15/06/18

Tutta la vita in 50 minuti

Iniziamo col parlare dell'Amico Nerd, passiamo per la nostalgia di casa, proseguiamo con mia nonna, ci soffermiamo sul mio corso di yoga, arriviamo alle mie figlie e poi ci infiliamo dentro tutti insieme mio padre, mio marito e mio nonno.
Le conclusioni riguardano il concetto di "amore incondizionato" e "amore meritato".

Ogni seduta di psicoterapia dura 50 minuti, ma il più delle volte ne esco che mi sembrano trascorsi anni. Quasi 40 a ben rifletterci.

14/06/18

Troppo facile

Ci sono occasioni in cui la vita mi sorprende.
Nell'intento di guardarmi intorno e farmi sbattere le prime porte in faccia, ho individuato due o tre strutture che potenzialmente ed auspicabilmente potessero ospitare un mio ipotetico corso strutturato di yoga per bambini il prossimo autunno.
Di una di queste strutture avevo già i contatti, perché l'ho frequentata da utilizzatrice. In un tropicale pomeriggio torrido e piovoso, ho mandato un'email, giusto per sondare il terreno, giusto per scoprire come NON ci si propone alle strutture.
Mi hanno risposto. Entusiasti del mio progetto. Mi hanno convocato. Gli sono piaciuta. Mi hanno incaricato per una lezione promozionale a metà luglio e mi hanno opzionato per un corso annuale a cadenza settimanale a partire da ottobre. Gli va anche bene che io mi faccia pagare per il lavoro che svolgo.

Non so perché, ma mi sento stordita. Mi sta sembrando troppo facile. Non ho dovuto elemosinare un appuntamento, non ho dovuto paventare conoscenze altolocate, non ho dovuto contrattare sul prezzo, non ho dovuto accontentarmi, non ho dovuto adattarmi a qualche soluzione poco limpida.
Ho portato avanti me stessa, quello che sono e quello che so fare, ed evidentemente sono stata convincente.
Mi sembra tutto troppo facile, ma forse questo è soltanto il modo in cui le cose dovrebbero andare, se andassero per come dovrebbero andare.

13/06/18

Otto anni

Otto anni fa a quest'ora ancora passeggiavo per le strade di Bagheria nella speranza che qualcosa si muovesse.
Otto anni, una vita intera: la sua.

Oggi Angelica compie 8 anni. Il secondo regalo che ho avuto dalla vita.

12/06/18

E ora attenzione

I due bambini che accudisco stanno iniziando a parlare in modo ragionato. Lui, in quanto maschio - poveretto! -, ha un vocabolario molto semplificato: mamma, papà, pappa, acqua, cacca, Da (che sarei io) e tutto il resto è un urlo indefinito.
Lei, invece, in quanto femmina - dunque di razza superiore -, è entrata appieno nella fase in cui ripete ogni parola, qualsiasi, sforzandosi ad articolarle bene e alcune le memorizza anche e le acquisisce aumentando il suo lessico.

Bene, adesso è il momento in cui la tata terrona deve fare attenzione a quel che dice, perché non voglia il cielo che questa nanetta indichi il petto di sua madre esclamando "minne" :-D
(True story. "Bambina, ma che tocchi? Lo so che sono morbida qui, ma non è il caso che mi infili le mani nella maglietta e mi tocchi le minne!" - "Minne!")

11/06/18

La secchiona

E dire che ai tempi miei si sfruttava il voto in educazione fisica, in arte, musica, persino la religione! per sollevate la media dei voti in pagella.
Matilde ha preso 9 in matematica, in italiano, storia e non so quante altre materie, e 7 in educazione fisica. L'unico 7, il voto più basso di tutta la pagella. In educazione fisica.

Ma di chi è figlia? :-D

08/06/18

Certi venerdì

Certi venerdì iniziano di venerdì, ma prima che si arrivi a sera si ritrovano dentro tante di quelle cose che sembrano quasi il martedì successivo.

07/06/18

Raccomandazioni

"Mamma, allora: ti ricordi che la pizza con i miei compagni è stasera?"
"Certo che mi ricordo, Matilde. Da una settimana non fai altro che cambiare idea su come ti vuoi vestire..."
"Ecco, appunto. Ho deciso che mi metto questo vestitino nero, molto comodo ma anche carino. Per renderlo un po' più rockettaro mi metto gli stivaletti neri e il giubbotto jeans, che magari fa freschetto"
"Perfetto"
"Poi ti volevo raccomandare di vestirti anche tu carina ed elegante stasera"
"Ci proverò"
"Tu invece, Angelica..."
"Mi devo vestire elegante anche io?"
"No, o meglio, sì, insomma, fai come vuoi. Però ti volevo raccomandare di non disturbarmi troppo mentre siamo a cena. Tanto c'è il fratellino della mia compagna di banco, che ha 9 anni. Magari puoi disturbare lui".

Non so se ridere, piangere o sculacciarla.

06/06/18

Non passerà mai

Arrivo a casa e trovo una busta nella cassetta delle lettere. Tremo. Non trattandosi sicuramente di una lettera d'amore, sarà qualcosa da pagare.
In vece non è per me. E' per Matilde, ma non è comunque una lettera d'amore. Il mittente è l'agenzia delle entrate, e dentro la busta si tocca la forma piatta e rigida di una tessera. Sicuramente sarà la tessera sanitaria che, in effetti, le scade a fine giugno.
Salgo a casa, apro la busta. E' la tessera sanitaria.
Lo guardo e mi prende il magone.
"Matilde"
Si avvicina.
"Guarda, ti è arrivato la nuova tessera sanitaria"
"Ah. Ma tanto di solito non la tieni nel tuo portafogli?"
"Sì, infatti ora la sostituisco. Però ti volevo dare quella vecchia, casomai te la volessi conservare come ricordo"
"E perché dovrei? Cos'ha di speciale?"
"Era della Regione Sicilia, invece quella nuova è della Regione Piemonte".

Ed è così che me ne vado in balcone, per non far vedere le lacrime.

05/06/18

Tantissimi soldi

"Mamma, ma questo libro chi te l'ha regalato?"
"L'ho comprato io, veramente, quando andavo al liceo"
"Ma allora eri ricca!"
"Di belle speranze, senza dubbio. Che stai dicendo, Angelica?"
"Mamma, questo libro è costato tantissimo! Qui dice "prezzo dodicimila"! Il 12 con tre zeri non è dodicimila? E non sono tantissimi soldi?"

Ecco cosa succede a prestare alle tue figlie i libri comprati negli anni '90.

04/06/18

Diplomata

E alla fine ci sono riuscita!
Ho studiato, ho ripassato, ho memorizzato, mi sono confusa, ho ripetuto, mi sono scoraggiata; ho letto ad alta voce e con gli occhi, nel silenzio e nel bordello, nella salute e nella malattia; ho inventato storie, ho corretto quelle di altri, ho studiato, escogitato, concertato, drammatizzato; ho esclamato che amavo quel che facevo, ho maledetto il momento in cui mi sono iscritta.
Ma alla fine ce l'ho fatta. Mi sono diplomata col massimo dei voti e bacio in fronte del fighissimo insegnante.
Aspettate. Calma. Non ho detto "il bellissimo", l'ho definito "fighissimo".
Quest'uomo ha un fisico strepitoso, pulito, asciutto, tonico, flessibile, facendo solo yoga. Non è muscoloso, ma proprio "trugghio". E poi ha un carisma, una personalità, un Sé che si percepisce da lontano.

Insomma, da questo momento in poi sono un'insegnante di yoga per bambini. E mi sento fiera di me, per aver raggiunto questo traguardo, e orgogliosa della responsabilità che ho deciso di assumermi portando avanti questo compito.

Una volta uno mi ha chiesto: perché mai dovrei far fare yoga a mio figlio?
Ecco, io credo che se tutti gli uomini del mondo avessero fatto yoga e meditazione da bambini, anche solo per mezz'oretta al giorno, oggi vivremmo in un mondo migliore, più sereno e pacifico.