08/09/13

Marco

Una volta pensavo che le cattive notizie arrivassero sempre più in fretta del necessario.
Devo ricredermi.
Ho saputo, con più di 10 giorni di ritardo, della morte di un mio amico di giovinezza, dei tempi del liceo-università.
Aveva solo un anno in meno di me. 33 anni. Morto di tumore a 33 anni. Bah.

Era compagno di scuola di una mia amica, abbiamo fatto volontariato insieme per parecchio tempo e, insieme, rubavamo tempo allo studio cazzeggiando e bivaccando come solo a 18 anni si può fare. Abbiamo passato insieme alcune tra le più divertenti serate di tutta la mia vita, roba che ti facevano male gli addominali dal troppo ridere e senza nemmeno farsi le canne.

Poteva avere al massimo vent'anni quando, stufo di ritrovarsi sempre come confessore della compagnia e depositario dei più loschi segreti degli altri, annunciò: "Il Signore deve farmi solo una grazia: mi deve avvisare tre giorni prima di morire, così io mi monto un bel palco in piazza e spiattello tutto, ma proprio tutto quello che ho sentito dire dalle vostre bocche in questi anni".
Quando ho saputo della sua morte mi sono chiesta se fosse riuscito a farlo davvero.

07/09/13

La gentilezza conviene

"Basta, Matilde! Mi hai fatto arrabbiare! Io non voglio più essere tua sorella!"
"Uhm... Angelica, vuoi dire che ti cercherai un'altra famiglia? Non ti conviene sai... non credo che troverai mai un'altra mamma gentile come la nostra..."
"Occhei... allora sono ancora tua sorella"

06/09/13

Il concorso

Chissà se qualcuno se lo ricorda... perché io me lo scordai.
Avevo iscritto BL al concorso ilmioesordio... ormai dovrebbe essere quasi al termine, credo. Boh? Non mi va neppure di controllare.
Me lo sono dimenticato. Avevo persino dichiarato che avrei fatto la disonesta, aprendomi millemila account e scrivendomi da sola millemila commenti, invece... l'ho dimenticato. O forse non ne ho avuto voglia.
In realtà ho sempre detto: "Vabbè, alla prima occasione in cui ho due orette di tranquillità lo faccio". Poi, quando arrivano le due orette di tranquillità il mio cervello riesce a sopportare al massimo un giro di 5 vite a Candy Crash.
O forse, in realtà, è che io sono non sufficientemente onesta per non pensare di comportarmi in modo disonesto, ma non abbastanza disonesta per poi farlo davvero.
Vabbè, se qualcuno ha voglia mi faccia sapere com'è andato quest'anno. Ma senza fretta.

05/09/13

Non passa mai

Questa malinconia di fine agosto non passa mai...


Come?! E' il 5 settembre?!
L'avevo detto che non passava mai...

04/09/13

Un'estate di libri

Facevo una considerazione: quest'estate ho letto davvero tanti libri, che nemmeno mi sembra vero di aver toccato di nuovo i ritmi dei fasti antichi, quando leggevo in media 2 o anche 3 libri al mese, in una delle mie precedenti vite, risalenti ad almeno 10 anni fa.
Non di tutti ho scritto qui, perché questo non è un blog di recensioni letterarie, ma ne ho letti - credo - 8 da giugnoa settembre.
Certo, buona parte del merito l'ha avuta l'animatrice del miniclub del lido! ;-)

03/09/13

Targhette

Va beh, la foto fa piangere, però questo è uno dei frutti dell'estate.


Per tutta una serie di motivi, mi sono ritrovata a frugare nella scatola delle tele da ricamo e - manco a dirlo - appena le bambine hanno visto la sbrilluccicosissima e mega-fashion aida lurex già volevano che confezionassi loro degli abiti con quella stoffa. Dopo qualche minuto di spiegazioni siamo giunte al compromesso delle targhette coi loro nomi da appendere alla porta .

("Così se a casa nostra viene una bambina, vede la porta e dice: Oh! In questa stanza ci dorme una bambina che si chiama Angelica! E la sua sorellina grande si chiama Matilde!". "Sì, certo Angelica, serve proprio a quello.")

02/09/13

Non lo voglio

"Mamma, cos'è questa cosa verde nella pasta?"
"E' il basilico, Angelica"
"Non lo voglio"
"Ma come?! E' il basilico nostro!"
"Quello coltivato da noi?"
"Sì!"
"Quello che ho annaffiato io?"
"Sì!"
"Non lo voglio"

01/09/13

Considerazioni

Capisci che l'estate è finita quando dal rubinetto dell'acqua fredda, esce acqua fredda.

(Avendo il recipiente per l'acqua in terrazza, in estate tengo gli scaldabagni spenti per avere acqua fredda dal rubinetto dell'acqua calda e acqua calda da quello della fredda)

24/08/13

Pigrizia

No, non è che sono stata in vacanza, è che mi è presa la pigrizia informatica. Mi scoccia proprio accendere il pc. Non so quanto ancora durerà.

(E poi ho un pensiero, un dubbio, un tormento che mi toglie il fiato da un mese e mi addolora, e non sono dell'umore giusto)

14/08/13

Malefica scrofetta

La odio visceralmente e, se ne facessero prosciutto, sarebbe la mia unica eccezione al vegetarianesimo.
Però ai bambini piace.
Ad Angelica piace.

Col pensiero alla beatitudine che mi avvolgerà nelle 4 ore mattutine in cui sarò finalmente di nuovo sola e libera a casa, mentre ENTRAMBE le bambine saranno a scuola, ho stretto i denti ed ho ricamato questa per Angelica.


Non ho mai desiderato che iniziasse la scuola tanto come in questo momento! :-D

13/08/13

Lo sa anche lei

"Mamma, ma Copenhagen è in Italia?"
"No, Matilde, è in Danimarca"
"E tu quando ci sei andata come parlavi?"
"In inglese"
"In inglese?! E ti capivano?!"

Quando sarai più grande, ragazzina, ti racconterò di quando a Copenhagen ho falsificato la firma di tuo padre, pagando con la sua carta di credito e dialogando in inglese, per distrarla, con la cinesina che vendeva souvenir.

12/08/13

Una nuova coperta

La quilter è al lavoro! :-D


03/08/13

Matilde pesciolina

Sembra un cagnolino che annaspa per restare a galla, una lontra che emerge giusto il viso per respirare.

Matilde ha DAVVERO imparato a nuotare, anche dove non si tocca, anche per tratti abbastanza lunghi, ed è instancabile. Va pure sott'acqua senza niente, maschera, occhialini, velleità da bambini moderni (*), fa un'intera bracciata e poi riemerge.
Ma quanto cresce...


(*) ai miei tempi si usavano solo in piscina, per proteggere gli occhi dal cloro, oppure per le immersioni. Ormai le spiagge pullulano di bambini che indossano la maschera solo per nuotare in 30 cm d'acqua.

28/07/13

Memoria per i nomi

NonnaDellaBambinaDelLido: "Vai BambinaDelLido, vai a giocare con Martina e Angelica".
Matilde: "Sì, ma io mi chiamo Matilde".

...

NDBDL: "Che ne pensate, bimbe, ci venite con noi a prendere un bel gelato al bar? Eh? Marta e Angelica, venite anche voi?"
M: "Sì, signora, grazie, ma io mi chiamo Matilde"

...

NDBDL: "Guarda, BDL, guarda che bei castelli di sabbia ha fatto Elena, e si è fatta aiutare dalla sua sorellina Angelica!"
M: "Però io mi chiamo Matilde"

...

NDBDL: "Signora, visto che le bambine oggi hanno giocato così bene, vorrei invitarvi per giorno x a fare una bella merenda al nostro villino, che ne pensa? Mi lascia il suo numero di telefono, così eventualmente ci sentiamo il giorno prima per la conferma definitiva... Aspetti... me lo memorizzo... Bah, che nome ci metto? Ma sì, ci metto Matilde così lo trovo subito"

...qualcosa, invece, mi dice che non chiamerà.

27/07/13

50 sfumature...

Faccio outing, senza vergogna.
L'ho scaric.... ehm.... me lo sono procurato perché ero curiosa. L'anno scorso era in vetta alle classifiche di tutto l'universo, ora dice che faranno pure il film. Io ne avevo letto solo ed esclusivamente le recensioni, per cui mi son detta che - gratis - poteva valere la pena di dargli un'occhiata.
(C'è anche un altro motivo, ma lo dico alla fine).
Non sono riuscita a terminarlo. Non che non avrei potuto, ma non ho voluto. Non vale il mio tempo in questo momento. Forse un giorno, quando non avrò altro di meglio da fare, continuerò a leggerlo.
Sono arrivata a circa un terzo, forzandomi di proseguire per arrivare almeno alla prima scena di sesso, e infatti lì mi sono fermata.
Certo che, per un libro esplicitamente erotico, dover arrivare a un terzo prima di leggere la prima scena di sesso, ce ne vuole. Ci vuole un terzo di libro dove non si parla altro dei film mentali della protagonista. Orribile.

Non dirò molto, perché altri prima di me hanno detto di più e meglio. Però una lancia in suo favore la voglio spezzare. Non è malaccio. E' scritto benino. E' una porcata pazzesca, ma non è peggio di altre cose che vengono scritte, pubblicate, vendute e acquistate... e quanto meno questo non ha la pretesa di essere un capolavoro, al contrario di altre porcate che si trovano in libreria.

Ora veniamo al motivo recondito.
La verità è che cercavo un'ispirazione.
No. Non per la vita reale, che lì le cose stanno bene come sono, ma un'ispirazione per il racconto delle scene di sesso.
Perché per me scrivere di sesso è difficilissimo, sono molto più spedita negli squartamenti, nei dialoghi brillanti. Il sesso no, non mi riesce come dovrebbe, non riesco a essere coinvolgente. Volevo solo leggere come si fa a scrivere una scena hard.
Ovviamente è stata una delusione. Ste scene sono troppo esplicite (e inverosimili) per quel che serve a me. Ma quanto meno so come NON scrivere una scena di sesso.
Che poi...
Nel "Figlio di Kelium" la scena di sesso è protetta da una porta chiusa a chiave, e diversamente da così non riesco proprio a immaginarlo.
Nella "Figlia di Lilith" ce ne sono alcune, ma sempre molto intime e velate. L'ultima è davvero la più erotica che avrei mai potuto scrivere, eppure non risulta coinvolgente quanto vorrei.
Ma pazienza. Non sto mica qui a scrivere le "50 sfumature di Lilith".

(Ora, NON mi suggerite titoli di testi erotici del secolo scorso, tipo Emmanuelle, o Histoire d'O, ché ho capito che io, il sesso e i libri non triangoliamo per niente, nè in lettura nè in scrittura. Pazienza)

26/07/13

Prestare i libri

So di essere un caso raro, ma io non ho nessun problema a prestare i miei libri agli altri.
Ho superato la fase di gelosia possessiva nei confronti degli oggetti, e i libri , per quanto siano strumenti magici potentissimi, per me non sono altro che oggetti come tanti altri.
Da giovincella era gelosissima dei libri. Sottolineavo a matita le frasi che mi piacevano più e mai e poi mai avrei potuto condividere con altri questo mio segreto, quelle mie impressioni.
Sarà perché ormai non lo faccio più, ma sta di fatto che se qualcuno mi chiede un libro in prestito glielo do volentieri. Anzi, talvolta mi capita di offrirlo proprio io, nel caso in cui ne parliamo insieme. Che mi costa?
"Se vuoi te lo presto".

Però so di essere un caso raro.

25/07/13

Faccia da gioco

"E tu?" mi chiede saltellando l'animatore del lido che frequento "Ci vieni con me a fare il nostro gioco del pomeriggio?".
Lo guardo seria e mi indico il viso con un dito. "Guardami. Questa ti sembra la faccia di una che viene a fare il gioco del pomeriggio?".

La ragazza del miniclub si era appena venuta a prendere le bambine e io ne potevo approfittare per potermi, finalmente, allucertolare al sole per una mezz'ora, e secondo lui me ne andavo a fare il gioco del pomeriggio? Ma è pazzo?!

(Però è carino, e anche bravo. Ha una bellissima voce e un sorriso accattivante, anche se il contesto in cui lavora non gli consente il minimo spazio per i corteggiamenti reciproci, non è mica un villaggio turistico questo. Per fortuna.)

24/07/13

Tre volte all'alba

Ma quando la smette, Baricco, di scrivere?
E quando la smette, mio marito, di comprare i suoi libri?

23/07/13

La più strana delle cose che penso

Per vari motivi che non sto qui a scrivere, le mie prime due figlie sono venute al mondo in un particolare quadro psicologico materno.
Ho odiato tutti i nove mesi della gravidanza. Ho guardato con terrore al parto. Non mi sono mai scoraggiata, nè lasciata sopraffare dalle difficoltà iniziali di gestione del neonato, nè la prima volta, nè la seconda, quando c'era pure la gestione di una sorella maggiore.
Le ho accudite, cresciute, amate, accompagnato nella crescita con fiducia e rassegnazione, non mi sono mai lasciata prendere dal panico sapendo che quasiasi cosa facessero, nel bene e nel male, prima o poi sarebbe passata.
Alla fin fine ho AMATO il mio essere mamma, pur avendo detestato il viaggio per diventarlo.
Ho odiato essere incinta. Avrei preferito di gran lunga avere subito un neonato da crescere, e basta.

Ora è diverso. Ora è al contrario.
Ora ho una voglia pazzesca di gravidanza. Ho un desiderio sfrenato di quel viaggio, di quel cammino lento. Voglio tornare ad avere la nausea per giocare agli indovinelli di trovarne un rimedio, anche palliativo. Voglio tornare a sentire la tensione nel ventre. I doloretti, i crampi. Vorrei avere ancora qualcuno che mi si agita dentro, puntando da un lato e dall'altro, costringendomi a posizioni innaturali per dormire o riposare, e a fare una goccia di pipì ogni 10 minuti.
La curiosità di immaginare il viso del bambino, sceglierne il nome.
Voglia di coccolare la pancia e me stessa, come non ho fatto abbastanza in nessuna delle due volte precedenti. La prima perché avevo la strana idea di non volermi comportare da donna incinta, la seconda perché avevo più preoccupazione per rendere la cosa più soft possibile a Matilde per occuparmi di me stessa.
Vorrei partorire di nuovo. Sentire l'antico potere femminile affiorare nel mio corpo per mettere in movimento il processo del dare alla luce.

Ma un altro figlio no.
Non ce la farei.
Non lo sopporterei.
Un altro neonato da allattare, accudire, cambiargli il pannolino, occuparmi di lui, del bagnetto, dei pasti, dei vestiti. Cullarlo. Insegnargli a parlare, a camminare, a comportarsi bene.
No. Non ne ho le forze.

E' esattamente l'opposto di prima. Vorrei una gravidanza, ma non un bambino.
Per la serie, non siamo mai contenti.

22/07/13

Esprimi un desiderio

"Guarda! Una stella cadente! Mamma, dobbiamo esprimere un desiderio!"
"Va bene. Vai, Matilde, comincia tu"
"Allora... io desidero.... che non mi faccia più male l'espansore quando mastico! Ora tu!"
"Va bene.... dunque.... io desidero che a mia figlia Matilde non faccia più male l'espansore quando mastica, e nemmeno quando io do la carica alla vite, che il suo palato si allarghi correttamente e che non ci sia più bisogno di mettere altre cose.... Ora tu, Angelica, esprimi un desiderio...."
"Sì. Io vorrei, vorrei...... un cuoricino!"