21/04/17

Solidarietà interspecie

"Ancora formiche! Basta, più tardi vado a comprare il veleno..."
"Noooooooooo! No, mamma, il veleno no! Non voglio che le uccidi! Le formiche sono insetti come noi...!"
"..."
"..."
"Angelica, noi non siamo insetti"

20/04/17

Sorriso d'acciaio glamour

Ai miei tempi era oggetto di fortissima discriminazione sociale, appiglio facile per denigrazioni varie, fonte di disagio e vergogna, penitenza, punizione, sciagura.
Oggi, fortunatamente, anche l'apparecchio ai denti (come gli occhiali già da qualche anno) è stato sdoganato dal peso della sua funzionalità con lo scotto del suo inopinabile impatto antiestetico. È diventato un accessorio glamourizzato. Può essere colorato, glitterato, fluorescente, o totalmente invisibile.

Matilde ha scelto​ di avere il sorriso fucsia.


19/04/17

Cose che non vorresti mai vedere #42

Formiche.
Formiche nel barattolo dello zucchero.
Formiche.
Alle ore 5.40 del mattino.

18/04/17

Tragedia

Niente a che vedere con chi si dimentica i figli o gli animali domestici, ci mancherebbe!, tuttavia posso dire che anche dimenticare in macchina il fagotto che racchiude tutte le uova di Pasqua che le mie figlie hanno raccolto nelle scorse 48 ore ha una carica tragica non da poco.


14/04/17

Buon anniversario

"Pronto?"
"Mamma, dove sei?'
"Sono appena arrivata alla palestra di Angelica. Che succede, Matilde?"
"No, niente. È che qui a casa c'è uno che ha citofonato quattro volte..."
"E tu hai risposto?"
"No, mi sono solo affacciata dal balcone. È un tizio con dei fiori... Boh? Forse è una nuova sottosezione dei testimoni di Geova..."
"Va bene, stai tranquilla. Hai fatto bene a non rispondere. Io tra cinque minuti torno"

...

"Pronto?"
"È la signora Lucy van Pelt?"
"Sì"
"Io sono il fioraio della piazza. Devo consegnarle dei fiori, ma lei non è in casa"
"Oooooh! Sì sì, sono in giro. Tra qualche minuto passo direttamente io in negozio da lei, grazie"

Adoro questa nuova sottosezione dei testimoni di Geova ;-)

13/04/17

Yoga con le bambine

Io seguo un corso di yoga da 4 anni. Le mie figlie seguono un corso di yoga da tre anni.
I due corsi non si sono mai incontrati, tranne che per la festicciola conclusiva del corso per bambini.

Oggi, invece, le mamme sono state invitate a partecipare alla lezione del corso per bambini, che è stato tenuto e guidato dagli stessi yoghini.
Ho scoperto cose delle mie figlie che non conoscevo, è stato particolare e intenso, a tratti tenero. Ma è stato bello, soprattutto, scoprire come lo yoga faccia tirare fuori loro stesse, senza filtri e senza pudori, molto meglio di qualunque altra attività sociale che abbiano mai fatto.
E comunque, anche a yoga Angelica mi sta appiccicata come una cozza. Anche a yoga Matilde è logorroica.
Loro due, esattamente come sono, esattamente come le conosco.

12/04/17

Nodo energetico spazio-temporale

Il compleanno di un amico, un anniversario fondamentale, un'arrabbiatura stratosferica, un incontro dai risultati ottimi e ottimistici.
E sono solo 24 ore.

11/04/17

Giorni veloci, giorni lenti

Non so se è perché sto cambiando (=invecchiando), ma da qualche tempo ho l'impressione che i giorni scorrano lenti.
Mi ritrovo al martedì sera che se ripenso a ciò che ho fatto domenica mi sembra trascorso un mese.
Sarà che lavoro molto, talvolta quasi sovrapponendo le due mansioni (come ieri, che ho lavorato dalle 9 alle 22.30 con solo un'ora e mezza di distacco durante la quale mi sono dovuta spostare di 20 km attivando i motori a curvatura 8 della mia Panda vintage), dunque faccio così tante cose, in luoghi diversi e con così tante persone che un giorno solo mi sembra che duri una settimana. Oppure sarà che è il tipo di lavoro che è molto diverso da quello in atelier.
In atelier avevamo scadenze da rispettare, talvolta molto brevi, e il tempo correva, si arrivava a fine settimana con ancora ordini da ultimare, straordinari da programmare, sacrifici e nottate da passare cucendo, e le 2 di notte arrivavano sempre troppo presto. Ora è l'opposto. Non vedo l'ora che sia la fine della settimana per essere pagata, o che finiscano tutti gli appuntamenti e, nel silenzio e nella solitudine ritrovati, io possa chiudere lo studio e andarmene.
Oggi è solo l'11 ma se dovessi fare una stima per quel che sento, siamo già ben oltre il 20 di aprile.
Sto cambiando, e un po' anche invecchiando.

10/04/17

Senza parole

"Mamma, l'anno bisestile è stato questo o lo scorso anno?"
"Lo scorso anno, Angelica, il 2016"
"Ah. Allora questo foglio è del calendario dell'anno scorso"
"Dici?"
"Sì, è il foglio di gennaio 2016"
"Ah. E come fai a stabilirlo?"
"Guarda​. Il mese precedente si capisce che è dicembre perché è di 31 giorni e ci sono rossi 25, 26 e 27 che è domenica. Poi il mese che viene dopo ha 29 giorni, e tu mi ha detto che è stato l'anno scorso quello bisestile"

Anche gli insegnanti mi dicono spesso che Angelica è almeno una spanna più in alto dei suoi coetanei, e conoscendoli l'ho un po' dedotto anch'io, ma nella modestia che mi ha sempre contraddistinto, ho pensato che fossero gli altri bambini particolarmente "tonti", e che mia figlia fosse semplicemente normale se fosse inserita in un contesto socio-culturale meno  "paesano" di quello in cui si trova.
Ma certe volte ha delle uscite che mi lasciano davvero a bocca aperta.
Non ha nemmeno 7 anni eppure è stata capace di fare una deduzione logica come quella.
Alcune volte Angelica mi fa paura. Mi fa temere di avere un potenziale oggettivamente alto e che io, dal basso del contesto mediocre in cui vivo, non sarò capace di supportarla per svilupparlo e valorizzarlo.

07/04/17

Quelli che cambiano canale

Soltanto io detesto visceralmente quelli che cambiano canale della TV durante le interruzioni pubblicitarie?
Io non so se sia un indice di "tendenza alla fedeltà" nella buona e nella cattiva sorte (anche se in effetti un esempio che avvalora questa tesi ce l'ho), ma io mai e poi mai potrei cambiare canale, nel bel mezzo di un film o di uno spettacolo, e odio chi lo fa.
Non potrei mai rischiare che poi, dall'altra parte, ricominci il film, ed io me ne perda qualche pezzo. E poi, magari, rischio di appassionarmi a ciò che danno su un altro canale, e che faccio? Me ne separo forzatamente perché devo tornare al primo film? Smetto di seguire il primo e mi sposto sul secondo? E quando anche sul secondo fanno la pubblicità, che faccio? Torno sul primo o mi avventuro su un terzo canale, rischiando di ripetere l'errore di affezionarmi a un'altra trasmissione? No no, non lo faccio. E non sopporto chi lo fa.
E poi, vogliamo mettere la comodità del poter avere 5 o 6 minuti di pausa durante la quale procurarsi uno spuntino, o rispondere ad un'email, o andare in bagno e cose simili?

06/04/17

Non vale

"Posso chiedervi un favore?"
"Certo mamma"
"Ci prendiamo l'impegno di dirci "ti voglio bene" almeno una volta al giorno per ciascuna?"
"Ma io te lo dico sempre, mamma"
"Lo so, Angelica, ma non sempre tutti i giorni"
"E anche io"
"Sì, Matilde, ma dire "anch'io" non vale"
"Va bene"
"Allora proviamo?"
"Proviamo"
"Mamma, ti voglio bene"
"Grazie, Angelica"
"E anch'io, mamma"
"Matilde, "anch'io" non vale"
"Eh, ma lei lo dice sempre per prima! Mi viene più semplice e naturale dire che ti voglio bene anch'io"

Lo so, figlia mia, e hai ragione. Ma io ho voglia di sentirlo dire per intero, ne ho proprio bisogno, talvolta. E per adesso è una di tali volte.

03/04/17

Il camper di Stranamore

Ho passato tutta l'adolescenza a sognare che il camper di Stranamore piombasse improvvisamente al liceo scientifico che frequentavo e, tra tante belle e popolari ragazze, venissero a cercare me, il rospetto acneico, e che qualcuno (sapevo bene chi avrebbe dovuto farlo, ma in realtà mi sarebbe andato bene pure un ammiratore sconosciuto) dall'altro lato del monitor mi dichiarasse il suo amore eterno e sconfinato.
Chissà su cosa fantasticano le adolescenti rospette acneiche di oggi.

31/03/17

La zagara

Sta fiorendo anche la zagara.

Dai, primavera, dai!

30/03/17

La cavia

"Lucy, 'ndo te trovi?"
"A casa"
"In Sicilia, quindi?"
"Al momento sì"
"Me serve una cavia, te va?"
"Che mi metti le mani addosso mi va sempre, Gandalf, lo sai"
"Nun fa' la porcona e ci vediamo alle cinque"

Gandalf, il mio fraterno amico fisioterapista sta studiando osteopatia e ogni tanto gli serve un volontario per esercitarsi nella pratica.

"Rilassati e nun te move. Non te devi move, devi solo pensare di farlo, immaginarlo e basta"
"In che senso?"
"Tu fallo e basta. Pensa che te devi toccà era naso. Ma pensalo soltanto. Non muoverti. Tanto non ci riesci a prendermi in giro sul movimento, ti beccherei fin nel più impercettibile fremito"

Ora, io non ho alcuna competenza in materia, ma sono abbastanza sensibile ed "educata" alla percezione del corpo, delle reazioni e del flusso di energie.
Non so nulla di osteopatia, non so nulla dei meccanismi di trasmissione delle informazioni dal cervello agli arti, ma ieri ho vissuto sul mio stesso corpo la sorprendente scoperta di come sia possibile, per un osteopata bravo e adeguatamente addestrato, cogliere il "pensiero motorio", ossia la sola intenzione di muoversi, prima ancora che il movimento inizi.

"Ora facciamo al contrario. Io metto la mano qui, tu rilassati e dimmi cosa senti"

E fu così che Gandalf, ieri pomeriggio, mi ha trattato la cervicale tenendo la sua mano sotto il mio ginocchio. Rasentando la stregoneria.

Stamattina mi ha chiesto un feedback.
"Sono stata benissimo, non ho avuto mal di schiena nonostante i 50 minuti nel traffico per tornare a casa, e persino la mano mi ha dato molto meno fastidio del solito. Non so cosa tu mi abbia fatto, ma dobbiamo rifarlo di nuovo"

Ci sono volte e persone con le quali fare da cavia è solo tanto di guadagnato. :-D

29/03/17

Imbarazzante

Imbarazzante quando ricevi a casa un paio di compagne di scuola di tua figlia la grande e ti accorgi che una di loro, undicenne, ha più tette di te.

28/03/17

Le mie mani

Quando ho fatto notare ad una certa persona che aveva le mani molto lisce e morbide, mi ha risposto che era uno dei pochi vantaggi de non aver mai fatto un ca##o nella vita.
Oggi mi guardo le mie, e noto calli, ispessimenti, escoriazioni, crosticine di pellicine estirpate coi denti, tagli da uso intensivo del coltello e persino un segno scuro su un'unghia dovuto a un trauma.
Sono brutte, le mie mani. Tozze, nodose, malconce. Ma in effetti parlano di me, e di come io non ci sia mai riuscita a non fare un ca##o nella vita.

27/03/17

I segnali

Sabato sono tornate le rondini.
Domenica abbiamo ripristinato l'ora legale.
Lunedì le mie figlie hanno tolto la maglia intima.

Dai, primavera. Ce la possiamo fare.

24/03/17

Come mi aspettavo

E' stato bello ed emozionante assistere alle "presentazioni" tra le mie figlie e il cuginetto nuovo nuovo appena sfornato.
Come mi aspettavo: Angelica ha mostrato interesse e tenerezza, desiderio di rendersi utile e una punta di gelosia nel constatare di non essere più al centro dell'attenzione degli zii (specialmente di mio fratello).
Come mi aspettavo: Matilde si è mostrata materna e propositiva.
Come mi aspettavo: sarebbe stata una bella esperienza per tutte avere un altro neonato in famiglia. Probabilmente in questa vita non sarà possibile, o se lo sarà, avrà tutto un altro significato.

23/03/17

I tempi che cambiano - bis

Quando alla lezione di yoga ti ritrovi la tua ex professoressa di educazione fisica delle medie, allora trentenne, adesso sessantenne, ti viene voglia, mentre la sbirci di nascosto, di urlare "Allunga quelle gambeeeeeee! Tira quegli addominaliiiiiiiiiiii! Sei una ricottaaaaaaaaa!" esattamente come faceva lei all'epoca.
Ma sei a yoga e stai intonando il mantra "Baba nam kevalam" che vuol dire "Tutto è amore infinito", e allora lasci stare. ^_^

22/03/17

Ustica


(Che nel gergo della famiglia Van Pelt significa che siamo, finalmente, atterrati a Palermo)

20/03/17

Molto figo

"Mamma, e quindi oggi c'è sciopero degli aerei"
"Già"
"E hanno cancellato il nostro volo"
"Così sembra"
"Dunque restiamo ancora qui?"
"Esattamente"
"E quando​ torniamo?"
"Il primo volo sul quale c'erano posti liberi è mercoledì"
"Quindi mi assenterò da scuola sia domani che dopodomani. Devi farmi la giustificazione"
"La farò"
"Sì, ma come causa non ci puoi scrivere motivi di famiglia, perché questi motivi non sono di famiglia, ma del volo che hanno cancellato"
"Va bene, ci scriverò che ti sei assentata perché ti hanno cancellato il volo"

Perché chissenefrega del disagio, delle giornate di lavoro retribuito perse, degli impegni già presi che devi disdire, dell'organizzazione, pianificazione, di tutto il casino che può portarti un volo cancellato e posticipato di 48 ore. Quando​ hai 11 e puoi dire ai tuoi compagni che non sei andata a scuola perché ti hanno cancellato il volo a causa di uno sciopero, tutto ciò fa molto, ma molto figo.

17/03/17

Hai ragione

"Ciao Angelica!"
"Ciao Mattia"
"Io il compleanno lo festeggio a casa mia e ti invito"
"Oh, grazie Mattia, sei davvero gentile ad invitare Angelica"
"E ora che fate? Ve ne andate a casa?"
"Sì, ma oggi abbiamo la macchina quindi dobbiamo prendere dall'altra strada"
"Va bene, ciao. Ma è questa la tua macchina?'
"Sì"
"Ma è vecchia!"

E ci hai ragione ragazzo.

16/03/17

Tutto torna

"Pronto?"
"Pronto signorina, mi scusi se la disturbo, sono la SignoraCheVieneDaLontano"
"Mi dica"
"Lei mi ha chiamato ieri per darmi appuntamento col dottore per domenica mattina*, ma purtroppo mio figlio, che mi deve accompagnare, ha avuto un imprevisto e le volevo chiedere se mi può anticipare a sabato pomeriggio"
"Signora mi dispiace, ma per sabato ho tutto il pomeriggio pieno. Posso darle solo le 19, anche se capisco che per voi significa tornare a casa di sera tardi"
"E non si può fare niente?"
"Guardi, l'unico tentativo che posso fare è di vedere se qualcuno dei pazienti è disposto a fare cambio, ma non le garantisco nulla"

...

"Pronto?"
"SignoreDiCittà sono la segretaria del dottore, la chiamo per chiederle un favore per conto di una signora che abita lontano. Lei ha appuntamento per sabato alle 16 ed è l'unico, tra i pazienti del pomeriggio, che sta in città. La signora aveva appuntamento per domenica mattina ma ha avuto un imprevisto ed io posso chiedere solo a lei se, per favore, può fare a cambio..."
"No guardi, non posso. Chieda a qualcun altro perché io più presto mi visito e meglio è".

Ne prendo atto e comunico la cattiva notizia alla signora, però...
Fermo restando che lungi da me voler esprimere un giudizio sul comportamento di una persona che sta male e che ha bisogno di una visita medica...
Se, fin dal principio, io ti avessi dato appuntamento per domenica, tu non mi avresti mai e poi mai chiesto di anticipare a sabato, ma ti saresti preso l'appuntamento e basta, tanto più che abiti a tre traverse di distanza dallo studio medico, dunque non ti cambia nulla; inoltre io credo che, nella vita, prima o poi capiti a tutti di aver bisogno di un gesto di gentilezza da parte di qualcun altro, anche di uno sconosciuto, come sarebbe stato in questo caso. Ecco, secondo me se ci impegnassimo tutti un po' di più nel dispensare gentilezza, specialmente se non andiamo a compromettere troppo la nostra vita, forse sarebbe più facile trovare, all'occorrenza, qualcuno disposto ad elargire un gesto di gentilezza a noi, quando ne avremo bisogno.
È una legge universale: nella vita tutto torna indietro, nel bene e nel male. Magari non segue un percorso lineare o riconoscibile, ma tutto torna prima o poi.

(*): Non è un errore: uno dei medici per il quale lavoro fa le visite solo di sabato pomeriggio e domenica mattina.

15/03/17

Di solito piangono

Da sabato scorso, Angelica chiede di andare dal parrucchiere per tagliarsi i capelli. Frenesia e urgenza, per me immotivate, che ci hanno portato a vedere se il parrucchiere era aperto lunedì pomeriggio, e non lo era. E chiedendole come mai avesse tutta questa fretta, la sua risposta era: "Perché voglio cambiare look".
Già diverse volte in passato Angelica ha dimostrato la sua maturità, determinazione e consapevolezza nelle cose che chiede. Come l'estate scorsa, quando ​volle farsi i buchi per gli orecchini. Era decisa per un taglio corto, drastico, un cambio look epico, che l'avrebbe resa irriconoscibile.
Persino il parrucchiere era perplesso, ma in fin dei conti è il suo lavoro, dunque, una volta ascoltate le richieste di Angelica e la sua descrizione del taglio che voleva, l'ha fatto: ha tagliato.
Quando, alla fine, Angelica si è rimirata allo specchio, esclamando tutta contenta "Come sono carina!", Lui stesso è rimasto sbalordito. Mi ha detto "Quando le madri costringono le figlie a tagliarsi i capelli, le bambine di solito piangono"

Le mie figlie sono diverse. Sono coraggiose e audaci, e non temono i cambiamenti, anzi, li chiedono.

(Inutile specificare che con nuovo taglio sta benissimo e sembra più alta e più "grande". E poi era contentissima, e già questo è sufficiente)

14/03/17

Massimo

Massimo era un mio ex. Il mio ex. Il più "ex" di tutti, dato che è stato la storia più seria e duratura prima di quella con Schroeder.
Massimo era molto più grande di me, eppure se la storia è finita non è stato certo per la forte differenza d'età, bensì per il motivo per cui finiscono tutte le storie, ossia che non ci si ama più.
Massimo è stato il mio "primo uomo", se capite cosa intendo.
Massimo è morto qualche giorno fa, per un infarto inaspettato e improvviso, da quel che ho scoperto.

Si dice che da bimbi tutti belli e da morti tutti santi. No, io non potrei mai dire una cosa del genere di lui. Una brava persona - per carità - onesto, educato, tranquillo, ma non me la sento affatto di piangere o rim-piangere nulla. Mi dispiace, senza dubbio. Mi dispiace ancor di più perché - stando a quello che ho avuto modo di sbirciare sulla sua bacheca di facebook, negli ultimi anni sembrava sereno e felice, si era sposato, aveva cambiato casa e città, e persino raggiunto un bel traguardo per la sua carriera. E' morto giovane, in fin dei conti, e sono stata davvero dispiaciuta nell'apprendere la notizia tramite amici di amici di amici, ché io e lui non ci siamo più visti né sentiti dal 2002.

Solo una cosa voglio dire, e mi serve per ricordarlo in modo ufficiale.
Quando stavamo insieme, una volta mi disse che sulla sua lapide avrebbe voluto che fosse scritto che era morto incazzato, perché a qualunque età fosse morto, lui era certo che sarebbe stato incazzato dell'essersene andato troppo presto, che di sicuro non avrebbe avuto il tempo di girare tutto il mondo, di leggere tutti i libri, guardare tutti i film, ascoltare tutta la musica, conoscere tutte le persone.
Ecco. Considerando che non aveva nemmeno 60 anni, incazzato sarà morto di sicuro, perché ancora di più gli è mancato il tempo per vivere tutto quello che avrebbe voluto.
Tutto qui. Voglio ricordarlo così. Massimo, il mio ex, morto incazzatissimo.

13/03/17

Dopo due settimane

Torno a scrivere, dopo due settimane di pausa.
Ho preso un volo, ho conosciuto mio nipote, me lo sono coccolato e spupazzato nei limiti concessimi dalla sua naturale necessità di stare con la mamma invece che con la zia, ho rivisto luoghi e persone, ne ho conosciuti di nuovi (sia luoghi che persone), ho fatto un esame medico saggiando le differenze con gli ambulatori della mia città, ho ricevuto l'esito fortunatamente negativo di un altro esame medico che avevo fatto 5 settimane prima (e che avrebbe richieste circa 3, a proposito di differenze), ho comprato una minigonna jeans e una tonnellata di cioccolato, nonostante le due cose siano incompatibili, sono stata invitata ad una cena romantica in un ristorante di livello medio-alto, ho molto camminato, ho scovato una pasticceria siciliana discreta, anche se carissima, ho provato a salvare il mondo da un virus letale insieme ad altri amici, senza purtroppo riuscirci, ma giusto per un pelo, ho riso, ho sorriso, non ho pianto nemmeno quando ho avuto una cattiva notizia, ho scoperto la bontà dei grissini artigianali del panificio, ho dovuto (cosa che odio) mettere le mani dentro il cofano di questo blog per risolvere, purtroppo solo parzialmente, un casino di dimensioni minime ma di effetto devastante, ho scongiurato il rischio di non riuscire a tornare a casa nei tempi stabiliti, sono tornata.

Riprendo fiato.

24/02/17

Capelli fucsia power

Premessa: Matilde va a scuola a piedi da sola, ma visto che lo zaino pesa circa un terzo di quanto pesa lei, per trasportarlo utilizza un trolley sul quale, mio padre ed io, abbiamo fatto tuning, perché con le sole dotazioni di fabbrica lo zaino se ne andava ugualmente per i fatti suoi. Sarà che il tragitto è tutto un sali e scendi dai marciapiedi, visto che sugli scivoletti in genere ci si posteggia.

Ieri, di ritorno da scuola, Matilde mi comunica di aver perso uno dei perni che reggono le ruote del suo trolley, ma di aver miracolosamente ritrovato quanto meno la rotella. La comunicazione è avvenuta esattamente mentre l'aereo rollava sulla pista per portare mio padre a Torino, a raggiungere il resto della famiglia recentemente arricchita da una new entry.
Le rispondo di non preoccuparsi, che glielo avrei di sicuro aggiustato entro domenica, ossia prima di salire io su un aereo per andare a conoscere il nipotino appena sfornato, e per fortuna l'indomani non ha scuola, bensì la sfilata di carnevale lungo il corso principale organizzata dal comune.

Stamattina, con calma visto che non ho lavorato, ho guardato la situazione. Le ruote si tengono su un tubicino di acciaio filettato internamente e bloccate da un unico perno ciascuna. Sottostimando l'entità del danno, prendo il tubicino, vado alla ferramenta vicino casa e chiedo "Ci siamo persi il perno di questo tubicino. Me ne dai tre o quattro che ci vadano bene?"
Il ragazzo armeggia per qualche minuto e mi restituisce l'affarino.
"Mi dispiace, non ce l'ho. Il perno ha una filettatura dispari mentre io ce l'ho solo pari" e mi indica un negozio di bulloneria dove provare a chiedere.
Ed io che nemmeno credevo esistesse un negozio specializzato solo in perni e bulloni, e che si chiamasse "bulloneria".
Vado. Stessa scena. Il tizio fa qualche prova e sentenzia che la filettatura è sinistra. Posso provare in un negozio di ricambi auto, che hanno i perni sinistri, oppure me lo faccio rifare su misura da un tornitore.

Allibita mi dirigo verso un ricambiata e nel frattempo mi telefona Matilde che ha finito la sfilata di carnevale lungo il corso e posso andare a riprenderla. Vado, la recupero, saluto i professori, e insieme a lei mi dirigo verso il ricambista.
Lungo la strada incontriamo un fabbro. Nonostante io sia accompagnata da una ragazzina che indossa una parrucca fucsia, entro, spiego il problema e chiedo se mi può aiutare. Lui guarda, prova, armeggia, si arrende e mi manda due porte accanto, dal tornitore.
"In fondo è il suo mestiere" dice.

Mentre andiamo, scherzo con Matilde "Certo però, che pure noi, così conciate... Che credibilità ho, adesso, a presentarmi da un tornitore accompagnata da una coi capelli fucsia?"

Il tornitore ha fatto qualcosa alla filettatura interna del tubicino per renderla compatibile col perno che aveva lui. Dopo cinque minuti mi restituisce il tutto.
"Grazie! Quanto le devo?"
"... Uhmpf. Buona giornata"

Uscendo Matilde mi chiede "Mamma, ma il tornitore non ti ha fatto pagare?"
"No. Hai visto che gentile?"
"Sarà stato tutto merito dei capelli fucsia"

23/02/17

Il mestiere che non farò mai

"Sai, mamma, credo che l'unico mestiere che non potrei mai fare da grande, è il medico"
"E perché? I medici in genere guadagnano bene, Matilde"
"Sì, è probabile. Ma non potrei proprio farlo"
"Ti impressioni del sangue e tutto il resto?"
"No mamma. È proprio che mi fa schifo l'idea di dover frugare dentro il corpo delle altre persone"

Ineccepibile.

22/02/17

Possibile?

Mi sto rammollendo. Sto invecchiando. Faccio fatica pesino a yoga.
Eppure...
Eppure ho rimesso in giro la bici dopo la pausa autunninvernale, mi sono fatta un bel giretto, il solito che facevo quando non lavoravo ancora e la prendevo quasi tutti i giorni, e in particolare ho voluto fare una deviazione al percorso abituale e tornare a casa da una strada che non facevo più, perché in salita e - secondo i miei ricordi di 15 anni fa, quando ero giovane e bella - faticosa. Ebbene, non lo è stata. O meglio: è stata pesante, ma non impossibile.
E qualcosa non mi torna. Come mai quando facciamo a yoga la posizione dell'asse, o il cane, o persino il cobra, sento fatica immane, sento di non riuscire a reggere il mio peso con le braccia? D'accordo, la bici la spingo con le gambe, ma è davvero possibile che negli anni mi si siano rammollite le braccia e rinforzate le gambe?

E dire che a 18 anni ero capace da dare filo da torcere a braccio di ferro ai più fracchi dei miei compagni maschi.

21/02/17

La putìa vince sempre

Da più di un mese faccio "acquista e restituisci" su zalando per un paio di banalissimi e semplicissimi tronchetti neri e bassi, da tutti i giorni. Sembrano la cosa più difficile da comprare. O sono grandi, o sono strette, o in foto rendevano meglio, o sono scomode.
Mi ero rassegnata. Mi sarebbe piaciuto prenderli coi saldi, ma evidentemente  non era destino.
Fino a quando, complice una mezz'ora "regalata", ossia libera da lavoro e incombenze varie, mi sono fatta una passeggiata a piedi lungo il corso pedonale della mia ridente cittadina. Senza grandi illusioni, ma giusto per trascorrere la mezz'ora, sono entrata in un negozio di scarpe. La commessa mi ha domandato, io ho risposto. Lei mi ha porto un paio di tronchetti neri e bassi, l'ultimo paio rimasto. Le ho provate. Perfette.

Alla faccia degli shop online :-D

20/02/17

Cugine maggiori

"Buongiorno ragazze! E auguri a voi che stanotte siete diventate cugine di S.!"
"È nato il cuginetto?"
"Sì sì, stamattina alle 6"
"Oooooh! Che bello! Mamma io sono contentissima!"
"Eh sì, Angelica, tutti lo siamo"
"Ma io sono per la prima volta cugina maggiore di qualcuno, perché finora sono stata la più piccola!"
"Hai ragione"
"E io invece ero già cugina maggiore di L. ma minore di S. Ma quelli sono cugini dal lato degli Schroeder. Dalla parte dei van Pelt, invece, sono cugina ancora più maggiore, perché sono la più grande di tutti quelli che verranno anche dopo! Quindi sono la cugina suprema! La cugina Jedi!"

Matilde e i suoi deliri di onnipotenza mattutini.

17/02/17

Non rigirare il coltello nella piaga

"Lucy, ma tu perché non hai mai completato gli studi?"
"Gandalf, è una storia complicata. Perché me lo chiedi?"
"Perché non mi sembri una che si spaventasse a studiare"
"Non lo ero, infatti. O meglio, avrei potuto non esserlo"
"E allora com'è che non ti sei più laureata?"
"Perché il mio era un percorso di studi costoso e dispendioso, e io e Schroeder avevamo deciso di sposarci, e allora invece di pagare le tasse d'iscrizione, i libri e tutto il resto del materiale che mi serviva per studiare ho deciso di cominciare a lavorare"
"Ma com'è che avete deciso di sposarvi prima che tu ti fossi laureata?"
"E' una domanda complicata"
"Non eri ancora incinta"
"No, non lo ero"
"E com'è che non ti è mai più venuto in mente di riprendere gli studi?"
"Mi è venuto in mente almeno una dozzina di volte. In media, una volta l'anno ho tutt'ora questa idea, ma puntualmente mi è bastato guardarmi per un istante con l'occhio critico razionale esterno per rendermi conto che non è una cosa che posso fare"
"Perché? Mica per una questione d'età? Perché ti ricordo che ho ripreso a studiare io che so' più vecchio de te"
"Ma tu non sei me. Non hai le responsabilità e le incombenze che ho io. E probabilmente intorno a te le persone ti incoraggiano e supportano in tal senso"
"Certo, questo è vero"
"Ed è, probabilmente, il vero motivo per cui io non ho mai completato gli studi. D'altro canto conosco decine di mie coetanee che si sono laureate dopo il matrimonio e i figli, ma probabilmente avevano accanto persone che hanno dato loro supporto, incoraggiamento e sostegno. E magari anche aiuto concreto"
"Me stai dicendo che è tutta colpa de tu marito?"
"No, non mi riferisco solo a lui"
"E a chi?"
"Gandalf, ma non stavamo pianificando le visite del fine settimana prossimo? Ecco, continuiamo a lavorare, dai"
"Va bene. Era solo per chiacchierare. Mica volevo rigirare il coltello nella piaga"

Ecco. Però lo stai facendo.

16/02/17

Che status sei?

"Mamma, ma tu sei single?"
"No. Single di sicuro no. Ma perché me lo chiedi?"
"Per curiosità. E se non sei single, che status sei?"
"Vuoi sapere il mio status per come lo vedo io, per come è nella realtà o per come lo è per la legge?"
"Tutti e tre"
"Per come mi vedo io, sono fidanzata con l'amico Nerd. Nella realtà, però, non è del tutto così, perché ci vediamo pochissimo, un paio di giorni al mese, e generalmente i fidanzati si frequentano più spesso anche per capire se stanno bene insieme."
"Certo. Vanno al cinema insieme, in pizzeria, a farsi le passeggiate, a prendere l'aperitivo con gli amici..."
"Già"
"E invece tu e l'amico Nerd potreste farlo ognuno per i fatti suoi, nella propria città e magari facendovi la videochat su Skype"
"Esattamente"
"E per la legge, invece? Sei divorziata? Essere divorziati è uno status?"
"È uno status, ma in realtà io non sono ancora divorziata. Per la legge io sono ancora sposata con papà. Siamo separati legalmente ma non ancora divorziati"
"E che cosa cambia?"
"Che se io muoio tra un minuto, lui eredità la casa in cui abitiamo. Dopo che saremo divorziati, quando io morirò la erediterete soltanto tu e Angelica"
"Angelica, perché mi stai guardando in questo modo?"
"Matilde, temo che, dopo aver ascoltato, Angelica stia progettando di uccidermi dopo che avrò firmato il divorzio"
"Non è vero! Mi stavo chiedendo se la stessa cosa vale anche per papà"
"Sì, vale anche per papà. Però ti prego di non progettare di uccidere nemmeno lui..."

E questi sono i tipici dialoghi prima della buonanotte.
-_-'

15/02/17

Nel duemilaventi

"Oh, mi è arrivato il nuovo bancomat. Bene. Quello vecchio scade a fine mese"
"Ma perché c'è una scadenza?"
"Sì, certo, funziona sempre così con le carte bancomat, o le carte di credito... persino quelle prepagate"
"Ah, non lo sapevo"
"E tu guarda che curioso. Questo nuovo scade nel 2020. Quello di priva aveva una validità di 3 anni. Evidentemente l'hanno aumentata"
"Mamma... il 2020 è tra 3 anni"

M*rda.

14/02/17

Non si finisce mai di imparare

Da più di 6 anni sono consulente alla pari per l'allattamento al seno. Tra alti e bassi, tra periodi più intensi e periodi più calmi, posso dire di aver fatto centinaia di consulenze, molte andate a buon fine, alcune no. Ho conosciuto e parlato con centinaia di mamme, per lo più all'avvio dell'allattamento, alcune in momenti di crisi dopo i primi mesi, un paio che avevano bisogno di informazioni, idee e supporto per smettere. So che "centinaia" non significa "tutte", ma ritengo di aver avuto accesso ad un campione significativo di mamme. Non dico che credevo di "averle già viste tutte" (e "sentite" di tutti i colori), ma quasi.
E invece no. Sono stata chiamata da una mamma che è stata in grado di stupirmi, presentandomi una situazione mai vista prima e che, personalmente, non credevo nemmeno che potesse realmente verificarsi.
Ed è sorprendente scoprire come, nonostante tutto, l'universo della maternità mi dia sempre nuovi spunti di riflessione e occasioni di imparare cose nuove. Non solo sull'allattamento in sé, ma soprattutto sugli esseri umani.

13/02/17

Il fine settimana perfetto

"Mamma ti rendi conto che è mezzogiorno e noi siamo ancora in pigiama?"
"Matilde, non ricordo di averti vietato di vestirti..."
"No, infatti..."
"Quindi se ti vergogni di pranzare in pigiama, vèstiti"
"No no, non mi vergogno affatto. E' solo che questo si sta rivelando il weekend perfetto e volevo fartelo notare".

Figlia mia ^_^

09/02/17

Esercizio abusivo della professione medica

"Buonasera. Prego"
"Buonasera. Ho appuntamento col dottor Luminare, mi chiamo Vattelapesca"
"Sì, si accomodi. Ha già alcuni esami da mostrare al dottore? In particolare nel formato DVD...? Li dia a me che mi porto avanti il lavoro e li carico sul PC mentre lei aspetta il turno"
"Sì, sì. Ho questa che è la prima risonanza, del 2014, dove è emerso il problema bla bla bla di cui devo parlare al dottore, ma poi ne ho altre tre bla bla bla fatte nel 2016, a partire dalla cervicale fino alla lombare. Qui invece ho la radiografia del ginocchio, perché le spiego bla bla bla il mio è un problema che nasce come neurologico bla bla bla, ma ha avuto ripercussioni di tipo ortopedico bla bla bla, dunque per me è importante che il dottore veda anche il ginocchio. Perché, capisce, bla bla bla, visto il quadro generale bla bla bl..."
"Signor Vattelapesca, io ho studiato musica. Il dottore sarà certamente in grado più e meglio di me di darle un'opinione competente"

Mi piace che mi chiamino "Signorina", ma no, Dottoressa mai. E il fatto che stia diventando esperta di tutti i software Dicom possibili e immaginabili, non significa che io sia capace di interpretarne le immagini e i referti.

08/02/17

Ma si che sei capace

"Non ce la farò"
"Ma sì che ce la farai"
"Di sicuro mi perdo"
"Ma no che non ti perdi. Portati il telefonino, così in caso di emergenza mi chiami, ma io sono sicura che non ti perdi. Che tu sia preoccupata è normale, è una cosa che non hai mai fatto prima, ma ciò non toglie il fatto che tu sia perfettamente in grado di farlo"

Non avendo né un elicottero, né una giratempo, la coincidenza tra la fine del mio orario di lavoro pomeridiano e l'uscita di Matilde dalla palestra, ad esattamente 12 km e 50 minuti di traffico dallo studio medico, è stata la buona occasione per:
- lei scoprire di sapersi muovere e orientare per strada anche al di fuori del consueto percorso casa-scuola
- io testare le mie capacità di pilota da corsa degli sgusci a bordo di una prestante panda vintage del 2001

"Io sono appena entrata in città, tu dove sei?"
"Sono in piazza"
"Aspettami davanti al fioraio che tra due minuti sono lì"
...
"Com'è andata?"
"Bene. In effetti non mi sono persa"

In effetti è una ragazzina matura e assennata. In effetti è la perfetta dimostrazione di come più lasciamo loro la possibilità di crescere in autonomia, più loro crescono.

07/02/17

Certi martedì

Ci sono certi martedì che, per la quantità di cose che hai da fare con tempi ristrettissimi, quasi in contemporanea e in luoghi distanti tra loro una decina di chilometri ma una cinquantina di minuti di traffico, sembrano quasi dei giovedì.
Il problema è che invece sono dei martedì, e hai davanti a te ancora una settimana quasi intera.


06/02/17

Tre anni

Tre anni e sembra ieri.
No.
Non sembra affatto ieri, sembra tre vite fa, sembra che sia appartenuto ad altri, sembra impossibile che avesse mai potuto essere diverso.
Non è: "Ma come abbiamo potuto lasciarci?", e non è nemmeno "Ma come ci è venuto in mente di metterci insieme?".
È più un "È accaduto, e c'era un buon motivo".
È accaduto perché non eravamo fatti per essere coppia. È accaduto perché diversamente, se non fossimo mai stati una coppia, non sarebbero nate Matilde e Angelica, e loro due da sole bastano perché ne sia valsa la pensa di tutto, di stare insieme e del non starci più.


02/02/17

Quel gran figo di tuo padre

"Ciao Lucy, bentornata"
"Ciao MammaDiUnaCompagnaDiAngelica"
"Grazie per quel favore che mi hanno fatto i tuoi genitori con mia figlia. Ero disperata"
"Ma figurati"
"Tra l'altro ho capito chi è tuo padre. A scuola eravamo tutte innamorate di lui"
"Eh?!"
"Era il gran figo della scuola"
"Ma guarda che mio padre ha 65 anni. Non avreste mai potuto andare a scuola insieme"
"Il professore! Tuo padre non è professore?"
"S-s-si. Insegnava alla scuola media del BorgoDiPescatori vicino alla nostra ridente cittadina"
"Esatto. Io andavo lì a scuola"
"..."
"Certo tu non te lo ricordi, o comunque non lo immagini, ma tuo padre a 35 anni era fighissimo, e noi lo adoravamo".

Credo che l'espressione basita del mio viso comincerà a dissolversi tra 5 o 6 giorni almeno.

01/02/17

Soddisfazione

Può sembrare poca cosa, ma ogni volta che riesco a posteggiare in uno spazio di poco superiore alla lunghezza della mia macchina, e in due sole manovre, penso a quel sant'uomo di Claudio, l'istruttore della scuola guida (che poche cose mi ha davvero insegnato, e il posteggio è una di quelle), ma soprattutto, poi, urlo all'indirizzo degli altri automobilisti che stanno dietro di me: "E ora imparate come si posteggia, bifolchi!".

La vera soddisfazione sta nei complimenti delle mie figlie, per aver fatto "una cosa in cui si guida", ma senza dire parolacce.

31/01/17

Come una vecchia

Premessa: Matilde va a scuola da sola.
Usciamo di casa insieme, ci salutiamo, percorriamo quei 10 mt di percorso comune, poi lei gira a destra, Angelica ed io proseguiamo dritto, e sul punto della separazione delle strade ci diamo l'ultimo saluto.

Stamattina lei ci saluta, al solito:
"Ciao mamma, buon lavoro! Ciao Angelica, buona scuola!"
Noi rispondiamo in coro:
"Ciao Matilde, buona scuola anche a te!"
Poi ci soffermiamo qualche istante a guardarla mentre procede lungo il suo percorso. Quando riprendiamo il nostro cammino, Angelica sospira: "Eeeeeeeeh, mamma. Certo che Matilde è proprio diventata grande!", come una simpatica e affettuosa nonnina.

:-D

30/01/17

Ci vorrebbe il mare

La combo tra: lunedì mattina, una commissione da fare entro le 8.30 e una notizia ansiogena che ti ha "attassato" tutto il fine settimana, la puoi affrontare solo con una deviazione al mare prima di andare al lavoro. 120 secondi ad aspirarne l'odore, osservarne il movimento e la luce, ascoltarne il rumore, non ti cambiano la tabella di marcia, ma ti acquietano l'anima.


E ti ritrovi a pensare che forse, 25 anni fa, Marco Masini aveva ragione.

27/01/17

Differenze

Trovandomi consecutivamente in visita presso un medico specialista "privato", e subito dopo presso il mio medico di base, stamattina non ho potuto fare a meno di notare le differenze enormi tra le due segretarie. E tra tutte le altre segretarie di medici, privati e non, che ho conosciuto in vita mia.
Differenze di cultura generale, e cultura medica; differenze nell'approccio col paziente, di persona e al telefono; differenze nel modo di porgersi, vestirsi, camminare.

Non è mai corretto fare "di tutta l'erba un fascio", ma certe volte è proprio difficile credere che siano coincidenze.
Ah, e il tutto non è legato direttamente al medico in questione.

Mi è venuto spontaneo, naturalmente, fare anche un auto esame su me stessa, e chiedermi che cosa pensano di me i pazienti dei medici ai quali faccio da segretaria.
Spero che, uscendo, dicano "Non è un granché, ma è gentile".

26/01/17

Ricominciamo

"Bentornata Matilde! Com'è andata a scuola?"
"Bene"
"E con la merenda fatta in casa che dovevate portare a scuola per quell'approfondimento di educazione alimentare?"
"È andata benissimo. La tua torta vegan ha fatto furore"
"Bene, sono contenta"
"È finita tutta. E la professoressa ha voluto la ricetta"
"Ah"
"Così come l'aveva voluta, a suo tempo, la maestra, e la moglie del maestro, e la mamma di Vincenzo, e la bambinaia dell'asilo eccetera eccetera"
"..."
"Quella torta è troppo buona, e ogni volta che la portiamo in un nuovo ambiente, la gente vuole la ricetta"
"..."
"Ora l'abbiamo inaugurata alla scuola media, quindi ricominciamo a distribuire ricette"

Addendum: la ricetta
240 gr farina
100 gr zucchero
30 gr cacao amaro
50 gr cioccolato fondente
50 ml olio
330 ml latte vegetale
1 bustina lievito per dolci

Si mescolano tutti gli ingredienti con una frusta elettrica, si versa in una tortiera, si cuoce in forno preriscaldato a 200° per 40 minuti, si sforna, si fa raffreddare, si mangia.
Per dovere di cronaca: io uso farina integrale, zucchero di canna e olio extravergine di oliva, e preferisco il latte di riso, ma la ricetta funziona con qualunque variante. Stesso discorso per la tortiera: io utilizzo quella in silicone, ma va bene una qualsiasi.
L'ultima cosa: tempo fa calcolati approssimativamente che una fetta dignitosa, da 1/12, contava circa 150-170 calorie (contro i 220-240 della stessa porzione di torta al cioccolato classica, con burro e uova)

25/01/17

Punto di vista esterno

Fare la baby-sitter offre il vantaggio di un punto di vista esterno sulle dinamiche interne a un nucleo familiare allargato ove ci sia un neonato.
Rivalità tra nonni, zii, cugini, padrini ecc, non solo a caccia del primato del regalo più bello/costoso/utile/apprezzato, ma in perenne gara a chi detiene il posto più vicino a quello della mamma e (talvolta) del papà nel cuore del bambino.

Mi sono spesso chiesta se, anche nel mio nucleo familiare allargato, un osservatore esterno possa notare simili movimenti.

(Al nonno materno: "Sa, stamattina è passata a farci visita la nonna paterna e, inaspettatamente, quando è andata via la bambina è scoppiata in un pianto inconsolabile"
Lui: "Si è messa a piangere?! Baaaaaaah! Magari piangeva perché le fanno male le gengive che sta mettendo i denti")

24/01/17

Pubblico ringraziamento

Volevo pubblicamente ringraziare il poliziotto che, pur somigliando a Buffon, all'aeroporto di Torino mi ha dato la possibilità di imboccare la "terza via" per portare a casa, trasportata nel bagaglio a mano, una confezione di burro di karité da 200 ml.
Le alternative classiche erano: imbarcare la valigia (al prezzo di un altro biglietto a/r) oppure la pattumiera posta all'uopo alla barriera dei controlli (con copioso versamento di lacrime).
Il sosia di Buffon mi ha permesso di lasciargli la confezione sul bancone, catapultarmi al Tiger, acquistare tre barattolini vuoti e un cucchiaino, tornare alla barriera, mettermi comodamente seduta davanti al suo sguardo vigile, travasare il burro e andare al gate.

17/01/17

A metà

"Ragazze mi sembra giusto che voi sappiate una cosa..."
"Che cosa, mamma?"
"Che io ho stipulato un'assicurazione sulla vita, e siete voi le beneficiarie"
"E che significa?"
"Che se da qui a vent'anni io muoio..."
"Io non voglio che tu muoia!"
"Nemmeno io voglio morire, Angelica, ma prima o poi toccherà anche a me. Comunque, dicevo... Se muoio entro i prossimi vent'anni, a voi danno dei soldi"
"Ah. E come mai?"
"Per fare in modo che anche da orfane possiate vivere, mangiare, vestirvi, studiare eccetera"
"E quanti soldi ci danno?"
"Centomila euro"
"Ciascuna?"
"No, da fare a metà"
"Centomila da fare a metà? Tipo che a Matilde ne danno cento e a me ne danno mila?"

Ad Angelica le rotelle girano bene.
Comunque, se vuole, credo che le diano anche Shiro.

16/01/17

Peggio

È sempre bello e incoraggiante quando, dopo una lunga ed esaustiva chiacchierata con la mia amica psicologa nella quale le racconto tutti i fatti e i non fatti dell'ultimo mese, lei conclude: "Dunque, le cose stanno così. Ma dal centro di salute mentale ti hanno fatto sapere niente sulla terapia?"
"No"
"La prossima volta che ci vado ci parlo io con la signora e ti raccomando".
"Dai, non è urgente, non sto messa proprio male"
"Infatti stai messa pure peggio".

Ca##o.

14/01/17

Ci sono ricaduta

Dentro fino al collo.
Dopo aver visto, ieri, il film di Angry Birds mi è venuta una botta di nostalgia. E' stato un attimo, aprire il playstore, fare la ricerca, scoprire che esiste addirittura un Angry Birds 2, scaricarlo e ammink#iarmici fino alle 2 di notte, con la stessa passione e la foga di 4 anni fa, e la stessa ostinazione nel voler completare tutti i livelli con tre stelle.
Dentro fino al collo.

12/01/17

Cassetti traditori

I cassetti sono traditori. Si riempiono negli anni di tutte le cianfrusaglie che ci metti dentro, e non si lamentano, accolgono, fagocitano, ingoiano, conservano. Ogni tanto ti basta dare uno scossone per far sì che i loro contenuti si assestino in autonomia, lasciando che la forza di gravità e di ondeggiamento si occupino di smuovere il caos, di riempire i vuoti, e far spazio ad altro, altre cianfrusaglie più o meno inutili da contenere. Non c'è da meravigliarsi che si riesca a portare avanti la storia in questo modo per anni, e anni, e anni.
Fino, chiaramente, al tracollo, il pieno, la saturazione. E allora arriva il momento dell'incombenza: estrarre il cassetto, svuotarlo per intero e fare la cernita tra ciò che serve e ciò che si può buttare. Generalmente la percentuale di ciò che si può buttare si assesta sul 90%, ma soltanto il 60-65% verrà buttato per davvero. Scontrini illeggibili, bottoni di ricambio per soprabiti che non esistono più, depliant di materassi in lattice, buoni sconto spendibili entro il 2007, ricevute di pagamento di abbonamenti editoriali, ricette con ingredienti che hai deciso di non mangiare più da 6 anni a questa parte, vecchie foto stampate agli albori della stampa fotografica domestica.
I cassetti sono traditori. Ti illudono per anni di avere spazio e capienza illimitati e quando, poi, ti restituiscono  loro contenuto, ti colpiscono dritto al centro del petto, lì dove prima c'era un cuore vero, sano e funzionante, poi si è creato un cratere da implosione, qualcosa a metà tra un buco nero e un non-luogo, e solo da pochi mesi si sta riformando un organo pulsante, vivo e interessato a vivere.
Proprio sul fondo, proprio dopo una tonnellata di carte inutili, salta fuori una foto, LA foto.
Sorridevate insieme abbracciati, occhi felici sull'obiettivo e il mare nello sfondo. Più o meno 14 anni fa. 14 anni fa di rughe, capelli, chili, amore. Illusioni. Sogni. Desideri.
La prendi in mano, la guardi. Non piangi, non sorridi, non la strappi, non la butti.
La piazzi di nuovo sul fondo del cassetto e la seppellisci con esami del sangue del 2013, libretto delle istruzioni del caricabatterie, tessera elettorale e cartoline natalizie intonse della lega del Filo d'oro.
Cassetti traditori.

11/01/17

Uguale

"Mamma, secondo te me li devo togliere i calzini per dormire?"
"Angelica non lo so, se senti freddo lasciali, se senti caldo toglili"
"Siccome generalmente durante la notte sento freddo, me li lascio. E comunque io sono Matilde"
"Lo stesso. In certi momenti rompete le scatole uguale"

10/01/17

Come si guida?

"Accidenti, sta ricominciando a grandinare! Proprio adesso che dobbiamo uscire in macchina! Speriamo bene... Come si guida sulla grandine?"
"Piano"

09/01/17

Grandi cose

Queste feste sono state lunghe, ricche, vissute, piene di riempimenti e di vuoti.
Ho visto Matilde da grande, in pizzeria coi compagni; ho visto Angelica simulare una seduta di meditazione; ho visto una pancia cresciuta, ballare la tarantella; ho visto in 40 minuti due vulcani lontani tra loro 600 km; ho visto tre visi simili eppur diversi; ho visto presepi, a centinaia; ho visto fuochi d'artificio; ho visto una ragazzina di 15 anni comprare il libro delle 50 sfumature pagandolo a monete da 1 euro, quasi come se stesse spendendo in quel modo le vincite della tombola; ho visto occhi allegri diventare tristi e occhi tristi scoppiare improvvisamente di gioia; ho visto la neve sul mio balcone; ho visto la casa vuota e poi di nuovo piena.
Da oggi si ritorna alla normalità, alla vita di sempre, al consueto delirio: inaugureremo la quotidianità di questo 2017, dal quale - volendo fare una citazione colta - mi aspetto grandi cose. Terribili, forse. Ma grandi.