31/08/08

Sono viva

:-)

30/08/08

Ansia

Io non ho paura di morire in se. Ho il terrore di lasciare da sola mia figlia, a crescere con la migliore persona esistente al mondo che, però, non sono io.

Stasera lascerò mia figlia e mio marito, da soli in casa. Non è certo la prima volta, ma oggi ho un'ansia incredibile.
Perché andrò lontano, andrò di sera, tornerò di notte e guiderà mio padre.
Non è che non mi fidi della guida di mio padre, ma - come già detto - ho paura che possa succedermi qualcosa e che non potrei più vedere mia figlia. E chissà se qualcuno riuscirebbe mai a spiegarle nel modo giusto che la sua mamma non c'è più.

E allora scrivo questo post, per potermi sentire una stupida, domani mattina. Per esorcizzare la paura. Per prendermi gioco dell'ansia.
E perché ogni tanto, infondo, ho un po' bisogno di psychiatric help anch'io.

DI quando uno scarafaggio mi ha tenuto in ostaggio

Prendendo spunto dalla sfida che si sono lanciata Orka e Giada vi racconto la mia.

Era luglio del 2005. Ero incinta, disoccupata ma felice. Le nausee avevano iniziato a darmi tregua, il sole splendeva e la temperatura non era ancora delle peggiori. Insomma, una bella giornata.

Mia madre mi telefona e mi dice di avere la macchina dal meccanico per un controllo, quindi di non potere venire a prendermi. Poco male: stavo benissimo e una passeggiata a piedi mi avrebbe fatto molto piacere.
Avevo già preso l'abitudine a parlare col pancino, quindi gli annuncio che ci stavamo vestendo per andare dalla nonnina.... Ero tutta fiocchettosa e sorridente, insomma.

Mi vesto, prendo la borsa, le chiavi di casa e mi affaccio sulla scala che va fino al portoncino d'ingresso. C'è una macchia scura sul tappetino. Cos'è? Una foglia?? Un po' di fango?? Scendo due o tre gradini (la rampa è costituita da 23) per guardare meglio. Il mio sospetto di fa sempre più verosimile, man mano che scendo. Mi fermo e risalgo di corsa.

Faccio il numero di telefono di mia madre.
"Mamma, ho un problema"
"Che ti è successo? Stai male?" mi chiede lei, che pensa sempre che io le telefoni quando sono in fin di vita
"C'è uno scarafaggio sul tappetino davanti alla porta!"

Mia madre dapprima sembra quasi delusa che il motivo della telefonata sia "solo" quello, poi mi da, per telefono, i suoi suggerimenti.

Il primo del quale è: scendi e pestalo.
Cosa? Io posare la suola della mia scarpa su uno scarafaggio gigante e farcito, che magari fa pure "crock" mentre lo schiaccio? Piuttosto me ne rimango barricata in casa fino a quando non torna mio marito!

Secondo suggerimento: affacciati dal balcone, vedi se c'è qualcuno che conosci che sta passando in quel momento davanti casa tua, passagli una scopa dal balcone e aprigli il portoncino.
Ingegnoso! Mi affaccio e - cornuto del sole! - non c'è anima viva, tranne qualche anziana signora che va al fruttivendolo ma che non conosco.

Terzo suggerimento: telefono a B (amico di famiglia che abita qualche traversa vicino casa mia, ndr) e gli dico di venire a darti una mano.
Mi piace l'idea, riattacco per lasciarle il telefono libero. Probabilmente in quel momento maledice di non avere la macchina a disposizione.

Nel frattempo vado a cercare uno spray insetticida qualsiasi. Lo scarrafone era sempre stato immobile e poteva fare già la differenza sapere se era vivo, morto o x.
Trovo una lattina quasi vuota di spay per le mosche. Mannaggia alla pupazza, erano giorni che mi ripromettevo di compare lo spray per le formiche e scarafaggi...!
Scendo nuovamente le scale e mi avvicino ancora di più. Spruzzo l'insetticida e scopro che lo scarafaggio era x.
In un gesto che mi ha fatto accapponare la pelle, quando è stato raggiunto dallo spary si è mosso, ha leggermente dispiegato le ali ed ha provato a rigirarsi. L'orrore si impadronisce completamente di me, che torno su e chiudo la porta che da sulle scale, nel dubbio che il mostro decida di volare e inseguirmi.
Mia madre mi ritelefona. B non è incasa. Lei non può muoversi. L'unica è rimanere a casa pure io aspettando mio marito.

Ma alla fin fine, il coraggio è solo questione di volontà.
"Vabbè mamma - le dico con quel tono brusco e sbrigativo che le fa sempre temere il peggio perché significa che sto per fare una ca##ata delle mie - faccio qualcosa, vedo, provo, insomma io peso 1000 volte più di lui, che sarà mai.... eventualmente ti richiamo" Click.
Mia madre stava per dire qualcosa, nel tentativo di dissuadermi, ma non le ho lasciato lo spazio per farlo perché avrebbe davvero potuto farmi cambiare idea.

"E allora, persciolino - nome del mio pancino, all'epoca - facciamo vedere quanto siamo coraggiosi, su!"

Vado a prendere una scopa vecchia, quella con cui pulivo il terrazzo. Scendo le scale predisponendomi l'animo in "Terminator Mode on". Questo mode prevede lo sguardo forzatamente truce e il passo pesante, l'aria spazientita della serie "devo fare sempre tutte cose io" e il cervello vuoto da pensieri e riflessioni.

Arrivo a tre scalini dal mostro, con la scopa do un colpo alla maniglia aprendo il portoncino, poi pesto letteralmente lo scarafaggio con la scopa, intrappolandolo tra le setole.
Esco, chiudo la porta e lascio la scopa dall'altro lato della strada, dirigendomi a passo spedito verso casa di mia madre.

Scarafaggi, tzè.

Quando è tornato mio marito, gli ho ordinato di comprare la polvere insetticida e cospargere tutto il pianerottolo, dentro, fuori, sopra e sotto il tappetino che è davanti alla porta. Da allora rinnoviamo la polvere ogni estate e non abbiamo mai più avuto mostruose intrusioni in casa, ma da allora ogni volta che rincaso ho sempre il terrore di trovarmi il mostro lì, resuscitato, che mi guarda dallo scalino col suo ghigno demoniaco.

29/08/08

A chi somiglio?

L'ho preso dal blog di Giada.
Su questo sito potete caricare una vostra foto e scoprire a chi somigliate.
Io somiglio a:

Raquel Welch per il 75%


Jet Li per il 73%


Shalom Harlow per il 71%


Catherine Deneuve per il 70%


Sinead O'Connor per il 68%


Mariah Carey per il 68%


Erica Durance per il 67%


Nestor Kirchner per il 66%


Grace Kelly per il 66%


Sofia Coppola per il 64 %

Non faccio commenti, perché se penso di somigliare alla stassa maniera sia a Nestor Kirchner che a Grace Kelly mi verrebbe da fiondarmi da un chirurgo plastico...

Qucciolo

"Con che lettera comincia Mamma?"
"...con la emme, come Matilde..."
" E Papà?"
"Con la pi..."
"E........ Biancaneve?"
"Con la Bi!"
"Questa è difficile: Brontolo?"
"......................................................................... con la Bi"
"Ma sei bravissima! E vediamo un po'.... Cucciolo? Con quale lettera comincia Cucciolo?"
"..........................con la Qu!"

Il flauto traverso

Basta. Ho deciso.
Voglio imparare a suonare il flauto traverso.

Non saprei nemmeno da dove cominciare, ma non importa. Faccio un giretto in internet, va...

Tanto per generalizzare

"Mamma, è nato Ludovico?" (il cuginetto, quello della culla arancione ndr)
"No, non ancora..."
"E quando nasce?"
"A novembre... quando comincerà a fare freddo nascerà Ludovico."
"Eh, certo... i Ludovichi nascono con il freddo!"

Autostima

28/08/08

Manuela

Manuela è la ragazza di Giacomo. Ha 26 anni, è laureata in biologia e per pagarsi gli studi ha fatto l'animatrice per bambini. Abita a 700 km da qui e la vediamo raramente.
Ogni tanto fa qualche sostituzione nei laboratori di analisi ed ha sempre un sacco di aneddoti divertenti che riguardano, in particolare, gli esami delle feci.

Ieri sera ha ammaliato mia figlia facendo tante forme strane coi palloncini.

Manuela sogna di andare a vivere insieme a Giacomo questo autunno e Matilde non vede l'ora.

Numi tutelari

"Che ne pensi se oggi i ciucci te li lascio qui sulla mensolina?"
"No mammina, mettili qui sul cuscino, così mi proteggono!"

...


Imapare a dormire senza ciuccio è un traguardo che spero di raggiungere prima del compimento dei tre anni. Sarà dura, ma vinceremo anche questa battaglia.

Prevedendo lunghe ed estenuanti permanenze nella sua stanzetta prima che riesca a prendere sonno (e sono ottimista), credo che darò il via all'operazione "Addio ciuccio" quando le temperature si abbasseranno.

(Ne uscirò a pezzi, lo so... me lo sento...)

La trave nell'occhio

Arriva, aggranfato al padre, col ciuccio in bocca e lo sguardo ostile.
Non vuole scollarsi un attimo dai genitori. Non vuole giocare con mia figlia. Non vuole prestare la sua palla a mia figlia ma in compenso vuole anche la palla con cui lei sta giocando. Ogni tanto si toglie il ciuccio dalla bocca solo per dirle "No! E' mia!".

Più bambini coetanei di mia figlia e figli di genitori miei coetanei conosco, più mi rendo conto che mia figlia è un gioiello e deduco che *io* sono un gioiello di madre.

Ma alla fine, è facile vedere gli errori degli altri...

Mentire spudoratamente

"Ma tu non hai un blog?"
"Ehm... no..."
"Secondo me dovresti fartelo un blog... così ci scrivi tutte le cose tue...."
"..."
"...sai si conosce tanta gente..."
"..."
"...tu scrivi lì le tue cose, i tuoi pensieri... magari anche se c'è qualcosa che hai bisogno di sfogare... e gli altri ti commentano... magari poi si fa anche amicizia..."
"..."
"..."
"... no... non credo che avrei il tempo per starci dietro..."

Mentire, sempre, spudoratamente, sfacciatamente, disperatamente.
Mentire.
Questo qui non è il mio blog. Io non sono io. Sono solo una che mi imita molto bene.

27/08/08

C'è il sole e piove

Sospiro, guardando il cielo grigio, in attesa del mio amato autunno.

26/08/08

Addio e grazie per tutto il pesce

E' il quarto capitolo della "trilogia in 5 volumi" della Guida Galattica per gli autostoppisti.
Che dire? E' forse il capitolo più bello, più "umano", più "logico" e meno pazzoide e sconclusionato. Poetico anche.
Però, forse proprio per questo, è un libro che stona completamente con il resto della storia, al punto che - alla fine - quando si ritorna a viaggiare nel cosmo, sebbene sia un coerente proseguire con le avventure nello spazio e nel tempo, sembra quasi un artificio messo lì solo per far rientrare l'intero libro nella saga degli altri.

Comunque l'ultimo Messaggio di Dio all'Umanità è strepitoso.

Il letto dei grandi

Ecco qui una mini rassegna fotografica

Questa è la struttura di legno, imbottita e rivestita. Il colore verde è esattamente lo stesso della parete perché per dipingere i pannelli e la mensola ho usato quello che era avanzato anni fa. La meraviglia dei colori acrilici - rispetto a semplice ducotone di una volta - è che rimangono identici anche a distanza di anni (quasi 4 per la precisione).
I pezzi sono tutti separati tra di loro, la parte della testa, il piccolo ponte con la mensola-comodino, il pannello lungo il letto. Si reggono da soli (come vedete) ma si reggeranno meglio con la rete e il materasso.
L'imbottitura non si vede, ma è fatta con la famosa coperta mentre il rivestimento è stato cucito da me stessa medesima. Inizialmente volevo spillarlo come ho fatto con l'imbottitura, ma poi ho pensato all'igiene, agli acari e quant'altro e siccome di stoffa ne avevo a sufficienza ho cucito due "sacchi" di dimensione precisa dei pannelli della testa e del fianco del letto, quindi li ho "incappucciati". Pensavo di bloccare i sacchi di stoffa in basso, magari con un po' di velcro, ma sono stata così tanto brava che calzano a pennello e stanno fermi da soli.

Ed ecco il letto:
Devo ricordarmi di comprare delle lenzuola a tinta unita, perché fanno troppo chiasso con la tappezzeria già coloratissima della struttura di legno.

Questo è l'altro lato:
Quel tavolino è il vecchio fasciatoio... in fase di riassettamento dei mobili nella stanza (non si vedono nelle foto ma c'è un armadio, un comodino e un cassettone settimanile della mia trisnonna) ci sembrava davvero un gran peccato doverlo togliere di mezzo... poi il colpo di genio: è vero che ai piedi del letto non ci entrava nessuno dei mobili, ma forse il tavolo...
Così la piccolina ha anche una sua scrivania per leggere e fare i puzzle!
Il pannello tutto tasche, senza il legno che lo sosteneva prima, è diventato floscio sotto il peso delle cose che ci stanno dentro... Sono indecisa se mettere due bacchettine di legno in alto e in basso oppure aggiungere un terzo appendino centrale, che dovrebbe dargli il giusto aiuto a reggere il peso... si accettano suggerimenti!

25/08/08

Segnalibro per l'Orka

Ecco il suo premio doppio per il grande concorso "Psychiatrichelpizzati e vinci" (del quale l'Orka ha vinto due edizioni)
Un segnalibro ricamato! E poi le ho anche regalato il mio "Ballerina Scalza"...

Non fate quella faccia! Non ho barato! Avevo detto che il premio sarebbe stato fatto "da me" e anche il libro l'ho "fatto" io :-P


(Psssssst.... sottovoce.... vi faccio vedere il retro del ricamo....
...mi sono complimentata da sola! C'è qualche piccolo papocchio, ma ho scoperto come chiudere sul retro in maniera poco visibile))

Il tempismo perfetto

"Mammina! Ho imparato a salire!"

Stavo stirando, quando ho sentito questa frase. La bambina era nella sua stanzetta, da sola. L'avevo lasciata che stava seduta a terra a fare un puzzle. Mi sono chiesta *su cosa* avesse imparato a salire.

"Arrivo!" le preannuncio, così sono sicura che, ovunque si fosse trovata, non si sarebbe mossa.
Mentre mi dirigo verso la sua stanza passo mentalmente in rassegna tutte le cose, i mobili, gli oggetti sui quali si possa salire... La sedia? Sa già salire e scendere dalla sedia da anni. L'alce a dondolo dell'Ikea? Ormai è un traguardo raggiunto da secoli.

Entro nella sua stanza e mi si ferma il cuore.
Era *dentro* il lettino, quello con le sbarre, quello che è alto un metro da terra.
Lei tutta contenta che saltellava reggendosi alla sbarra centrale, mi ripete - come se non l'avessi già capito - "Sono salita da sola!"
Mi do un pugno sul petto per fare ripartire il cuore, poi con tutta la calma dell'universo, la prendo in braccio e la metto a terra...
"Sei salita da sola?", chiedo cercando di mascherare il più possibile il tremore della voce, "Fammi vedere"

Lei mette un piede sull'asse orizzontale basso che tiene le sbarre. Il legno si piega un po' sotto il peso di 13 chili. Era il mio lettino, ha pur sempre 30 anni. Ma il legno regge, quindi la bambina va avanti. Sale anche l'altro piede, quindi poggia il primo sul materasso, passandolo attraverso due sbarre. A questo punto con gesto agile e sicuro lancia l'altra gamba oltre le sbarre e si mette a cavallo della struttura. Non poggia più i piedi nè sul materasso nè sulla sbarra di legno orizzontale, quindi rimane in equilibrio lassù, a un metro da terra. Bascula un po', infine si sbilancia verso l'interno del lettino, poggia il primo piede sul materasso e a quel punto le basta tirare dentro anche l'altra gamba. E' dentro.
Riprende a saltellare tutta contenta "Sono salita da sola!"

Meno male che tra meno di 6 ore smonteremo il lettino. Il pensiero di mia figlia che bascula a cavalcioni delle sbarre del lettino alle tre di notte sarebbe bastato a tenermi sveglia per i prossimi 10 anni.

Casa Vanella

Solo i siciliofoni capiranno il doppio senso del titolo di questo post. Lo spiego per quelli che abitano da Villa San Giovanni in su.

Le "vanelle" (forma "italianizzata" di "vanedde") sono i vicoletti tipici dei centri storici, le stradine strette dove la distanza tra le case è meno di un metro e si è tutti - volenti o nolenti - un unico clan, dove a nessuno è concesso di fare uno starnuto senza che non lo senta tutto il resto della vanella, fino a "punta cantuniera", ossia all'incrocio con la vanella successiva.

Non è che siamo tutti pettegoli e ci facciamo sempre i fatti degli altri, ma se due persone litigano in casa propria e urlano.... che colpa ne ho io se li posso sentire stando comodamente seduta a casa mia?

Io abito in una vanella.

Sull'altro lato della strada abitano loro, i coltivatori.
Ieri pomeriggio sentivo urla di litigio. Ero già sul terrazzo e stavo spillando l'imbottitura ai pannelli di legno per il letto di Matilde.
Si... forse è vero.... avrei potuto entrare in casa e barricarmi dentro, magari anche turarmi le orecchie con la cera e cantare una canzone a squarciagola... ma perché? Ero a casa *mia*...

Litigavano. Dapprima non riuscivo a capire con chi *lui* stesse litigando, perché la ragazza aveva la voce alterata dalla rabbia... Tra l'altro parlano anche il velocissimo, stretto dialetto delle zone di mare, per cui non riuscivo nemmeno a capire cosa si dicevano.

L'unica cosa che ho capito è stato l'urlo di lei "Prenditi le chiavi e vattene!!!"

Ora io mi chiedo.... ma se decidi di buttare fuori di casa tuo marito... che senso ha *ordinargli* di prendersi le chiavi??
Mio marito sostiene che forse intendeva dire le chiavi della macchina...

22/08/08

Il mistero evaporato

Per mia figlia avevo fatto questo
Un pannello di multistrato, imbottito e rivestito con una stoffa di cotone cui avevo applicato delle tasche ricamate.
Pochi mesi dopo averlo fatto mi ero già pentita di aver usato il legno, perché questo pannello si impolverava e non si poteva lavare, e per altro, per fissare il rivestimento, ho usato le graffette e ne ho usate talmente tante che sembrava che dovesse durare per sempre.

Una settimana circa dopo la nascita di Matilde, mi si è rovesciata sul fasciatoio la boccettina col mercuro cromo che usavo per la medicazione del cordone ombelicale.
Adesso, nella nostra storia, fa il suo ingresso una coperta. Mi raccomando bambini, non dimenticate la coperta (citazione da Kipling).

Il fasciatoio, è costituito da un tavolo (anche questo hand made: un tavolo costruito interamente da me col pancione) con una vecchia coperta di lana piegata in quattro per renderlo morbido (la coperta, bambini, non dimenticatevi la coperta), un paio di lenzuola vecchie per non tenere la lana "a vista" e un altro lenzuolino di copertura.
Ebbene la boccettina di mercuro cromo, rovesciandosi silenziosamente, ha avuto il tempo di svuotare e far assorbire metà del suo contenuto prima che ce ne accorgessimo. E il mercuro cromo ha macchiato anche la coperta.

All'epoca credo che abbiamo solo aspettato che asciugasse perché eravamo nel pieno del periodo di cambio di 8-9 pannolini al giorno e non potevamo permetterci di restare senza l'uso del fasciatoio.

Torniamo ai giorni nostri. A ieri, per l'esattezza.
Entrando il letto grande nella stanzetta deve uscire il fasciatoio, per forza di cose. Infinitamente comodo fino ad oggi (sia per il pannolino che per il cambio o anche solo per fare i lavaggetti nasali) ma ormai il letto grande potrà supplire egregiamente, come "piano di lavoro".

Quindi smonto tutta l'imbottitura del fasciatoio e la metto a lavare, poi penso che potrei provare a smontare anche il pannello tutto tasche e rifoderarlo con una stoffa dietro in maniera di si possa pulire più facilmente.
Non è stato facile divellere le graffette, ma alla fine ho vinto io.
Quindi infilo tutto il rivestimento in lavatrice, insieme a ciò che avevo tolto dal fasciatoio, e metto avanti.

Al momento di stendere la roba ad asciugare scopro delle macchie rosse su uno dei lenzuoli di copertura: il panico. Frugo nella lavatrice e prendo subito il pannello coi ricami e lo vedo tutto pezzato di rosso.
Non dico che mi sono disperata, perché disperarmi non sarebbe servito, ma mi sono molto dispiaciuta... per i ricami, per il ricordo delle chiacchiere col pancione mentre ricamavo, per i gorgheggi che rivolgeva Matilde di tre mesi alle taschine con Woodstock...

Vabbè, ormai è andata così. Ma il dubbio mi assaliva... ero fermamente convinta che non fosse stato il moulinè rosso del tetto della casa di Snoopy a stingere... perché avevo usato l'acqua fredda e perché avevo lavato i ricami prima di assemblarli... Inoltre le macchie non erano vicine ai colori rossi, ma un po' sparse ovunque...
Poi ho preso la coperta (ricordate, bambini? ecco la coperta!) e ho visto una macchia piccola e scura... e rossa.
E in una piccola vertigine mi sono ricordata dell'incidente col mercuro cromo di quasi tre anni fa...

Ma non è ancora finita.

Nel pomeriggio sono andata a rientrare la roba stesa fuori ad asciugare e.... miracolo! Le macchie sono sparite! Sono sparite dalla tela ma sono sparite anche dall'aida! Solo una piccola è rimasta: sotto la molletta che reggeva tutta la stoffa.

Che sia stato il sole a far sbiadire le macchie, o anche la sola aria.... sono contenta e mi sento miracolata!

Progetto letto

Niente castelli. Bellissimi, per carità, ma durano poco e già tra 5-6 anni potrebbe sentirsi troppo "grande" per dormire nel bosco come Biancaneve...

Stamattina abbiamo fatto un po' di giri e abbiamo deciso dove comprare il materasso e la rete, ossia dove quattro anni fa comprammo il materasso matrimoniale per noi.
A Palermo ci sono due grandi fabbriche di materassi ma, non si capisce perché, una è estremamente più cara rispetto all'altra, nell'ordine che con gli stessi soldi coi quali dall'una compreremmo il solo materasso, dall'altra ci viene un materasso più alto, la rete e il cuscino. Boh?

Nel primo pomeriggio ho finito di dipingere le tavole di legno che poggeremo al muro, per lo meno nella parte che resterà scoperta dall'imbottitura. Ho anche dato il flatting alla mensolina che correderà la testa del letto, dato che non c'è lo spazio per mettere un comodino (nonostante il comodino abbinato all'armadio lo comprammo già 2 anni fa)

E ora vi racconto della coperta, del mercuro cromo, del pannello tutto tasche e del miracolo del sole. Ma in un altro post.