21/11/08

A ognuno le sue cose

"Ma che belle scarpette che hai, Matilde, sono di Barbie?"
"No, sono mie!"

...e come la contraddici?

20/11/08

Miracolo

Stamattina mi sono alzata dal letto e mi sono accorta che c'era qualcosa che non andava. O meglio, qualcosa che, finalmente, andava.
La mia schiena.
Dopo non so quanti anni, mi sono alzata dal letto senza fare smorfie di dolore.

Leggera, come se mi avessero impiantato una nuova spina dorsale durante la notte, mi alzo e cammino, leggiadra, tranquilla, agile. Vesto la bambina senza  dolore, mi chino, mi alzo, la sollevo, la prendo in braccio (14 chili di tenerezza, ormai).
Salgo in cucina senza problemi e faccio quella cosa che di solito mi da il colpo di grazia mattutino: prendo la macchinetta del caffè da sotto la penisola di muratura e la poggio sopra il piano di lavoro.
Niente. Come se avessi ancora 15 anni. Nessun dolore, nessuna difficoltà.

O San Giuseppe mi ha fatto la grazia, oppure..... oppure....................................

25.000

Venticinquemila pagine visualizzate!!!
Mi dispiace per voi, ma sono stata il la visita numero 24.999 e anche 25.000 quindi stavolta mi faccio due regali per me stessa e a voi niente! Gnè gnè gnè! :-P

19/11/08

Facebook mi mette tristezza

Ecco l'ennesimo ex compagno di liceo.
Guardo le sue foto: non è cambiato di una virgola nonostante i 12 anni trascorsi. A parte il fisico un po' più scolpito e sapientemente messo in mostra.

Boh?

Forse avrei preferito sapere che i miei ex compagni erano scomparsi magicamente come bolle di sapone scoppiate all'indomani della maturità. Pensare che tutti loro (tranne uno, che si sappia) sono tutti sparsi in giro per l'Italia, a vivere le loro vite, a fare cose indipendentemente dal fatto di non essere più compagni di scuola, è una cosa che mi mette tristezza.
Ma fa sentire di aver perso il controllo di qualcosa.
Fino a 12 anni fa sapevo esattamente dove si trovavano, ormai non più. E rivederli in foto e ricordarli, e trovarli molto cambiati o per nulla, è una sensazione che fa crollare il mio delicato equilibrio, è una cosa che va oltre la curiosità di sapere cosa pensano loro vedendo le mie foto, mie e di mia figlia, a distanza di 12 anni. Solo altri 3 compagni, a parte me, hanno procreato, che si sappia. Tutti gli altri continuano a fare i ragazzini, glielo leggi tra le righe quando ti chiedono "Ma hai una figlia?!". Si, e sono passati anche quasi 3 anni...

Facebook mi mette il magone. Mi fa immaginare tutte le altre possibili strade che avrei potuto percorrere, seguendo da vicino quelle dei miei compagni. Andandomene lontano. Uscendo da questa sicilia di m*rda. Studiando quello che avrei voluto studiare, e forse realizzando anche tutto quello che volevo realizzare.

Questa cosa mi distrugge.

Vado a rimpinzarmi di biscotti al cioccolato, va'....

Il brivido

Seduta al computer, do le spalle al mondo.

D'un tratto un dolore al collo. Non è dolore, è freddo. Un brivido mi scuote tutta e mi fa avere un sussulto.

"Matilde!! Lo sai che è pericoloso arrampicarti sulla mia sedia!!"
"Si mamma... ma io volevo solo riscaldarmi le mani nella tua maglietta!"

Uguale a suo padre. Quando la temperatura scende sotto i 20° le manine le diventano gelide e rimangono così fino ad aprile.
Non sono ancora riuscita a trovare un difetto di mio marito non sia stato trasmesso a mia figlia.

Vendetta, tremenda vendetta

Sdràiati. Lì. Adesso rilassati.... abbandonati... non opporre resistenza... lascia fare tutto a me. Chiudi gli occhi, così non puoi prevedere i miei movimenti... No, così non va bene, devi lasciarti andare. Ecco così.... rilassati.... pensa di essere altrove.... dimentica di avere un corpo... stai tranquilla, non ti farò male...
Sei meno peggio di quel che mi aspettassi... ma c'è qualcosa che non va, qualcosa che non mi convince.... Ti fa male? E' strano che tu abbia dolore adesso.... e prima ti faceva male? è strano anche questo... sei un caso anomalo...

Ieri pomeriggio sono stata tra le grinfie di un amico fisioterapista, nella speranza di riuscire, una volta per tutte, a debellare il mal di schiena che mi attanaglia da anni. Per certi versi sono molto meno grave di quanto immaginasse, per altri versi sono un caso ancora più disperato di quanto credesse. Mi ha spaccato in due, mi ha inflitto dolori indescrivibili solo per capire qualcosa che non lo convinceva ancora. E' un tipo molto preparato, pluri insignito, super sicuro di se e sempre aggiornato, ma ieri pomeriggio è dovuto andare a cercare qualcosa in un libro, perché "fisiologicamente" era impossibile che in certi movimenti non avessi dolore mentre ne avessi in altri.
Alla fine mi ha spiegato alcuni esercizi da fare a casa, perché il suo centro di terapia è troppo fuori mano per me.

Mi ha detto che vuole visitarmi tra un paio di settimane e, naturalmente, per sdebitarmi sarà sufficiente una torta al cioccolato come quella dell'altra volta... ma lui non sa che per vendicami del dolore, la farcirò coi pezzi di vetro! :-P

17/11/08

Straaaaaaaaaaaap!

Basta spogliarsi un po', regolare il termostato, foderare il pavimento con gli ultimi volantini della sma che c'erano nella cassetta delle lettere, spalmare, poi chiudere gli occhi, fare un respiro profondo e strappare.
In un gesto rabbioso, forte, violento, autolesionistico, i peli delle gambe vanno via e nella catarsi del dolore fisico migliora anche l'umore.

Farsi la ceretta è più economico dello psicoterapeuta.

16/11/08

Tre chili di tutto

"Schroeder, per favore vai a comprare le uova?"
"Si certo, quante ne compro?"
"Tre chili di uova, papà""
"Una confeziona basta, voglio fare una torta da portare più tardi da Fe G"
"Va bene, serve altro?"
"Il prosciutto! Tre chili di prosciutto!"
"No, non mi pare..."
"E la provoletta, e la torta! Papà devi comprare pure il formaggio e tre chili di torta!"
"Va bene, allora vado e torno"
"Ti aspettiamo"
"Non ti dimenticare il prosciutto, papà, tre chili di prosciutto! E tre chili di torta! E tre chili di provoletta!"

Speriamo che i messaggi di disturbo di mia figlia non abbiano fatto breccia in maniera subliminale...

15/11/08

La spada o la roccia?

La prima volta che l'ho vista lì le ho chiesto cosa stesse facendo e lei mi ha risposto che stava "cacciando il lucernario". Era in cima alla rampa delle scale con un tubo vuoto di rotolo di alluminio e lo protendeva verso l'alto, verso il lucernario, appunto, che illumina le scale.
Le ho chiesto di spiegarsi meglio e di chiarirmi cosa avesse fatto il lucernario per meritarsi di essere "cacciato", e lei ha precisato che stava cacciando una mosca che gironzolava sotto il lucernario.

Per un istante mi ha ricordato quella vecchia pubblicità di un chewin-gum, dove un baldo giovane metteva una gomma in bocca, prendeva la mazza da baseball, assumeva la giusta posizione e si preparava a rilanciare un meteorite in procinto di precipitare sulla terra.

Stamattina, dopo colazione, l'ha rifatto. Lì, in cima alle scale, impugnando il tubo di cartone e tendendolo verso l'alto, verso la luce.
Quell'immagine, quella posizione...
Mio marito mi chiede "Ma è la spada nella roccia?"

Lei, sentendo la domanda, sorride come qualcuno che viene sorpreso in un momento intimo, personalissimo e imbarazzante. Il sorriso di conferma silenziosa e non ammissione nemmeno sotto tortura.

Ho scoperto che mia figlia rappresenta la scena in cui Semola estrae la spada dalla roccia e la luce scende su di lui.
Con un tubo di cartone e un lucernario.




Poi mi viene vicino, mi mostra il tubo e mi chiede: "Ma questa è la spada o la roccia?"

14/11/08

Retro imperfetto

Schiava della ricerca ottusa della perfezione del retro dei miei ricami, presa dalla fretta, dall'ansia e dal tempo che passa sui mille impegni da onorare, ieri ho ceduto.

Mi sono messa comoda, ho spento la mia coscienza ed ho preso a ricamare. Alla vecchia maniera.

Esperienza gratificante e quasi commovente, e per di più ho finito il segnalibro del RR in un solo pomeriggio....
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! le care vecchie abitudini!

13/11/08

La mia bicicletta

"Lo sai che hanno rubato la bicicletta di P?". Mia madre mi fulmina sulla porta.
"La bicicletta di P?". P è il più piccolo dei miei fratelli minori.
"Si, l'aveva lasciata nell'androne come al solito, nel sottoscala, e ieri si è accorto che non c'era più...."
"La mia bicicletta?"
"No, la bicicletta di P"
"Era la *mia* bicicletta..."
"Tua?"
"Quella nera e arancione?"
"Si"
"Era la *mia* bicicletta...."
"Boh? Che ne sapevo io...."
"Ma perché, scusa, quante biciclette hai comprato tu a P?"
"..........."
"Appunto! Era la *mia* bicicletta...."
"....vabbè..."
"Era la *mia* bicicletta e lui la lasciava nel sottoscala dell'androne...."
"Ma tanto era tutta arrugginita"
"E non la legava nemmeno, immagino.... la *mia* bicicletta..."
"Comunque diceva che non andava più bene...."
"Era la *mia* bicicletta..."

E questo lo dedico non al ladro, ma a quel nerchione di mio fratello.
...
...
...la *mia* bicicletta...



Niente dialettismi, per favore

"Guarda! La tovaglietta con le pecorelle!" la prendo e la metto ne carrello "Ti piace?"
"Si, mi piace!" mi risponde mia figlia
"Bene, così domani mattina facciamo colazione qui!"
Lei mi guarda con gli occhi sgranati "Qui?!?! Nel negozio?!?!"

Quando mette in evidenza le mie espressioni dialettali, la detesto.

12/11/08

RR Bordino - The end

La lettera U che ho ricamato per Alessia


Incredibbbbbbbbbbole ma vero, gli occhietti sono due e dico due punti nodini! Visti in foto sembrano un po' più uguali della realtà, ma vi assicuro che sono identici e perfetti.....
Ma quanto sto diventando brava?!?! ^___________________^

Breacking Dawn

Rettifico l'opinione che avevo ieri: in realtà è una ca##ata. Una emerita ca##ata. Una immensa ca##ata.
Io non riesco a capire perché, PERCHE'?!, perché la Meyer è ricca ed io no.

Allora, mando giù il rigurgito di bile e continuo.

Considerando che per almeno metà del libro sono stata incollata alla lettura ed ho anche avuto un po' di batticuore, posso dire di non aver rimpianto i soldi spesi.
Il requisito fondamentale di un ibro, per me, è che mi faccia provare emozioni. In questo c'è riuscito.

Per l'altra metà (specie all'inizio e - dannazione!!! - alla fine) è stato un continuo ridere e piangere sulla mia misera esistenza, sul come mi ostino a sognare di diventare scrittrice e sul come fallisco l'obiettivo.
Dialoghi luuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuunghi e infantili.... ti fanno perdere il senso ("Io ti amo" "In che senso?" "Nel senso che ti amo" "Ma allora forse vuoi dire che mi ami?" "Si, voglio proprio dire che ti amo" e cose del genere) ma a questo mi ero già abituata nei volumi due e tre.
Ma la fine... la fine! La più grande delusione letteraria della storia della letteratura mondiale!!!!!!

Insomma, volendoli mettere in classifica, direi che il migliore è Twilight, il primo, perché è l'unico che sia stato scritto *prima* di diventare una miniera di dollari, poi viene Breacking Dawn, quindi Eclipse... il più brutto è New Moon, proprio scritto solo ed esclusivamente per venderlo e affezionarsi le lettrici innamorate..........

Vabbè, adesso una piccola nota per Kitiara: ti ho pensata da metà storia in poi e scommetto che leggendolo cambierai idea e sceglierai Romeo, invece che Paride :-D

11/11/08

Dialoghi dall'oltreporta

"Buonanotte a Matilde, buonanotte a Bobo (il coniglietto), buonanotte a Dana (la bambola), buonanotte a Pesciolino (questa è facile), buonanotte a Snoopy, buonanotte a Woodstock, buonanotte a Giulio Coniglio, ma soprattutto buonanotte a Matilde e a tutti i suoi amici!"

- CLICK! -
Luce spenta

- TUMP -
Porta chiusa

Uno...
Mi allontano dalla porta
Due...
Vado in camera da letto
Tre...
Mi prendo il pigiama. Mi siedo sul letto e aspetto.

"Mammina!"
"Che c'è?"
"Quando mi sveglio dove ti vengo a trovare?"
"Nella stanza da letto"
"E perché non nello studio?"
"Perché adesso è notte ed io dormo nel mio letto"

Mi tolgo le scarpe

"Mammina!"
"Che c'è?"
"L'hai spostato il passeggino?"
"Si"
"E perché l'hai spostato?"
"Perché così quando domani mattina ti alzi e vieni a trovarmi nel mio letto non ci inciampi"

Indosso il pigiama

"Mammina!"
"Che c'è?"
"Io ti voglio un sacco di bene!"
"Anche io tesoro mio, adesso dormi!"
"Va bene!"
"Chiudi gli occhi e dormi"
"Ma gli occhi li ho già chiusi!"
"Meglio, allora devi solo addormentarti"
"Va bene ora mi addormento! Buonanotte!"
"Buonanotte!"

Talvolta cala subito il silenzio, altre volte sento provenire dalla sua stanza canzoni più o meno inventate, medley tra la canzone dei topini di Cenerentola e Ufo Robot, gorgheggi e acuti che solo una voce bianca può permettersi.
Ma il rituale del dialogo a porta chiusa, da stanza a stanza, è irrinunciabile.

A sorpresa

Breacking Dawn si sta rivelando un po' meno ca##ata di quel che mi aspettavo.
Certo, sono quasi 700 pagine e sono sicura che concentrandola in 300, la storia non avrebbe perso nemmeno una sfumatura, ma sono americani e si sa... loro hanno tutto grande...
Sono a più di metà.

Nessun altro lo sta leggendo? Kitiara, questo lo passi? :-D

10/11/08

Regalini varii

E così, finalmente, posso raccontarvi la figuraccia che ho fatto.
Ricordate i PIF di luglio? Erano 6 e non 5.
Perché la sesta persona, la dolcissima Sissy, mi aveva mandato il suo indirizzo con un messaggio privato su splinder e non per email come le altre...

Quindi ha saltato il turno.

Una notte mi sono scegliata all'improvviso con la sensazione precisa di aver dimenticato qualcosa. Il giorno dopo sono andata a controllare, perché avevo già il sospetto di quale fosse l'argomento.... e infatti...

Ebbene, adesso ho rimediato... per fortuna! Spero che Sissy mi abbia perdonata!!

Ed ecco qui il poker di tazzine che ho mandato a Linda, Simonyou, Michela, per aver indovinato (o meglio, essere andate vicine) la mia ora di nascita e Sissy, in ritardo :-D

La foto è orribile ma non sono riuscita a fare di meglio!

Pezzettini di cotone

"Papà guarda, la mamma ha lasciato tutti i peli del ricamo!"

Il mio posticino da ricamo è il divanetto nello studio.
I ritagli di filo li appiccico al tessuto della mia pochette da ricamo, ma è naturale che alcuni si appiccichino al tessuto del copridivano. A volte li raccolgo, ma altre volte mi sfuggono, dunque rimangono lì.

Già mi bastava mio marito a lamentarsi, ora ci voleva pure la bambina.

09/11/08

L'ultimo libro

E' uscito la settimana scorsa ma mi è arrivato due giorni fa. L'ultimo della Meyer, "Breacking dawn".

Credo che sarà l'ultimo libro in assoluto che leggerò in vita mia. Perché sono stanca di leggere cazzate.

Immagino che il mio sia un approccio sbagliato, perché è l'invidia che mi fa parlare, ma sono stanca di ritrovarmi a leggere libri che trovo orribili nonostante ne abbia letto critiche e recensioni osannanti.

Forse il mio status di aspirante scrittrice fallita mi spinge a schifiarmi di tutto quello che leggo. Se è così, mi dispiace, ma significa che non posso più leggere.

Ci proverò.

In pubblico

"Zia Lucy, dice papà che è vero che tu sai suonare il pianoforte. E' vero?"
Mia nipote, di quasi 4 anni, riesce con una domanda semplice a farmi contorcere le viscere.
"Si, è vero... vieni qui che ti faccio suonare una canzoncina... ecco metti il ditino così e tienilo bello dritto...."
I soldatini passano.
Alla seconda ripresa la accompagno io con il basso, lei col ditino teso da dattilografa ed io con la mano sinistra da pianista.

E' magico vedere il suo sguardo illuminarsi, al mio attacco. Non è una melodietta, come tante ne ha ascoltato nei giochi elettronici o nei cd... è musica, è il pianoforte, un pianoforte vero e lo sta suonando anche lei.

Quando finiamo è entusiasta e mi chiede di suonarne un'altra ancora, ma è tardi.
Mio cognato, il padre, mi ferma "Ma dovevi suonare tu!"
"Io?! Non suono più da una vita, ormai l'unica cosa che mi rimane in testa sono i soldatini"

Ogni giorno vado a casa di mia madre e suono il mio pianoforte. A volte mi esercito su brani che so a memoria, altre volte faccio esercizi di tecnica, o le scale.
Ma non posso suonare in pubblico, non più.

Se qualcuno mi guardasse suonare, sarebbe come se mi vedesse nuda.
Talvolta mi vergogno persino di suonare davanti a mio marito, perché lui è entrato nella mia vita quando le esibizioni in pubblico erano già uscite.

Mia madre mi ignora, quando suono.
Mia figlia ha finalmente capito che se sto suonando io non deve venire a zampettare sulla tastiera anche lei.
Tutti i condomini del palazzo mi ascoltano, ma nessuno mi vede.

Non posso più suonare in pubblico. Non ci riesco.
Mi si offusca la mente nel momento in cui mi rendo conto che qualcuno mi guarda, e non capisco più, non ci vedo più, non ascolto più, non so più cosa sto suonando, a quale punto sono arrivata e cosa dovrò suonare dopo.
Mi blocco.

Non posso più suonare in pubblico.
Quindi mento.