un casino di dimensioni minime ma di effetto devastante, ho scongiurato il rischio di non riuscire a tornare a casa nei tempi stabiliti, sono tornata.

Riprendo fiato.

24/02/17

Capelli fucsia power

Premessa: Matilde va a scuola a piedi da sola, ma visto che lo zaino pesa circa un terzo di quanto pesa lei, per trasportarlo utilizza un trolley sul quale, mio padre ed io, abbiamo fatto tuning, perché con le sole dotazioni di fabbrica lo zaino se ne andava ugualmente per i fatti suoi. Sarà che il tragitto è tutto un sali e scendi dai marciapiedi, visto che sugli scivoletti in genere ci si posteggia.

Ieri, di ritorno da scuola, Matilde mi comunica di aver perso uno dei perni che reggono le ruote del suo trolley, ma di aver miracolosamente ritrovato quanto meno la rotella. La comunicazione è avvenuta esattamente mentre l'aereo rollava sulla pista per portare mio padre a Torino, a raggiungere il resto della famiglia recentemente arricchita da una new entry.
Le rispondo di non preoccuparsi, che glielo avrei di sicuro aggiustato entro domenica, ossia prima di salire io su un aereo per andare a conoscere il nipotino appena sfornato, e per fortuna l'indomani non ha scuola, bensì la sfilata di carnevale lungo il corso principale organizzata dal comune.

Stamattina, con calma visto che non ho lavorato, ho guardato la situazione. Le ruote si tengono su un tubicino di acciaio filettato internamente e bloccate da un unico perno ciascuna. Sottostimando l'entità del danno, prendo il tubicino, vado alla ferramenta vicino casa e chiedo "Ci siamo persi il perno di questo tubicino. Me ne dai tre o quattro che ci vadano bene?"
Il ragazzo armeggia per qualche minuto e mi restituisce l'affarino.
"Mi dispiace, non ce l'ho. Il perno ha una filettatura dispari mentre io ce l'ho solo pari" e mi indica un negozio di bulloneria dove provare a chiedere.
Ed io che nemmeno credevo esistesse un negozio specializzato solo in perni e bulloni, e che si chiamasse "bulloneria".
Vado. Stessa scena. Il tizio fa qualche prova e sentenzia che la filettatura è sinistra. Posso provare in un negozio di ricambi auto, che hanno i perni sinistri, oppure me lo faccio rifare su misura da un tornitore.

Allibita mi dirigo verso un ricambiata e nel frattempo mi telefona Matilde che ha finito la sfilata di carnevale lungo il corso e posso andare a riprenderla. Vado, la recupero, saluto i professori, e insieme a lei mi dirigo verso il ricambista.
Lungo la strada incontriamo un fabbro. Nonostante io sia accompagnata da una ragazzina che indossa una parrucca fucsia, entro, spiego il problema e chiedo se mi può aiutare. Lui guarda, prova, armeggia, si arrende e mi manda due porte accanto, dal tornitore.
"In fondo è il suo mestiere" dice.

Mentre andiamo, scherzo con Matilde "Certo però, che pure noi, così conciate... Che credibilità ho, adesso, a presentarmi da un tornitore accompagnata da una coi capelli fucsia?"

Il tornitore ha fatto qualcosa alla filettatura interna del tubicino per renderla compatibile col perno che aveva lui. Dopo cinque minuti mi restituisce il tutto.
"Grazie! Quanto le devo?"
"... Uhmpf. Buona giornata"

Uscendo Matilde mi chiede "Mamma, ma il tornitore non ti ha fatto pagare?"
"No. Hai visto che gentile?"
"Sarà stato tutto merito dei capelli fucsia"