02/06/26

La fede ritrovata

Mi è arrivato un messaggio da parte di mia cognata che, dopo praticamente 5 mesi dal fattaccio, prendendo dall'armadio di casa di Schroeder alcune confezioni di biancheria intima ancora nuove che avevamo deciso di dare in beneficienza, ha ritrovato la fede nuziale che noi avevamo cercato quasi ovunque senza successo.
Avevamo trovato in un cassetto del comodino alcuni bracciali d'oro, qualche orologio e una coppia di gemelli da polsino che gli erano stati regalati per la cresima. Ma non c'era la fede nuziale.

Tralascio tutto il marasma emotivo che ho sentito all'idea che se ne fosse disfatto. Io la mia ce l'ho ancora, ben conservata, e anche se una volta ci abbiamo scherzato su con Angelica, mai e poi mai me l'andrei a vendere al compro oro.
Ce ne siamo andate, allora, con questo cruccio. Che fine avesse fatto quell'anello.

Quell'anello, semplicemente, non si trovava insieme agli altri oggetti preziosi. Si trovava nella scatola che conservava anche la cravatta che Schroeder aveva indossato al nostro matrimonio. La fede e la cravatta dello sposo, insieme, nella stessa scatola, a simboleggiare qualcosa che non esisteva più ma che era impossibile eliminare del tutto.
Quando ho letto il messaggio ho sentito una sensazione strana. La stessa che avevo sentito quando - in altri momenti e contesti - avevo scoperto altri due elementi che dimostravano che lui continuava a pensare a me.
Quante cose non dette ci restano? Non abbiamo mai cercato l'occasione per riparlare "di noi" negli ultimi 12 anni, eppure sono sicura che, nel bene e nel male, tante cose da dirci ancora le avevamo, ma ormai resteranno per sempre lì, cristallizzate, inespresse, insolute.
Lui non se ne preoccupa più; io mi tengo dentro anche quest'altro magone.
Stronzo.

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