07/09/17

Il vero cambio

L'inequivocabile segno che la tua vita sta cambiando, fisicamente e metafisicamente, non è quando fai la voltura delle utenze, o la disdetta del contratto telefonico, o l'iscrizione a scuola o il cambio anagrafico di residenza, o quando acquisti un abbonamento annuale al servizio di trasporti pubblici della tua nuova città.
No.
Il segno inequivocabile è quando ti fai il giro di tutti gli shop online che frequenti per modificare l'indirizzo di spedizione predefinito.

06/09/17

Chiavi e pennelli

Ieri ho avuto le chiavi della nostra casa di Torino e oggi abbiamo iniziato a dipingere, pulire, aggiustare, manutenere.
Mi fa strano.
È la quinta casa della mia vita (la quarta di cui ho memoria) eppure è la prima che allestisco da sola, seguendo solo il mio gusto e il mio modo di vivere.
E il mal di schiena pesa di meno.

05/09/17

In economia

"Oooooh, nipotine mie! Ma che bella rosa che mi avete regalato!"
"Eh già, nonna, è proprio bella. L'abbiamo scelta noi"
"Ed è anche di un colore particolare. Questo arancione è davvero bello"
"Beh, sì. È il colore delle rose che costavano di meno"

=8-0

04/09/17

L'ho fatto

La traversata è andata tutto sommato bene: il mare è stato un po' mosso ma siamo arrivate sane e salve.
La macchina è andata alla grande: nonostante il carico, ha fatto il passo del Turchino senza esitazioni, è da lì è arrivata spedita a Torino.
La famiglia e gli affetti in generale ci hanno accolto con grandi premure, cure e attenzioni.

L'ho fatto. Ho portato le mie figlie a Torino, verso una vita nuova.

02/09/17

Lo sto facendo

Lo sto facendo davvero


01/09/17

Lasciare

"Cosa sta lasciando?" mi ha chiesto lo psicologo.
Non sto lasciando nulla. Me ne sto andando per intero e completamente. Sto rinascendo a nuova vita, ma ho tutta l'intenzione di mantenere intatta la memoria di quella precedente, nel bene e nel male, nei traguardi e negli insuccessi, nel coraggio, nella forza e nei sensi di colpa.

"Quanti ne stai lasciando?" mi ha chiesto Gandalf.
Quanti ne sto lasciando di che? Di sogni? Di dispiaceri? Di amici? Di rimpianti? Di disagi? Di parenti? Di saluti non fatti, baci non dati, lacrime non versate, abbracci non stretti? Alcuni. Non moltissimi, ma indubbiamente alcuni, sì.

Sto lasciando molto, ma mi sento come se non fosse così. Me ne sto andando completa, e sono sicura di portare con me ogni cosa, persona, ricordo, emozione, sentimento importante nella mia vita.
Mi sto portando la serenità, l'ottimismo, la gioia e l'emozione del ricominciare una nuova vita. Mi sto portando la paura e l'apprensione, la preoccupazione per me, per le mie figlie, e il lavoro, e l'inverno, e gli accordi con l'ex marito, e la responsabilità che sento decuplicata. Mi sto portando il senso di colpa. Mi sto portando la determinazione nel fare una scelta che migliorerà la qualità della nostra vita.
Mi sto portando tutto: tutto di me e tutto delle cose che hanno fatto di me quella che sono adesso.
E poco importa se, fisicamente, alcune di queste si troveranno lontane.
Le cose davvero importanti ce le ho dentro, anche se a 1500 km di distanza.

(La domanda completa di Gandalf era: quanti ne stai lasciando di amici in lutto)

31/08/17

Di 14 pacchi

Al momento attuale ho riempito 14 scatole con la vita mia e delle mie figlie. Alcune sono giunte già a destinazione, altre sono in viaggio, altre ancora non sono ancora partite. 14 pacchi con biancheria per la casa e per le persone, accessori, piccoli oggetti importanti, elettrodomestici, beni di seconda necessità e tanta carta igienica a fare da cuscinetto.
Mi sono passate tra le mani le cose più utili e inutili, cariche di ricordi e assolutamente insignificanti. preziose e dozzinali. 13 anni di vita mia e delle mie figlie. Non ho fatto una piega quando, con un pizzico di apprensione, sono andata a spedire piatti e bicchieri, la mia padella preferita, i libri di Harry Potter, il computer o la collezione di pupazzetti delle mie figlie. Non un briciolo di esitazione o emozione, nemmeno nell'imballare gli oggetti preziosi.
Ma la macchina da cucire no.
Smontarla dalla sua postazione, riporla nel suo imballaggio originale e poi dentro uno scatolo più grande, insieme a tutta la roba per il cucito, e chiudere il tutto e imballarlo per bene... ecc. E' stato a quel punto che ho pianto.

Ho impacchettato la vita pubblica e intima mia e delle mie figlie senza fare un fiato, ma di 14 pacchi, quello che mi ha fatto crollare è stata la macchina da cucire.
Forse perché è l'unico oggetto su cui trasferisco davvero la mia identità. Di certo non riuscirò a stare tranquilla fino a che non sarò sicura che sia giunta a destinazione.

30/08/17

Lo dice la parola stessa

Matilde: "Sai, Angelica, se più tardi lo zio ci porta in piscina ti accorgerai che è più difficile nuotare"
Angelica: "In che senso?"
"Nel senso che è più difficile galleggiare, devi fare più fatica per nuotare"
"Ma perché? Anzi la piscina è più piccola del mare"
"Non è per la dimensione della piscina, ma perché l'acqua della piscina è acqua normale, invece quella del mare è salata"
"Aaaaaaah, ho capito! Quindi nel mare è più facile nuotare perché nell'acqua c'è il sale"
"Esatto"
"Eh, visto che l'acqua è salata si galleggia. Perché c'è il sale, e infatti si chiama SALE, perché ti fa salire".

:-D

29/08/17

Ora mi sto un po' scocciando


Cara Julie, lo so che sei vecchia e stanca, almeno quanto me, ma ormai sta andando a finire che la gente pensa che abbiamo una tresca il meccanico ed io per tutte le volte consecutive che tu ci devo portare, e siccome quello è un attempato cinquantenne che non mi piace nemmeno un po', ecco io mi sto un po' scocciando di sta cosa.

28/08/17

Commiato #5: Andrea

Non ho mai più visitato la tomba di Andrea dopo il suo funerale.
Spesso, in questi 17 anni, sono passata in macchina dallo svincolo autostradale per il paesino dove si trova sepolto, ed ogni volta mi sono ripromessa di farcela, una volta, un gita fuori porta e con l'occasione fargli visita. Non l'ho fatto mai. Non so il perché. Forse perché tanto non scappa, sta lì e ci resterà per sempre.
Ma adesso sono io che me ne sto andando, sono io che non starò più qui. Chissà quando se ne riparlerà di passare di nuovo lungo quell'autostrada. Me ne sto andando e sto organizzando la tabella dei saluti alle persone più care. Era doveroso inserire anche lui.
E così ci sono andata. Ci sono andata in compagnia, perché forse andarci da sola sarebbe stato peggio, ci sono andata di proposito, deviando dal percorso più veloce appositamente per passare da quel paesino, e ci sono andata partendo presto la mattina per essere sicura che il cimitero fosse ancora aperto.
E' stato un piccolo sollievo accorgermi di ricordare quasi precisamente la localizzazione della cappella di famiglia. Nonostante 17 anni di vita intensa e ricca, non ho dimenticato quel giorno, quel momento, quel dolore.
Dopo aver girovagato guidati in modo sbagliato e confuso dal guardiano, ho seguito il mio istinto e i miei ricordi, e l'ho trovato.
L'ho salutato. E' stato rassicurante, doveroso, triste. Importante.

25/08/17

La firma

"Buongiorno, noi siamo qui per rinnovare la carta d'identità della bambina"
"Bene. Documento in scadenza della bambina... Ah, è nata nel 2005. Allora deve apporre la firma"
"La bambina?"
"Sì. Dato che compie 12 anni nell'anno in corso, deve firmare anche lei i moduli e può firmare la carta d'identità"

E tu la vedi, seduta, tutta concentrata, che prima ti chiede se si firma mettendo prima il nome o il cognome e poi, come se non avesse mai fatto altro nella vita, firma lì, dopo la X, gira il modulo, mette le altre firme al posto giusto e, infine, deposita la sua firma sulla terza carta d'identità della sua vita.

"Mamma, papà, adesso è ufficiale: dovete smetterla di parlare di me definendomi bambina!"

24/08/17

Commiato #4: la brioche caffè e panna

Non amo particolarmente la panna, tranne che sul gelato al caffè, ma non tutte le gelaterie offrono il gusto al caffè, e ancora meno sono quelle che lo fanno davvero buono.
Una di queste è una delle storiche gelaterie della mia cittadina, che ha da poco ristrutturato interni, esterni e menù, aggiungendo anche una sezione di gastronomia espressa e pizzeria, ma per fortuna mantenendo intatto il gelato al caffè.
E la vera "morte" del gelato è nella brioche (alla siciliana), dunque la quarta tappa del percorso di commiato alla mia terra passa da qui.

23/08/17

Kamikaze

Avere due ospiti napoletani a cena e decidere di preparare la pizza in casa è un po' come offrirsi volontaria kamikaze.

22/08/17

Commiato #3: l'addio ai monti

Non sorgono affatto dalle acque, ma ho voluto congedarmi anche dalle montagne, dalle mie montagne, le Madonie.


Ho trascorso due giorni a girovagare tra alcuni paesini del Parco delle Madonie: aria fresca, pane buono e stradine strettissime, dove più di una volta ho temuto di rimanere incastrata con la macchina.

Sto per trasferirmi vicino alle montagne, quelle vere, e non sarà solo del mare che sentirò la mancanza.

21/08/17

La professionalità

Vedere la sicurezza con cui il meccanico mette le mani dentro il cofano della mia macchina mi fa pensare all'effetto che deve avere, sugli altri, la sicurezza con cui io maneggio un capo di vestiario da riparare o modificare.
Un tipo di lavoro manuale che non è da tutti e per il quale in pochi si azzaderebbero a improvvisare.

(Sì, ho avuto un ennesimo imprevisto con la macchina, mannaggiallei, che sembra proprio che ce la stia mettendo tutta per NON farsi portare a Torino)

10/08/17

Commiato #2: l'alba alla casa di campagna

Quando ero bambina, i miei genitori portavano me e i miei fratellini a trascorrere tutta l'estate qui, nella casa di campagna dei miei nonni materni. 
Ci traslocavano intorno al 15-20 giugno, appena finita la scuola, e ci recuperavano il 15-20 settembre, massimo un paio di giorni prima che ricominciasse, e loro venivano a trovarci solo la domenica.
Detta così sembra la trama di uno quegli innumerevoli e tristissimi cartoni animati con cui ci siamo rovinati l'infanzia, noi nati tra gli anni '70 e '80, ma in realtà a noi piaceva molto, perché i nonni erano molto più permissivi dei genitori, e poi c'era la campagna, coi gatti e i cani, e la terra nella quale rotolarsi tutti insieme, bambini e animali, e sporcarsi.
Solo una cosa non mi piaceva: che la casa si attivava presto, perché i miei zii andavano a a lavorare all'alba, e la nonna preparava loro la colazione tenendo accesa la TV su una rete privata locale che trasmetteva telenovelas sudamericane, e di conseguenza anche noi finivamo per svegliarci presto (e ci facevamo una cultura e un'educazione sentimentale e sessuale basata sulle telenovelas).
Spesso, prima ancora di fare colazione, uscivo in campagna proprio per vedere il sole sorgere, che lì, in estate, sorge proprio dal mare.

Ormai da tanti anni mi sveglio fissa prima dell'alba, ma per altri motivi che mi portano a restare in casa.
Stamattina ho deciso di uscire prima di fare tutto il resto. E questa è stata la seconda tappa del mio commiato a questa terra: vedere l'alba dalla casa di Trabia.


09/08/17

Produzione industriale

I primi, di prova, sono venuti ottimi e sono spariti prima ancora di lasciarli insaporire sott'olio. I secondi sono venuti meglio, perché abbiamo corretto qualche imprecisione e li abbiamo già messo in conserva, ma sono pochi, solo quattro barattoli, e l'orto continua a produrre a tonnellate e non accenna a smettere.


(La tavola è lunga 2 metri e quello è il raccolto del solo 60% delle piante di pomodoro. Ma tanto fa così caldo che in 5-6 giorni massimo si seccano a dovere, dunque il restante 40% aspetterà. Anche perché noi non siamo attrezzati, e un'altra tavola così non ce l'abbiamo!)

08/08/17

Piccolo screanzato

"Ah, anche io andavo da loro tempo fa" mi dice il giovane collega del mio amico Gandalf notando il nome di un'associazione di donatori del sangue sulla copertina della mia agenda.
"Davvero? Io un po' di tempo fa lavoravo anche da loro, ma probabilmente tu non puoi ricordarti, sei troppo giovane"
"Io ci sono andato fino a due o tre anni fa"
"Figurati, io ho fatto la volontaria dal 1998 al 2003"
"Beh, a quei tempi io andavo alle scuole elementari"

Sì, lo immagino, ma non sottolinearlo con quel tono. Ricordati che i ragazzini devono comunque portare rispetto agli anziani. Tzè.

07/08/17

Commiato #1: l'acchianata a Santa Rosalia

Il mio percorso di commiato alla mia terra è iniziato con lo storico pellegrinaggio al santuario di Santa Rosalia, patrona di Palermo.

Non l'ho fatto (mai) per devozione, per quanto io sia da sempre affascinata dalla figura di Rosalia. L'ho fatto perché era uno dei modi in cui volevo salutare la Sicilia.
Un'ora e mezza di scarpinata lungo il sentiero, in compagnia della mia amica più preziosa, un po' in silenzio, un po' chiacchierando, ridendo, riflettendo, arrancando e sudando. Esattamente come siamo sempre state noi quando siamo state insieme, ed è stata una maniera bellissima di salutare anche lei, oltre che la città di Palermo.







04/08/17

Ma va tutto beneeeeeeeeee!!!

A casa mia non funziona più il condizionatore della zona living.
In campagna ci siamo accorti che da almeno una settimana l'impianto di irrigazione programmata non irrigava più, né programmatamente né manualmente.
Alle 2.30 di notte mi arriva il messaggio di mio fratello che è rimasto in panne con la macchina.
E mancano esattamente 29 giorni alla partenza.

Ma va bene. Va tutto bene.

03/08/17

Archeologia

Questa permanenza nella casa di campagna si sta rivelando sempre più imbarazzante e compromettente agli occhi delle mie figlie.
Dopo gli orrori della moda autentica degli anni '90, da armadi e cassetti saltano fuori cose di questo genere.

02/08/17

Cielo



...nessun cielo è mai altrettanto azzurro come quando si riflette sul mare.

01/08/17

Come stai?

Come una che ha 33 giorni di tempo per impacchettare la sua vita e spedirla.


31/07/17

Cosa potrà mai significare?

"Mamma posso mettermi questo vestitino vintage che ho trovato in un vecchio armadio a casa dai nonni?"
"Certo. Tieni presente che questo non è un vestito di moda anni '90. È originale del 1990. Siine fiera."

E quando tua figlia quasi-dodicenne indossa un tuo vestito di quando eri tu quasi-dodicenne, capisci che la vita ti sta dicendo qualcosa, ma non riesci a focalizzare esattamente cosa.

28/07/17

...non perdere il vizio

Se hai un piccolo e non urgente lavoro di cucito da fare e ti ritrovi con la tua macchina da cucire già imballata per il trasloco, la scelta più ovvia sarebbe quella di rimandare. Potresti anche provare a cucire a mano, ma il tuo tunnel carpale è in portentoso miglioramento e non ti va di rischiare.
Che fai? Rinunci? 
Ti guardi intorno. Nella casa di campagna dei tuoi genitori, già dei tuoi nonni, c'è una vecchia Pfaff, meccanica tedesca, corpo in metallo, mobiletto originale, ultima manutenzione nel 1988.
Che fai? Rinunci?
No. La apri, la guardi, ci discuti, ci prendi confidenza, la accendi, la sistemi, la metti in funzione.


Non puoi farci niente. Del cucire non riesci proprio a perdere il vizio.

27/07/17

Il momento di tacere

Ed è quando l'addetta alla segreteria della scuola esce isterica dalla sua stanza, a passo spedito raggiunge la portineria e fa un cazziatone epico ai bidelli che continuano a far entrare gente nonostante sia finito l'orario di ricevimento e dietro la sua porta ci siano ancora una dozzina di genitori in attesa, che tu, che stavi per dire che nn devi consegnare la documentazione per il contributo ai libri di testo, ma un semplice modulo già compilato, decidi che è meglio stare zitta, prima che se la prenda con te, e fare pazientemente il tuo turno di 40 minuti per una cosa di 40 secondi.

26/07/17

Nascondino


"Eppure giurerei di averlo visto passare per di qua"

(La schiena è la mia. E i graffi pure...)

25/07/17

Pomodori

Cosa succede se l'orto della casa di campagna dei nonni inizia a produrre tonnellate di pomodori senza lasciare il tempo di consumarli?


Sfruttando sapientemente il lavoro minorile, spacciandolo abilmente per attività creativa-manuale-divertente, lì si trasformano in pomodori secchi! :-D


24/07/17

Me ne sono resa conto

Del fatto che piangere durante le fasi di imbarco, decollo, crociera e atterraggio è controproducente per almeno tre motivi: 1) ti guardano strano; 2) arrivi a destinazione con il trucco colato, gli occhi rossi e cerchiati e i finanzieri coi cani ti guardano strano e ti fanno annusare; 3) per tutta una serie di ragioni idrauliche, durante turbolenze o aggiustamenti di rotta nei quali l'aereo sale o scende un po', dentro le orecchie ti arrivano fitte dolorose e tu fai smorfie per le quali ti guardano strano.

Del fatto che il nord riesce ad essere più afoso del sud.

Del fatto che fare un bagno al fiume può rivelarsi un valido surrogato del mare.

Del fatto che al nord il mestiere di tata è un lavoro vero e rispettato, le famiglie ti pagano adeguatamente alle loro pretese e ti propongono pure un contratto con tanto di contributi, ferie, tredicesima e indennità di malattia, che sono cose che dalle mie parti non vengono garantite neppure agli impiegati, figuriamoci alle baby sitter.

Del fatto che può fare molto caldo, ma il sole in pianura non sarà mai così cocente come è al sud.

Del fatto che negli uffici pubblici si parla a bassa voce, si rispettano i turni, ci si deve prenotare in anticipo per molti servizi e che gli addetti alla reception sono gentili e garbati anche se non sanno sorridere.

Del fatto che al mercato i fruttivendoli sono tutti siciliano o nordafricani (che potrebbe sembrare la stessa cosa ma non è).

Del fatto che sei capace di sentirti a casa nel bel bezzo di un mercato cittadino solo perché scambi due chiacchiere in dialetto stretto con una signora originaria di Caltanissetta che vende patate e cipolle.

Del fatto che non ti fa paura prendere in braccio neonati sconosciuti figli di genitori sconosciuti durante gli incontri di colloquio e prova pratica.

Del fatto che stranamente la frutta costa di meno al nord.

Del fatto che mai e poi mai saresti stata felice di fare da baby sitter a tuo nipote, perché ti ha dato fastidio lo spontaneo distacco emotivo con cui te ne sei occupata in una - fortunatamente - unica occasione in cui ti è stato chiesto di farlo in un assetto quasi professionale; tu lo vuoi viziare in modo quasi criminale quel bambino, e non accudirlo professionalmente.

Di quanto può squillare forte il tuo telefono quando ti chiamano per comunicarti che hanno scelto un'altra perché gli dava una disponibilità oraria maggiore, ma tu hai dei limiti dettati dal tuo essere madre a tua volta, e dal non voler considerare nemmeno per un po' la possibilità di rinunciare al tempo, già breve, che potrai trascorrere con le tue figlie, solo per accettare un lavoro più impegnativo.

Del fatto che ormai puoi affermare di saper guidare bene tutti i tipi di macchina e su tutti i tipi di strada, anche che nono conosci.

Di come un film giapponese riesca a tenerti incollata allo schermo del cinema semi vuoto per due ore intere senza nemmeno che te ne accorgi.

Del fatto che quando hai iniziato a frequentare Torino, 10 anni fa, il gelato era osceno, mentre negli ultimi tempi si è diffusa la cultura del gelato di pregio (e non è un caso che sia cresciuta in maniera proporzionale alla popolazione originaria del sud) e sta andando a finire che lo trovi quasi più buono rispetto a quello di casa tua.

Di come ti ritrovi a piangere a dirotto, sul divano, quando sei solo a metà della tua permanenza, perché senti la mancanza fisica delle tue figlie.

Del fatto che andare da sola al cinema, all'orario dei ragazzini, vestita da milf, incoraggia al rimorchio il barista interno, che dopo aver tentato una battutaccia sul caffè se ne sta mogio mogio ad osservarti da lontano mentre tu non lo c@chi.

Del fatto che il pane quello vero lo fanno solo al sud.

Del fatto che la fortuna, a volta, ti guarda.

Del fatto che i laghi e i fiumi sono luoghi talvolta incantati, che ti fanno sentire avvolta da Madre Natura, immersa nell'odore di acqua e di terra e di foglie e di umori, ma che mai nessun cielo è altrettanto azzurro come quando si riflette sul mare.

Del fatto che una telefonata può risollevarti la giornata, la settimana e l'intera prospettiva per il futuro prossimo, quando ti chiamano per dirti che gli sei piaciuta e che ti hanno scelta per accudire i loro figli.

Del fatto che sei capace di preparare la caponata più buona del mondo anche con gli ortaggi che compri al nord.

Del fatto che stai prendendo l'abitudine a stare da sola e che sperimentare una convivenza quotidiana per quattro settimane intere ti porta a sbilanciarti sul filo teso dell'esistenza sulla quale fai la funambola, ma vuoi essere ottimista e credere che riuscirai a riequilibrarti con l'aiuto del giusto sostegno.

Del fatto che ti mette in imbarazzo rispondere ad altre chiamate che ti confermano l'intenzione di assumerti, perché ormai ti sei impegnata, ma che ti lusinga la consapevolezza di aver fatto buona impressione a molti.

Del fatto che non vedi l'ora di partire, di tornare a casa, dalle tue figlie, ma con il solo scopo di prenderle e portarle via con te.

***

La consapevolezza, il giorno della partenza, di avere davanti solo 6 settimane prima del trasferimento definitivo mi ha messo angoscia.
Non mi aspetto che sia facile.
Sarà senza dubbio doloroso, per me e per le mie figlie.

Credo che sia la più grande cazzata che farò mai in vita mia. Se sarà la peggiore o la migliore, lo scoprirò col tempo, ma di certo è la più grande.

22/06/17

Ma te ne stai davvero rendendo conto?

Lo capisci? Ne sei davvero consapevole?
Stai andando. Stai partendo. Stai lasciando la tua casa, le tue figlie, la tua vita.
La tua terra.
Te ne stai davvero rendendo conto?
Più di un mese. Per più di un mese starai altrove, a fare altro, a crescere e accudire altri.
Te ne stai davvero rendendo conto? Questo è solo l'assaggio, la prova generale, il tirocinio. Tra due mesi esatti rifarai questa stessa valigia, e te ne andrai per davvero, e per sempre.

Te ne stai davvero rendendo conto?


21/06/17

La mia notte prima degli esami

La mia notte prima degli esami è questa che sta per iniziare.
Gli esami che sosterrò a partire da domani riguardano la capacità reciproca di vivere lontana dalle mie figlie per quasi 5 settimane e trovare un lavoro stabile e retribuito per settembre, sfruttando i contatti e i colloqui già sostenuti, gli altri da sostenere e le prove sul campo da affrontare.

Domani parto. Sto a Torino fino alla seconda metà di luglio. Ho messo dei limoni in valigia e la collana di vere turchesi di mia nonna, che forse è il gioiello più prezioso che ho. Mancherò per quasi 5 settimane e, se non potrò fare altro che subire l'assenza delle mie figlie, il limoni e le turchesi mi ricorderanno casa mia.

20/06/17

Il colloquio su Skype

Sostenere un colloquio su Skype mette molta ansia.
Sì vedrà? Non si vedrà? E se si blocca? E se va a scatti? E la luce? Quale sarà l'illuminazione migliore? Mi conviene accendere quella a parete o usare la lampada della scrivania?
E se proprio in quel momento mi citofona qualcuno? Squilla il telefono? Le mie figlie si mettono a litigare?
E lo sfondo dietro di me? È troppo disordinato? Si vede qualche oggetto particolare? Ambiguo? Non c'è il rischio che il soprammobile a forma di gufo venga scambiato per un vibratore?
Ok. Mi cambio la maglietta, mi trucco un po', quanto meno per camuffare le occhiaie, avviso le bambine che per la mezz'ora successiva è come se io non fossi in casa, chiudo la porta dello studio e aspetto la chiamata.
Chiama. Rispondo. Sorrido. Sostengo il colloquio. Piaccio. Verrò richiamata dal datore di lavoro.
Al momento dei saluti, la recruiter ci tiene ad esprimere la sua soddisfazione sul colloquio.
"Sei una brava ragazza, seria, affidabile, colta. Hai delle ottime doti e fai proprio una bella impressione. Sei carina e curata nell'aspetto, senza scadere negli eccessi, né della monaca di Monza, né della passeggiatrice sulla Appia. Quando incontrerai l'Ingegnere sii semplicemente te stessa e gli piacerai".

Sostenere un colloquio su Skype mette molta ansia. Ma ti permette anche di fare una buona impressione sforzandoti solo al 50%, e dando l'idea di essere "carina e ben curata" anche se sotto la scrivania stai coi pinocchietti del 2011 e le ciabatte da mare.

19/06/17

Volevo la gonna

Oggi mi sono svegliata ed ho riflettuto su una cosa.
Quando ero ragazzina è uscito un libro che ha fatto, all'epoca, molto parlare: Volevo i pantaloni, di Lara Cardella. Credo ci abbiano pure fatto un film negli anni '90.
Io quel libro l'ho letto che avevo 15 anni, e i pantaloni li volevo e li portavo, e ricordo bene quanto mi sembrò "distante" la storia della protagonista, nonostante in realtà fosse vicinissima a me, nello spazio e nel tempo.
In fin dei conti, era la storia di una ragazza di poco più grande di me, alle prese con la mentalità becera dei quartieri popolari di Palermo, dove per una femmina era difficilissimo riuscire a difendere la propria libertà, la propria dignità di essere umano, il diritto ad essere padrona del proprio corpo e della propria vita.

Volevo i pantaloni fece scandalo, allora, ma non è di questo che volevo parlare.

Stamattina riflettevo su come, a 15 anni, io volevo e ottenevo pantaloni, sempre, ovunque, comunque.
Adesso è il contrario. Adesso voglio la gonna.
E non significa affatto una regressione. E' un voler dimostrare che da femmina, in quanto femmina, posso ugualmente difendere e pretendere il riconoscimento della mia dignità, libertà e padronanza del mio corpo e della mia vita.
Voglio la gonna.

16/06/17

Si comincia


Vediamo come riesce un trasloco effettuato in più riprese tramite poste italiane.

15/06/17

Stiamo lavorando per noi

Si sta rivelando un salasso economico, in quanto somma di alcuni più o meno importanti piccoli investimenti, la caparra, la quota associativa ad un'agenzia di recruiting, la verifica a pagamento del profilo su un portale per tate, il noleggio di una macchina per più libertà e autonomia di movimento ecc, ma ne sta già valendo la pena perché i risultati sono incoraggianti e i riscontri positivi e ottimistici.
A partire dal 6 settembre siamo torinesi.

14/06/17

Incredibile

Ma chi lo avrebbe mai immaginato che avremmo sofferto di più caldo a Torino che non a Palermo?

13/06/17

Sette

Sette anni di baci, di coccole, tenerezze. Arrabbiature, meraviglie, domande esistenziali e risposte epiche.
Sette anni di Angelica.
Buon compleanno mia piccola grande bambina.

12/06/17

Un buon lavoro

Quando vedo la disinvoltura e la padronanza dei gesti nelle operazioni preliminari per un viaggio, la capacità di organizzare e preparare il bagaglio, passare i controlli di sicurezza, muoversi e gestirsi al gate durante l'imbarco e il comportamento tranquillo e adeguato che le mie figlie mantengono sull'aereo, mi viene in mente che con loro sto facendo proprio un buon lavoro.

11/06/17

I primi undici in breve

1 giugno: la mia macchina ha deciso di mettere a dura prova le mie capacità di problem solving.
2 giugno: la consapevolezza che, per quanto io non sia una "balneatrice" accanita, dopo il trasferimento a Torino il mare mi mancherà come l'aria.
3 giugno: i genitori hanno molte strade da percorrere per raggiungere la santità e una sessione di gare regionali di ginnastica artistica di categoria 2005-2006 è una di queste.
4 giugno: nais tu mit iu.
5 giugno: tudei mai inglisc is a litel bit better den ierstdei, iz tru?
6 giugno: if iu don andestend mi, tell mi plis
7 giugno: ai vrong, ai nou, aim sorri
8 giugno: ai hop den iu ev bin gud et mai hom, for mi it uos e plesciar hosting iu, iu ar en ousom girl
9 giugno: gudbai, heiv e nais trip end vrait mi uen iu arraiv et home
10 giugno: prendere tutti i compensi lavorativi del mese di giugno, aggiungerci 50 euro e consegnarli al meccanico come riscatto per la restituzione della macchina.
11 giugno: come diamine ho fatto a dormire ininterrottamente per 5 ore, tipo svenuta, che quando mi sono svegliata alle 5.30 mi sono trovata esattamente nella stessa posizione in cui mi ero addormentata? Non mi succedeva da mesi di dormire così a lungo e così profondamente.

31/05/17

Il penultimo giorno

Oggi è il mio penultimo giorno di lavoro con Emma.
Emma ha già compiuto 13 mesi. Cammina, corre, salta, sale e scende dal divano, riconosce molti animali stampati sui libri e sa imitarne il verso. Abbiamo giochi solo nostri, come il cucù dalla finestra della casetta di legno quando la mamma esce per andare al lavoro, oppure il gioco del far girare tutti i giochini come fossero trottole.
Ogni volta che arrivo a casa sua, scappa dalla mamma, ma poi quando mi accovaccio alla sua altezza, viene a darmi i baci.
Le​ ho insegnato il balletto dei due leocorni, le ho spiegato la differenza fonetica tra "lombrico" e "ombelico", che tutte le volte che trovavamo il lombrico nel libro degli animali lei si sollevava la maglietta e si pigiava il pancino.
Per otto mesi interi l'ho fatta addormentare ninnandola cantando "So chi sei" della Bella Addormentata, e forse quando vedrà il cartone animato si ricorderà di me.
Ho raccolto e ripulito tutto ciò che può uscire da un corpicino di neonato, in salute e in malattia, comprese le cucchiaiate di pappa non gradita.

Quando ho iniziato ad accudirla pensavo che non mi sarei mai affezionata a lei, che lo facevo per lavoro, per soldi, per necessità e mancanza d'altro. Non ho del tutto cambiato idea.
Domani sarà il mio ultimo giorno di lavoro ma non mi dispiace, non mi mancherà.
E sono sicura che il magone che sento adesso, mentre la guardo dormire, non è amore, non è tristezza. Forse è solo ansia.
Perché questa parentesi si chiude anche per permettermi di aprirne un'altra, più grande, più impegnativa e - mi auguro - più gratificante. Mi perdo da mesi nelle fantastiche sul come sarà la mia vita dopo che avrò lasciato questo lavoro, la mia casa, la mia terra, e quel momento è arrivato, manca davvero una manciata di settimane prima di spiccare definitivamente il volo. È ansia, non è tristezza.
Se me lo ripeto ancora potrò finire per crederci.

30/05/17

Sono indecisa

"Matilde perché sei così triste?"
"Perché ho un'afta in bocca, Angelica, e la mamma mi ha detto che è meglio se non mangio cibi irritanti, tipo il cioccolato, per i prossimi giorni"
"Ah, allora fai proprio bene a essere triste"
"Già"
"Senti, sono indecisa..."
"Su che cosa?"
"Per solidarietà sto pensando che nemmeno io mangio cioccolato per qualche giorno, almeno fino a quando la mamma non dice che tu lo puoi mangiare di nuovo..."
"Oh, grazie Angelica, sei una sorellina dolcissima"
"Eh, però sto pensando, invece, che in questi giorni potrei mangiarne il doppio, così lo mangio anche per te. Non so proprio cosa scegliere, sono indecisa".

29/05/17

La sonnambula

Sto dormendo. Mi sveglio sentendo l'inconfondibile passo svelto di Angelica. Accende la luce della saletta d'ingresso. Corre.
Mi alzo e vado a vedere, immaginando di trovarla in bagno a vomitare o qualcosa del genere, invece non c'è. La luce della saletta è accesa ma non c'è nessuno in giro.
Guardo l'orologio: mezzanotte.
Vado nella stanzetta e trovo Matilde profondamente addormentata e Angelica nel suo letto, ma sveglia.
"Che c'è?" Le chiedo "Stai bene?"
"Sì"
"Come mai ti eri alzata?"
"Non lo so"
"Devi andare in bagno?"
"No. Anzi sì"
Si alza, va in bagno e fa duecento litri di pipì, per cui mi dico che probabilmente è stato questo che l'ha fatta svegliare e alzare, ma magari poi ancora presa dal sonno non ha capito niente e si era rimessa a letto.
Finito in bagno, la accompagno nella stanzetta, la faccio coricare, le do un altro bacio, spengo le luci e torno a letto anche io.
Dormo.
Mi sveglio. C'è qualcosa che mi infastidisce.
Dalle scale che collegano i due piani di casa mia proviene una luce molto forte, come se fossero le 8 del mattino. Guardo l'orologio. Le 2.
Mi alzo per vedere da dove arriva tutta quella luce. Lo studio è acceso. Salgo le scale immaginando di trovarvi Angelica sul divano, invece no, la luce è accesa ma non c'è nessuno.
Vado subito nella stanzetta a verificare che Angelica sia lì, ed in effetti è nel suo letto che dorme. Anche Matilde dorme.
Spengo di nuovo le luci e torno a dormire anche io, un po' preoccupata, a dire il vero, del fatto di non aver sentito i passi questa volta, ma rincuorata comunque del fatto che ho l'abitudine di chiudere a chiave la sera sia la porta di casa che la portafinestra della terrazza.

Ho una sonnambula per casa, quasi sicuramente è Angelica.
Questa mi mancava.

26/05/17

Felicità


Felicità è tua figlia che, al laboratorio di panificazione, fa un panino a forma di cuore per te. ^_^

25/05/17

Un marchio, un'opportunità

Su due punti cruciali e fondamentali lavoreremo, con lo psicoterapeuta, nelle prossime settimane.
Il primo lo tengo per me, fino a che non l'avrò risolto. Perché è forte, intimo, doloroso. Un nervo scoperto in piena regola.

Il secondo punto consisterà nello sforzo di accettare l'idea che ciò che ho sempre vissuto come un marchio, una limitazione degradante, una caratteristica esclusiva e preclusiva della mia personalità, possa diventare un'opportunità professionale.
Elevare la dignità della mia naturale propensione all'accudimento, all'educazione e alla crescita dei bambini, in un mestiere.
Per anni e anni mi sono sentita come se l'unica cosa che sapessi fare era crescere bene le mie figlie.
Ecco. Metà del mio lavoro in terapia riguarderà proprio questo: io sono brava a crescere bambini. Non è certamente l'unica cosa che so o che posso fare (nonostante sembri quasi che io sia stata allevata con questo destino e, casualmente o inconsciamente, mi sia costruita una famiglia fondata su questa base. Tra l'altro assecondata e mai contraddetta neppure da mio marito, che forse la pensava pure in questo modo, oppure non gli è interessato spronarmi a dimostrare il contrario: non lo saprò mai). Non è l'unica cosa che so e che posso fare, dicevo, ma sicuramente è una cosa che faccio bene, e non solo con le figlie mie, ma anche con i figli degli altri.
È una mia competenza spendibilissima nel mercato del lavoro: il mondo è pieno di famiglie che hanno bisogno di aiuto e supporto coi bambini.

Fino a ieri era una croce che mi trascinavo, il segno del mio fallimento nella vita.
Da domani potrà essere il mio mestiere.
Devo solo impegnarmi a considerarlo non un ripiego, ma un lavoro che so svolgere con competenza e responsabilità.

...meno male che ci sarà lo psicoterapeuta a darmi supporto.

24/05/17

No pork

Quando Matilde mi chiese se potevamo ospitare noi la ragazzina vegetariana del gemellaggio, perché io di sicuro non mi sarei lasciata prendere dal panico per farle da mangiare, riferendomi che era stata una richiesta esplicita da parte degli insegnanti, mi ero detta che era un'esagerazione. Mi faceva piacere ospitare la ragazzina, l'ho considerata da subito una buona occasione per potenziare l'inglese di tutta la famiglia, nonché un'esperienza nuova, sicuramente divertente e indubbiamente positiva, ma non pensavo che davvero fosse la sua alimentazione ad aver spinto per l'abbinamento con mia figlia.

Poi ho partecipato alla riunione delle famiglie ospitanti ed ho assistito a scene isteriche di gente nel pallone per l'abbinamento con i ragazzini musulmani. All'inizio pensavo a una becera e ottusa discriminazione razziale e religiosa, e stavo quasi per esprimere a gran voce la mia indignazione, quando una matrona coi leggins leopardati ha esplicitato meglio il motivo delle sue remore.
"Mi scusassi, ma ccà c'è scritto no pork. Ma chi è stu pork? U maiale? E io chi cc'haiu a priparari i manciari a stu picciriddu?"
(Domando scusa. Mi trovo impreparata sul precetto di non consumare carne di maiale. Al momento temo proprio di non avere idee sul cibo da cucinare e somministrare al ragazzino)

Già si confondono col solo maiale (considerando che sono serenamente consentiti tutti gli altri animali viventi sul globo terracqueo). La professoressa aveva ragione: la vegetariana può essere accolta e ospitata solo da un suo simile, se non si vogliono rischiare scene di nevrosi collettive.

23/05/17

Donna del sud

Durante un colloquio di lavoro, come tata.

Mamma del nord: "Bene, quindi vedo che hai parecchia esperienza, e tra l'altro mi sembri una persona di indole calma e rassicurante"
Io: "Beh, sì grazie. In effetti credo di esserlo"
Mdn: "E, per curiosità, sai anche un po' cucinare?"
Io: "Sì. Per me seguo un'alimentazione vegetariana, ma non avrei nessun problema a toccare, cucinare e dar da mangiare la carne ai bambini"
"Bene, quindi sai anche cucinare... Ti vedo sorpresa per la domanda, ma non è una cosa scontata"
"Guarda, forse hai ragione, e da queste parti può non essere una cosa scontata... Ma tu considera che io sono una donna del sud, ed ho imparato a cucinare molto presto. Ho fatto la mia prima caponata di melanzane decisamente prima di aver baciato il mio primo fidanzato!"

E accidenti se non è vero! :-D
(Precoce in certe cose, tardiva in altre, lo ammetto)

22/05/17

Ma chi era mai questo Gianni Morandi

"Mamma, sai, è uscito il nuovo singolo di Rovazzi"
"Chi?"
"Rovazzi! Quello di Andiamo a comandare e Il ca che me ne frega"
"Aaaah. Bene. Interessante. Sono contenta per lui"
"Però nel video c'è anche Gianni Morandi, e partecipa come persona che è impossibile odiare"
"Ah, sì?"
"Sì, guarda"

Segue visione del video ufficiale della canzone "Mi fa volare".

"Hai visto? Tu lo conosci questo Gianni Morandi? Di sicuro non è uno youtuber, perché non lo avevo mai sentito nominare"
"Sì, lo conosco, e in effetti la sua partecipazione a questo video è l'ennesima conferma di quanto sia un signore".


19/05/17

Incrocio le dita e vado avanti

La casa e il lavoro.
Oggi, per me, è stata una giornata intensa, dove mi sono impegnata, letteralmente, e messa in gioco per il raggiungimento di questi due obiettivi.
Trovare una casa e un lavoro in un'altra città.
Per la prima, ho fatto il grande passo; per il secondo, ho seminato copiosamente ed ho anche avuto i primi positivi riscontri.
Forse ci sono speranze. Forse non tutto è perduto. Forse non è la peggiore idea che io abbia mai avuto.

18/05/17

Non è mai troppo tardi

Non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo, sperimentare nuove esperienze, osare ciò che non si è mai fatto prima.
Non è mai troppo tardi per prendere un aereo in direzione di una città che ormai si conosce bene e decidere di mettersi alla prova, relazionandosi con l'ambiente sotto un diverso punto di vista.
Non è mai troppo tardi per azzardarsi a prendere un'auto a noleggio e guidare. Guidare lì dove ci si è sempre, e con padronanza, mossi coi mezzi pubblici.
Non è mai troppo tardi per guidare un'auto sconosciuta su strade sconosciute.

"Ehm... Scusi, signore dell'autonoleggio. Mi perdoni se le sembrerò imbranata, ma... La macchina si apre con questo apparecchietto che funge da chiave, ma... La chiave vera non c'è. Insomma, la macchina si è aperta, ma io non so come metterla in moto..."

Non è mai troppo tardi per scoprire che le macchine nuove le fanno con l'accensione a pulsante, senza chiave.
Io la mia Panda la metto in moto girando la manovella davanti al cofano :-D

17/05/17

Honoris causa

Ma se trascorro 12 ore consecutive della mia vita (13.30-01.30 con brevi interruzioni per i pasti) a leggere, rileggere, correggere, riformulare e impaginare la tesi di specializzazione della mia carissima amica psicologa, diventando anche io esperta dell'approccio psicoterapeutico della Gestalt nel supporto di pazienti con sindromi da dolore cronico, non dico la specializzazione, ma quanto meno una laurea honoris causa me la merito?

15/05/17

La prova costume

"Mamma, io non capisco tutta questa ansia per la prova costume. Intendo dire, cosa c'è di preoccupante? Perché le ragazze ne sono spaventate? Che ci vuole: ti provi il costume dell'anno precedente e, se non ti sta più bene, o se ti accorgi che è sciupato, magari scolorito o con gli elastici rovinati, lo butti e te ne compri uno nuovo, no? Da OVS o anche da H&M un costume costa intorno ai 10-12 euro, non è tutta questa gran tragedia!"

Ragazza mia... Che bella cosa avere 11 anni, una mente fresca e serena, e un corpicino giovane, proporzionato e tonico.

12/05/17

Il tre punto zero

"Ciao Lucy!"
"Eh? Oh? Ah.. ciao...!"
"Che ci fai da queste parti?"
"Eh? No... Sì... Stavo andando a... comprare un regalo. Sì, stavo andando a comprare il regalo per il compleanno di una compagnetta di Angelica..."
"Ah, certo! Con questi figli... Bla bla bla... Siamo sempre in giro... Bla bla bla"
"Eh, già..."
"Ma che hai? Stai bene? Ti vedo strana..."
"No, guarda, è che soffro di allergia e il mese di maggio è sempre un supplizio. È da due settimane che non faccio altro che starnutire"
"Sì, infatti si vede che hai gli occhi arrossati..."
"E il naso! Il naso che cola continuamente, infatti come vedi cammino sempre con tonnellate di fazzoletti!"
"Eh, infatti. Va bene, mi ha fatto piacere rivederti. A presto!"
"Sì sì, anche a me. Ciao"

Come te lo potevo dire che ero appena uscita dal primo colloquio con lo psicologo per il mio percorso di terapia 3.0 e che, dei 45 minuti della seduta, ne ho trascorsi almeno 30 a piangere a dirotto?

11/05/17

La mia famiglia


Questo il paragrafo che mi riguarda.
Dal ritratto che ne viene fuori, mi manca solo la tisi, poi rappresenterei appieno l'ideale di eroina romantica ottocentesca ^_^

10/05/17

Proprio adesso

Mancano tre settimane alla fine del mio impegno con la bambina di cui mi occupo. A inizio giugno comincerà un graduale inserimento al nido in modo da poterlo frequentare serenamente da settembre. L'ho conosciuta che aveva appena 5 mesi, stava seduta solo se sostenuta dai cuscini e produceva fiumi di bava. 
La saluterò che avrà 13 mesi. L'ho vista crescere, l'ho filmata quando ha imparato a gattonare, a stare in piedi, a camminare. Adesso corre in giro per casa e riesce persino a scavalcare la soglia della portafinestra e uscire in balcone.
L'ho ascoltata balbettare, lallare, dire mamma, papà, ape, uovo, orso e pappa. Le ho insegnato a dire polpo, a fare i versi degli animali e a soffiare sul cucchiaio quando la pasta è calda.
Mi riempie di baci e carezze, ma ogni volta che arrivo io in casa si aggrappa alla madre, perché inevitabilmente se io arrivo, la mamma se ne va.
L'ho conosciuta lattante e la saluterò bambina.
E solo adesso, finalmente, dopo tutti questi mesi, mi ha chiamato "Dadà".
Proprio adesso che restano solo tre settimane.

09/05/17

08/05/17

Il puzzle dei Minions

Sì, è vero che ci abbiamo impiegato più di un anno, ma è vero anche che ci sono stati lunghi periodi in cui è stato totalmente abbandonato.


Una bella soddisfazione, alla fine, che fungerà da costante monito: nulla è impossibile ;-)

05/05/17

Buongiornissimo e gattini

"Mamma che ne pensi di cambiare immagine di profilo? È sempre la stessa da almeno un anno"
"A guardare la foto, direi due"
"Ancora peggio"
"Va bene, allora venire qui, aiutatemi a sceglierla"
"Metti questa dove ci siamo noi"
"No, non mi va. Il profilo è il mio e devo esserci solo io"
"Allora questa con l'uovo di Pasqua"
"Ma quando mai. Ma vi sembra che come foto del profilo mi ci metto io con l'uovo di Pasqua?!"
"E allora quale?"
"Piuttosto metto questa, di quei fiori che ho fotografato alla villa"
"Mamma, non scherzare"
"Perché, scusa?"
"Mettere un mazzolino di fiori come immagine del profilo è una cosa da cinquantenni del web che scrivono buongiornissimo e condividono foto di gattini"

Quando fanno così le detesto.

04/05/17

Il crash di WhatsApp

Apprendo da feisbuc che ieri sera c'è stato un crash di WhatsApp.
Il fatto che io non me ne sia minimamente accorta mi fa riflettere sull'orario in cui solitamente crasho pure io a letto.
Sto invecchiando, porcatrottola.

03/05/17

Meglio dello svedese

"Mamma, nella nostra scuola arriveranno alcuni studenti stranieri per il gemellaggio"
"Oh, interessante"
"E siccome c'è una ragazzina vegetariana e intollerante al latte, mi sono proposta per ospitarla noi. Anche la professoressa è d'accordo: visto che anche tu sei vegetariana, di sicuro sei la più affidabile ed efficiente tra le mamme. Possiamo? "
"Sì, certo. Sarà un'esperienza interessante. E di dov'è questa ragazzina?"
"Svedese"
"Ah. E in che lingua ci parlerai?"
"In inglese. Ma anche tu devi parlarle in inglese, mamma"
"Matilde, io non so parlare bene l'inglese"
"Ma lo parli meglio dello svedese"

Quando deve mettermi a tacere, mia figlia, non ha (quasi) rivali.

02/05/17

La tartaruga in piscina

Se l'avessi saputo prima, le installavo pure l'idromassaggio.


(Mica solo noi. Pure gli animali sono strani, in questa casa)

28/04/17

Il gatto nella scatola

Predi una scatola, appoggiala a terra insieme a tutto l'altro macello di oggetti, buste, accessori, spazzatura, borse per la spesa, bottiglie d'acqua per il radiatore e tutto il resto dei residui del caos primordiale che si trova all'interno della tua macchina, e se un gatto si troverà a passare nelle vicinanze puoi stare ben certa che ignorerà bellamente tutto quanto, tranne la scatola.


("Mamma, com'era quella storia del gatto dentro la scatola che non sai se è vivo o morto fino a che non apri la scatola? Ecco, a noi oggi è andata bene, che il gatto c'è risultato vivo")

27/04/17

Le lacrime agli occhi

Non so se capita a tutti, ma quando vado al colloquio con gli insegnanti delle mie figlie, sentire parlare da "estranei" di loro, e in quel modo, mi commuove sempre.
Perché io penso che ogni mamma veda il proprio figlio o la propria figlia come speciale, eccellente, assennata ecc. ma quando a dirlo sono quelle persone che non hanno nessun dovere nei loro confronti, non devono provare affetto per loro, non devono a tutti i costi trovarvi una peculiarità, ecco, allora mi dico che forse non è solo il mio cuore di mamma a parlare, ma che le mie figlie sono davvero speciali e spaccheranno le balate da grandi, come si dice dalle mie parti.

26/04/17

La spericolata

Esattamente come quando ha imparato a camminare, Angelica ha imparato ad andare in bicicletta in età avanzata rispetto ai suoi coetanei, ma recuperando il distacco in poche ore.
Sabato eravamo nella fase "Non imparerò mai"; domenica ha imparato; lunedì pedalava stando sollevata ("Senza culetto", diceva lei); martedì ha fatto le frenate sgommando.
Angelica è così. È un po' paurosa e titubante, ma una volta intrapresa un'avventura, va alla grande al punto da meravigliarsi che la porti avanti da così poco tempo.

21/04/17

Solidarietà interspecie

"Ancora formiche! Basta, più tardi vado a comprare il veleno..."
"Noooooooooo! No, mamma, il veleno no! Non voglio che le uccidi! Le formiche sono insetti come noi...!"
"..."
"..."
"Angelica, noi non siamo insetti"

20/04/17

Sorriso d'acciaio glamour

Ai miei tempi era oggetto di fortissima discriminazione sociale, appiglio facile per denigrazioni varie, fonte di disagio e vergogna, penitenza, punizione, sciagura.
Oggi, fortunatamente, anche l'apparecchio ai denti (come gli occhiali già da qualche anno) è stato sdoganato dal peso della sua funzionalità con lo scotto del suo inopinabile impatto antiestetico. È diventato un accessorio glamourizzato. Può essere colorato, glitterato, fluorescente, o totalmente invisibile.

Matilde ha scelto​ di avere il sorriso fucsia.


19/04/17

Cose che non vorresti mai vedere #42

Formiche.
Formiche nel barattolo dello zucchero.
Formiche.
Alle ore 5.40 del mattino.

18/04/17

Tragedia

Niente a che vedere con chi si dimentica i figli o gli animali domestici, ci mancherebbe!, tuttavia posso dire che anche dimenticare in macchina il fagotto che racchiude tutte le uova di Pasqua che le mie figlie hanno raccolto nelle scorse 48 ore ha una carica tragica non da poco.


14/04/17

Buon anniversario

"Pronto?"
"Mamma, dove sei?'
"Sono appena arrivata alla palestra di Angelica. Che succede, Matilde?"
"No, niente. È che qui a casa c'è uno che ha citofonato quattro volte..."
"E tu hai risposto?"
"No, mi sono solo affacciata dal balcone. È un tizio con dei fiori... Boh? Forse è una nuova sottosezione dei testimoni di Geova..."
"Va bene, stai tranquilla. Hai fatto bene a non rispondere. Io tra cinque minuti torno"

...

"Pronto?"
"È la signora Lucy van Pelt?"
"Sì"
"Io sono il fioraio della piazza. Devo consegnarle dei fiori, ma lei non è in casa"
"Oooooh! Sì sì, sono in giro. Tra qualche minuto passo direttamente io in negozio da lei, grazie"

Adoro questa nuova sottosezione dei testimoni di Geova ;-)

13/04/17

Yoga con le bambine

Io seguo un corso di yoga da 4 anni. Le mie figlie seguono un corso di yoga da tre anni.
I due corsi non si sono mai incontrati, tranne che per la festicciola conclusiva del corso per bambini.

Oggi, invece, le mamme sono state invitate a partecipare alla lezione del corso per bambini, che è stato tenuto e guidato dagli stessi yoghini.
Ho scoperto cose delle mie figlie che non conoscevo, è stato particolare e intenso, a tratti tenero. Ma è stato bello, soprattutto, scoprire come lo yoga faccia tirare fuori loro stesse, senza filtri e senza pudori, molto meglio di qualunque altra attività sociale che abbiano mai fatto.
E comunque, anche a yoga Angelica mi sta appiccicata come una cozza. Anche a yoga Matilde è logorroica.
Loro due, esattamente come sono, esattamente come le conosco.

12/04/17

Nodo energetico spazio-temporale

Il compleanno di un amico, un anniversario fondamentale, un'arrabbiatura stratosferica, un incontro dai risultati ottimi e ottimistici.
E sono solo 24 ore.

11/04/17

Giorni veloci, giorni lenti

Non so se è perché sto cambiando (=invecchiando), ma da qualche tempo ho l'impressione che i giorni scorrano lenti.
Mi ritrovo al martedì sera che se ripenso a ciò che ho fatto domenica mi sembra trascorso un mese.
Sarà che lavoro molto, talvolta quasi sovrapponendo le due mansioni (come ieri, che ho lavorato dalle 9 alle 22.30 con solo un'ora e mezza di distacco durante la quale mi sono dovuta spostare di 20 km attivando i motori a curvatura 8 della mia Panda vintage), dunque faccio così tante cose, in luoghi diversi e con così tante persone che un giorno solo mi sembra che duri una settimana. Oppure sarà che è il tipo di lavoro che è molto diverso da quello in atelier.
In atelier avevamo scadenze da rispettare, talvolta molto brevi, e il tempo correva, si arrivava a fine settimana con ancora ordini da ultimare, straordinari da programmare, sacrifici e nottate da passare cucendo, e le 2 di notte arrivavano sempre troppo presto. Ora è l'opposto. Non vedo l'ora che sia la fine della settimana per essere pagata, o che finiscano tutti gli appuntamenti e, nel silenzio e nella solitudine ritrovati, io possa chiudere lo studio e andarmene.
Oggi è solo l'11 ma se dovessi fare una stima per quel che sento, siamo già ben oltre il 20 di aprile.
Sto cambiando, e un po' anche invecchiando.

10/04/17

Senza parole

"Mamma, l'anno bisestile è stato questo o lo scorso anno?"
"Lo scorso anno, Angelica, il 2016"
"Ah. Allora questo foglio è del calendario dell'anno scorso"
"Dici?"
"Sì, è il foglio di gennaio 2016"
"Ah. E come fai a stabilirlo?"
"Guarda​. Il mese precedente si capisce che è dicembre perché è di 31 giorni e ci sono rossi 25, 26 e 27 che è domenica. Poi il mese che viene dopo ha 29 giorni, e tu mi ha detto che è stato l'anno scorso quello bisestile"

Anche gli insegnanti mi dicono spesso che Angelica è almeno una spanna più in alto dei suoi coetanei, e conoscendoli l'ho un po' dedotto anch'io, ma nella modestia che mi ha sempre contraddistinto, ho pensato che fossero gli altri bambini particolarmente "tonti", e che mia figlia fosse semplicemente normale se fosse inserita in un contesto socio-culturale meno  "paesano" di quello in cui si trova.
Ma certe volte ha delle uscite che mi lasciano davvero a bocca aperta.
Non ha nemmeno 7 anni eppure è stata capace di fare una deduzione logica come quella.
Alcune volte Angelica mi fa paura. Mi fa temere di avere un potenziale oggettivamente alto e che io, dal basso del contesto mediocre in cui vivo, non sarò capace di supportarla per svilupparlo e valorizzarlo.

07/04/17

Quelli che cambiano canale

Soltanto io detesto visceralmente quelli che cambiano canale della TV durante le interruzioni pubblicitarie?
Io non so se sia un indice di "tendenza alla fedeltà" nella buona e nella cattiva sorte (anche se in effetti un esempio che avvalora questa tesi ce l'ho), ma io mai e poi mai potrei cambiare canale, nel bel mezzo di un film o di uno spettacolo, e odio chi lo fa.
Non potrei mai rischiare che poi, dall'altra parte, ricominci il film, ed io me ne perda qualche pezzo. E poi, magari, rischio di appassionarmi a ciò che danno su un altro canale, e che faccio? Me ne separo forzatamente perché devo tornare al primo film? Smetto di seguire il primo e mi sposto sul secondo? E quando anche sul secondo fanno la pubblicità, che faccio? Torno sul primo o mi avventuro su un terzo canale, rischiando di ripetere l'errore di affezionarmi a un'altra trasmissione? No no, non lo faccio. E non sopporto chi lo fa.
E poi, vogliamo mettere la comodità del poter avere 5 o 6 minuti di pausa durante la quale procurarsi uno spuntino, o rispondere ad un'email, o andare in bagno e cose simili?

06/04/17

Non vale

"Posso chiedervi un favore?"
"Certo mamma"
"Ci prendiamo l'impegno di dirci "ti voglio bene" almeno una volta al giorno per ciascuna?"
"Ma io te lo dico sempre, mamma"
"Lo so, Angelica, ma non sempre tutti i giorni"
"E anche io"
"Sì, Matilde, ma dire "anch'io" non vale"
"Va bene"
"Allora proviamo?"
"Proviamo"
"Mamma, ti voglio bene"
"Grazie, Angelica"
"E anch'io, mamma"
"Matilde, "anch'io" non vale"
"Eh, ma lei lo dice sempre per prima! Mi viene più semplice e naturale dire che ti voglio bene anch'io"

Lo so, figlia mia, e hai ragione. Ma io ho voglia di sentirlo dire per intero, ne ho proprio bisogno, talvolta. E per adesso è una di tali volte.

03/04/17

Il camper di Stranamore

Ho passato tutta l'adolescenza a sognare che il camper di Stranamore piombasse improvvisamente al liceo scientifico che frequentavo e, tra tante belle e popolari ragazze, venissero a cercare me, il rospetto acneico, e che qualcuno (sapevo bene chi avrebbe dovuto farlo, ma in realtà mi sarebbe andato bene pure un ammiratore sconosciuto) dall'altro lato del monitor mi dichiarasse il suo amore eterno e sconfinato.
Chissà su cosa fantasticano le adolescenti rospette acneiche di oggi.

31/03/17

La zagara

Sta fiorendo anche la zagara.

Dai, primavera, dai!

30/03/17

La cavia

"Lucy, 'ndo te trovi?"
"A casa"
"In Sicilia, quindi?"
"Al momento sì"
"Me serve una cavia, te va?"
"Che mi metti le mani addosso mi va sempre, Gandalf, lo sai"
"Nun fa' la porcona e ci vediamo alle cinque"

Gandalf, il mio fraterno amico fisioterapista sta studiando osteopatia e ogni tanto gli serve un volontario per esercitarsi nella pratica.

"Rilassati e nun te move. Non te devi move, devi solo pensare di farlo, immaginarlo e basta"
"In che senso?"
"Tu fallo e basta. Pensa che te devi toccà era naso. Ma pensalo soltanto. Non muoverti. Tanto non ci riesci a prendermi in giro sul movimento, ti beccherei fin nel più impercettibile fremito"

Ora, io non ho alcuna competenza in materia, ma sono abbastanza sensibile ed "educata" alla percezione del corpo, delle reazioni e del flusso di energie.
Non so nulla di osteopatia, non so nulla dei meccanismi di trasmissione delle informazioni dal cervello agli arti, ma ieri ho vissuto sul mio stesso corpo la sorprendente scoperta di come sia possibile, per un osteopata bravo e adeguatamente addestrato, cogliere il "pensiero motorio", ossia la sola intenzione di muoversi, prima ancora che il movimento inizi.

"Ora facciamo al contrario. Io metto la mano qui, tu rilassati e dimmi cosa senti"

E fu così che Gandalf, ieri pomeriggio, mi ha trattato la cervicale tenendo la sua mano sotto il mio ginocchio. Rasentando la stregoneria.

Stamattina mi ha chiesto un feedback.
"Sono stata benissimo, non ho avuto mal di schiena nonostante i 50 minuti nel traffico per tornare a casa, e persino la mano mi ha dato molto meno fastidio del solito. Non so cosa tu mi abbia fatto, ma dobbiamo rifarlo di nuovo"

Ci sono volte e persone con le quali fare da cavia è solo tanto di guadagnato. :-D

29/03/17

Imbarazzante

Imbarazzante quando ricevi a casa un paio di compagne di scuola di tua figlia la grande e ti accorgi che una di loro, undicenne, ha più tette di te.

28/03/17

Le mie mani

Quando ho fatto notare ad una certa persona che aveva le mani molto lisce e morbide, mi ha risposto che era uno dei pochi vantaggi de non aver mai fatto un ca##o nella vita.
Oggi mi guardo le mie, e noto calli, ispessimenti, escoriazioni, crosticine di pellicine estirpate coi denti, tagli da uso intensivo del coltello e persino un segno scuro su un'unghia dovuto a un trauma.
Sono brutte, le mie mani. Tozze, nodose, malconce. Ma in effetti parlano di me, e di come io non ci sia mai riuscita a non fare un ca##o nella vita.

27/03/17

I segnali

Sabato sono tornate le rondini.
Domenica abbiamo ripristinato l'ora legale.
Lunedì le mie figlie hanno tolto la maglia intima.

Dai, primavera. Ce la possiamo fare.

24/03/17

Come mi aspettavo

E' stato bello ed emozionante assistere alle "presentazioni" tra le mie figlie e il cuginetto nuovo nuovo appena sfornato.
Come mi aspettavo: Angelica ha mostrato interesse e tenerezza, desiderio di rendersi utile e una punta di gelosia nel constatare di non essere più al centro dell'attenzione degli zii (specialmente di mio fratello).
Come mi aspettavo: Matilde si è mostrata materna e propositiva.
Come mi aspettavo: sarebbe stata una bella esperienza per tutte avere un altro neonato in famiglia. Probabilmente in questa vita non sarà possibile, o se lo sarà, avrà tutto un altro significato.

23/03/17

I tempi che cambiano - bis

Quando alla lezione di yoga ti ritrovi la tua ex professoressa di educazione fisica delle medie, allora trentenne, adesso sessantenne, ti viene voglia, mentre la sbirci di nascosto, di urlare "Allunga quelle gambeeeeeee! Tira quegli addominaliiiiiiiiiiii! Sei una ricottaaaaaaaaa!" esattamente come faceva lei all'epoca.
Ma sei a yoga e stai intonando il mantra "Baba nam kevalam" che vuol dire "Tutto è amore infinito", e allora lasci stare. ^_^

22/03/17

Ustica


(Che nel gergo della famiglia Van Pelt significa che siamo, finalmente, atterrati a Palermo)

20/03/17

Molto figo

"Mamma, e quindi oggi c'è sciopero degli aerei"
"Già"
"E hanno cancellato il nostro volo"
"Così sembra"
"Dunque restiamo ancora qui?"
"Esattamente"
"E quando​ torniamo?"
"Il primo volo sul quale c'erano posti liberi è mercoledì"
"Quindi mi assenterò da scuola sia domani che dopodomani. Devi farmi la giustificazione"
"La farò"
"Sì, ma come causa non ci puoi scrivere motivi di famiglia, perché questi motivi non sono di famiglia, ma del volo che hanno cancellato"
"Va bene, ci scriverò che ti sei assentata perché ti hanno cancellato il volo"

Perché chissenefrega del disagio, delle giornate di lavoro retribuito perse, degli impegni già presi che devi disdire, dell'organizzazione, pianificazione, di tutto il casino che può portarti un volo cancellato e posticipato di 48 ore. Quando​ hai 11 e puoi dire ai tuoi compagni che non sei andata a scuola perché ti hanno cancellato il volo a causa di uno sciopero, tutto ciò fa molto, ma molto figo.

17/03/17

Hai ragione

"Ciao Angelica!"
"Ciao Mattia"
"Io il compleanno lo festeggio a casa mia e ti invito"
"Oh, grazie Mattia, sei davvero gentile ad invitare Angelica"
"E ora che fate? Ve ne andate a casa?"
"Sì, ma oggi abbiamo la macchina quindi dobbiamo prendere dall'altra strada"
"Va bene, ciao. Ma è questa la tua macchina?'
"Sì"
"Ma è vecchia!"

E ci hai ragione ragazzo.

16/03/17

Tutto torna

"Pronto?"
"Pronto signorina, mi scusi se la disturbo, sono la SignoraCheVieneDaLontano"
"Mi dica"
"Lei mi ha chiamato ieri per darmi appuntamento col dottore per domenica mattina*, ma purtroppo mio figlio, che mi deve accompagnare, ha avuto un imprevisto e le volevo chiedere se mi può anticipare a sabato pomeriggio"
"Signora mi dispiace, ma per sabato ho tutto il pomeriggio pieno. Posso darle solo le 19, anche se capisco che per voi significa tornare a casa di sera tardi"
"E non si può fare niente?"
"Guardi, l'unico tentativo che posso fare è di vedere se qualcuno dei pazienti è disposto a fare cambio, ma non le garantisco nulla"

...

"Pronto?"
"SignoreDiCittà sono la segretaria del dottore, la chiamo per chiederle un favore per conto di una signora che abita lontano. Lei ha appuntamento per sabato alle 16 ed è l'unico, tra i pazienti del pomeriggio, che sta in città. La signora aveva appuntamento per domenica mattina ma ha avuto un imprevisto ed io posso chiedere solo a lei se, per favore, può fare a cambio..."
"No guardi, non posso. Chieda a qualcun altro perché io più presto mi visito e meglio è".

Ne prendo atto e comunico la cattiva notizia alla signora, però...
Fermo restando che lungi da me voler esprimere un giudizio sul comportamento di una persona che sta male e che ha bisogno di una visita medica...
Se, fin dal principio, io ti avessi dato appuntamento per domenica, tu non mi avresti mai e poi mai chiesto di anticipare a sabato, ma ti saresti preso l'appuntamento e basta, tanto più che abiti a tre traverse di distanza dallo studio medico, dunque non ti cambia nulla; inoltre io credo che, nella vita, prima o poi capiti a tutti di aver bisogno di un gesto di gentilezza da parte di qualcun altro, anche di uno sconosciuto, come sarebbe stato in questo caso. Ecco, secondo me se ci impegnassimo tutti un po' di più nel dispensare gentilezza, specialmente se non andiamo a compromettere troppo la nostra vita, forse sarebbe più facile trovare, all'occorrenza, qualcuno disposto ad elargire un gesto di gentilezza a noi, quando ne avremo bisogno.
È una legge universale: nella vita tutto torna indietro, nel bene e nel male. Magari non segue un percorso lineare o riconoscibile, ma tutto torna prima o poi.

(*): Non è un errore: uno dei medici per il quale lavoro fa le visite solo di sabato pomeriggio e domenica mattina.

15/03/17

Di solito piangono

Da sabato scorso, Angelica chiede di andare dal parrucchiere per tagliarsi i capelli. Frenesia e urgenza, per me immotivate, che ci hanno portato a vedere se il parrucchiere era aperto lunedì pomeriggio, e non lo era. E chiedendole come mai avesse tutta questa fretta, la sua risposta era: "Perché voglio cambiare look".
Già diverse volte in passato Angelica ha dimostrato la sua maturità, determinazione e consapevolezza nelle cose che chiede. Come l'estate scorsa, quando ​volle farsi i buchi per gli orecchini. Era decisa per un taglio corto, drastico, un cambio look epico, che l'avrebbe resa irriconoscibile.
Persino il parrucchiere era perplesso, ma in fin dei conti è il suo lavoro, dunque, una volta ascoltate le richieste di Angelica e la sua descrizione del taglio che voleva, l'ha fatto: ha tagliato.
Quando, alla fine, Angelica si è rimirata allo specchio, esclamando tutta contenta "Come sono carina!", Lui stesso è rimasto sbalordito. Mi ha detto "Quando le madri costringono le figlie a tagliarsi i capelli, le bambine di solito piangono"

Le mie figlie sono diverse. Sono coraggiose e audaci, e non temono i cambiamenti, anzi, li chiedono.

(Inutile specificare che con nuovo taglio sta benissimo e sembra più alta e più "grande". E poi era contentissima, e già questo è sufficiente)

14/03/17

Massimo

Massimo era un mio ex. Il mio ex. Il più "ex" di tutti, dato che è stato la storia più seria e duratura prima di quella con Schroeder.
Massimo era molto più grande di me, eppure se la storia è finita non è stato certo per la forte differenza d'età, bensì per il motivo per cui finiscono tutte le storie, ossia che non ci si ama più.
Massimo è stato il mio "primo uomo", se capite cosa intendo.
Massimo è morto qualche giorno fa, per un infarto inaspettato e improvviso, da quel che ho scoperto.

Si dice che da bimbi tutti belli e da morti tutti santi. No, io non potrei mai dire una cosa del genere di lui. Una brava persona - per carità - onesto, educato, tranquillo, ma non me la sento affatto di piangere o rim-piangere nulla. Mi dispiace, senza dubbio. Mi dispiace ancor di più perché - stando a quello che ho avuto modo di sbirciare sulla sua bacheca di facebook, negli ultimi anni sembrava sereno e felice, si era sposato, aveva cambiato casa e città, e persino raggiunto un bel traguardo per la sua carriera. E' morto giovane, in fin dei conti, e sono stata davvero dispiaciuta nell'apprendere la notizia tramite amici di amici di amici, ché io e lui non ci siamo più visti né sentiti dal 2002.

Solo una cosa voglio dire, e mi serve per ricordarlo in modo ufficiale.
Quando stavamo insieme, una volta mi disse che sulla sua lapide avrebbe voluto che fosse scritto che era morto incazzato, perché a qualunque età fosse morto, lui era certo che sarebbe stato incazzato dell'essersene andato troppo presto, che di sicuro non avrebbe avuto il tempo di girare tutto il mondo, di leggere tutti i libri, guardare tutti i film, ascoltare tutta la musica, conoscere tutte le persone.
Ecco. Considerando che non aveva nemmeno 60 anni, incazzato sarà morto di sicuro, perché ancora di più gli è mancato il tempo per vivere tutto quello che avrebbe voluto.
Tutto qui. Voglio ricordarlo così. Massimo, il mio ex, morto incazzatissimo.

13/03/17

Dopo due settimane

Torno a scrivere, dopo due settimane di pausa.
Ho preso un volo, ho conosciuto mio nipote, me lo sono coccolato e spupazzato nei limiti concessimi dalla sua naturale necessità di stare con la mamma invece che con la zia, ho rivisto luoghi e persone, ne ho conosciuti di nuovi (sia luoghi che persone), ho fatto un esame medico saggiando le differenze con gli ambulatori della mia città, ho ricevuto l'esito fortunatamente negativo di un altro esame medico che avevo fatto 5 settimane prima (e che avrebbe richieste circa 3, a proposito di differenze), ho comprato una minigonna jeans e una tonnellata di cioccolato, nonostante le due cose siano incompatibili, sono stata invitata ad una cena romantica in un ristorante di livello medio-alto, ho molto camminato, ho scovato una pasticceria siciliana discreta, anche se carissima, ho provato a salvare il mondo da un virus letale insieme ad altri amici, senza purtroppo riuscirci, ma giusto per un pelo, ho riso, ho sorriso, non ho pianto nemmeno quando ho avuto una cattiva notizia, ho scoperto la bontà dei grissini artigianali del panificio, ho dovuto (cosa che odio) mettere le mani dentro il cofano di questo blog per risolvere, purtroppo solo parzialmente, un casino di dimensioni minime ma di effetto devastante, ho scongiurato il rischio di non riuscire a tornare a casa nei tempi stabiliti, sono tornata.

Riprendo fiato.

24/02/17

Capelli fucsia power

Premessa: Matilde va a scuola a piedi da sola, ma visto che lo zaino pesa circa un terzo di quanto pesa lei, per trasportarlo utilizza un trolley sul quale, mio padre ed io, abbiamo fatto tuning, perché con le sole dotazioni di fabbrica lo zaino se ne andava ugualmente per i fatti suoi. Sarà che il tragitto è tutto un sali e scendi dai marciapiedi, visto che sugli scivoletti in genere ci si posteggia.

Ieri, di ritorno da scuola, Matilde mi comunica di aver perso uno dei perni che reggono le ruote del suo trolley, ma di aver miracolosamente ritrovato quanto meno la rotella. La comunicazione è avvenuta esattamente mentre l'aereo rollava sulla pista per portare mio padre a Torino, a raggiungere il resto della famiglia recentemente arricchita da una new entry.
Le rispondo di non preoccuparsi, che glielo avrei di sicuro aggiustato entro domenica, ossia prima di salire io su un aereo per andare a conoscere il nipotino appena sfornato, e per fortuna l'indomani non ha scuola, bensì la sfilata di carnevale lungo il corso principale organizzata dal comune.

Stamattina, con calma visto che non ho lavorato, ho guardato la situazione. Le ruote si tengono su un tubicino di acciaio filettato internamente e bloccate da un unico perno ciascuna. Sottostimando l'entità del danno, prendo il tubicino, vado alla ferramenta vicino casa e chiedo "Ci siamo persi il perno di questo tubicino. Me ne dai tre o quattro che ci vadano bene?"
Il ragazzo armeggia per qualche minuto e mi restituisce l'affarino.
"Mi dispiace, non ce l'ho. Il perno ha una filettatura dispari mentre io ce l'ho solo pari" e mi indica un negozio di bulloneria dove provare a chiedere.
Ed io che nemmeno credevo esistesse un negozio specializzato solo in perni e bulloni, e che si chiamasse "bulloneria".
Vado. Stessa scena. Il tizio fa qualche prova e sentenzia che la filettatura è sinistra. Posso provare in un negozio di ricambi auto, che hanno i perni sinistri, oppure me lo faccio rifare su misura da un tornitore.

Allibita mi dirigo verso un ricambiata e nel frattempo mi telefona Matilde che ha finito la sfilata di carnevale lungo il corso e posso andare a riprenderla. Vado, la recupero, saluto i professori, e insieme a lei mi dirigo verso il ricambista.
Lungo la strada incontriamo un fabbro. Nonostante io sia accompagnata da una ragazzina che indossa una parrucca fucsia, entro, spiego il problema e chiedo se mi può aiutare. Lui guarda, prova, armeggia, si arrende e mi manda due porte accanto, dal tornitore.
"In fondo è il suo mestiere" dice.

Mentre andiamo, scherzo con Matilde "Certo però, che pure noi, così conciate... Che credibilità ho, adesso, a presentarmi da un tornitore accompagnata da una coi capelli fucsia?"

Il tornitore ha fatto qualcosa alla filettatura interna del tubicino per renderla compatibile col perno che aveva lui. Dopo cinque minuti mi restituisce il tutto.
"Grazie! Quanto le devo?"
"... Uhmpf. Buona giornata"

Uscendo Matilde mi chiede "Mamma, ma il tornitore non ti ha fatto pagare?"
"No. Hai visto che gentile?"
"Sarà stato tutto merito dei capelli fucsia"

23/02/17

Il mestiere che non farò mai

"Sai, mamma, credo che l'unico mestiere che non potrei mai fare da grande, è il medico"
"E perché? I medici in genere guadagnano bene, Matilde"
"Sì, è probabile. Ma non potrei proprio farlo"
"Ti impressioni del sangue e tutto il resto?"
"No mamma. È proprio che mi fa schifo l'idea di dover frugare dentro il corpo delle altre persone"

Ineccepibile.

22/02/17

Possibile?

Mi sto rammollendo. Sto invecchiando. Faccio fatica pesino a yoga.
Eppure...
Eppure ho rimesso in giro la bici dopo la pausa autunninvernale, mi sono fatta un bel giretto, il solito che facevo quando non lavoravo ancora e la prendevo quasi tutti i giorni, e in particolare ho voluto fare una deviazione al percorso abituale e tornare a casa da una strada che non facevo più, perché in salita e - secondo i miei ricordi di 15 anni fa, quando ero giovane e bella - faticosa. Ebbene, non lo è stata. O meglio: è stata pesante, ma non impossibile.
E qualcosa non mi torna. Come mai quando facciamo a yoga la posizione dell'asse, o il cane, o persino il cobra, sento fatica immane, sento di non riuscire a reggere il mio peso con le braccia? D'accordo, la bici la spingo con le gambe, ma è davvero possibile che negli anni mi si siano rammollite le braccia e rinforzate le gambe?

E dire che a 18 anni ero capace da dare filo da torcere a braccio di ferro ai più fracchi dei miei compagni maschi.

21/02/17

La putìa vince sempre

Da più di un mese faccio "acquista e restituisci" su zalando per un paio di banalissimi e semplicissimi tronchetti neri e bassi, da tutti i giorni. Sembrano la cosa più difficile da comprare. O sono grandi, o sono strette, o in foto rendevano meglio, o sono scomode.
Mi ero rassegnata. Mi sarebbe piaciuto prenderli coi saldi, ma evidentemente  non era destino.
Fino a quando, complice una mezz'ora "regalata", ossia libera da lavoro e incombenze varie, mi sono fatta una passeggiata a piedi lungo il corso pedonale della mia ridente cittadina. Senza grandi illusioni, ma giusto per trascorrere la mezz'ora, sono entrata in un negozio di scarpe. La commessa mi ha domandato, io ho risposto. Lei mi ha porto un paio di tronchetti neri e bassi, l'ultimo paio rimasto. Le ho provate. Perfette.

Alla faccia degli shop online :-D

20/02/17

Cugine maggiori

"Buongiorno ragazze! E auguri a voi che stanotte siete diventate cugine di S.!"
"È nato il cuginetto?"
"Sì sì, stamattina alle 6"
"Oooooh! Che bello! Mamma io sono contentissima!"
"Eh sì, Angelica, tutti lo siamo"
"Ma io sono per la prima volta cugina maggiore di qualcuno, perché finora sono stata la più piccola!"
"Hai ragione"
"E io invece ero già cugina maggiore di L. ma minore di S. Ma quelli sono cugini dal lato degli Schroeder. Dalla parte dei van Pelt, invece, sono cugina ancora più maggiore, perché sono la più grande di tutti quelli che verranno anche dopo! Quindi sono la cugina suprema! La cugina Jedi!"

Matilde e i suoi deliri di onnipotenza mattutini.

17/02/17

Non rigirare il coltello nella piaga

"Lucy, ma tu perché non hai mai completato gli studi?"
"Gandalf, è una storia complicata. Perché me lo chiedi?"
"Perché non mi sembri una che si spaventasse a studiare"
"Non lo ero, infatti. O meglio, avrei potuto non esserlo"
"E allora com'è che non ti sei più laureata?"
"Perché il mio era un percorso di studi costoso e dispendioso, e io e Schroeder avevamo deciso di sposarci, e allora invece di pagare le tasse d'iscrizione, i libri e tutto il resto del materiale che mi serviva per studiare ho deciso di cominciare a lavorare"
"Ma com'è che avete deciso di sposarvi prima che tu ti fossi laureata?"
"E' una domanda complicata"
"Non eri ancora incinta"
"No, non lo ero"
"E com'è che non ti è mai più venuto in mente di riprendere gli studi?"
"Mi è venuto in mente almeno una dozzina di volte. In media, una volta l'anno ho tutt'ora questa idea, ma puntualmente mi è bastato guardarmi per un istante con l'occhio critico razionale esterno per rendermi conto che non è una cosa che posso fare"
"Perché? Mica per una questione d'età? Perché ti ricordo che ho ripreso a studiare io che so' più vecchio de te"
"Ma tu non sei me. Non hai le responsabilità e le incombenze che ho io. E probabilmente intorno a te le persone ti incoraggiano e supportano in tal senso"
"Certo, questo è vero"
"Ed è, probabilmente, il vero motivo per cui io non ho mai completato gli studi. D'altro canto conosco decine di mie coetanee che si sono laureate dopo il matrimonio e i figli, ma probabilmente avevano accanto persone che hanno dato loro supporto, incoraggiamento e sostegno. E magari anche aiuto concreto"
"Me stai dicendo che è tutta colpa de tu marito?"
"No, non mi riferisco solo a lui"
"E a chi?"
"Gandalf, ma non stavamo pianificando le visite del fine settimana prossimo? Ecco, continuiamo a lavorare, dai"
"Va bene. Era solo per chiacchierare. Mica volevo rigirare il coltello nella piaga"

Ecco. Però lo stai facendo.

16/02/17

Che status sei?

"Mamma, ma tu sei single?"
"No. Single di sicuro no. Ma perché me lo chiedi?"
"Per curiosità. E se non sei single, che status sei?"
"Vuoi sapere il mio status per come lo vedo io, per come è nella realtà o per come lo è per la legge?"
"Tutti e tre"
"Per come mi vedo io, sono fidanzata con l'amico Nerd. Nella realtà, però, non è del tutto così, perché ci vediamo pochissimo, un paio di giorni al mese, e generalmente i fidanzati si frequentano più spesso anche per capire se stanno bene insieme."
"Certo. Vanno al cinema insieme, in pizzeria, a farsi le passeggiate, a prendere l'aperitivo con gli amici..."
"Già"
"E invece tu e l'amico Nerd potreste farlo ognuno per i fatti suoi, nella propria città e magari facendovi la videochat su Skype"
"Esattamente"
"E per la legge, invece? Sei divorziata? Essere divorziati è uno status?"
"È uno status, ma in realtà io non sono ancora divorziata. Per la legge io sono ancora sposata con papà. Siamo separati legalmente ma non ancora divorziati"
"E che cosa cambia?"
"Che se io muoio tra un minuto, lui eredità la casa in cui abitiamo. Dopo che saremo divorziati, quando io morirò la erediterete soltanto tu e Angelica"
"Angelica, perché mi stai guardando in questo modo?"
"Matilde, temo che, dopo aver ascoltato, Angelica stia progettando di uccidermi dopo che avrò firmato il divorzio"
"Non è vero! Mi stavo chiedendo se la stessa cosa vale anche per papà"
"Sì, vale anche per papà. Però ti prego di non progettare di uccidere nemmeno lui..."

E questi sono i tipici dialoghi prima della buonanotte.
-_-'

15/02/17

Nel duemilaventi

"Oh, mi è arrivato il nuovo bancomat. Bene. Quello vecchio scade a fine mese"
"Ma perché c'è una scadenza?"
"Sì, certo, funziona sempre così con le carte bancomat, o le carte di credito... persino quelle prepagate"
"Ah, non lo sapevo"
"E tu guarda che curioso. Questo nuovo scade nel 2020. Quello di priva aveva una validità di 3 anni. Evidentemente l'hanno aumentata"
"Mamma... il 2020 è tra 3 anni"

M*rda.

14/02/17

Non si finisce mai di imparare

Da più di 6 anni sono consulente alla pari per l'allattamento al seno. Tra alti e bassi, tra periodi più intensi e periodi più calmi, posso dire di aver fatto centinaia di consulenze, molte andate a buon fine, alcune no. Ho conosciuto e parlato con centinaia di mamme, per lo più all'avvio dell'allattamento, alcune in momenti di crisi dopo i primi mesi, un paio che avevano bisogno di informazioni, idee e supporto per smettere. So che "centinaia" non significa "tutte", ma ritengo di aver avuto accesso ad un campione significativo di mamme. Non dico che credevo di "averle già viste tutte" (e "sentite" di tutti i colori), ma quasi.
E invece no. Sono stata chiamata da una mamma che è stata in grado di stupirmi, presentandomi una situazione mai vista prima e che, personalmente, non credevo nemmeno che potesse realmente verificarsi.
Ed è sorprendente scoprire come, nonostante tutto, l'universo della maternità mi dia sempre nuovi spunti di riflessione e occasioni di imparare cose nuove. Non solo sull'allattamento in sé, ma soprattutto sugli esseri umani.

13/02/17

Il fine settimana perfetto

"Mamma ti rendi conto che è mezzogiorno e noi siamo ancora in pigiama?"
"Matilde, non ricordo di averti vietato di vestirti..."
"No, infatti..."
"Quindi se ti vergogni di pranzare in pigiama, vèstiti"
"No no, non mi vergogno affatto. E' solo che questo si sta rivelando il weekend perfetto e volevo fartelo notare".

Figlia mia ^_^

09/02/17

Esercizio abusivo della professione medica

"Buonasera. Prego"
"Buonasera. Ho appuntamento col dottor Luminare, mi chiamo Vattelapesca"
"Sì, si accomodi. Ha già alcuni esami da mostrare al dottore? In particolare nel formato DVD...? Li dia a me che mi porto avanti il lavoro e li carico sul PC mentre lei aspetta il turno"
"Sì, sì. Ho questa che è la prima risonanza, del 2014, dove è emerso il problema bla bla bla di cui devo parlare al dottore, ma poi ne ho altre tre bla bla bla fatte nel 2016, a partire dalla cervicale fino alla lombare. Qui invece ho la radiografia del ginocchio, perché le spiego bla bla bla il mio è un problema che nasce come neurologico bla bla bla, ma ha avuto ripercussioni di tipo ortopedico bla bla bla, dunque per me è importante che il dottore veda anche il ginocchio. Perché, capisce, bla bla bla, visto il quadro generale bla bla bl..."
"Signor Vattelapesca, io ho studiato musica. Il dottore sarà certamente in grado più e meglio di me di darle un'opinione competente"

Mi piace che mi chiamino "Signorina", ma no, Dottoressa mai. E il fatto che stia diventando esperta di tutti i software Dicom possibili e immaginabili, non significa che io sia capace di interpretarne le immagini e i referti.