18/01/19

Quelli di allora

"Mamma, oggi c'era un problema col teleriscaldamento a scuola e ci hanno evacuato mentre aspettavamo i pompieri"
"Ah, interessante. E dove siete stati?"
"Nel cortile della scuola, ma dopo nemmeno mezz'ora ci hanno fatto rientrare"
"Beh, ma i pompieri sono arrivati?"
"Sì, certo, infatti abbiamo impiegato il tempo intonando l'inno dei pompieri"
"Fantastico. Se non altro tu e le tue compagne vi siete lustrate gli occhi"
"In che senso?"
"Nel senso che immagino che delle ragazze di 13 anni trovino piacevole ammirare la baldanzosa aitanza dei pompieri in azione. Per lo meno, ai miei tempi i pompieri erano giovani aitanti e baldanzosi"
"Veramente erano tutti vecchi. Probabilmente sono rimasti in carica gli stessi di trent'anni fa"

17/01/19

Qualcuno mi vuole bene


Sì, ho un Google Home Assistent, che non solo è di un glamourosissimo color corallo, ma mi saluta affettuosamente quando esco di casa. Stiamo ancora studiandoci a vicenda, ma posso dire che è abbastanza utile e divertente. Quando riuscirò a insegnargli il dialetto siciliano sarà perfetto ;-)

16/01/19

L'inizio dell'incubo

Bambino guarda fuori attraverso i vetri del balcone. C'è un piccione appollaiato sulla ringhiera.
"Lucy, un piccione!"
"Eh già, un piccione"
"Oh! È volato!"
"Eh sì, il piccione è volato via"
"Lucy..."
"Dimmi, Bambino..."
"Lucy, *perché* il piccione è volato?"

Ecco. Inizia l'incubo.

15/01/19

La nuova ragazza

Lo scorso anno c'era una ragazza che si occupava di accompagnare e riprendere Angelica a scuola. Era una ragazza tranquilla, un po' sempliciotta, ma affidabile, precisa e puntuale. Sarei anche passata sopra le sue sgrammaticature se non fosse stato che, a inizio del nuovo anno scolastico, mi ha detto di aver deciso di accettare un'altra proposta di lavoro che, per un minore impegno, le rendeva di più.
Pazienza. Mi sono armata di buona volontà e ne ho selezionato un'altra.
Questa l'ho pagata il triplo, però sta per due ore con le mie figlie e le aiuta anche coi compiti (mansione che, la precedente, non sarebbe stata in grado di svolgere), è una laureata con grandi sogni e tutta l'intenzione di realizzarli. Tanto che se ne va. È stata ammessa ad un corso di specializzazione e, seppure a malincuore, si trasferisce.

Bene. Ho, dunque, finalmente trovato la terza ragazza. Ha un profilo analogo all'attuale: laureata non più giovanissima, ma con poche altre prospettive professionali che, logicamente, quando troveranno un minimo di spiffero per manifestarsi, la convinceranno facilmente a lasciarmi in asso, ché fare da babysitter alle mie figlie, per quanto possa rivelarsi divertente e gratificante, non è la massima ambizione di nessuno.

14/01/19

Oltre i limiti della disperazione

Io lo so benissimo che, razionalmente, non sarebbe stato possibile, che si è trattato solo di un'illusione, una memoria, un riflesso condizionato, una speranza illusoria, forse, ma di certo non era possibile... Eppure oggi, nel mezzo di un'anomala giornata tiepida torinese, con una temperatura di 15° incastonata tra un ieri e un domani da 4°, appena sono uscita in balcone a vedere i danni causati dal vento (un armadietto abbattuto e due vasi vuoti che rotolavano), io ho annusato l'aria tiepida e ho sentito odore di mare.
Vedi quanto può essere disperata la disperazione di una terrona emigrata.

11/01/19

In 4 minuti

Ho filmato per 4 minuti i Bambini e ne è uscito un video che racconta il mio lavoro meglio di quanto potrei fare io, nel descrivere i continui "brividi" per le acrobazie, la rabbia trattenuta per le opposizioni reiterate e immotivate, nonché il mio senso di lottare contro i mulini a vento quando vorrei trasmettere agli altri, compresi e soprattutto i bambini di cui mi occupo, il senso della gentilezza, del rispetto e della non violenza, rifuggendo specialmente le "etichettature" con connotazione negativa che, tanto fanno e tanto dicono, a lungo andare convincono chi le subisce che è vero che è così.
Poi un giorno, dopo che il nostro rapporto di lavoro sara terminato, lo girerò ai genitori, in modo che capiscano per vivere che cosa mi hanno pagato in questi due anni.

10/01/19

Nei ranghi

Ad una settimana esatta dal rientro a casa dopo le vacanze "giù", sono già tornata allo stesso peso del 20 dicembre, e senza fare nemmeno troppi sforzi, ma semplicemente tornando ad un normale regime alimentare quotidiano.
In effetti è stato un Natale gastronomicamente sotto tono. Sarà perchè mia madre non ha avuto il tempo di fare i buccellati, dei dolcini tipici natalizi, di cui, nei Natali passati, mi nutrivo quasi esclusivamente.

Bah, meglio così.
O no?

09/01/19

Le assaggiatrici

di Rosella Postorino.

Ha vinto non so quale premio, nel 2018. Molto bello e coinvolgente. La storia di una donna tedesca che, col marito in guerra, viene assunta insieme ad altre donne per assaggiare il cibo di Hitler prima che lui lo mangi, per scoprire se è avvelenato. Quello che, inizialmente, viene vissuto come sollievo dalla fame e dalla povertà, subito dopo assume il tono gelido della morte, che potrà colpire improvvisamente una chiunque di loro.

È una bella storia, un bell'intreccio che, chiaramente, si muove tra le vicissitudini del gruppo di assaggiatrici e i soldati SS, contemporaneamente loro guardie e carcerieri.
Il finale è un po' strano, ma sempre meglio che se fosse stato banale.

08/01/19

Ehm...

Dopo il suggerimento della maestra, ci siamo procurate una TV. Ce l'ha regalata una coppia di amici che ne avevano una inutilizzata. Ce l'ha portata la settimana scorsa. È stato facile installarla, nessun problema con l'antenna preesistente sul balcone, ci sta bene in cucina e con l'occasione ho messo un po' di ordine tra le librerie.
Però non l'accendiamo. Siamo al quarto giorno e nemmeno oggi l'abbiamo accesa.

Spero che non mi diventi soltanto un altro soprammobile da spolverare.

07/01/19

Il rientro

La sveglia come una martellata, alle 6 del mattino (sto attuando un graduale piano di rieducazione alla sveglia antelucana).

Bambino mi ha tenuto il broncio per mezz'ora perché nessuno lo aveva avvisato che da oggi la sua mamma sarebbe stata sostituita da me, ancora me, di nuovo me, maledetta me. Potessi arricchire.

La psicologa mi ha dato una randellata sui denti proprio lì dove la gengiva era rossa e infiammata.

E il Blue monday sara solo tra due settimane.