16/10/08

Caccia al geco

Quando mio marito è tornato a casa, gli ho illustrato la situazione. Lui si è armato di una torcia ed è andato a frugare in tutti gli angoli più bui e nascosti della camera da letto.
Torna, rassicurante: il geco non c'è.
Afferma di aver spostato tutti i mobili, guardato sotto il letto e sotto l'armadio con l'aiuto della torcia, ha spostato la cassapanca ma dell'animaletto non c'era traccia.
Io, non so perché, ma non mi sento affatto rassicurata. Forse perché conosco le abitudini dei gechi, e quando hanno paura si intanano sempre di più non attraversano la stanza per uscire fuori dal balcone.

Ma tant'è. Ceniamo e scendiamo per mettere a letto la bambina. Prima della buonanotte io mi armo della stessa torcia che ha usato mio marito e mi faccio di nuovo il giro dei mobili.
Arrivo sotto il letto e vedo due puntolini luccicanti. Gli occhietti.

Non voglio chiedermi come sia stato possibile, per mio marito, non vederlo.

Alle 21.10, in casa Van Pelt si apre la stagione della caccia al geco.

Spalanchiamo le persiane e le porte del balcone, al che mio marito commenta "Ma se dobbiamo fare entrare tutte le zanzare tanto vale lasciarlo dentro il geco."

La bambina, un po' inquieta, dapprima vuole stare insieme a noi, nella stanza da letto, ma dopo cambia idea e decide di tornarsene nella sua stanzetta. Io, col manico di una scopa, cerco di pizzicargli la codina ma non è facile prendere la mira, essere delicate (per evitare scene splatter) e precise. Mio marito, con un'altra scopa, dovrebbe (*dovrebbe*) instradarlo verso il balcone, una volta stanato da me.

Riesco a farlo uscire da sotto il letto al terzo tentativo, solo che lui è velocissimo e mio marito si trova proprio *sul tragitto* verso il balcone, quindi il geco devia verso l'armadio e scompare.
Ma scompare davvero, inghiottito dalle viscere della terra.
Dopo il minitrambusto la bambina bussa alla porta. Vuole partecipare anche lei alla caccia al geco, ma dell'animaletto non c'è traccia. Lo cerchiamo a lume di torcia sotto l'armadio e dietro, nell'intercapedine con il muro ma niente, non si vede. E allora decidiamo di sfidare la sorte e "spostare" l'armadio *pieno* di 100 anni fa, sperando che i piedi non scelgano proprio quel momento per cedere di schianto.
Spostiamo l'armadio ed effettivamente del geco non c'è traccia.
Mio marito è sicuro di averlo visto infilare lì ma per sicurezza perlustriamo millimetro per millimetro tutta la stanza. Niente è sparito. Volatilizzato. Io spero solo che non abbia trovato qualche buco nel fondo dell'armadio e si sia infilato dentro, perché se dovessi trovarlo in mezzo ai vestiti sarebbe la volta buona che mi schiatta il cuore.

Alla fine ci siamo arresi. La bambina ha protestato leggermente, con una frase il cui doppio senso sarà chiaro solo ai siciliani di passaggio "Mamma mi dai una scopetta anche a me così do la caccia al geco?"
(In siciliano la "scupietta" è una specie di pistola, ma lei si riferiva alla scopa che tenevo io e ne chiedeva una più piccola, adatta alla sua taglia)

Adesso sono qui, a letto, pronta a dormire nella stessa stanza di un geco.
Io non penserò ad altro per tutta la notte. Voi pensate a me.

3 commenti:

utente anonimo ha detto...

e come faccio a non pensarti??? è una giornata che faccio spaventare i miei amici dicendo splat invece di booh!!!!!!!!!!!!!!!!!!1 ahahhahahahahahah


sempre più mitica tua figlia!!!

susy70 ha detto...

e tu dormirai????? io mi sarei già trasferita sul divano!!!!

yersiniapestis ha detto...

avessi io un geco in casa! son così belli!!!

quando stavo in toscana il mio giardino ne ospitava diversi